533 lettura (6 del VI anno) – L’illustrissimo di Alberto Cantoni


Bacchelli, parlando di Cantoni, dice che il Nostro era negato per scrivere capolavori. Pirandello, invece, ne fu un apologeta per il suo umorismo. Io, più modestamente, vi posso esprimere la mia semplice opinione di lettore: mi sono divertito e non poco. L’autore descrive la vita contadina del Mantovano con dovizie di particolari, tentando di denunciare l’assenza dei proprietari terrieri che si disinteressavano della vita agricola: propensi a guadagnarci, ma non a investirci. L’illustrissimo, alla fine, dopo essere stato tanto bistrattato, ne esce, tutto sommato, bene. La Giovannona è uno dei personaggi meglio riusciti delle mie letture.

Voto: 9, 5/10 al libro e 10/10 alla mia spacciatrice di libri classici

INCIPIT

Come era bello (una buona ventina d’anni fa) quel ricchissimo conte Galeazzo di Belgirate. Alto, con un torace da titano ribelle, con le mani bianchissime, con gli occhi azzurri e malinconici…

ITA MISSA EST

… ma non deve essere cosa molto divertente nemmeno là.

TRAMA

L’illustrissimo è il signore, pei contadini della Lombardia: il padrone ch’essi non han mai veduto, e che si figurano tiranno spesso spietato attraverso il fattore ladro e parassita, con cui trattano; non si fanno perciò scrupolo di frodarlo come e quanto più possono. Ora immaginate che questo Illustrissimo sia mandato da una donna saggia e apparentemente capricciosa, in penitenza e per una prova d’amore – dice lei – ma in verità per fargli acquistare quell’esperienza che gli manca, nelle sue terre, fra i suoi contadini, travestito, per allogarsi come bracciante in una casa d’un suo mezzaiuolo…

COLLEGAMENTI

Alberto Cantoni

Le opere di Cantoni in formato elettronico

Cantoni su Liberliber

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488 lettura finita (61/V anno) – Il gioco degli specchi di Andrea Camilleri


Il gioco degli specchi di Camilleri

Lettura di luglio 2011

Montalbano è sempre Montalbano anche quando ormai il libro ti sembra di averlo già letto e la situazione non è nuova. Il personaggio è bello… però una svolta non guasterebbe.

Voto:  7,5/10

Incipit

Era da minimo dù ure che sinni stava assittato, completamenti nudo come Dio l’aviva fatto, supra a ‘na specie di seggia che assimigliava perigliosamente a ‘na seggia lettrica…

Ite missa est

Era proprio ‘na bella jornata.

Plus

Una certezza.

Minus

Si ripete un po’ troppo.

Quale lettore

Il camilleriano.

Trama da Ibs

“Il commissario Montalbano si tiene costantemente d’occhio. È frastornato dai trasognamenti. Qualcuno gioca ingegnosamente con lui. Misura i passi del commissario. Li indirizza. Li spinge là dove è inutile che vadano: lungo piste che, se sono giuste, si rendono irriconoscibili, si cancellano, o si labirintizzano. Montalbano ha una sua cultura cinematografica. E gli viene in mente il vecchio film ‘La signora di Shanghai’ di Orson Welles: il torbido noir, con tutti i suoi scombussolamenti, e tutti i suoi illusionismi barocchi. Montalbano entra nel film. E vede se stesso disorientato, dentro la scena finale, nella sala degli specchi di un padiglione del Luna Park. Il prodigio degli specchi altera lo spazio visibile. Si spara. Ma non si capisce se i bersagli sono reali o esito di un gioco di specchi. Un villino, un giro di macchine, una storia d’amore un po’ scespiriana, due esplosioni apparentemente insensate, un proiettile senza tracciabile direzione, una coppia di cadaveri, bruciato uno, bestialmente violentato l’altro, entrano nella trama del romanzo. La narrazione si concede focali corte, inquadrature insolite, avanzamenti lentissimi alternati a piani-sequenza vertiginosi. Scorre come un film. Turba e sconvolge, ma non si nega qualche respiro ludico, utile anch’esso alla soluzione del giallo. Persino Catarella ha il suo momento di gloria, alla fine.” Salvatore Silvano Nigro

Scheda dei libri

Autore:    Camilleri, Andrea
Titolo: Il gioco degli specchi / Andrea Camilleri
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2011
Descrizione fisica: 255 p. : 17 cm.
Collezione: La memoria ; 858
Numeri    ISBN – 88-389-2563-1
ISBN – 9788838925634
Nomi: Camilleri, Andrea scheda di autorità
Classificazione Dewey:    853.914 (21.) NARRATIVA ITALIANA, 1945-1999

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Il progetto Montalbano

Camilleri su il Quaderno

Discutiamone insieme sul forum

486 lettura finita (59/V anno) – Odore di chiuso di Marco Malvaldi


Odore di chiuso di Marco Malvaldi

Lettura di giugno 2011

Divertente è divertente… estivo è estivo… insomma questo romanzo di Malvadi non mi è dispiaciuto per niente. Se un appunto si ha da fare è circa la “posizione” del narratore. Ben presente nel romanzo, fa sentire la sua voce più volte. Fin qui nulla da dire: mi piace  lo scrittore che ogni tanto fa notare la sua presenza. Meno, tuttavia, mi ha soddisfatto il richiamo ripetuto ai giorni nostri; utile per strappare un sorriso, meno piacevole, secondo me, perché spezza il bel clima di fine ottocento costruito.

Voto:  8/10

Incipit

L’aspetto della collina di San Carlo dipende principalmente dall’ora della giornata. Di mattina, il sole si alza alle spalle del colle; e poiché il castello è stato costruito un po’ sotto la sommità, i suoi raggi diretti non arrivano a penetrare nelle finestre della camere dove riposano il settimo barone di Roccapendente, i suoi familiari e i suoi (solitamente molti) ospiti, che così possono tranquillamente dormire fino a tardi.

Ite missa est

Neppure questo è un caso.

Plus

Divertente, mi è piaciuta la prosa e il lessico.

Minus

Ciò che si diceva sopra e qualche svista nell’edizione qua e là.

Quale lettore

Per tutti. Da prendere in considerazione come lettura estiva per le scuole superiori (ultimi anni).

Trama

In un castello della Maremma toscana vicino alla Bolgheri di Giosuè Carducci, arriva un venerdì di giugno del 1895 l’ingombrante e baffuto Pellegrino Artusi. Lo precede la fama del suo celebre “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, il brioso e colto manuale di cucina, primo del genere, con cui ha inventato la tradizione gastronomica italiana. Ma quella di gran cuoco è una notorietà che non gli giova del tutto al castello, dove dimora la famiglia del barone Romualdo Bonaiuti, gruppo tenacemente dedito al nulla. La formano i due figli maschi, Gaddo, dilettante poeta che spera sempre di incontrare Carducci, e Lapo, cacciatore di servette e contadine; la figlia Cecilia, di talento ma piegata a occupazioni donnesche; la vecchia baronessa Speranza che vigila su tutto dalla sua sedia a rotelle; la dama di compagnia che vorrebbe solo essere invisibile, e le due cugine zitelle. In più, la numerosa servitù, su cui spiccano la geniale cuoca, il maggiordomo Teodoro, e l’altera e procace cameriera Agatina. Contemporaneamente al cuoco letterato è giunto al castello il signor Ciceri, un fotografo: cosa sia venuto a fare al castello non è ben chiaro, come in verità anche l’Artusi. In questo umano e un po’ sospetto entourage, piomba gelido il delitto. Teodoro è trovato avvelenato e poco dopo una schioppettata ferisce gravemente il barone Romualdo. I sospetti seguono la strada più semplice, verso la povera Agatina. Sarà Pellegrino Artusi a dare al delegato di polizia le dritte per ritrovare la pista giusta.

Scheda dei libri

Autore: Malvaldi, Marco
Titolo: Odore di chiuso / Marco Malvaldi
Edizione: 5. ed
Pubblicazione Palermo: Sellerio, 2011
Descrizione fisica: 198 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 839
Numeri:    ISBN – 88-389-2544-5

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Marco Malvaldi

Discutiamone insieme sul forum

470 lettura finita (54/V anno) – L’affaire Moro di Leonardo Sciascia


Affaire Moro di Leonardo Sciascia

Lettura di febbraio 2011

Un instant-book, forse, ante litteram. Moro fu rapito e ucciso nella primavera 1978 ed il saggio uscì il 4 ottobre dello stesso anno. Sciascia ripercorre i giorni del rapimento facendo un’analisi originale, fuori dal coro, non ortodossa secondo i canoni di quegli anni. Divenne pure deputato nelle file Radicali per poter seguire da vicino la faccenda. E’ un libro che fa riflettere, che offre un altro angolo di lettura della drammatica vicenda

Voto: 9,5/10

Incipit

Ieri sera, uscendo per una passeggiata, ho visto nella crepa di un muro una lucciola. Non ne vedevo, in questa campagna, da almeno quarant’anni: e perciò credetti dapprima si trattasse di uno schisto nel gesso con cui erano state murate le pietre o di una scaglia di vetro…

Ite missa est

“Tu, o Signore, non hai esaudito la nostra supplica”.

Plus

Il punto di vista dell’autore.

Minus

Nulla.

Trama

Il libro di Sciascia è stato scritto “a caldo” nel 1978. Mentre, in una gara di codardia, i politici italiani, nonché i giornalisti, si affannavano a dichiarare che le lettere di Moro dalla prigionia erano opera di un pazzo o comunque prive di valore perché risultanti da una costrizione, Sciascia si azzardò a “leggerle”. Riuscì in tal modo a ricostruire una intelaiatura di pensieri, di correlazioni, di fatti che sono, fino a oggi, ciò che più ci ha permesso di avvicinarci a capire, un episodio orribile della nostra storia. Presentando il libro nella edizione del 1983, Sciascia scriveva: “questo libro potrebbe anche esser letto come opera letteraria”. Ma l’autore (membro della Commissione parlamentare d’inchiesta) lo ha vissuto come “opera di verità”.

Scheda dei libri

Autore: Sciascia, Leonardo
Titolo: L’ affaire Moro / Leonardo Sciascia
Edizione: 2. ed
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 1978
Descrizione fisica: 146 p. ; 22 cm
Collezione: La civilta perfezionata
Nomi: Sciascia, Leonardo

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Aldo Moro

Leonardo Sciascia

Sciascia su Il Quaderno

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449 lettura finita (34/V anno) – Il sorriso di Angelica di Andrea Camilleri


Andrea Camilleri - Il sorriso di Angelica

Lettura di Novembre 2010

Nuovo episodio del commissario Montalbano. Il giudizio si deve ripetere per forza. Il romanzo lo fa il personaggio e non la storia…

Voto: 8/10

Plus

Montalbano e la Sicilia.

Minus

Ogni tanto “già letto”.

Quale lettore?

Alla portata di tutti dai 16 in su.

Incipit

S’arrisbigliò subitaneo e si susì a mezzo con l’occhi prontamente aperti pirchì aviva di sicuro sintuto a qualichiduno che aviva appena appena finuto di parlare dintra alla sò cammara di letto.

L’Ite Missa est

… e sinni scappò  fora dallo spitali.

Trama

Gli anni non impediscono a Montalbano di riaccedere alle venture e agli incanti dell’esperienza adolescenziale: all’inadeguatezza emotiva, alle fantasticaggini, ai risalti del cuore, ai turbamenti, alla tenera e trepida lascivia; alle affezioni precipitose, anche: dagli scoppi d’ira, agli schianti di gelosia. Conosce a memoria la poesia “Adolescente” di Vincenzo Cardarelli. Recita a se stesso i versi sul “pescatore di spugne”, che avrà la sua “perla rara”. E sa, non senza diffidenza e discorde sospetto di decrepitezza, quando più e quando meno, tra il lepido e il drammatico, che “… il saggio non è che un fanciullo / che si duole di essere cresciuto”. Non crede invece, alla sua “saggezza”, la fidanzata Livia. E scambia per un tratto di guasconeria la confessione di un tradimento, fatta con la schiettezza propria dell’età men cauta. Montalbano è stato folgorato dalla bellezza, sensualmente sporca di vita, della giovane Angelica. Un misterioso personaggio, nascosto in un gomito d’ombra, confonde il commissario con una giostra di furti architettati geometricamente, secondo uno schema d’ordine di pedante e accanita astuzia. Quale sia la posta in gioco è da scoprire. La vicenda è ingrovigliata e ha punte d’asprezza. E intanto Montalbano si vede in sogno, costretto in un’armatura di cavaliere, e buttato dentro un torneo. Fuor di sogno, nel vivo delle indagini, irrompe, in questa “gara” similariostesca, la nuova Angelica.

Scheda del libro

Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: Il sorriso di Angelica / Andrea Camilleri
Edizione: 6. ed
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2010
Descrizione fisica: 257 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 833
Numeri: ISBN – 88-389-2528-3
Nomi: Camilleri, Andrea

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Il commissario Montalbano in Tv

Andrea Camilleri

Salvo Montalbano

Camilleri su IL QUADERNO

Parliamone insieme sul forum

438 lettura finita (23/V anno) – La caccia al tesoro di Andrea Camilleri


La caccia al tesoro - Andrea Camilleri

Lettura di ottobre 2010

Montalbano l’ho trovato in forma, l’autore un po’ meno. Si percepisce stanchezza nella narrazione e la soluzione è… scontata. O sono diventato bravo nel risolvere i gialli oppure l’intreccio era troppo semplice da risolvere… Opto per la seconda ipotesi.

Voto: 7/10

Plus

Montalbano.

Minus

Soluzione fin troppo semplice e sintomi di stanchezza nella narrazione.

Quale lettore?

Montalbano è alla portata di tutti. Basta aver pazienza e fare il callo alla “lingua”.

Incipit

Che Gregorio Palmisano e sò soro Caterina erano pirsone chiesastre fin dalla prima gioventù, era cosa cognita in tutto il paisi. Non si pirdivano ‘na funzioni matutina o sirali, ‘na santa missa, un vespirto, e certi volte annavano in chiesa macari senza un pirchì, sulo che ne avivano gana.

L’Ite Missa est

… e dirle che nella stissa jornata sarebbi arrivato a Boccadasse.

Trama

Un torpore inerte ha invaso il commissariato di Vigàta: un tedio strascicato. Ammortisce pure il trallerallera di Catarella, che adesso incespica tra rebus e cruciverba. Montalbano legge un romanzo di Simenon, e distratto va sfogliando una vecchia annata della “Domenica del Corriere”: al telefono continua il dai e ridai querulo e molesto della suscettibile fidanzata, lontana sempre, lontanissima. Eppure un diversivo c’era stato. Due anziani bigotti, fratello e sorella, a furia di preterìe e giaculatorie, avevano rincappellato pazzia sopra pazzia. La loro demenza era arrivata al fanatismo delle armi. E la sceriffata santa aveva lasciato sul campo uno strumento di passioni tristi e appassite: una bambola gonfiabile, disfatta dall’uso; una di quelle pupazze maritabili che (diceva Gadda) tu le “basci, e ci piangi sopra, e speri icchè tu voi. E, fornito il bascio, te tu la disenfi e riforbisci e ripieghi e riponi, come una camiscia stirata”. Un’altra bambola gemella, ugualmente disfatta, ma data per cadavere di giovane seviziata, era stata trovata poi in un cassonetto della spazzatura, in via Brancati. Sembrò una stravaganza.

Scheda del libro

Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: La caccia al tesoro / Andrea Camilleri
Edizione: 5. ed
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2010
Descrizione fisica: 271 p. ; 17 cm
Collezione: La memoria ; 820
Numeri: ISBN – 88-389-2478-3
Nomi: Camilleri , Andrea

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Il commissario Montalbano in Tv

Andrea Camilleri

Salvo Montalbano

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428 lettura finita (13/V anno) – Felis-Mulier di Giovanni Verga


 

Felis-Mulier di Giovanni Verga

 

Lettura di ottobre 2010

Un incrocio tra Jane Austin e Dumas. Un Verga non verista alle prese con un romanzo alla moda. Me lo sono immaginato bene il Verga trentenne in cerca di successo. Anche se la storia è una di quelle “già lette”  è scrtitta con maestria.

Voto: 8,5/10

Plus

Come i quadri dei “grandi”. Anche le opere minori sono capolavori.

Minus

Una storia d’amore come tante (nella letteratura del’800).

Quale lettore?

Pubblico adulto uso ai classici. (Altrimenti potrebbe sembrare antico)

Incipit

Nel febbraio del 1865 era venuto ad alloggiare nell’Albergo New Jork un mio amico d’infanzia, addetto d’ambasciata, che non avevo più visto da parecchi anni. La lontananza sembrava aver gettato un mare di ghiaccio fra le nostre relazioni.

L’Ite Missa est

L’uomo di quella passione non era morto in quel grido?

Trama
«Tigre reale mi fu detto essere un titolo non del tutto nuovo. Vi piace Felis-Mulier?», scriveva Verga, poco più che trentenne, al suo editore Treves. Il riferimento era fatto a quella che finora è stata nota come la prima stesura del più celebre romanzo «mondano» di Verga, Tigre reale appunto: una prima stesura che non piacque all’editore e lo scrittore mise da parte e fu poi dimenticata. Ma a riprenderla oggi si scopre – come ha fatto la curatrice di questo volume, Rita Verdirame – che di un altro romanzo si tratta del tutto diverso dalla sua versione successiva: rispetto a Tigre reale risulta semplificato lo spessore erotico e psicologistico. Invece, intorno alla storia d’amore tra un «uomo di lusso» e una felina e seducente maliarda, si snoda una girandola di avventure. Sicché senza troppo azzardo, si può rischiare di dire che Felis-Mulier sia l’unico romanzo d’avventure, sullo schema del feuilleton alla Dumas, scritto da un giovane Verga in cerca di una ricetta che gli garantisse la fama e il denaro.

Scheda del libro

Autore: Verga, Giovanni <1840-1922>
Titolo: Felis-Mulier / Giovanni Verga ; a cura di Rita Verdirame
Pubblicazione:    Palermo : Sellerio, \1999!
Descrizione fisica: 136 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 453
Numeri: ISBN – 88-389-1504-0
Nomi: Verga, Giovanni <1840-1922>
Verdirame, Rita
Classificazione:     853.8 – NARRATIVA ITALIANA, 1859-1899

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Giovanni Verga

Verga sul Quaderno

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416 lettura finita (1/V anno) – Le rose del ventennio di Gian Carlo Fusco


Le rose del ventennio di Gian Carlo Fusco

Lettura di settembre 2010

Scoperto con  L’Italia al dente, Fusco si è confermato nel giudizio con questa serie di racconti irridenti del regime fascista e rispettosi nei confronti dei combattenti (quelli veri). Guardando al passato, Fusco, preannuncia i nostri giorni e fa sorgere una domanda: ma è davvero così miope l’uomo  italiano? Davvero non si erano accorti e non si accorgono di nulla? Illuminante.
Voto: 9/10

Plus

Bello lo stile, ottimo narratore.

Minus

Nessuno.

Quale lettore?

per il lettore .

Incipit

La mattina del 7 novembre 1921, l’Augusteo di Roma straripava di delegati provinciali del Movimento Fascista, affluiti alla capitale in occasioe del congresso del quale si sapeva che il movimento sarebbe uscito trasformato in partito nazionale.

L’Ite Missa est

Mentre si allontanava dal tram che riprendeva la corsa, notai che sulla sua mano sinistra il guanto nero non c’era più.

Trama

Uno strano destino – ma non insolito in un paese di poca memoria come Sciascia diceva essere il nostro – coinvolge la fortuna letteraria di Gian Carlo Fusco. Scrittore apprezzato dai molti che l’abbiano letto, giornalista di memorabili cronache, non compare nelle enciclopedie e nelle storie della letteratura. Eppure, tre dei suoi libri almeno, “Duri a Marsiglia”, “Guerra d’Albania”, e questo “Le rose del ventennio” (pubblicato per la prima volta alla fine degli anni Cinquanta), sono di quelli dotati del potere di incidere, con l’efficacia del proverbiale, ricordi deliziosi e deliziati, che la vita quotidiana risuscita di continuo nonostante il passare del tempo e per quanti cambiamenti trascorrano negli ambienti e nella storia.

Scheda del libro

Autore: Fusco, Gian Carlo
Titolo: Le rose del ventennio / Gian Carlo Fusco ; con una nota di Beppe Benvenuto
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, [2000]
Descrizione fisica: 150 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 466
Numeri:    ISBN – 88-389-1584-9
Nomi: Fusco , Gian Carlo
Benvenuto, Beppe
Classificazione:     853.914 – NARRATIVA ITALIANA, 1945-1999

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412 lettura finita (75/IV anno) – L’Italia al dente di Gian Carlo Fusco


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L'Italia al dente di G. Fusco

Lettura di settembre 2010

Altro romanzo dedicato alla pasta. Racconti in salsa fascista (e molto ironica) con filo conduttore un buon piatto di pasta al sugo. Fusco è strepitoso: mi piace molto il suo modo di scrivere. La lettura scorre veloce e il sorriso è, spesso, inevitabile. Un autore che meriterebbe una miglior collocazione e diffusione (nonostante sia edito da Sellerio).

Voto: 9,5/10

Plus

Divertentente, ben scritto, di agevole lettura

Minus

Troppo breve.

Quale lettore?

Un pubblico maturo, ma solo per poter apprezzare la cornice storica.

Incipit

Questo libro, quasi commestibile, è dedicato a due galantuomini, nati e vissuti, nel secolo scorso, in Campania. Quando il 42° parallelo non era ancora il coperchio della Cassa del Mezzogiorno. Si chiamavano Giovanni Voiello e Raffaele Fusco.

L’Ite Missa est

S’è fatto nuvolo! Che dite? Pioverà?

Descrizione

Le memorie, l’ironia, una capacità di raccontare composta di divertimento e desiderio di condividere, una scrittura naturalmente felice, senza mai un inciampo o un artificio, un bacino di aneddoti in cui pescare pressoché sconfinato, la vanità umanissima e affascinante di credere e far credere di averli tutti vissuti in prima persona. Sono alcune qualità narrative di Gian Carlo Fusco, da cui fluiscono racconti brevi e lunghi tanto originali e piacevoli da stupirsi che siano rimasti tanto a lungo in ombra, dopo la morte dello scrittore, fino alla riscoperta recente a partire dalle Rose del ventennio (ripubblicato da questa casa editrice nel 2000). Ma dentro di essi circola anche l’onda elettrica dell’intelligenza da ritrattista: forse pochi come Fusco hanno saputo capire e ritrarre, con pochi tratti di scrittura, in un episodio, in una battuta, nel capriccio di un evento, il carattere degli italiani, quell’eterno italico che in certe situazioni, in certe stagioni circoscritte o in certe strutture ricorrenti della storia sembrano distillarsi nella loro più cristallina purezza: i vizi, ma anche le doti. E quando si dice «vizi degli italiani» si pensa immediatamente a un fustigare moralistico, all’invettiva e al sarcasmo, ma dall’umorismo di Fusco sono del tutto assenti, prevalente è una specie di felicità di esserci comunque. E quando una certa figurina, un carattere o un personaggio offrono, come in ogni racconto accade, l’esemplare micidiale dei tempi, vibra come un moto di contentezza per la possibilità di divertircisi. E si trasmette al lettore, come in questi bozzetti di italiani fino ad oggi inediti, cose viste prevalentemente in età fascista, che raggiungono il culmine e si risolvono in un pranzo, per lo più a base di pasta.
Scheda del libro

Autore: Fusco, Gian Carlo
Titolo: L’ Italia al dente / Gian Carlo Fusco ; con una nota di Beppe Benvenuto
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, [2002]
Descrizione fisica: 108 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 554
Numeri: ISBN – 88-389-1806-6
Nomi: Fusco, Gian Carlo
Benvenuto, Beppe
Classificazione: 853.914 – NARRATIVA ITALIANA, 1945-1999

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393 lettura finita (56/IV anno) – L’albergo delle tre rose di Augusto De Angelis


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Augusto De Angelis, L'albergo delle tre rose

Lettura di luglio 2010

Lettura di svago dopo una serie di libri piuttosto impegnativi. Si svolge tutto in una notte, in solo luogo. Non facile pensarlo, non facile scriverlo. Il risultato è abbastanza convincente. Per spazio temporale e luogo, come dicevo, il romanzo risulta piuttosto lento. Comunque sia, carino.

Voto: 7,75/10

Incipit

Pioveva a lunghi fili, che al riverbero dei fanali parevan d’argento. La nebbia diffusa, fumosa, penetrava coi suoi aghi nel volto. Sul marciapiede scorreva ondeggiando la infinita teoria degli ombrelli. Automobili in mezzo alla via, qualche carrozza, i tranvai colmi. Alle sei del pomeriggio il buio era fitto, in quei primi giorni del dicembre milanese.

Trama

In un albergo popolato di strani figuri che si dedicano, la notte, al gioco d’azzardo, è stato ucciso, prima pugnalato e poi impiccato, un giovane inglese. Seguono a questo altri omicidi, mentre arriva in albergo un avvocato, anch’egli inglese, che deve leggere agli eredi un testamento la cui validità è, misteriosamente, sottoposta alla presenza di tre bambolette di porcellana. E in questa atmosfera da Agatha Christie, De Vincenzi indaga e scopre una verità che alla fine niente ha a che dire con le raffinatezze del delitto all’inglese. Piuttosto con la turpe e disillusa “Milano calibro 9” che sarà di Scerbanenco.

Scheda del libro

Autore: De Angelis, Augusto
Titolo: L’ albergo delle tre rose / Augusto De Angelis ; con una nota di Beppe Benvenuto
Edizione: 2. ed
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2003
Descrizione fisica: 269 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 539
Numeri:    ISBN – 88-389-1783-3
Nomi: De Angelis, Augusto

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Biografia dell’autore

Note sulla serie televisiva degli anni ’70

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380 lettura finita (43/IV anno) – Il sarto della stradalunga di Giuseppe Bonaviri


Il sarto della stradalunga di Giuseppe Bonaviri

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Lettura di luglio 2010

Piacevolmente sorpreso da questo romanzo scoperto per caso frugando tra gli scaffali della biblioteca. Tre io narranti, due generi (maschile e femminile), due generazioni (padre e figlio): stessa miseria, stesso prospettive (nulle) di futuro. Mi è parso di riscoprire in queste pagine il ciclo dei vinti. I protagonisti non riescono a vedere il loro futuro oltre il confine del loro paese, l’ignoranza la fa da padrona, la superstizione vince la ragione. Eppure parliamo di un’Italia di qualche decennio fa, non di un paese antico. Quanto di ciò sopravvive ancora? La sensazione mi dice molto.

Voto: 8/10

Incipit

Io don Pietro Scirè sarto della stradalunga, costretto dall’ozio di questi mesi di fitto inverno, mi propongo di scrivere qualche pagina sulla mia vita. Finite le feste di Natale in cui i contadini, con le berrette calate sino alle orecchie per il freddo, mi girano attorno o per i calzoni di tricot o per la giacca vecchia da rivoltare…

Trama

È la storia di una modesta famiglia artigiana di Mineo, in provincia di Catania, narrata da tre componenti, il padre Pietro, cioè il sarto della stradalunga, sua sorella Pina, il figlio undicenne Peppi. La narrazione si articola in tre parti distinte che si intersecano e si contraddicono, completandosi a vicenda. Il libro riflette la condizione sociale di miseria secolare della Sicilia negli anni Cinquanta, ma lo fa in modo originale, lontano dagli schemi narrativi allora consueti. Mentre la spinta del neorealismo si andava esaurendo si intensificavano i tentativi di percorrere nuove strade, e certamente “l’esperimento”di Bonaviri era tra i più originali.

Scheda del libro

Autore: Bonaviri, Giuseppe
Titolo: Il sarto della stradalunga / Giuseppe Bonaviri ; con una nota di Salvatore Silvano Nigro
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, [2006]
Descrizione fisica: 173 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 696
Numeri:    ISBN – 88-389-2150-4
Nomi: Bonaviri , Giuseppe
Nigro, Salvatore S.
Classificazione:     853.914 – NARRATIVA ITALIANA, 1945-1999

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Giuseppe Bonaviri

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374 lettura finita (37/IV anno) – Lo sguardo estraneo di Herta Muller


Lo sguardo estraneo di Herta Muller

Lettura di giugno 2010

Prosegue la mia lenta scoperta dell’ultimo nobel della letteratura. Testo brevissimo e quasi “filosofico”. O per lo meno, per come è scritto e ragionato, così mi è sembrato. La scrittirice rumena mi spiazza sempre. Non riesco a collocarla, non mi riesce di dire se mi piace o meno. Come lettore mi mette a disagio. Resta il fatto che continuo a cercare i suoi libri.

Voto: 7,5/10

Incipit

La primissima caratteristica che si colse in questo testo fu lo sguardo estraneo. E cio’ sarebbe dovuto al fatto che io in Germania ci sono arrivata da un altro paese. Un occhio estraneo arriva in una terra che gli è estranea – una deduzione che sta bene a molti, ma non a me.

Descrizione

“L’uomo dei servizi segreti lascia cadere la sua sentenza incongrua: “gli incidenti stradali possono capitare”. All’indomani la bicicletta e Herta sono investite. Lei non andrà più in bicicletta, i campi e le strade non le scorreranno più accanto e sotto. È solo il primo episodio di un racconto che intende esemplificare l’insediarsi dell’altro sguardo estraneo, quello della paura e della vigilanza: poi vengono gli episodi ulteriori, l’ustione ai capelli, l’adescamento dei profumi, le perquisizioni domestiche. Ma è anche, non so quanto deliberata, la metafora di un modo perduto d’essere, e dunque di pensare e raccontare e scrivere, in cui le cose scorrono, si succedono l’una all’altra piacevolmente e logicamente, seguono una musica continua. La scrittura di Herta è, al contrario, rotta e slegata (slegato è aggettivo decisivo, in lei), e non solo la scrittura, ma l’esistenza intera, le notti e i giorni. Sul suo spartito, il tempo è spezzato. Lo sguardo estraneo, nella varietà di nomi che l’hanno definito, è una solida categoria della letteratura e delle arti in genere: la battaglia di Waterloo vista con gli occhi di una cavalla ferita a morte, o il genere umano con quelli del vecchio trottatore pezzato Cholstomer, fino all’Effetto di straniamento teorizzato e praticato dal teatro di Brecht.” (dalla Nota di Adriano Sofri). Tratto dal risvolto di copertina.

Scheda del libro

Autore: Muller, Herta
Titolo: Lo sguardo estraneo, ovvero La vita e una scorreggia in un lampione / Herta Muller ; traduzione di Mario Rubino ; con una nota di Adriano Sofri
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2009
Descrizione fisica: 59 p. : ill. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 803
Titolo uniforme: fremde Blick oder das Leben ist ein Furz in der Laterne.
Numeri:    ISBN – 88-389-2466-X
Nomi: Muller, Herta
Sofri, Adriano
Rubino, Mario
Classificazione:     833.914 – NARRATIVA TEDESCA. 1945-

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Herta Muller nel “Quaderno”

Herta Muller

Il premio nobel

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369 lettura finita (32/IV anno) – Il conte di Cagliostro di Aleksej Tolstoj


Il conte di Cagliostro di Aleksej Tolstoj

Lettura di giugno 2010.

Mi ha sorpreso per l’atmosfera che l’autore riesce a creare: il clima perfetto per una storia del genere. Il romanzo è molto breve, si legge in un amen. Impossibile non ricordare altri grandi classici alle prese con creature “mostruose” (Shelley, Stevenson). Non concordo con quanto scritto qui sotto in quarta di copertina.

Voto: 8/10

Trama

Nasce il riso, secondo Bergson, dal vedere qualcosa di meccanico applicato al vivente. In questa luce, Il conte di Cagliostro è opera eminentemente comica. Il meccanicismo di un luogo tipico della letteratura fantastica e raccapricciante – un ritratto di donna rievocato in vita (in grazia dei poteri negromantici di un Cagliostro buffonesco e calcolatore) – si applica alle viventi vicende d’amore di un giovane ingenuo. L’effetto è il comico. E forse si trova, in questo racconto pubblicato da Aleksej Tolstoj in ultima stesura nel 1928, un contrasto con le successive e famose opere, Pietro il Grande, Ivan il terribile. In queste s’esaltava, epicamente (anche col favore del momento politico e a favorirlo), la figura possente nella storia; nel Conte di Cagliostro sembra stornarsi nel comico il potere dispotico; il quale applica a destini viventi un disegno estrinseco, un meccanismo, e l’aspetta, appunto, il riso.

Incipit

Nel distretto di Smolesenk, in mezzo a colline ricoperte da campi di grano e boschetti di betulle, sul greto altro di un fiume, sorgeva la residenza signorile di Biancaforte, antico feudo dei principi Tulupov.

Scheda del libro

Autore: Tolstoj, Aleksej Nikolaevic
Titolo: Il conte di Cagliostro / Aleksej Tolstoj ; traduzione e nota di Renzo Oliva
Edizione: 3. ed
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 1992
Descrizione fisica: 84 p. ; 17 cm.
Collezione:  La memoria ; 145
Nomi: Tolstoj, Aleksej Nikolaevic

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Aleksej Tolstoj

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358 lettura finita (21/IV anno) – Cristina e il suo doppio di Herta Muller


Muller, Herta - Cristina e il suo doppio

Lettura di maggio 2010

Si stenta a credere quanto c’è scritto. Eppure funzionava proprio così. Terribile da leggere, deve essere stato un vero incubo vivere in questa maniera. Mi sono riconciliato, dopo la lettura de Il paese delle prugne verdi, con questa eroica scrittrice rumeno-tedesca. Da leggere per non dimenticare.

Voto: 9/10

Incipit

Per me ogni viaggio in Romania è anche un viaggio in un’altra epoca della mia vita, in cui non seppi mai se ciò che mi accadeva era qualcosa di fortuito oppure di inscenato ad arte.

Trama

“Dovunque arrivassi, mi sono trovata a dover convivere con questo mio doppio. Non si limitavano a mandarmelo al seguito, succedeva anche che mi precorresse. Benché sin dall’inizio io abbia scritto sempre e soltanto contro la dittatura, il mio doppio continua fino ad oggi a battere la sua strada per i fatti propri. Si è reso autonomo”. Solo dopo insistenti richieste e ripetuti tentativi nel 2004 Herta Müller ha potuto visionare il suo doppio, ovvero il fascicolo che la Securitate di Bucarest aveva costruito ai suoi danni. Nome in codice “Cristina”, novecento pagine di un dossier incompleto, sottoposto ad accurata “pulizia” da parte dei nuovi servizi rumeni, quelli non più comunisti. E seguendo il fascicolo l’autrice ha scritto questo, da lei stessa definito “racconto autobiografico”. Lucida testimonianza letteraria sull’arma più micidiale in mano al potere opaco, che domina mediante il possesso esclusivo dell’informazione: l’arma della disinformazione. Più sottile della semplice calunnia che agisce soprattutto tra i nemici, la disinformazione invece punta a distruggere le vittime nel campo degli amici, seminando quei dubbi e sospetti che proprio gli amici debbono temere. Herta Mùller ne fu vittima, perché tedesca in terra rumena e perché scrittrice “ai margini”.

Scheda del libro

Autore: Muller, Herta
Titolo: Cristina e il suo doppio
Editore: Sellerio
Collana: La memoria, 808
Descrizione fisica: cm 15, 63 p.

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Herta Muller

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344 lettura finita (7/IV anno) – Natale a Comodoro Rivadavia di Luca Toscani


Natale a Comodoro Rivadavia di Luca Toscani

Natale a Comodoro Rivadavia di Luca Toscani

Lettura di dicembre 2009

Sottile e, quindi, agile libretto che si è dimostrato un piccolo gioiello. Freddo, caldo, freddo sud America e nord Africa. Due deserti, due terre diversamenti ostili. Ho fatto un bel viaggio in compagnia dell’autore. Fosse stato, il libro, anche un po più “spesso” non sarebbe stato per niente male. Per chi ama viaggiare con la mente: consigliato.

Voto: 8,5/10

Incipit

La estacion Omnibus di retiro a Buenos Aires è a dir poco intasata in questa mattina d’estate. L’umidità è molto forte e il mio zaino pesa abbastanza. Ho comprato un biglietto diretto a Sud, per Puerto Madryn, e attendo che il bus della compagnia “La Puntual” si faccia vedere.

Trama

Il resoconto di un viaggio verso l’estremo sud del mondo i cui protagonisti sono il silenzio e la solitudine.

Scheda del libro

Autore: Toscani, Luca
Titolo: Natale a Comodoro Rivadavia / Luca Toscani
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, [2001]
Descrizione fisica: 91 p. ; 16 cm.
Collezione: Il divano ; 177
Numeri: ISBN – 88-389-1716-7
Nomi: Toscani, Luca

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Terra del fuoco

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333 lettura finita (66/III anno) – Eden Anto di Antonio Fogazzaro


Eden anto di Antonio Fogazzaro

Eden anto di Antonio Fogazzaro

Lettura dell’agosto 2009

Chiedermi di parlare di Fogazzaro, è come chiedere ad un innamorato di parlare della propria fidanzata: è la migliore. Mi piace come scrive, mi piacciono le sue storie, i suoi paesaggi, i suoi personaggi. Lo perdono persino qunado si fa noioso. Questo racconto / romanzo breve poi fugge in un attimo. Gustoso come solo lui sa essere.

Voto: 9/10

Incipit

Un amici mio, profondo in zoologia, è convinto da lungo tempo che se il più vecchio dell’ippopotami viventi camminasse ritto sulle zampe posteriori, somiglierebbe tutto, almeno nel tergo, al dottor Marcòn, assessore in una cittadina del polesine, non importa quale, e gonfiato da piccolo noataio a gran riccone,  non importa come…

Trama

Eden Anto, parole misteriose trovate in un incunabolo da un filologo dilettante che a carpirne il segreto sacrifica l’intera esistenza; e la vita, che di rado tollera il sacrificio eccessivo, contro di lui si vendica con una beffa che lo perde. Un prete di paese, buono fino alla stupidità, viene del tutto spogliato dal ‘cuore semplice’ che aveva beneficato. Cornice alle due vicende è il corso limaccioso di una provincia cupa e angusta, popolata di personaggi nei cui volti s’indovina la smorfia infida, cinica o sarcastica, mai il sorriso pietoso. Nessuno dei toni languidi e sentimentali, nessuna delle buone virtù dell’animo umano a cui Fogazzaro ha abituato i suoi lettori. Piuttosto, da questi strani e quasi insospettabili racconti filtrano i colori violacei della letteratura gotica di tardo ottocento, la sua amara ironia. E il creatore dei piccoli mondi si cela e si mostra con la maschera irridente dello scapigliato.

Scheda del libro

Autore: Fogazzaro, Antonio
Titolo: Eden Anto / Antonio Fogazzaro
Descrizione fisica: Palermo : Sellerio, \1983! – 80 p. ; 15 cm
Collezione: La memoria ; 75
Nomi: Fogazzaro, Antonio
Paese di pubblicazione:    ITALIA

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Fogazzaro sul Quaderno

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332 lettura finita (65/III anno) – Il diamante del Rajà di R.L. Stevenson


Il diamante del Rajà di Roberto Louis Stevenson

Il diamante del Rajà di Roberto Louis Stevenson

Lettura di agosto 2009

Pert trovare la trama da pubblicare ho perso almeno una ventina di minuti. E l’ho trovata, breve, cercando il titolo in lingua inglese abbinato ad un ebook destinato agli studenti di lingua. Pubblicato da Sellerio, in Italia non deve avere avuto una grande fortuna. Tuttavia, questo breve romanzo è gradevole, veloce da leggere e piuttosto avvincente. Letto in spiaggia sotto il sol leone in poco più di un paio d’ore. Carino.
Voto: 7/8
Incipit
All’età di sedici anni in una scuola privata, poi in uno di quei grandi istituti per quali L’Inghilterra va giustamente famosa. Mr. Harry Hartley aveva ricevuto l’educazione d’un gentiluomo. Mostrava, a quel tempo, una notevole avversione allo studio; e, poiché l’unico parente che gli era rimasto era un uomo inetto ed ignorante, Harry poté fin da allora sciupare liberamente il suo tempo in ogni genere di eleganze e di frivole spensieratezze.
Trama
Il preziosissimo diamante di Raja sembra portare sfortuna a chiunque ne entri in possesso. La moglie del legittimo proprietario, Sir Thomas Vandeleur, tenta di vendere il diamante per salvarsi dai debiti. A seguito di un furto, però, esso cadrà nelle mani di diversi personaggi, che subiranno gli effetti negativi della sua bellezza e del suo inestimabile valore. Seguite l’itinerario che porterà la splendida pietra da Londra a Edimburgo, a Parigi e scoprite che fine farà…
Scheda del libro
Autore: Stevenson, Robert Louis
Titolo: Il diamante del Raja / Robert Louis Stevenson ; traduzione di Carlo Linati ; con un saggio di Emilio Cecchi
Edizione: 3. ed
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 1989
Descrizione fisica: 133 p. ; 17 cm
Collezione: La memoria ; 2
Nomi: Stevenson, Robert Louis
Cecchi, Emilio
Linati, Carlo
Altri titoli collegati: [Titolo originale] The Rajahs diamond
Paese di pubblicazione: ITALIA
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Il preziosissimo diamante di Raja sembra portare sfortuna a chiunque ne entri in possesso. La moglie del legittimo proprietario, Sir Thomas Vandeleur, tenta di vendere il diamante per salvarsi dai debiti. A seguito di un furto, però, esso cadrà nelle mani di diversi personaggi, che subiranno gli effetti negativi della sua bellezza e del suo inestimabile valore. Seguite l’itinerario che porterà la splendida pietra da Londra a Edimburgo, a Parigi e scoprite che fine farà…

331 lettura finita (63/III anno) – Aristotele e l’anello di bronzo di Margaret Doody


Aristotele e lanello di bronzo di Margaret Doody

Aristotele e l'anello di bronzo di Margaret Doody

Lettura di luglio 2009

L’ho visto transitare parecchie volte sul banco prestiti. Una lettura scelta prevalentemente da ragazzi. Alla fine, preso dalla curiosità, non l’ho riposto a scaffale ed è rimasto in mano mia. Devo dire che è una libro gradevole, ma non eccezionale e nemmeno d’atmosfera. Mi sono sentito lontano dall’ambientazione… un po’ troppo spettatore e poco protagonista. Insomma non mi ha scaldato il cuore di lettore. Doody e Aristotele rimandati al prossimo romanzo.

Voto: 6,5/10

Incipit

Benchè fosse una gelida giornata invernale, Aristotele stava tenendo un discorso. Io avevo approfittato di un’aristocratica giornata di libertà per far parte del suo uditorio.

Trama

Blepiro, reduce di guerra e menomato in battaglia, è accusato dal cugino Kremes di simulare l’infermità per ottenere una pensione di invalidità. Blepiro è un bronzista, e nella sua bottega accoglie “una banda di gente indecente”, “una manica di ex schiavi e puttane”, e questa compagnia sregolata si attira l’ostilità dei benpensanti e soprattutto le critiche accese di un politico in carriera. Ma c’è un che di esagerato nell’accanimento e il primo tentativo di uccidere Blepiro – una colata di metallo fuso che per fortuna lo ferisce soltanto orrendamente – sembra, ad Aristotele e al suo assistente Stefanos, più il culmine di un complotto mal riuscito che la conseguenza di una campagna d’odio.

Scheda del libro

Autore: Doody, Margaret Anne
Titolo: Aristotele e l’anello di bronzo / Margaret Doody ; traduzione di Rosalia Coci
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, [2003!
Descrizione fisica: 157 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 587
Numeri: ISBN – 88-389-1904-6
Nomi: Doody , Margaret Anne
Coci, Rosalia
Altri titoli collegati: [Titolo originale] Aristotle and the ring of bronze.
Classificazione: 813.6 – NARRATIVA AMERICANA IN LINGUA INGLESE, 2000-

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Margaret Doody

Aristotele

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330 lettura finita (62/III anno) – Dalla parte degli infedeli di Leonardo Sciascia


Dalle parti degli infedeli di Leonardo Sciascia

Dalle parti degli infedeli di Leonardo Sciascia

Lettura di luglio 2009

Sciascia è maestro a trasformare in letteratura racconti di storia vera della sua Sicilia. E le sue pagine trasudano di sicilianità sia nel bene, sia nel male: storia, leggenda, caratteri, sotterfugi. E’ dolce e divertente all’inizio e si trasforma in amaro sul finale. I giusti non riescono mai a vincere. Politicamente scorretto e molto attuale. Lettura consigliata.

Incipit

A monsignor Angelo Ficarra, da più di dieci anni vescovo di Patti, il segno dei tempi nuovi fu dato da una lettera anonima. Accompagnava un articolo dell’Osservatore romano in cui si celebravano, nel decennio della morte, le virtù del cardinale Bisleti; e segnato in rosso questo passo: “Splendente esempio di vita sacerdotale, il Cardinale fu particolarmente sensibile ai problemi dell’educazione del Clero, che egli sognava santo ed eroico, e fu inesorabile nell’impedire l’accesso al Sacerdozio di coloro che egli giudicava indatti”.

Trama da wikipedia

Pastore d’anime fervente, mite, dedito alla meditazione ed alla preghiera, Ficarra è stato posto sotto osservazione perché sgradito agli ambienti locali della DC, che addebitano alla sua indifferenza per le vicende elettorali la causa delle successive sconfitte dello scudocrociato nelle elezioni a Patti ed in altri comuni vicini. Obbedendo a “indirizzi superiori” e con eccesso di zelo, la Sacra Congregazione assedia il povero Ficarra, reo, d’altro canto, d’aver scritto un saggio – poi pubblicato postumo – sulle feste religiose in Sicilia, nel quale si indaga con lucidità sulla sostanziale irreligiosità dei siciliani (ad onta dell’attaccamento a riti e tradizioni). Si vuole che il prelato rinunci alla Diocesi e si ritiri; poi, senza che lui lo chieda, gli si affianca un vescovo ausiliare e quindi si costituisce quest’ultimo come amministratore apostolico sede plena, praticamente esautorandolo del tutto; infine lo si nomina arcivescovo titolare di Leontopoli di Augustamnica, cioè gli si conferisce un titolo puramente onorifico, come è appunto per i vescovi in partibus infidelium.

Scheda del libro

Autore: Sciascia, Leonardo
Titolo: Dalle parti degli infedeli / Leonardo Sciascia
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, (c)1979
Descrizione fisica: 87pp. ; 17cm
Collezione: La memoria ; 1
Nomi: Sciascia, Leonardo

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326 lettura finita (58/III anno) – Le isole Aran di John M. Synge


Le isole Aran di John M. Synge

Le isole Aran di John M. Synge

Per tre giorni ho scorazzato sulle isole Aran insieme a John Synge. Un viaggio fatto a ritroso agli inizi del 900 quando lo scrittore Irlandese pellegrino in Europa viene convinto dal poeta Wiliam Butler Yeats a visitare le isole Aran. Personaggi particolari, paesaggi che cambiano d’umore a seconda dello stato del cielo, una società apparentemente parietaria dove tutti si sentono uguali e dove il denaro ha importanza relativa. Terra dagli odori intensi, isolata da un mare spesso crudele e sempre difficile da domare. Terra di fate e di tanti racconti ascoltati innanzi ai fuochi di torba. Insomma un libro affascinante che vale la pena di leggere.

Voto 8/9

Incipit

Eccomi in Aranmore, seduto davanti a un focherello di torba mentre mi giunge all’orecchio dalla piccola osteria sottostante un mormorio di accenti gaelici. Il piroscafo che viene ad Aran fa servizio a seconda della marea ed erano le sei stamane quando abbiamo lasciato la banchina di Galway in un denso sudario di nebbie.

Trama

La geografia delle isole Aran è assai semplice ma tuttavia merita qualche parola. Sono tre piccole isole: Aranmore, la più nordica, nove miglia di lunghezza, Inishmaan, la mediana, tre miglia e mezzo circa, e pressochè rotonda, e l’isola di sud, Inishere (in Irlandese l’isola dell’est) simile alla mediana ma lievemente più piccina. Esse si trovano a trenta miglia circa da Galway, nel centro dell baia, ma non molto distanti dalle scogliere della Contea di Calra, a sud, o dall’estremità della terra di Connemara, a Nord…. Nelle pagine che seguono ho voluto dare un resoconto esatto della mia vita su quelle isole e di ciò che ho trovato… J.M.S.

Scheda del libro

Autore: Synge, John Millington
Titolo: Le isole Aran / John M. Synge ; traduzione e nota di Carlo Linati
Edizione: 2. ed
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 1988
Descrizione fisica: 187 p. ; 17 cm
Collezione: La memoria ; 16
Nomi: Synge , John Millington
Linati, Carlo
Altri titoli collegati: [Titolo originale] The Aran Islands.

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John M. Synge

Le isole Aran

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