Onorevole (senatore) stia zitto… che è meglio.


senato

Scambio di battute al Senato… lauree e torti.

Tratto da Ripresa della discussione dei disegni di legge: (1070, 315 e 374) – Responsabilità civile dei magistrati

SENATO DELLA REPUBBLICA
—— XVII LEGISLATURA ——
355a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 19 NOVEMBRE 2014

(Pomeridiana)

….

SOLLO (PD). Signor Presidente, mi auguro che si sia chiarito tutto.

Io amo – e, come me, credo tutti – sapere cosa votiamo. Esterno un pensiero che è di tutti: purtroppo quando qualcosa riguarda la Commissione giustizia, anche quando c’è unanimità in quella Commissione, si arriva in Aula e si sconvolge tutto. (Applausi del senatore Carraro). Probabilmente sarebbe stato il caso di accantonare gli emendamenti 2.128 e 2.130 se non avevano influenza sui successivi. Qualora ci fosse stata una ripercussione sui successivi, si sarebbe dovuta sospendere la seduta per dieci minuti per trovare una riformulazione che accontentasse sia il senatore Buccarella, presentatore dell’emendamento 2.128, che i presentatori dell’emendamento 2.130. (Cenni di dissenso del senatore Palma).

Senatore Palma, mi scusi, lei è stato Ministro e magistrato, io purtroppo ho due lauree ma di questa materia ne capisco poco. Amo soltanto sapere cosa voto quando voto e non votare a scatola chiusa. Occorre consentire anche ai non addetti ai lavori di sapere cosa facciamo.

Si è creato un attimo di confusione estrema. Probabilmente era il caso di sospendere cinque minuti o di accantonare un attimo: sarebbe stato più semplice trovare una soluzione, che alla fine mi sembra si sia trovata. Mi auguro che essa sia confacente con la norma in oggetto. Se così è, sono il primo a compiacermene.

Vorrei fare un invito: per favore, quando esce un testo bello e compatto come questo, vi invito a non rimettere tutto in discussione ogni volta che si arriva in Aula. E so di interpretare il pensiero di tutti! (Applausi dei senatori Battista, Carraro e Falanga).

PALMA (FI-PdL XVII). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Presidente Palma, penso che sia chiaro. Prego.

PALMA (FI-PdL XVII). Presidente, quello è chiarissimo.

Io sono veramente (uso il termine che più mi sento) infastidito dall’intervento del senatore Sollo. Ma come si permette il senatore Sollo…

PRESIDENTE. Non esasperiamo i toni, non è il caso. Siamo arrivati faticosamente a…

PALMA (FI-PdL XVII). No, mi scusi, signor Presidente, ma lei non è intervenuto. Si è detto che i provvedimenti della Commissione giustizia, ogni volta che vengono qui in Aula, trovano uno stravolgimento: non è vero. I provvedimenti della Commissione giustizia, fatta eccezione del disegno di legge sull’articolo 416‑ter, prima formulazione, sono passati qui in Aula quasi tutti a stragrande maggioranza, se non all’unanimità.

In secondo luogo, sono intervenuto dicendo, in termini chiarissimi, qual era l’oggetto del voto che saremmo andati ad esprimere sull’emendamento 2.128 del senatore Buccarella e sull’emendamento 2.130 (testo 2), del senatore Caliendo ed altri. Se il senatore Sollo, nonostante abbia acquisito due lauree, non è riuscito a capire quello che ho detto, non è problema che riguarda la Commissione giustizia, ma il senatore Sollo.

PRESIDENTE. Perché sia chiaro cosa si va a votare, in relazione ai due emendamenti 2.128 e 2.130 (testo 2), il testo del secondo periodo del comma 3-bis, senatore Sollo e tutti coloro che ha rappresentato nel suo intervento, risulta così riformulato (prego il relatore e il rappresentante del Governo di seguirmi): «In caso di violazione manifesta del diritto dell’Unione europea si deve tener conto anche della mancata osservanza dell’obbligo di rinvio pregiudiziale ai sensi dell’articolo 267, terzo paragrafo, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, nonché del contrasto dell’atto o del provvedimento con l’interpretazione espressa dalla Corte di giustizia dell’Unione europea», senza le parole «grave» e «già».

Riprendiamo con l’espressione dei pareri del relatore e del rappresentante del Governo.

BUEMI, relatore. Il parere è negativo sull’emendamento 2.131.

Infine, invito a ritirare l’emendamento 2.132 perché assorbito dall’emendamento 2.130 (testo 2), a firma del senatore Caliendo ed altri.

PRESIDENTE. Senatore Zeller, ritira l’emendamento?

ZELLER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Sì, signor Presidente.

COSTA, vice ministro della giustizia. Signor Presidente, i pareri sono conformi a quelli del relatore. Faccio solo una puntualizzazione.

Con riferimento all’emendamento 2.700 del Governo il parere del relatore è favorevole, ma mi pare che egli abbia espresso parere contrario agli emendamenti identici, però gli emendamenti identici a quelli del Governo ricevono ovviamente il parere favorevole del Governo (mi riferisco agli emendamenti 2.113 e 2.114). Per il resto, il parere è conforme a quello del relatore.

PALMA (FI-PdL XVII). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PALMA (FI-PdL XVII). Signor Presidente, credo che, nonostante il non condivisibile – a mio avviso – intervento di prima, adesso abbia davvero ragione il senatore Sollo. Lei poco fa ha letto il testo che andiamo a mettere in votazione. Dopodiché il Governo ha preso la parola per intervenire sull’emendamento 2.130…

PRESIDENTE. Il Governo non ha parlato di quell’emendamento, senatore Palma.

PALMA (FI-PdL XVII). Allora il senatore Sollo continua ad avere torto.

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Il primo giallo italiano


Qual’è il primo giallo pubblicato in Italia? Esistono diverse correnti di pensiero.

Secondo wikipedia e Massimo Siviero, scrittore italiano di gialli, un romanzo italiano non molto conosciuto al grande pubblico, Il mio cadavere (1852) del napoletano Francesco Mastriani, può rivendicare il titolo di primo romanzo giallo italiano scritto a Napoli (non in commercio).

Altrove si legge che il primo romanzo del genere sia Il sette bello di Alessandro Varaldo, pubblicato nel 1931 (irreperebile). Varaldo in citazioni (sommaria ricerca con google) batte Mastriani.

Si inserisce a metà strada Il cappello del prete (1888) di Emilio de Marchi (in commercio). Qui, per amore della verità, specifichiamo che è citato come inventore del genere Noir.

Infine, diversi siti (tra cui la RAI) associano l’origine del giallo in Italia (immagino come fenomeno di massa) alla pubblicazione del primo numero dei Gialli Mondadori avvenuta nel 1929.

(s)Fiducia al ministro Bondi… e gli assenti (biblioteche)


La Camera dei Deputati

Rompo il silenzio “influenzale”, perché ieri ho seguito (al 90%) il dibattito, alla Camera dei Deputati, relativo alla mozione di sfiducia individuale al Ministro dei Beni Culturali On. Bondi.

Ebbene, oltre alle assenze tra i deputati, grande fantasma (nel senso che non se ne è proprio parlato) è stato il sistema biblioteca del paese Italia.

Si e’ parlato di Pompei (inevitabile), del bel paesaggio italiano, di come i ritrovamenti nel nostro ricco sottosuolo sia un impedimento allo sviluppo (ha detto proprio così!), dei parcheggi sotterranei del Pincio, delle fondazioni liriche (malmesse), dello stato in cui versa il ministero (è come se un sindaco si lamentasse dei suoi dipendenti, dimenticando che lui è il responsabile del personale, tra cui magari ha numerosi parenti).

Grande “stella” della discussione, ovviamente, il cinema.

E mentre tanto fulgore spandeva il cinematografo, un silenzio tombale è caduto sulle 46 biblioteche statali tranne un fugace accenno a Brera (ma probabilmente s’intendeva le polemiche della pinacoteca).

Silenzio amplificato dal successivo dibattito in aula. Destra e sinistra si sono dimenticati delle Biblioteche statali. Eppure ce ne sarebbe stato da dire: personale carente, bilanci falcidiati, nemmeno i soldi per la catalogazione nelle biblioteche centrali, piani di sicurezza, formazione del personale… ma… silenzio.

Confido che se ne sia parlato in quel 10% di dibattito che mi è sfuggito… ma, ahimè, ne sono proprio poco convinto.