411 lettura finita (74/IV anno) – Paese d’ombre di Giuseppe Dessì


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Giuseppe Dessì - Paese d'ombre

Lettura di agosto 2010

Libro magnifico: narrazione colta, epopea sontuosa, lessico mai banale. Dessì, nonostante non lesini particolari, descrizioni, minutaglie non è mai pedante. Una Sardegna ricca di natura, sfruttata ma mai doma esce da questo romanzo da 10 e lode. Un grande narratore paragonabile, a mio parere, alla Deledda
Voto: 10/10 con lode

Plus

Scritto in maniera magnifica. Raramente ho “goduto” così tanto la prosa. Ben equilibrato nelle sue parti.

Minus

Nessuno.

Quale lettore?

Tutti. Soprattutto per chi vorrebbe, nella vita, scrivere.

Incipit

Il bambino bussò al cancelletto di legno, ch’era in tutto simile a quello della casa di sua madre nel vicolo del Carrubo, e aspettò in silenzio; dopo un poco la voce potente e rauca di Don Francesco Fulgheri si fece udire dall’interno della casa: “Chi è?”.

L’Ite Missa est

La mano era calda, era viva.

Trama da wikipedia

Una Sardegna scabra e autentica, asciugata da ogni possibile stilla di folclore, priva di ogni orpello pittoresco e per ciò stesso vera e indimenticabile. Protagonista di questo potente affresco contadino è Angelo Uras. Il quale nato povero e diventato possidente per una fortuita eredità, comincia a conoscere l’assurda realtà sarda, quando ancora adolescente viene accusato di omicidio che non ha commesso. Diventato adulto, egli si batte con tenacia contro tale realtà antica, ma anche contro le forme di speculazione moderna, come per esempio quella di coloro che vorrebbero distruggere i boschi intorno al paese. E’ in questa continua lotta che Angelo Uras diventa l’eroe simbolico di una Sardegna al tempo stesso antica e diversa.

Scheda del libro

Autore: Dessi, Giuseppe <1909-1977>
Titolo: Paese d’ombre / Giuseppe Dessi
Pubblicazione: Milano : Club degli editori, c1973, stampa 1993
Descrizione fisica: XVI, 374 p. ; 21 cm
Collezione: I grandi premi letterari italiani: i premi Strega ; 72
Note Generali: In testa al front.: Premio Strega 1972
Nomi: Dessi, Giuseppe <1909-1977>

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Giuseppe Dessì

Paese d’ombre

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360 lettura finita (23/IV anno) – La volpe e le camelie di Ignazio Silone


La volpe e le camelie di Ignazio Silone

Lettura di maggio 2010

Sono quelle letture che ti fanno pesare a scuola e che, quindi, per anni lasci sugli scaffali. Poi superata la trentina le riprendi in mano e leggi con gusto. Prosa meravigliosa, pacata, precisa. Dialoghi veritieri, ben costruiti. Insomma un buon romanzo.

Voto: 8,5/10

Incipit

Dalla loggia che dava sull’orto, Filomena aveva chiamato un paio di volte il marito, con un tono di voce in cui si sentiva però scarsa insistenza. Non ricevendo risposta, ma convinta di essere stata udita, ella si era affrettata a rientrare in casa.

Trama

I personaggi del racconto sono svizzeri e italiani, variamente alle prese con lo spietato ingranaggio del tempo. la storia di una volpe, che insidia i pollai dei contadini e che per molto tempo sfugge alla loro caccia, s’intreccia nel corso di tutta la narrazione con la vicenda di altre insidie in cui le parti dei perseguitati e dei persecutori varie volte si capovolgono.

Scheda del libro

Autore: Silone, Ignazio
Titolo: La volpe e le camelie / Ignazio Silone
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 1960
Descrizione fisica: 169 p. ; 20 cm.
Collezione:  arratori italiani ; 73
Nomi: Silone, Ignazio

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Ignazio Silone

La volpe e le camelie

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312 lettura finita (44/III anno) – La stanza del vescovo di Piero Chiara


La stanza del vescovo di Piero Chiara - Locandina del film

La stanza del vescovo di Piero Chiara - Locandina del film

Lettura del gennaio 2009

L’inizio del libro mi ha incantato… ho trovato le stesse atmosfere di Piccolo mondo antico di Fogazzaro. Poi l’elemento aulico diventa noir, dove, grazie alla bravura dell’autore, basta un sacchetto di naftalina che cade in un armadio oppure un luce improvvisa attraverso la finestra creata da un fulmine per creare l’atmosfera di mistero. Incantevole il lago, suggestiva la vita a bordo della barca, sensuali le donne che salgono e scendo dalla Tinca. Mi è piaciuto e lo metto tra gli imperdibili.

Voto: 10/10

Incipit

Nel tardo pomeriggio di un giorno d’estate del 1946 arrivavo, al timone di una grossa barca a vela, nel porto di Oggebbio sul Lago Maggiore. L’inverna, il vento che nella buona stagione si alza ogni giorno dalla pianura lombarda e risale il lago per tutta la sua lunghezza, mi aveva sospinto, tra le dodici e le diciotto, non più in su di quel piccolo abitato la scustre, dove decisi di pernottare.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.

Siamo nel 1946. La guerra è appena terminata, e sulle rive del LAgo Maggiore si tenta di tornare a vivere. Il protagonista è un giovanotto sui trent’anni che, a bordo di una piccola ma confortevole imbarcazione a vela, la Tinca, che governa da solo, con la perizia d’un autentico, solca le acque, per diporto. una sera, gettata l’ancora nel porticciolo di Oggebbio, incontra un signorotto del luogo, che attacca discorso con tono apparentemente distratto, e poi l’invita a Villa Cleofe, dove vive con la moglie, acida e assai più anziana di lui, la bella dognata Matilde, vedova, e un terzetto di devoti famigli. Il giovane sis ente, insieme attratto e respinto dal mistero che si respira in quelle stanze, ma accetta l’ospitalità dalla bellezza “alla Ranzoni” di MAtilde. Gli viene addirittura assegnata una acamera, quella del vescovo, appunto, nel cui grande armadio si sfarina un’antica veste talare. Tutti vivono in oenmbra, come nelle grotte artificiali delle Isole Borromee, ancora storditi dagli avvenimenti che si sono succedti in quegli anni, e non ancora abituati alle luci, non soltanto metaforiche della pace. L’amicizia fra il proprietario della Tinca e l’Orimbelli si consolida, perchè i due non tardano a scoprirsi accaniti dongiovanni, e si servono dell’imbarcazione-specchietto per le scorribande erotiche che Chiara, da acuto casanoviano, diesgna con legante malizia e sottile psicologia. Ma un tragico avvenimento viene a turbare il clima d’acquario della villa, e il fine ritratto di provincia si tinge di “giallo”.

Scheda del libro

Autore: Chiara, Piero
Titolo: La stanza del vescovo / Piero Chiara ; introduzione di Giancarlo Vigorelli
Pubblicazione: Verona : Mondadori, 1977
Descrizione fisica: 173 p. ; 19 cm.
Collezione: Oscar narrativa
Numeri: ISBN – 88-044-1906-7
Nomi: Chiara , Piero
Paese di pubblicazione: ITALIA

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Il film

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308 lettura finita (40/III anno) – Il cavaliere inesistente di Italo Calvino


Il cavaliere inesistente di Italo Calvino

Il cavaliere inesistente di Italo Calvino

Lettura del gennaio 2009

Ho in mente uno strano parallelo con Il deserto dei tartari di Dino Buzzati. Due romanzi con protagonista, sostanzialmente, il nulla. Improprio il paragone ma mi viene naturale. Abilissimo Calvino, che si rivaluta ai miei occhi dopo la lettura di Marcovaldo. Mi era piaciuto ma non mi aveva “scaldato”. Impressione la proprietà di linguaggio e il gergo tecnico della cavalleria.

Voto: 8/9

Incipit

Sotto le rosse mura di Parigi era schierato l’esercito di Francia. Carlomagno doveva passare in rivista i paladini. Già da più di tre ore erano lì; faceva caldo; era un pomeriggio di prima estate, un pò coperto, nuvoloso; nelle armature si bolliva come in pentole tenute a fuoco lento

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera da wikipedia

Il protagonista è il cavaliere inesistente Agilulfo , il quale è una figura vuota, che si tiene in vita solo con la forza di volontà . Egli è un amante della perfezione, e per questo non è stimato dagli altri paladini; il racconto si apre sul campo di battaglia dei Franchi, impegnati nella lotta contro gli infedeli ( crociate ), emerge appunto Agilulfo, costituito solamente da un’armatura bianca e vuota contornata di striscie nere.

Nei primi tempi si presenta al campo il giovane Rambaldo, un ragazzo ingenuo e inesperto ma ansioso di entrare nella lotta per vendicare la morte di suo padre. Così si scatena una furiosa battaglia, nella quale il giovane deve colpire l’assassino di suo padre, Argalif Isoarre; ma egli non è ucciso in maniera diretta, infatti, invece di essere affrontato in un duello, muore per il solo fatto che Rambaldo lo priva dei suoi occhiali.

In seguito il giovane cade in un’imboscata, ma è soccorso da un soldato misterioso color pervinca. Spinto da curiosità e gratitudine, Rambaldo vuole conoscere il suo salvatore e lo insegue: scopre che il cavaliere misterioso è in realtà una donna, Bradamante, e se ne innamora. Bradamante però non è minimamente interessata a lui, perché il suo ideale di uomo è Agilulfo.

Durante uno spostamento, l’esercito franco s’imbatte in un poverello, Gurdulù, che si lascia guidare dalle proprie emozioni e dal suo cuore, senza rifletterci su. A differenza di Agilulfo che sa d’esserci, ma non c’è, egli c’è, ma non sa d’esserci.

Durante un banchetto un giovane, Torrismondo, rivela dei fatti inaspettati che gettano fango sull’onore di Agilulfo. Infatti, avendo egli salvato da alcuni aggressori una ragazza da lui ritenuta vergine, aveva ottenuto la carica di cavaliere. Torrismondo rivela invece che questa donna è sua madre e quindi non vergine. La rivelazione getta nel panico il cavaliere, il quale non si sente più degno di essere un soldato di primo livello, così il suo compito è di andare a cercare la ragazza per dimostrare che all’epoca era ancora pura.

Appena Agilulfo parte, è seguito da Bradamante, infatuata di lui, la quale è inseguita a ruota da Rambaldo, infatuato di lei. Contemporaneamente Torrismondo parte per ritrovare suo padre, ovvero “Il Sacro Ordine dei Cavalieri del San Gral” e per farsi riconoscere come figlio da quest’ordine (dato che la madre gli aveva rivelato di non conoscere il padre effettivo, ma di considerare “padre” tutto l’ordine). Egli scopre che la vita che conducono tali uomini non è la più adatta a lui e decide così di ritornare al campo di battaglia.

Intanto, dopo varie avventure, andando in Inghilterra e poi in Africa, il cavaliere dalla bianca armatura trova la donna che cercava, Sofronia, e la riporta nei pressi del campo di battaglia con lo scopo di sapere come stanno realmente le cose. Intanto però Torrismondo giunge nei pressi della caverna, dove era stata nascosta la presunta madre, e così entrambi cedono alla passione amorosa; alla fine si scopre però che Torrismondo non è figlio di lei, ma è il fratellastro. Fratellastro per modo di dire, infatti, egli è il figlio della regina di Scozia e del Sacro Ordine, mentre Sofronia è figlia del re di Scozia e di una contadina. Da questo consegue che l’amore nato tra Torrismondo e Sofronia è libero di crescere, perché tra i due non ci sono vincoli di sangue e che Agilulfo è un vero paladino. Purtroppo prima che egli scopra la verità, si era già tolto la vita, avendo colto sul fatto i due amanti. La sua bianca armatura è ceduta per testamento a Rambaldo.

Il narratore che racconta la vicenda è una suora di un convento, la quale solo alla fine rivela di non essere altro che Bradamante, che è ricercata da Rambaldo, il quale finalmente ottiene il suo amore.

Scheda del libro

Autore: Calvino, Italo
Titolo: Il cavaliere inesistente / Italo Calvino
Edizione: 14. rist
Pubblicazione: Milano : Mondadori Editore, 2000
Descrizione fisica: XLIII, 126 p. ; 19 cm
Collezione: Oscar Mondadori
Numeri: ISBN – 88-04-48202-8
Nomi: Calvino, Italo
Paese di pubblicazione: ITALIA

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Italo Calvino

Marcovaldo sul blog

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302 lettura finita (34/III anno) – Il bombardino del signore Camillo di Piero Chiara


Piero Chiara

Piero Chiara

Lettura del dicembre 2008

Sono tanti racconti, incastonati l’uno nell’altro. Quasi un romanzo di formazione; racconta infatti gli anni giovanili dell’autore. Veri? Inventati? Non m’importa. Ciò che conta è il divertimento che questo romanzo mi ha regalato. Lo stile di Chiara leggero e limpido da perfetto affabulatore è notevole. Andrebbe studiato a scuola. Comunque sia un libro imperdibile.

Voto: 10/10 con lode

Incipit

Quando ero in collegio dai preti al De Filippi di Arona e frequentavo la seconda ginnasiale, il professore d’Italiano don Franceschi, che era nasuto come San Carlo, dava un tema per settimana: “Come passerai le vacanze”, “Scrivi una lettera allo zio augurandogli il buon onomastico”, “Racconta quale è stato il primo dispiacere che hai dato alla mamma”.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Il giovane protagonista racconta i suoi anni giovanili: la scuola, che gli riusciva particolarmente difficile, gli amori, in cui riusciva piuttosto bene, i suoi rapporti con i complessi annì del fascismo, raccontati con leggerezza, ma senza rinunciare a dimostrarne l’assurdità.

Indice: Il mio paese, Sulle onde del Lago Maggiore, La pagella, La grande illusione di mia madre, Il bombardino del signor Camillo, Il povero Turati, Una cattiva scelta, Paghèn paghèn, Il fico sull’incudine, Fioriva una rosa, O soffio dell’April, Con quel naso, I loro occhi s’incontreranno.

Scheda del libro
Autore: Chiara, Piero
Titolo: Il bombardino del signor Camillo / Piero Chiara ; nota introduttiva di Federico Roncoroni
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1994
Descrizione fisica: 170 p. ; 17 cm.
Collezione: Piccoli classici ; 9
Numeri: ISBN – 88-043-8390-9
Bibliografia Nazionale – 94-9423
Nomi: Chiara , Piero
Roncoroni, Federico
Classificazione: 853.914 – NARRATIVA ITALIANA. 1945-

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Piero Chiara

Il Film

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277 lettura finita (9/III anno) – Valperga di Mary Shelley


Lettura del mese di ottobre 2008

Un ROMANZO STORICO maiuscolo. Intreccio reale e vicenda di fantasia sono mescolati alla perfezione. L’autrice di sicuro affascinata dalle bellezze artistiche e monumentali (i castelli) del nostro Paese usa fonti che oggi definiremmo classiche (Villani, Muratori e altre cronache medievali e rinascimentali) mostrando un’attenzione davvero rara (anche tra gli scrittori contemporanei) alla ricostruzione storica. Mi pare molto indovinata la scelta di utilizzare fonti molto vicine temporalmente agli avvenimenti di cui scrive. Secondo me aiuta molto a ricostruire il punto di vista di coloro che hanno vissuto l’epoca in cui la storia è ambientata. La Shelley è nota quasi esclusivamente per Frankenstein ma questo romanzo è mooolto più bello e scritto meglio. Scoraggia forse un pò la dimensione, ma per gli amanti del genere storico è da leggere assolutamente.

Voto: 9/10

Incipit
Le altre nazioni d’Europa erano ancora immerse nella barbarie, quando l’Italia, dove il lume della civiltà non si era mai completamente eclissato, cominciò a emergere dall’oscurità della rovina dell’Impero d’Occidente e a cogliere i barlumi della letteratura e della scienza che tornavano a riaffacciarsi dall’oriente.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
“Valperga” o “Vita e avventure di Castruccio Castracani, principe di Lucca” apparve nel 1823 e da allora, fino al 1996, non è mai stato ristampato. Totalmente inedito in Italia, fu ispirato proprio dal lungo soggiorno nel nostro paese dei coniugi Shelley e composto tra il 1818 e il 1821 (subito dopo, quindi, il più celebre romanzo dell’autrice, Frankenstein). In questo testo, dall’impianto quasi femminista e decisamente romantico, Mary Shelley racconta le vicende del signore Castruccio Castracani degli Antelminelli, che all’inizio del Trecento tiranneggiò la città di Lucca dando sfogo alla sua sfrenata ambizione. Feroce nemico dei guelfi fiorentini, Castruccio non si fece scrupolo di combattere contro la sua stessa promessa sposa, la bella e dolce Eutanasia, signora di Valperga. Il personaggio del Castracani aveva già affascinato, tra gli altri, Niccolò Machiavelli, ma nell’interpretazione di Mary Shelley egli assume connotati nuovi, divenendo emblema e paradigma della potenza distruttiva, dell’avidità e dell’egoismo tipicamente maschili, contrapposti alla forza creativa, all’amore e alla volontà di pace incarnati dai personaggi femminili, tra cui spicca, oltre a Eutanasia, la giovanissima profetessa ferrarese Beatrice, che ispirerà a Castruccio una funesta passione.

Scheda del libro
Autore: Shelley, Mary
Titolo: Valperga : Vita e avventure di Castruccio, principe di Lucca / Mary Shelley ; a cura di Lilla Maria Crisafulli e Keir Elam
Pubblicazione: Milano : Oscar Mondadori, 2007
Descrizione fisica: LXXVIII, 608 p. ; 19 cm.
Collezione: Oscar classici ; 628
Numeri: ISBN – 9788804544173
Nomi: Shelley , Mary
Elam, Keir
Crisafulli, Lilla Maria
Altri titoli collegati: [Titolo originale] Valperga , or The life and adventures of Castruccio, prince of Lucca.
Classificazione: 823.7 – NARRATIVA INGLESE, 1800-1837

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Mary Shelley

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269 lettura finita (1/III anno) – Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway


Termine lettura 17 settembre 2008

Non mi è parso un romanzo trascinante. Tuttavia è ottimamente scritto, un vero classico della letteratura. Non per niente Hemingway ha vinto un nobel. Ben costruito l’ambiente e i personaggi, perfetta la resa visiva della solitudine del vecchio Santiago in mezzo al mare che lotta con le forze della natura. Un libro per lettori maturi… da decantare e centellinare come un buon vino. Letto perchè “costretti” (come a scuola) deve essere davvero “dura”. Non si apprezzerebbe per nulla.

Voto: 8,5/10

Incipit

Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce. Nei primi quaranta giorni lo aveva accompagnato un ragazzo, ma dopo quaranta giorni passati senza che prendesse neanche un pesce, i genitori del ragazzo gli avevano detto che il vecchio ormai era decisamente e definitivamente salao, che è la peggior forma di sfortuna, e il ragazzo li aveva ubbiditi andando in un’altra barca che prese tre bei pesci nella prima settimana.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Santiago è un vecchio pescatore cubano ormai abbandonato dalla buona sorte. Sono diventati ottantaquattro i giorni in cui non è riuscito a prendere alcun pesce. Manolo, il ragazzo che fin da bambino lo ha accompagnato in barca, a cui ha insegnato ogni cosa del mestiere di pescatore e nei confronti del quale nutre un profondo affetto, è stato costretto dai genitori a pescare su un’altra barca. Ormai tutti ritengono Santiago un vecchio privo di risorse colpito dalla sfortuna. Vive solo nella capanna del suo piccolo villaggio abbandonato da tutti, deluso e sfiduciato, come colpito da una maledizione. Manolo ricambia però il suo affetto e non manca di far capire a Santiago che preferirebbe pescare con lui. Manolo lo va a trovare tutte le volte che può; cerca di aiutarlo trasportando le lenze o la fiocina o la vela; gli procura le esche. E vederlo arrivare a mani vuote lo rende infinitamente triste e impotente.
Santiago prende nuovamente il mare da solo e questa volta un enorme pesce abbocca all’amo trascinando al largo la sua piccola barca. E’ una lotta molto dura quella tra Santiago e quel pesce spada lungo più di cinque metri; dura tre giorni e tre notti durante le quali il vecchio avrebbe tanto desiderato l’aiuto e il conforto di Manolo. Il pensiero del ragazzo lo accompagna sempre e gli da forza quando sta per cedere; ma c’è anche un altro uomo che lo aiuta in questo suo estenuante percorso e che ritiene un impareggiabile esempio. E’ l’italo-americano Joe Di Maggio, imbattibile capitano della squadra di baseball di New York. Grazie a loro e alla sua perseveranza, Santiago vince la lotta contro il “nobile” pesce. Ma la sua piccola odissea non è conclusa. Durante il viaggio di ritorno Santiago è costretto a fare i conti con gli squali che non vogliono mollare quella preda e che man mano gli strappano. Il vecchio riesce ad avere la meglio su quei pescecani, ma al suo rientro nel porto, del suo enorme pesce è ormai rimasta solo la testa e la lisca, quasi un simbolo di ciò che ha dovuto affrontare. Una vanificazione delle grandi speranze e di tutti gli sforzi? No, piuttosto un elogio della forza e della perseveranza, ma anche del rispetto per la natura e del risentimento per l’uccisione di un animale in fondo simile a lui, forte e solo. Da: http://www.my-libraryblog.com/2008/02/14/il-vecchio-e-il-mare-ernest-hemingway/

Scheda del libro
Autore: Hemingway, Ernest
Titolo: Il vecchio e il mare / Ernest Hemingway ; a cura di Fernanda Pivano
Pubblicazione: Milano : Mondolibri, 1999
Descrizione fisica: XI, 114 p. ; 21 cm
Note Generali: Trad. di Fernanda Pivano
Nomi: Hemingway, Ernest
Pivano, Fernanda
Altri titoli collegati: [Titolo originale] The old man and the sea.
Classificazione: 813.52 – NARRATIVA AMERICANA IN LINGUA INGLESE, 1900-1945

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Hernest Hemingway

Il vecchio e il mare

Il film

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261 lettura finita (131/II anno) – La morte nel villaggio di Agatha Christie


Inizio lettura 17 agosto 2008 – Termine lettura 19 agosto 2008

Comincio così il mio progetto di lettura dedicato a Miss Marple. Il modo di scrivere della Christie e le relative traduzioni italiane non mi fanno impazzire. Trovo il suo stile più complesso e lento dello spumeggiante Maigret di Simenon. L’autrice inglese ha bisogno di molte più parole per tratteggiare paesaggi e personaggi. Però rimane un’indiscussa regina del giallo. E la cosa che mi piace di più è giocare con la scrittrice. Indovinerò l’assassino? Al momento vince lei 1-0. Ciò che amo del giallo classico è cercare il colpevole in una cerchia di personaggi “dichiarati” all’interno del romanzo. Miss Marple fin dalla sua apparizione porta con se una serie di figure ben tratteggiate: vecchiette pettegole, borghesi ben pensanti, cameriere acide.

Voto: 8/10

Incipit

Non è tanto facile sapere con precisione da che parte cominciare questo racconto, ma ho fissato la mia scelta su un certo mercoledì all’ora della colazione in canonica.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Una sera, il vicario del tranquillo villaggio inglese di St. Mary Mead, Leonard Clement, trova all’interno della sua biblioteca il corpo esanime del burbero colonnello Protheroe, ucciso da un colpo di pistola; inizialmente ad autoaccusarsi del delitto è l’amante della moglie del litigioso ufficiale, un giovane pittore, ma la polizia indaga su altri abitanti e frequentatori del villaggio, tutte figure dai contorni poco definiti: una misteriosa donna arrivata da poco in paese, la figlia sedicenne del colonnello, un archeologo che lavora nei dintorni della canonica e la sua giovane assistente, il guardacaccia e la sua fidanzata Mary, domestica presso la casa del vicario. A risolvere il mistero è un’intelligente vecchietta di St. Mary Mead, Miss Marple. Da: wikipedia.

Scheda del libro
Autore: Christie, Agatha
Titolo: La morte nel villaggio / Agatha Christie ; traduzione di Giuseppina Taddei ; prefazione e postfazione di Claudio Savonuzzi
Pubblicazione: Milano : Oscar Mondadori, [2003?]
Descrizione fisica: XI, 194 p. ; 20 cm
Collezione: Oscar narrativa ; 1485
Numeri: ISBN – 88-04-50770-5
Nomi: Christie, Agatha
Savonuzzi, Claudio
Taddei, Giuseppina
Altri titoli collegati: [Titolo originale] The murder at the vicarage
Classificazione: 823.912 – NARRATIVA INGLESE, 1900-1945

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Agatha Christie

Miss Marple

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234 lettura finita (104/II anno) – Solaris di Lem Stanislaw


Solaris di Lem Stanislaw

Inizio lettura 02 giugno 2008 – Termine 03 giugno 2008

Sapete già della mia diffidenza nei confronti della letteratura fantascientifica. Però ogni tanto mi faccio trascinare nello spazio. Solaris mi ha colpito. Nei suoi esterni sconfinati ha un nonsochè di claustrofobico che mi ha incatenato alle pagine. Dovevo continuare a leggere. E un libro che ti tiene così legato a sè è un bel libro.

Voto: 9/10

Incipit
Alle 19, ora di bordo, passai in mezzo ai meccanici, fermi accanto al pozzo di lancio, e per la scaletta a mano scesi nella capsula.Ci stava giusto un uomo, con lo spazio appena sufficiente per muovere i gomiti.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Nel momento della sua più gloriosa espansione – i viaggi interstellari l’uomo si imbatte in un enigma insolubile, una sfida impossibile. È il pianeta Solaris, un pianeta “vivo”: la sua essenza, le sue ragioni travalicano la capacità della mente umana; di fronte a esso anche la scienza più evoluta è impotente. Solaris è capace di far perdere all’individuo la propria identità, di ridurlo a brandelli di coscienza, di obbligarlo a confrontarsi con il proprio groviglio di conflitti interiori e a misurarsi con i grandi interrogativi dell’universo. Sull’oceano vivente che costituisce la sua superficie, un oceano che assume continuamente una miriade di forme effimere e incomprensibili, ruota una stazione orbitante: all’interno tre scienziati, ciascuno chiuso nella propria solitudine, ciascuno in balia degli incubi e dei miraggi che il pianeta proietta su di lui.

Scheda del libro
Autore: Lem, Stanislaw
Titolo: Solaris / Stanislaw Lem ; traduzione di Eva Bolzoni ; postfazione di Gianfranco de Turris
Pubblicazione: Milano : Oscar Mondadori, 2007
Descrizione fisica: XIV, 234 p. ; 20 cm.
Collezione: Oscar classici moderni ; 207
Numeri: ISBN – 9788804567028

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Lem Stanislaw

Il sito ufficiale dell’autore in lingua inglese

Il film di Soderbergh

Il film di Tarkovskij

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224 lettura finita (94/II anno) – Shirley di Charlotte Bronte


Fine Lettura 2 maggio 2008

La fatica che mi è costata questo libro è paragonibale a quella che mi ci è voluta per I miserabili di Victor Hugo. Però sono soddisfatto di averlo letto. Il romanzo è davvero lento ma scritto molto bene. Charlotte Bronte è un fiume in piena di parole. MI è parso, a volte, di avere a che fare con una bella ragazza che parla tantissimo ma tu, anche se sei stanco, vai avanti ad ascoltarla perchè ti piace guardarla. E’ un romanzo che andrebbe letto nelle lunghe giornate d’inverno in piena tranquillità, non pressati dal correre quotidiano. Un appello agli insegnanti (lo dico a ragion veduta): non datelo da leggere ai ragazzi delle scuole. Letto a 16-18 anni potrebbe stroncare più di un lettore. Letto in età più matura si apprezza in tutte le sue sfumature.

Voto: 8/10

Inicpit

Negli utlimi anni, sul nord dell’Inghilterra si è abbattuta una pioggia di pastori d’anime; più fitti sulle colline, dove ogni parrocchia ne ha uno o più di uno, tutti abbastanza giovani per essere molto attivi e recar gran giovamento.

Il link alla scheda del libro preparata già qualche settimana fa.

220 libro finito (90/II anno) – Il marito di Elena di Giovanni Verga


Giovanni Verga

Inizio lettura 15 aprile 2008 – Termine lettura 19 aprile 2008

Verga di solito lo adoro, in questo caso ho fatto un pò fatica. C’è dentro un pò di tutto: madame Bovary, la miseria proverbiale verghiana, l’incapacità dell’uomo di reagire alla Serao, il dramma familiare stereotipo delle famiglie meridionali. Un pout-puorri di tragedie insomma. Scritto con la solita maestria ma indiscutibilmente pesantino.

Voto: 7/10

Incipit
Camilla picchiò all’uscio, mentre i genitori stavano per andare a letto, e disse:
– Elena è fuggita.
Don Liborio rimase collo stivaletto in mano, sbalordito. Poscia andò ad aprire zoppicando, pallido come un morto.
La figliuola, colla sua voce calma di ragazza clorotica, ripeté tranquillamente:
– L’ho cercata dappertutto. Non c’è più.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Cesare Dorello, un giovane provinciale mantenuto agli studi da una famiglia di piccoli possidenti, conosce a napoli Elena, la figlia di un ex funzionario borbonico in pensione e se ne innamora, ricambiato. Mai tuttavia quella società permeterebbe il matrimonio, vista l’estrema povertà di lui. Ai due non resta che la fuga. Ma l’amore non regge al peso delle difficoltà economiche. Costretti a rientrare a Napoli, nè la maternità, nè la finalmente raggiunta agiatezza placano l’irrequitezza di Elena che finisce per condurre all’esasperazione il pur paziente marito.

Scheda del libro
Autore: Verga, Giovanni <1840-1922>
Titolo: Il marito di Elena / Giovanni Verga ; introduzione di Maurizio Vitta ; cronologia e bibliografia di Carla Riccardi
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, stampa 1989
Descrizione fisica: 175 p. ; 19 cm
Collezione: Oscar classici ; 134
Note Generali: Sulle fonti: 2. rist
Numeri: ISBN – 88-04-31684-5

Ex libro
Quando il sole tramontava nella sua vigna, aveva là, e non altrove, quegli ultimi effetti di luce calda e dorata sulle foglie ingiallite, sul verde cupo dei roveti che imboscavano il vallone, sulla grigia montagna di granito tinta di roseo e di violetto pallido. L’ombra si allargava dalla Rocca, dal folto dei nocciuoli come un velo di tristezza, e il sole invece saliva lentamente sulla facciata bianca della casina, accendeva i vetri delle finestre, sembrava far sbocciare in quel punto i fiori campestri in cima alla siepe coronata da un pulviscolo dorato. In fondo, nella valle, le terre del Barone si stendevano diggià scure, annegate nella nebbia, solcate dalla lunga fila d’aratri che preparavano il maggese tutto l’anno.

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Giovanni Verga

Il libro in formato elettronico

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213 lettura finita (83/II anno) – La fattoria degli animale di George Orwell


La fattoria degli animali di G. Orwell

Letto un pò qua e un pò là

Libro profetico come Fahrenheit 451. Scritto nel 1944 e censurato a causa dell’argomento anticomunista-antisovietico con cui gli inglesi erano alleati contro il nemico tedesco, per i temi trattati è di grande attualità. La gestione del potere, la manipolazione delle menti più deboli, lo sfruttamento dell’ignoranza, il controllo dell’informazione, lo stravolgimento della realtà sono argomenti che oggi ritroviamo nella nostra vita quotidiana. In Napoleon, il rivoluzionario, non si può non scorgere uno dei protagonisti della vita politica italiana di questi anni. Non vi dico quale. Leggete e indovinate. Un libro che andrebbe letto prima di ogni campagna elettorale.

Voto: 8/10

Sintesi
Gli animali della fattoria Manor decidono di ribellarsi al padrone e di instaurare una loro democrazia. I maiali Napoleon e Snowball capeggiano la rivoluzione che però ben presto degenera. Infatti Napoleon, dopo aver bandito Snowball, introduce una nuova costituzione: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”. La dittatura e la repressione fanno riappacificare gli animali con gli uomini che ormai non appaiono più agli exrivoluzionari molto diversi da loro.

Scheda del libro
Autore: Orwell, George
Titolo: La fattoria degli animali / George Orwell ; traduzione di Bruno Tasso
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1995
Descrizione fisica: XVI, 115 p. ; 20 cm.
Collezione: Oscar classici moderni ; 94
Numeri: ISBN – 88-04-39981-3
Collegamenti utili per capire meglio il libro

Gerge Orwell

La fattoria degli animali

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161 lettura finita (31/II anno) – Ballata di Natale di Charles Dickens


Ballata di Natale di Charles Dickens

Inizio lettura 26 novembre 2007 – Termine lettura 27 novembre 2007

Breve racconto in 5 atti: il ritratto di Scoorge, i tre spiriti e l’epilogo. Si legge veloce e piacevolmente e il finale e commuovente. Come si legge dalla critica e dalle varie pagine dedicate a Dickens, vi si scorge anche un lato autobiografico (l’autore da bambino aveva conosciuto la miseria e la prigione) e un lato di denuncia sociale (contro la poverty low, legge che secondo Dickens accentuava il problema della povertà anzichè diminuirlo).  Un racconto dei buoni sentimenti e di come si può essere più buoni non solo a Natale. Da leggere sotto l’albero.

Voto 9/10

Incipit
Dirò per cominciare che Marley era morto: in quanto a questo nessun dubbio! L’atto della sepoltura era stato firmato sul registro dal Pastore e dal suo assistente, dall’imprenditore delle pompe funebri e dalla persona più legata al defunto, infatti lo firmò anche Scrooge, e alla Borsa valori di Londra il nome Scrooge godeva di un credito illimitato.

Trama Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Scritta nel 1843, questa “Ballata di Natale” inaugura la fortunata serie di racconti natalizi di Dickens volti ad instillare nel lettore “pensieri d’amore e di considerazione verso il prossimo, che non sono mai fuori stagione”. Mescolando la rappresentazione fedele dell’atmosfera delle festività vittoriane con una storia di fantasmi, la Ballata narra la notte della Vigilia di Scrooge, un uomo “duro e aspro… chiuso in se stesso come un’ostrica”. Visitato dagli spiriti del Natale Passato, Presente e Futuro, che lo mettono di fronte al suo miserabile modo di vivere, Scrooge cambierà atteggiamento e si trasformerà in “un uomo così buono, come mai poteva averne conosciuto quella buona vecchia città”. Con un saggio di G. K. Chesterton.

Scheda del libro
Autore: Dickens, Charles
Titolo: Ballata di Natale / Charles Dickens ; con un saggio di G. K. Chesterton ; traduzione di Emanuele Grazzi
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 2001
Descrizione fisica: XXI, 215 p.; 19 cm
Collezione : Oscar classici ; 556
Note Generali: Testo orig. a fronte
Titolo uniforme: Christmas carol.
Numeri: ISBN – 88-04-50024-7
Collegamenti utili per capire meglio il libro

Biografia di Charles Dickens

Analisi del libro

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