Dicono del mio “MISTERO”


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La notevole recensione (curata, motivata e appassionata) è di Claudio Montini, blogger di Digito ciò che penso.

Tra altre annotazioni, Montini scrive:

Gabriele Prinelli confeziona non già un mero seguito de LA MANO DELL’ORGANISTA (F.LLI FRILLI, 2009), ma un romanzo nuovo, autonomo, vivo e vegeto con gli stessi protagonisti del precedente e nuovi comprimari calati in uno scenario connotato da un’atmosfera tipica delle storie di fantasmi scozzesi o di certi lavori di sir Walter Scott, Arthur Conan Doyle e Oscar Wilde, alleggerendo l’atmosfera gotica e drammatica con la rappresentazione, magistrale e divertita della grande umanità dei personaggi, unici ciascuno a modo proprio ma tutti simpaticissimi.

E’ talmente scorrevole e fresca che invoglia a proseguire la lettura, a dispetto degli impegni del resto della vita, perchè è come trovarsi a una riunione di amici, accomodati intorno al fuoco o a un tavolo con le forchette a centro piatto, mentre un’altro amico, con sapienza oratoria e attoriale, racconta una bella storia che nessuno ha mai sentito.

Insomma, una piccola gemma ottimamente lavorata che merita di spandere la propria luce anche su scala nazionale…

Il testo integrale della recensione lo trovate a questo indirizzo: http://digitociochepenso.blogspot.it/2015/01/radio-patela-magazine-letti-piaciuti.html

Informazioni bibliografiche

  • Titolo del Libro: Il mistero di Marignano
  • Autore: Gabriele Prinelli
  • Editore: Gemini Grafica Editrice
  • Collana: Ad Aemilum Nonum
  • Data di Pubblicazione: NOVEMBRE 2014
  • ISBN-13: 978-88-97742-32-6
  • € 13,90
  • Distribuzione D.E.M. e Li.Bro.Co.

548 lettura – Lo scolaro di maestro Michele di Caterina Benedicti


Lo scolaro di maestro michele di Caterina Benedicti

Lo scolaro di maestro michele di Caterina Benedicti

Un tempo avremmo detto: Lo scolaro di maestro Michele è un romanzo per signorine e signorini. Del resto è scritto anche nel sottotitolo: Romanzo educativo. E’ una storia molto carina di moderata disobbedienza, di buoni sentimenti e amori puri. La storia di Caterina Benedicti è divertente, consolatoria nel finale, garbata nello stile, insomma un testo d’altri tempi. Nel tourbillon dei primi sentimenti amorosi di Gigino (il protagonista) e per i caratteri dei personaggi mi ha ricordato le opere di Jane Austin.

Voto: 8,5/10

CURIOSITA’

Su Lo scolaro scrisse nel 1894 la rivista La civiltà cattolica:

Non possiamo tacere che trattandosi di un romanzo educativo, riesce cosa singolare che la religione non vi trovi un cantoncino; il che ove si fosse avverato, non per questo si avrebbero avute le prediche morali, che sogliono riuscire di sovente più fastidiose che utili (avvertimento agli Editori).

LA STORIA

Gigino è un un vero discolo: salta la scuola, disobbedisce al proprio tutore ed è il cruccio della madre. Un giorno, sfuggendo a una punizione, ascolta suonare Maestro Michele e da quel momento decide che da grande sarà, anche lui, un maestro di musica. Lo zio prete si oppone fieramente, lo vorrebbe in seminario e poi all’università, ma maestro Michele persuade il severo parente ad affidarglielo: il ragazzo frequenterà il liceo e lui stesso provvederà, nel tempo libero, alla sua educazione musicale. Il successo, a seguito di alcune fortunate esecuzioni, sorride a Gigino che, terminata la scuola, vuol frequentare il conservatorio di Milano, entrando in conflitto con lo zio. Il ragazzo, ormai adolescente, s’innamora della nipote di maestro Michele, Elisa; tuttavia a Milano è molto corteggiato da Rosetta, figlia di un suo benefattore. Il trionfo di Spartaco, la sua prima opera, conclude la vicenda e anche la delicata storia d’amore…

SCHEDA DEL LIBRO

Autore principale: Benedicti, Caterina
Titolo: Lo scolaro di maestro Michele : romanzo / Caterina Benedicti
Edizione: 2. ed
Pubblicazione : Milano : G. Agnelli, 1928 (Alba, Scuola Tip.)
Descrizione fisica: 287 p. ; 19 cm.

547 lettura – Nel sogno di Neera


Neera

Neera ovvero Anna Zuccari Radius

Nel sogno è  la drammatica storia di due sorelle gemelle, Maria e Mària, orfane e affidate alle cure di un prete asceta, considerato dai montanari un santo. Lui vorrebbe preservare le fanciulle dal male, crescendole isolate dall’umanità e circondate di pace e di serenità. Se Maria conosce solo il bene, per Mària invece non è così: curiosa indaga la natura umana, allontanandosi spesso da casa, e un giorno fuggirà per amore, distruggendo il mondo ideale dei suoi cari. Il tema dominante della narrativa di Neera è l’analisi della condizione femminile. L’autrice, tuttavia, accetta il ruolo socialmente subordinato della donna e si limita, anche in questa vicenda, a rivendicare le ragioni del cuore e della sensibilità femminile. Il romanzo è ben scritto e scorre veloce sotto gli occhi del lettore; comunque, la parte centrale della storia è decisamente più accattivante dell’incipit e dell’excipit. Lettura per un pubblico femminile e adulto.

Benedetto Croce scrisse di Neera:

Quant’abbondanza di pensieri e di affetti nei libri di Neera: a lei bastava aprire le chiuse dell’anima perché ne prorompesse un’onda copiosa e calda…sentiva e meditava come respirava e scriveva allo stesso modo, senza sforzo.

Voto: 7/10

CURIOSITA’

  • Neera è lo pseudonimo di Anna Zuccari Radius.
  • Dimostrò fin da bambina poca propensione allo studio ed insofferenza alla scuola.

SCHEDA DEL LIBRO

Autore principale: Neera
Titolo: Nel sogno / Neera ; con disegno di G. Segantini
Pubblicazione: Milano : Galli di C. Chiesa e F. Guindani, 1893
Descrizione fisica: 156 p., [2] carte di tav. : ill. ; 20 cm.

546 lettura finita – I racconti del mio orto di Francesco Chiesa


Francesco Chiesa - Racconti del mio orto

Francesco Chiesa – Racconti del mio orto

Per gli amanti dell’orto, una raccolta di racconti imperdibili. Francesco Chiesa tra pomidoro, fagioli, piselli e insalate ci propone una serie di piacevolissime e ben scritte novelle di paese. La morale di ogni capitolo è una metafora tratta dal ritmo delle stagioni e dal conseguente sviluppo vegetativo della rigogliosa natura che circonda Villa Flavia, il luogo ove vive il nostro ortolano-contabile-filosofo. Con sua figlia Mira (una ragazzona di poche parole), la pungente vicina di casa Dirce e la miriade di curiosi personaggi che, per un motivo o per l’altro, si trovano a passare dal suo appezzamento di terra, Chiesa ci narra gustosi sprazzi di vita campestre della Svizzera Italiana. L’opera dispensa perle di saggezza popolare, diversi sorrisi e segreti per migliorare il proprio orticello.

Il critico Pio Fontana scrisse:

Ha dato inizio a una stagione nuova nella cultura della Svizzera italiana, che, dopo gli interessi quasi esclusivamente politici dell’Ottocento, si rivolge alla poesia e alla letteratura con la coscienza precisa della propria condizione e di certi valori da recuperare e da difendere.

Voto: 9/10

CURIOSITA’

  • Francesco Chiesa visse ben 102 anni.
  • Fu, tra altre occupazioni, conservatore artistico tra il 1909 e il 1959, in qualità di presidente della Commissione cantonale dei monumenti storici ed artistici.

SCHEDA DEL LIBRO

Autore principale: Chiesa, Francesco <1871-1973>
Titolo: Racconti del mio orto / Francesco Chiesa
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1929
Descrizione fisica: 236 p. ; 19 cm.

Riletture: Malombra di Antonio Fogazzaro – 525 lettura finita (26/VI anno)


Malombra di Antonio Fogazzaro

Lettura di luglio 2012

Sono poche le riletture che mi concedo. Malombra entra nel ristrettissimo numero di libri che mi piace riprendere. Opera densa, tormentata, drammatica, psicologica, patologica condita con il gusto del giallo e con un finale fulminante. Lettura impegnata, ma che può starci sotto l’ombrellone o, meglio ancora, sulla riva del lago.

Voto: 9/10

Incipit

Uno dopo l’altro, gli sportelli dei vagoni sono chiusi con impeto; forse, pensa un viaggiatore fantastico, dal ferreo destino che, ormai senza rimedio, porterà via lui e i suoi compagni nelle tenebre. La locomotiva fischia, colpi violenti scoppiano di vagone in vagone sino all’ultimo: il convoglio va lentamente sotto l’ampia tettoia, esce dalla luce dei fanali nell’ombra della notte, dai confusi rumori della
grande città nel silenzio delle campagne addormentate: si svolge sbuffando mostruoso serpente, tra il labirinto delle rotaie, sinché, trovata la via, precipita per quella ed urla, tutto battiti dal capo alla coda, tutto un tumulto di polsi viventi.

Ita missa est

… degli altri occhi da empir di chimere, degli altri cuori da muovere alla passione, invece di quelli che se n’erano appena liberati per sempre.

Plus

Grande atmosfera.

Minus

Nulla da segnalare.

Quale lettore

Pubblico adulto.

Descrizione

“Se nell’alambicco della passione si mescolano spiritismo, misteri familiari, una buona dose di follia e Marina di Malombra, il risultato è un palazzo immerso tra le colline lombarde, il libro di uno scrittore sconosciuto, un colpo di pistola, un matrimonio mancato e, soprattutto, una barca per scappare da quel mondo in cui ti sentivi rinchiusa, che alle tue orecchie, ossessionate da una voce proveniente da lontano, gridava un’inutile vendetta. Come mal ti sei lasciata suggestionare dalle parole di Cecilia, bellissima Marina di Malombra? Cosa ci vedevi di tanto attraente in quella sirena?”. (dal sito Ibs)

Scheda del libro
Autore: Fogazzaro, Antonio
Titolo: Malombra / Antonio Fogazzaro ; con una cronologia della vita dell’autore e del suo tempo, una introduzione, un’antologia critica e una bibliografia a cura di Anna Maria Moroni
Edizione: Edizione integrale, 1.ed
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 1984
Descrizione fisica: 435 p. : ill. ; 19 cm.

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Antonio Fogazzaro

Malombra

L’autore su Il Quaderno

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Il Cane del santo di Gabriele Prinelli
Romanzo E-book completamente gratuito (pdf, epub e mobi)
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501 lettura finita (2/VI anno) – Il placido Don di Michail Sciolochov


Romanzo immenso… da sconfinata pianura russa. Epopea famigliare e storia di un grande impero in 4 romanzi, di cui ho terminato la lettura del primo. Sarebbe interessante confrontare Sciolochov con i nostri Verga e Bacchelli. Del primo ha la gusto “cinematografico” della scena, del secondo l’ampio respiro. Ci vuole pazienza, ma ne vale la pena. Leggerò gli altri 3 volumi? Con calma… Stile scarno che paragono alla prosa, di ciò che ho letto, di Herta Muller. Da troppo tempo non più pubblicato.

Voto:  9/10

Incipit

La casa dei Melechov sta sul margine del contado. Il cancello delle stalle si apre a nord, verso il Don.

Ite missa est

… e pianse, facendosi il segno della croce.

Plus

Romanzo da nobel.

Minus

Ci vuole il suo tempo per portare a termine la lettura.

Quale lettore

Il Lettore con la L maiuscola.

Trama

Grigorij Melechov, cosacco del Don e ufficiale dell’esercito zarista, dapprima dalla parte dei bianchi e poi sempre più vicino ai rossi, nell’evolversi e precipitare della rivoluzione, è solo uno dei tanti personaggi che gremiscono il denso, corposo affresco. Il personaggio prinicpale è la terra, una contrada pittoresca, appassionata e violenta. Per lingua, cordialità, umanità, plasticità è un’opera totalmente russa, nazionale, popolare

Scheda del libro

Autore principale: Šolohov, Mihail Aleksandrovič
Titolo: Il placido Don / Michail Solochov
Pubblicazione: Roma : Editori Riuniti, 1963
Descrizione fisica: 687 p. ; 22 cm
Collezione
· Scrittori sovietici
Note generali
· Traduzione di Maria Rascowska ed Ettore Fabietti.
Nomi
· [Autore] Šolohov, Mihail Aleksandrovič

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Michail Sciolochov

Discutiamone insieme sul forum

500 lettura finita (1/VI anno) – Episcopo e C.i di Gabriele D’Annunzio


Episcopo e c.i di Gabriele D'Annunzio

Lettura di settembre 2011

D’Annunzio, a mio modo di sentire, scrive tanto bene quanto è bravo ad annoiare. Questa raccolta, indubbiamente saggio di bella scrittura – impressiona per bravura, il monologo d’apertura – è anche tanto noiosa. Non gli si può dare, tuttavia, un voto basso. Lo stile è proprio bello.

Voto:  9/10

Incipit

Dunque, voi volete sapere… Che cosa volete sapere, signore? Che cosa vi debbo dire? Che cosa? – Ah, tutto! – Bisognerà dunque che io vi racconti tutto, fin dal principio.

Ite missa est

Entrò una rondine…
Lasciate entrare… quella rondine…

Plus

Stile davvero bello.

Minus

Angosciante dalla prima all’ultima riga.

Quale lettore

Lettore “esperto”.

Trama

Pubblicato in tre puntate sulla “Nuova Antologia” nel 1891 e in volume l’anno seguente, il romanzo breve “Giovanni Episcopo” è uno dei testi più interessanti e meno studiati dell’opera dannunziana. È la confessione di un delitto compiuto dal protagonista, un travet piccoloborghese, condannato fatalmente a condizione di “umiliato e offeso”. Sul modello narrativo in parte dostoevskijano e in parte derivatogli dal romanzo psicologico francese e da Poe, D’Annunzio costruisce il suo monologo-confessione nell’ottica soggettiva di una percettività malata. La rappresentazione di un’umanità dissociata, in bilico continuo fra impulsi distruttivi e il miraggio di una possibile salvezza, il romanzo fonde il gusto tardo-positivistico per l’indagine di un caso patologico con quello di una scrittura romanzesca attenta alle più minute reazioni psicologiche. Il volume comprende anche altri racconti introvabili da decenni.

Scheda del libro

Autore: D’Annunzio, Gabriele
Titolo: Episcopo & C.i / Gabriele d’Annunzio ; a cura di Srecko Jurisic
Pubblicazione:    Firenze : Barbes, 2011
Descrizione fisica: 285 p. : 1 ritr. ; 18 cm.
Numeri: ISBN – 9788862942089
Nomi
· D’Annunzio, Gabriele scheda di autorità
· Jurisic, Srecko
Altri titoli collegati: [Variante del titolo] Episcopo e C.i

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Gabriele D’Annunzio

Giovanni Episcopo

Discutiamone insieme sul forum

498 lettura finita (71/V anno) – La bocca del lupo di Remigio Zena


La bocca del lupo di Remigio Zena

Lettura di settembre 2011

Dopo, nell’ordine, Fogazzaro e Manzoni, Remigio Zena s’inserisce al terzo posto dei miei autori classici preferiti. Verista, ma molto diverso dal Verga, scrive in maniera brillante, elegante, erudita e allo stesso tempo popolare. Un miscuglio perfetto che rende La bocca del Lupo un libro da…

Voto:  10/10 con meritatissima lode.

Incipit

Il meglio, nelle cose proibite dal governo, è di non mischiarcisi mai; per esempio, a forza di suppliche e raccomandazioni, una mattina finalmente il re fece alla Bricicca la grazia dei tre o quattro mesi che le restavano ancora…

Ite missa est

… va a cercarla dalla Signora Barbara, in via Fieschi.

Plus

Dalla prima all’ultima parola.

Minus

Nulla. E’ Perfetto.

Quale lettore

Chiunque voglia scrivere bene deve passare da questo romanzo.

Trama

“La bocca del lupo” è il capolavoro di Remigio Zena, pseudonimo del nobile torinese Gaspare Invrea, genovese d’adozione, che in questo libro cantò la città ligure descrivendola in tutti i suoi aspetti. Incentrata intorno alla figura di Bricicca, che si arrangia a vivere gestendo un lotto clandestino e una rivendita di frutta e verdura, e delle sue figlie, la storia supera i confini veristi.

Scheda del libro

Autore: Zena, Remigio
Titolo:    La bocca del lupo / Remigio Zena
Pubblicazione:    Milano : Baldini & Castoldi, [2003]
Descrizione fisica: 251 p. ; 19 cm.
Collezione: I nani classici ; 13
Numeri:    ISBN – 88-8490-109-X

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Remigio Zena

Le mie letture preferite

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497 lettura finita (70/V anno) – Octopussy di Ian Fleming


Octopussy di Ian Fleming

Lettura di agosto 2011

Odio, solitamente, questo genere di romanzo. Ian Flemin, tuttavia, sopravvive nelle mie letture. Sarà perché sono affezionato al Bond cinematografico? Racconti, piuttosto brevi, nemmeno molto movimentati. Comunque qualche ora di letteratura molto leggera. Come l’anguria: estivo.

Voto:  7,5/10

Incipit

“Sai cosa ti dico?” disse il maggiore Dexter Smythe al polpo. “Oggi, se ce la faccio, avrai un pranzetto coi fiocchi”.

Ite missa est

“… E a mio modo di vedere, ciò è più che sufficiente. Andiamo”.

Plus

La copertina :-).

Minus

Lo spessore letterario… scarso.

Quale lettore

Il Bondiano convinto.

Trama

Dexter Smythe è un ex ufficiale fuciliere della marina britannica che trascorre la sua pensione in Giamaica dopo due infarti.
Appassionato di pesca, si immerge nelle calde acque per cercare di intrappolare un polpo gigante che chiama affettuosamente Pussy. Però lo tormenta il pensiero della visita che ha ricevuto nella stessa mattina dal comandante James Bond.

Contenuto da Wikipedia.

  1. “Octopussy” (“Octopussy”), inizialmente pubblicato sulla rivista Playboy nei mesi di marzo ed aprile del 1966.
  2. “Di proprietà di una signora” (“The Property of a Lady”), scritto da Fleming per la rivista della case d’aste Sotheby’s e successivamente pubblicato su Playboy del gennaio 1964.
  3. “Il lume dell’intelletto” (“The Living Daylights”), apparso originariamente sul The London Sunday Times del 4 febbraio 1962.

Scheda del libro

Autore:    Fleming, Ian <1908-1964>
Titolo:    Octopussy / Ian Fleming
Pubblicazione:    Milano : Garzanti, 1970
Descrizione fisica: 144 p. ; 18 cm
Collezione: I Garzanti ; 258
Note generali: Contiene, in trad. italiana: Octopussy ; The property of a lady ; The living daylights
Trad. E. Cicogna
Numeri:    Bibliografia Nazionale – 713141

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Ian Fleming

Fleming su IL QUADERNO

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496 lettura finita (69/V anno) – La sentinella della città morta di Ellis Peters


La sentinella della città morta di Ellis Peters

Lettura di agosto 2011

Libro di allegerimento tra letture più impegnative. Peter Ellis l’ho adorata con le avventure di fratello Cadfael. Altrettanto entusiasmo non riesce a suscitarmi l’ispettore Felse. Giallo lento, a tratti fin noioso. Va bene da leggere giusto sotto l’ombrellone.

Voto:  6,5/10

Incipit

Anche se la ragazza non era una cliente, non aveva bisogno di consulenza e aveva risposto al suo invito telefonico soltanto per curiosità femminile, di cui non era affatto sprovvista…

Ite missa est

“quando lui le ha chiesto se fosse disposta a sposare un poliziotto”.

Plus

Il poco impegno richiesto per la lettura.

Minus

Lento.

Quale lettore

Il giallista poco sanguinario.

Trama

Un eminente archeologo scompare misteriosamente senza lasciare tracce. L’ultimo luogo dove è stato visto vivo sono le rovine di Aurae Phiala, un piccolo insediamento romano ai confini del Galles. Ma quando Charlotte, una lontana nipote, si precipita sul posto tutto si complica ulteriormente. Chi è Gus, uomo strano e affascinante, che insiste tanto per farle da guida? Cosa aveva scoperto il giovane annegato nel torrente con un’antica moneta romana in tasca? L’ispettore capo George Felse si trova a dover risolvere un mistero le cui radici sembrano risalire ai tempi dell’antica Roma…

Scheda del libro

Autore: Peters, Ellis
Titolo: La sentinella della citta morta : romanzo / Ellis Peters ; traduzione di Alessandro Zabini
Edizione: 4. ed
Pubblicazione: Milano : TEA, 2006
Descrizione fisica: 232 p. ; 20 cm.
Collezione: TEAdue ; 854
Numeri    ISBN: – 88-7818-457-8

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Ellis Peters

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495 lettura finita (68/V anno) – La signora di Riondino di Edoardo Calandra


La signora di Riondino di Edoardo Calandra

Lettura di agosto 2011

Altra lettura fornitami dalla mia procacciatrice di libri “nascosti”. Calandra è autore piemontese con il gusto di far rivivere il vecchio Piemonte e ciò mi piace molto. Quest’opera manca di “profondità” per essere considerata un vero e proprio romanzo. La definireri, piuttosto, un racconto lungo. Fatti, personaggi e tragedia sono tratteggiati, delineati, ma l’autore non scava dentro la storia. Comunque una piacevole scoperta. Uno scrittore di cui voglio approfondire la conoscenza.

Voto:  8/10

Incipit

Enida, figlia unica del conte Ottavio di Palanfrè, si sposò a Saluzzo, il 1° febbrario 1690, con Ludovico Balpo, signore di Riondino e consignore di Ruent.

Ite missa est

E non li riaperse mai più.

Plus

Mi piace il gusto di far rivivere la propria storia.

Minus

Corre via troppo veloce.

Quale lettore

L’ottocentesco. Pubblico femminile.

Trama

Pubblicato nel 1906, “La signora di Riondino” venne giudicato il più bel racconto di Edoardo Calandra, nonché una delle cose più belle del primo Novecento italiano: “… rappresenta l’animo, i timori, le angosce di questa giovane bella signora colpita e deturpata dal vaiolo, durante l’assenza del marito che è lontano alla guerra (contro i francesi a Staffarda, nel 1690): gli piacerà ancora? Potrà ancora essere amata da lui? In questo dubbio la poveretta si tormenta. Finché decide di affrontare la sua sorte: in abito maschile si fa accompagnare al campo dove il marito combatte, può vederlo un momento non veduta ma…”. Nessuno ha saputo meglio di Calandra – ha scritto E. Thovez – far rivivere il vecchio mondo piemontese nel suo spirito e nei suoi costumi. (Introduzione di Riccardo Reim)

Scheda del libro

Autore: Calandra, Edoardo
Titolo:    La signora di Riondino / Edoardo Calandra ; introduzione di Riccardo Reim
Pubblicazione:    Milano : Otto/Novecento, 2009
Descrizione fisica: 123 p. ; 20 cm
Collezione: Adularia minima ; 12
Numeri:    ISBN – 9788887734249

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Edoardo Calandra

Discutiamone insieme sul forum

Uno spazio tutto per me…


La copertina del libro

Oggi scrivo un articolo tutto per me.

Tra pochi giorni, infatti, esce un mio nuovo romanzo (il terzo). Edito dalla Loquendo Editrice (una nuova casa pavese davvero rampante e con le idee molto chiare) il libro s’intitola Avanti e Indietro ovvero la congiura dei sagrestani.

La prima presentazione sarà a Lomello (Pv), luogo dove è ambientata la storia, il prossimo 16 giugno.

Di seguito aggiungo qualche collegamento per scoprire il libro: la trama, i personaggi, la colonna sonora (suggerita da me) etc etc.

Il blog sarà costantemente aggiornato con le ultime novità: uscite pubbliche, recensioni, foto di presentazioni, rassegna stampa…

Buona lettura. 🙂

483 lettura finita (56/V anno) – Disegnare il vento di Ernesto Ferrero


Disegnare il vento di Ernesto Ferrero

Lettura di maggio 2011Letture salgariane in questo centesimo anniversario della morte. Trattasi di una biografia romanzata. Ben romanzata direi: scorrevole, interessante, ben documentata e con il giusto ritmo. La vita di Emilio Salgari è stata una grande contraddizione: grandi avventure scritte a tavolino, tanto successo proporzionale all’indigenza della sua casa, notorietà e profonda solitudine. Ferrero è molto abile a mescolare il tutto e dall’impasto ottenere, davvero, un buon libro.

Voto: 9,5/10 e tanta lode

Incipit

L’ha trovato Luigia Quirico, la lavandaia, mentre attraversava il bosco del Lauro in cerca di legna, che erano già le sei. Prima ha visto la giacca ripiegata per bene, la pagliettta e il bastone da passeggio posati sull’erba appena spuntata.

Ite missa est

… il tuo devostissimo Emilio Salgari.

Plus

Scritto bene, molto interessante.

Minus

Nulla.

Quale lettore

Per tutti.

Trama

“Il padre degli eroi”, Emilio Salgari, è lo scrittore che ha infiammato generazioni di italiani creando centinaia di personaggi avventurosi sospinti dalla forza travolgente d’una eterna giovinezza. Ma il vero eroe è lui, il giornalista veronese appassionato di ciclismo e di scherma, pessimo scolaro e lettore onnivoro, che insegue tormentosi sogni di rivincita scrivendo romanzi d’appendice. Nominato cavaliere dalla Regina Margherita perché sa “istruire dilettando”, vive con la moglie, quattro figli e una pittoresca corte di animali in un caseggiato popolare ai piedi della collina torinese, sfiancato dai ritmi di un lavoro forsennato. Chi è davvero l’uomo che tiene ad essere chiamato capitano, sostenendo d’aver navigato tutti i mari del mondo? Da dove prende il favoloso repertorio di piante e animali con cui ricrea l’essenza stessa dell’esotismo? Perché i suoi personaggi sono agitati da una ossessiva sete di vendetta? A cent’anni dalla sua morte il romanzo di Ernesto Ferrero va oltre la biografia accostando documenti autentici e d’invenzione, e orchestrando le voci di un coro di testimoni: la moglie Ida, l’ex attrice da lui chiamata Aida, minacciata dalla follia; i figli, i vicini di casa, i pochi amici, i compagni di una bohème più sognata che praticata, esploratori, medici, giornalisti, pittori; ma soprattutto un’intrepida ragazza, Angiolina, che vorrebbe farsi insegnare da lui i segreti della scrittura e lo accompagna nell’ultimo viaggio con una tenera pietà tutta femminile.

Scheda dei libri

Autore: Ferrero, Ernesto
Titolo: Disegnare il vento : l’ultimo viaggio del capitano Salgari / Ernesto Ferrero
Pubblicazione: Torino : Einaudi, 2011
Descrizione fisica: 187 p. ; 23 cm.
Numeri: ISBN – 9788806207281
Nomi: Ferrero, Ernesto
Classificazione:     853.914 – NARRATIVA ITALIANA, 1945-1999

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Salgari su Il Quaderno

Emilio Salgari

Ernesto Ferrero

Discutiamone insieme sul forum

481 lettura finita (54/V anno) – L’ultima sposa di Giuseppe Lupo


Lupo, Giuseppe - Ultima sposa di Palmira

Lettura di maggio 2011

Giuseppe Lupo l’ho conosciuto con il piacevolissimo La carovana Zanardelli. L’ultima sposa di Palmira, è un libro particolare: sia per la collocazione temporale/geografica (Palmira un centro non indicato sulle carte geografiche e il terremoto dell’Irpinia) sia per la sua struttura interna. Un filo rosso unisce una serie di racconti, facendolo diventare romanzo. Narrazioni tratte, con molta probabilità, da una ricerca fatta di favole/leggende di Basilicata e Campania e presentate con un tratto “visionario”. Un libro, insomma molto legato alla “terra”. Dice bene la bandella di copertina quando parla dell’autore come di un narratore antropologico.

Voto: 8/10

Incipit

Sono arrivata a Palmira verso l’ora di pranzo, dopo che il treno da Milano ha trovato la linea interrotta e mi ha costretta a proseguire a piedi. Gli ho chiesto informazioni, ma è stato vago: “dove comincia l’onda di polvere, là è il cratere”.

Ite missa est

… inizieranno a lampeggiare i semafori.

Plus

Originale.

Minus

Nulla.

Quale lettore

Per chi apprezza il racconto breve.

Trama

23 novembre 1980: il terremoto colpisce la Basilicata e la Campania, provocando migliaia di morti, dispersi e senzatetto. Un’antropologa milanese si precipita a Palmira, minuscolo centro dell’Appennino che ha la particolarità di non figurare sulle carte geografiche. Trova strade e ferrovie interrotte, dighe e ponti crollati, abitazioni rase al suolo, famiglie distrutte. Solo una falegnameria è rimasta in piedi e dentro, notte e giorno, mastro Gerusalemme fabbrica il mobilio per una sposa, l’ultima del paese. Sulle ante sta disegnando le leggende che si tramandano negli anni: misteriose profezie di gente senza tempo e memoria, miracoli di un luogo favoloso dove convivono cristiani, ebrei, musulmani. I pannelli dei mobili sono l’unica testimonianza che Palmira sia esistita veramente e in essi si compie il destino di ogni uomo. Tra l’antropologa e il falegname inizia un dialogo di sguardi sfuggenti e di parole arcane, un viaggio alla ricerca dell’ultima sposa, un’avventura nei segreti di questa comunità, dalla remota fondazione di Patriarca Maggiore all’apocalisse del terremoto che ha trasformato il paese in un immenso presepe di morti. Grazie a una lingua modulata sull’affabulazione dei sogni e a un gioco di incastro fra epica orale, mito e cronaca, con questo fantasioso romanzo Giuseppe Lupo celebra un evento che fa da spartiacque nella recente storia del Mezzogiorno e segna la fine di una civiltà.

Scheda dei libri

Autore: Lupo, Giuseppe <1963- >
Titolo: L’ ultima sposa di Palmira / Giuseppe Lupo
Pubblicazione: Venezia : Marsilio, 2011
Descrizione fisica: 174 p. ; 22 cm.
Collezione: Romanzi e racconti
Numeri:    ISBN – 9788831707947
Nomi: Lupo , Giuseppe <1963- >
Classificazione:     853 – NARRATIVA ITALIANA

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Giuseppe Lupo

La carovana Zanardelli

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480 lettura finita (53/V anno) – La storia di San Michele di Axel Munthe


La storia di San Michele di Alex Munthe

Lettura di aprile 2011

Questo romanzo aveva tutte le caratteristiche per non essere letto (da me): avrei trovato poco interessante l’argomento (tranne quello archeologico), il periodo d’ambientazione (ne prediligo altri) e la biografia del protagonista (che è poi, quasi, storia della medicina di quegli anni). Eppure l’ho letto velocemente, con interesse e alla fine il voto è 10 e lode. Ad “incantarmi” le atmosfere di Capri, il fascino della rovina (intesa come reperto storico) ed il punto di vista del personaggio principale (una sorta di “santone”) circa l’alta società della sua epoca.  Consigliatissimo.

Voto: 10/10 e tanta lode

Incipit

Dalla barca a vela di Sorrento saltai sulla piccola spiaggia. Sciami di ragazzi giocavano fra i battelli rovesciati o bagnavano nella schiuma i corpi di lucido bronzo, e vecchi pescatori, con rossi berretti frigi, accomodavano le rete davanti ai capannoni delle barche.

Ite missa est

Ero morto, e non lo sapevo.

Plus

Paesaggi: nord sud non fa differenza. Sembra di essere lì.

Minus

La lunghezza, forse.

Quale lettore

Un lettore non alle prime armi.

Trama

In una Capri dove l’incanto luminoso della natura prende risalto dalla penombra segreta della storia e del mito, Axel Munthe, medico di fama internazionale, trova il proprio luogo di elezione, la terra dove costruire San Michele, la splendida casa in cui potrà essere pienamente se stesso. La storia di San Michele, scritta su consiglio di Henry James in un momento doloroso per l’autore ormai anziano e malato agli occhi, racconta l’impegnativa e gioiosa realizzazione di un sogno. Munthe parla di sé e dei suoi tempi, rievoca un’Europa cancellata dalla guerra, testimonia il drammatico nascere di un nuovo mondo, e coglie con straordinaria semplicità il legame che intreccia ogni esistenza alle altre in un fluire di vita tra uomini, animali e luoghi. Nel suo rifugio può consapevolmente ripercorrere i propri ricordi e attingere a quella fonte della saggezza che sgorga “nel nostro proprio suolo, tra i profondi abissi dei nostri solitari pensieri e sogni”.

Scheda dei libri

Autore: Munthe, Axel
Titolo: La storia di San Michele / Axel Munthe
Edizione: 2.ed
Pubblicazione: Milano : Garzanti, 2010
Descrizione fisica: 439 p. ; 21 cm.
Collezione: Elefanti bestseller
Numeri:    ISBN – 9788811694380
Nomi: Munthe , Axel
Altri titoli collegati: [Titolo originale] The story of San Michele
Classificazione:     823.912 – NARRATIVA INGLESE, 1900-1945
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Axel Munthe

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479 lettura finita (52/V anno) – I Longobardi in Italia di Gianluigi Barni


I Longobradi in Italia di Gianluigi Barni

Lettura di aprile 2011

Come annunciato un paio di giorni fa, ecco un’altra lettura Longobarda. Questa volta, però, cambiamo punto di vista. Jarnut ci ha dato del fenomeno Longobardo un punto di vista “internazionale”, Barni, invece, ci conduce alla scoperta di questo popolo barbaro con occhio tutto Italiano. Il volume è completato con tre vaste “appendici”: il testo di Paolo Diacono,  I vescovadi italiani durante l’invasione longobarda di Monsignor Duchesne ed infine il testo de L’Editto di Rotari. Interessante.

Voto: 8/10

Incipit

Paolo Diacono, lo storico dei Longobardi e che del regno longobardo vide il crollo, all’inizio della sua opera, dopo aver ricordato che “la zona settentrionale quanto più è lontana dal sole e fredda per il gelo della neve, tanto è più salubre per i corpi degli uomini e atta al moltiplicarsi delle popolazioni”…

Ite missa est

… redatti dal notaio Ansoaldo, che ha scritto su nostro ordine.

Plus

Un saggio completo.

Minus

Le tavole cronologiche all’inizio.

Quale lettore

Lo storico.

Trama

Legati a tradizioni e a costumi che sconvolsero la struttura politica, sociale ed economica del basso impero, i Longobardi rivivono i loro due secoli aurei d’Italia in tutta la loro forza e in tutta la loro ardente sete di affermazione e di dominio nell’esauriente saggio di Gianluigi Barni che fa da premessa e da commento alla famosa Historia Langobardorm di Paolo Diacono, ma anche all’editto di Rotari, entrambi tradotti e pubblicati integralmente.

Scheda dei libri

Autore:   Barni, Gianluigi
Titolo: I longobardi in Italia / quadro generale di Gianluigi Barni ; testi: Storia dei longobardi, di Paolo Diacono ; I vescovadi italiani durante l’invasione longobarda, di mons. Duchesne ; Editto di Rotari
Pubblicazione:    Novara : Istituto geografico De Agostini, stampa 1987
Descrizione fisica: 455 p. ; 22 cm
Note Generali: Tit. orig. di Storia dei longobardi: Historia Langobardorum, trad. di Luigi Giavardi
Tit. orig. di I vescovi italiani durante l’invasione longobarda: Les eveches italiens pendant l’invasion lombarde, trad. di Anne-Marie Lancellotti
Trad. dell’Editto di Rotari di Marcella Boroli
Titolo uniforme:     Edictum Rotharis. –
Numeri:    Bibliografia Nazionale – 89-11942
Nomi:     Barni , Gianluigi
Paulus : Diaconus
Duchesne, Louis
Rothari
Altri titoli collegati: [Pubblicato con] Storia dei longobardi
[Pubblicato con] I vescovadi italiani durante l’invasione longobarda
[Pubblicato con] Editto di Rotari
Soggetti: Longobardi – Italia
Classificazione:     945.01 – STORIA D’ITALIA. DALLE ORIGINI AL 774

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La precedente lettura dell’Historia Langobardorum di Paolo Diacono

I Longobardi di Jarnut

I Longobardi

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478 lettura finita (51/V anno) – Storia dei Longobardi di Jorg Jarnut


Jarnut - Storia dei Longobardi

Lettura di aprile 2011

Comincia una serie di letture dedicate al mondo Longobardo. Tranquilli non ho velleità celtiche o simili 🙂 sto solo semplicemente studiando quell’epoca… L’opera di Jarnut può essere un buon punto di partenza. Più interessante nella prima parte e più compilativa (nel senso che a volte sfioriamo la lista della spesa, come si suol dire) nella seconda. Utile per una prima infarinatura.

Voto: 8/10

Incipit

… con queste parole, alla fine del secolo VII, Paolo Diacono, lo storico dei Longobardi, ha descritto le origini del suo popolo. In questo passo della sua Historia Langobardorum, da cui traiamo le nostre informazioni…

Ite missa est

… anche per lo sviluppo d’Europa

Plus

Saggio breve, essenziale.

Minus

La  seconda parte un po’ troppo compilativa.

Quale lettore

Lo storico.

Trama

Finalmente una storia dei Longobardi che non patisce la distorsione di un’ottica tutta italiana. Di questo popolo interessantissimo, adatto a un’analisi antropologica e non solo storica, Jarnut segue in alcuni capitoli caratteri e mobilità (forse in Scandinavia, certamente nella Germania settentrionale e nelle odierne Boemia e Ungheria) precedenti la famosa invasione italiana del VI secolo.È un popolo fortemente caratterizzato da un atteggiamento di migrazione totale: non si espande in Italia (come faranno poi i Franchi nell’Vlll secolo), ma vi si trasferisce integralmente, lasciando ben poco di sé nelle regioni di provenienza. Il nuovo insediamento italiano fu poi definitivo, e i Longobardi interpretarono in modo «germanico» modelli bizantini (di Bisanzio erano stati alleati militari), tradizioni circoscrizionali romane e schemi culturali dell’antichità, costituendo per l’ltalia la piú importante cinghia di trasmissione fra il tardo impero romano e il pieno Medioevo.L’ltalia divise in due le vocazioni e i destini dei Longobardi, perché a nord, nella «Langobardia», posero le premesse per il «Regnum Italicum» e per i contatti con altri popoli germanici; a sud, dove dominarono piú a lungo, ebbero contatti stretti con i popoli mediterranei. Il loro cammino verso una vera integrazione latino-germanica fu interrotto dall’invasione di Carlomagno. Di questi aspetti Jarnut dà conto in pagine che non rinunciano alla narrazione e che contengono, utilmente, tutte le informazioni di base.

Scheda dei libri

Autore: Jarnut, Jorg
Titolo: Storia dei longobardi / Jorg Jarnut
Pubblicazione: Torino : G. Einaudi, \2002!
Descrizione fisica: XI, 148 p. ; 20 cm
Collezione: Piccola biblioteca Einaudi. Nuova serie ; 147
Note Generali: Tit. orig. nella pagina contro il front., erroneamente: Traductions et traducteurs
Titolo uniforme: Geschichte der Langobarden.
Numeri: ISBN – 88-06-16182-2
Bibliografia Nazionale – 2003-7273
Nomi: Jarnut , Jorg
Soggetti: Longobardi – Italia
Classificazione:     945.015 – STORIA. ITALIA. PERIODO DELLA DOMINAZIONE LONGOBARDA, 568-774

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La precedente lettura dell’Historia Langobardorum di Paolo Diacono

I Longobardi

Jorg Jarnut

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477 lettura finita (50/V anno) – La moneta di Akragas di Andrea Camilleri


La moneta di Akragas di Andrea Camilleri

Lettura di aprile 2011

Mi ha dato l’idea dell’opera incompleta, lasciata lì… in sospeso. Piuttosto slegata tra le sue parti, priva di una scelta chiara sull’uso della “lingua” da usare, a volte l’insieme mi è parso traballante. Nonostante ciò, Camilleri mi piace sempre e, quindi, anche se “la moneta” non è certamente il suo pezzo migliore sono contento di aver letto questo romanzo d’arte.

Voto: 7/10

Incipit

Akragas è caduta in mano ai Cartaginesi, dopo un lungo assedio, poco prima del tramonto del giorno precedente il solstizio d’inverno. Per il nostro calcolo del tempo, nel 406 a.C. Una giornata gelisa, inusuale addirittura, ma nessuno ha avvertito il freddo intensoo, né i combattenti accaniti nell’ardore della battaglia né i civili arsi dalla paura.

Ite missa est

… Ciononostante, la passione tra i due divampò impetuosa violenta e…

Plus

L’ambientazione sempre affascinante.

Minus

La poca organicità tra le sue parti.

Quale lettore

L’appassionato di Camilleri.

Trama

406 a.C. Dopo un lungo assedio Akragas si arrende ai Cartaginesi. La città viene distrutta. 1909. La scoperta in un campo di una piccola moneta d’oro, unica al mondo, preziosissima. Per l’emozione il dottor Stefano Gibilaro, medico condotto di Vigata, cade da cavallo. Comincia così una storia che si dipana con risvolti inaspettati, tragici ed esilaranti, tra le campagne di Vigata e la Messina distrutta dal terremoto, fino all’imprevedibile conclusione.

Scheda dei libri

Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: La moneta di Akragas / Andrea Camilleri
Pubblicazione: [Milano] : Skira, 2011
Descrizione fisica: 115 p., XVI p. di tav. : ill. ; 18 cm.
Collezione: Narrativa
Numeri: ISBN – 9788857207414

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Andrea Camillari su IL QUADERNO

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475 lettura finita (58/V anno) – Le domeniche di Jean Dezert di Jean de La Ville


Le domeniche di Jean Dezert di Jean de La Ville

Lettura di marzo 2011

Sono indeciso sul voto da dare a questo libro scritto all’inizio ‘900 da un autore che ci ha lasciato solo due opere (morì prematuramente durante il primo conflitto mondiale). Mi ha ricordato molto il nostro Pirandello. De La Ville, però, lo precede, cronologicamente di sette – otto anni… Per ricordare un’opera più recente, dei nostri anni, cito Franceschini e il suo Ignazio Rando. La vita di Jean Dezert è un… deserto, è il festival dello “scontato” e quando finalmente le cose sembrano cambiare… scoprtite cosa accade. Opera non per tutti. Qui, nonostante le poche pagine, ci vuole un lettore vero. Per intenditori.

Voto: 7/10

Incipit

Chiameremo questo giovane Jean Dezert. A meno di urtarlo passandogli accanto, non lo distinguereste tra la folla, tanto i suoi vestiti sono incolori.

Ite missa est

… incapace di morire del tutto.

Plus

Originale, particolare anche nella scrittura.

Minus

Lettura non per tutti.

Trama

Protagonista del romanzo è il melanconico Jean Dézert, giovane e grigio funzionario che si annoia mortalmente. Le domeniche di Jean Dézert è un’opera brillante e sorprendentemente attuale, che anticipa la moderna letteratura della quotidianità.

Scheda dei libri

Autore: La Ville de Mirmont, Jean : de
Titolo: Le domeniche di Jean Dezert / Jean De la Ville de Mirmont ; prefazione di Francois Mauriac
Pubblicazione: Milano : Excelsior 1881, 2010
Descrizione fisica: 123 p. ; 19 cm
Collezione: Inediti & ritrovati ; 8
Note Generali: Sul verso del front.: Traduzione di Barbara Caputo
Numeri: ISBN – 9788861581241
Nomi: La Ville de Mirmont, Jean : de
Mauriac, Francois
Altri titoli collegati: [Titolo originale] Les dimanches de Jean Dezert

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Jean De la Ville (in francese)

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474 lettura finita (57/V anno) – Le fantasticherie del passeggiatore solitario di J.J. Rousseau


Fantasticherie di Rousseau

Lettura di marzo 2011

Io adoro passeggiare (sia in compagnia che da solo) e non potevo non leggere questo libro (in realtà l’ho ricevuto in dono dalla mia spacciatrice personale di libri). Nove riflessioni e mezzo (la decima è incompiuta) di un Rousseau passeggiatore molto solitario. E’ una specie di autobiografia od autoanalisi della vita passata. Ricordi, insomma. E la differenza tra lui passeggiatore ed il sottoscritto passeggiatore (l’unica cosa su cui posso competere con lui 😀 ) sta proprio nella direzione in cui sono rivolti i pensieri. Lui rimembra il passato, io penso alle cose da fare… A parte le battute, il libro è carino. Ci vuole pazienza a seguirlo (il discorso si fa quasi filosofia), però ne vale la pena.

Voto: 8/10

Incipit

Son dunque solo sulla terra, senza fratelli, né parenti, né amici, né altra compagnia che me stesso. L’uomo più socievole e il più disposto ad amare i suoi simili è stato proscritto per unanime consenso.

Ite missa est

… l’assistenza che ne avevo ricevuto…

Plus

Il gusto per la natura.

Minus

Errori di stampa qua e là, eppure l’edizione è BUR.

Trama

Tra le pagine più belle della letteratura moderna, Le fantasticherie sono il risultato degli appunti che un anziano Rousseau prendeva nel corso di lunghe passeggiate, meditando sulla natura, sull’uomo, sul rapporto tra sé e gli altri. Il grande filosofo illuminista, isolato e ormai messo al bando dalla società francese, non pensava che queste pagine sarebbero state pubblicate, così le scrisse senza avere in mente un destinatario. Per questo Le fantasticherie affidano al lettore il ruolo singolare dell’intruso che scopre un segreto, dell’indiscreto che viola l’intimità di una vita. Rousseau ritrova nelle sue lunghe peregrinazioni in campagna, lontano dai luoghi mondani della Parigi del Settecento, gli ultimi momenti di serenità: “A dispetto degli uomini, saprò gustare ancora la gioia della società e vivrò decrepito con me in un’altra età come se vivessi con un amico meno vecchio”. Enrico Brizzi ammonisce che “nella nostra epoca veloce ed esasperata suona con nuova forza l’invito di Rousseau a puntare l’aperta campagna, lasciandoci alle spalle gli ampi marciapiedi della civiltà per rifugiarci nel tempo senza tempo dei sogni a occhi aperti”. Solo così, attraverso lo sforzo mai definitivo di passare dall’estrema infelicità alla più grande felicità, l’uomo possiede la forza necessaria per sanare il dolore e riparare ai mali che si è inflitto. E quando si esauriscono la fantasia e il sogno, subito, si para, a soccorrere e a riempire il vuoto, il mondo sensibile, l’universo muto del mondo vegetale, con le sue varietà, i suoi colori, le sue strutture. Nell’epoca fitta di urgenze che ci troviamo a vivere, appare ancora possibile sfuggire alla vacuità dei cerimoniali per raccoglierci vicino alla terra, liberare l’anima e interrogare quanto abbiamo di più sacro?
Prefazione di Enrico Brizzi

Scheda dei libri

Autore: Rousseau, Jean-Jacques <1712-1778>
Titolo: Le fantasticherie del passeggiatore solitario / Jean Jacques Rousseau ; prefazione di Enrico Brizzi
Pubblicazione: Milano : Rizzoli, [2009]
Descrizione fisica: 124 p. ; 17 cm.
Collezione: BUR 60 ; 35
Numeri: ISBN – 9788817029902
Nomi: Rousseau , Jean-Jacques <1712-1778>
Brizzi, Enrico
Paese di pubblicazione:    ITALIA

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Rousseau J.J.

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