533 lettura (6 del VI anno) – L’illustrissimo di Alberto Cantoni


Bacchelli, parlando di Cantoni, dice che il Nostro era negato per scrivere capolavori. Pirandello, invece, ne fu un apologeta per il suo umorismo. Io, più modestamente, vi posso esprimere la mia semplice opinione di lettore: mi sono divertito e non poco. L’autore descrive la vita contadina del Mantovano con dovizie di particolari, tentando di denunciare l’assenza dei proprietari terrieri che si disinteressavano della vita agricola: propensi a guadagnarci, ma non a investirci. L’illustrissimo, alla fine, dopo essere stato tanto bistrattato, ne esce, tutto sommato, bene. La Giovannona è uno dei personaggi meglio riusciti delle mie letture.

Voto: 9, 5/10 al libro e 10/10 alla mia spacciatrice di libri classici

INCIPIT

Come era bello (una buona ventina d’anni fa) quel ricchissimo conte Galeazzo di Belgirate. Alto, con un torace da titano ribelle, con le mani bianchissime, con gli occhi azzurri e malinconici…

ITA MISSA EST

… ma non deve essere cosa molto divertente nemmeno là.

TRAMA

L’illustrissimo è il signore, pei contadini della Lombardia: il padrone ch’essi non han mai veduto, e che si figurano tiranno spesso spietato attraverso il fattore ladro e parassita, con cui trattano; non si fanno perciò scrupolo di frodarlo come e quanto più possono. Ora immaginate che questo Illustrissimo sia mandato da una donna saggia e apparentemente capricciosa, in penitenza e per una prova d’amore – dice lei – ma in verità per fargli acquistare quell’esperienza che gli manca, nelle sue terre, fra i suoi contadini, travestito, per allogarsi come bracciante in una casa d’un suo mezzaiuolo…

COLLEGAMENTI

Alberto Cantoni

Le opere di Cantoni in formato elettronico

Cantoni su Liberliber

464 lettura finita (48/V anno) – Il mulino del Po vol.3 di Riccardo Bacchelli


Il Mulino del Po di Riccardo Bacchelli

Sontuoso, corale, descrittivo, storico, perfino (a tratti) noioso. C’è tutto ne Il mulino del Po di Bacchelli. Nel 2007 lessi il primo e il secondo volume. Per chi ha coraggio di affronare 2000 pagine è un libro da non perdere. Un grande affresco dell’Italia dal periodo pre-unitario alla battaglia del Piave. Notevole lo stile di Bacchelli. Elengante, sinuoso, ampio come lo scorrere del Po. Una prosa manzoniana ancor più del Manzoni.

Voto: 9,5/10

Incipit

Ma voi poi, siete coniugata legalmente con questo Giuseppe Scacerni, detto Coniglio Mannaro, attualmente ricoverato e degente nel manicomio provinciale di Ferrara?

Ite missa est

… con noi ogni cosa nel segreto di Dio.

Trama

Nel corso della ritirata di Russia da parte delle truppe napoleoniche nel 1812 il soldato ferrarese Lazzaro Scacerni, uomo franco e generoso, salva da affogamento un ufficiale italiano, prete spretato e giacobino fanatico. Costui gli rivela in punto di morte, spinto non da gratitudine ma da intento diabolico, l’esistenza di un sacchetto di gioielli, frutto di un sacrilego saccheggio. Quando Lazzaro Scacerni torna nella sua terra recupera i gioielli depositati presso un banco ebraico, e dopo vari tormenti di coscienza li vende ad un ricettatore, chiamato il Raguseo. Con il ricavato si fa costruire un mulino di fiume, il San Michele, sulle rive del Po alla Guarda Ferrarese.
Tra diverse difficoltà riesce ad avviare la propria attività di mugnaio e sposa la giovane contadina Dosolina. Insieme hanno un figlio, Giuseppe, che sarà soprannominato Coniglio mannaro a causa del suo aspetto deforme e della sua assoluta, maniacale, avidità.
Alla morte del padre, Coniglio mannaro eredita il mulino e, tramite affari spregiudicati e praticando il contrabbando tra le frontiere dello Stato Pontificio e del Lombardo Veneto austriaco, ottiene una certa ricchezza. Assieme a sua moglie Cecilia, figlia di mugnaio e rimasta orfana durante un’alluvione, proprietaria del mulino Paneperso e adottata dal padre e da lui sposata con un inganno, acquisisce vaste tenute, finché a causa dell’alluvione del Po del 1859, queste ultime vengono inondate ed entrambi i mulini vengono distrutti. La rovina economica porta Coniglio mannaro alla pazzia e a finire i propri giorni in un manicomio.
Intanto, Cecilia, rimasta sola con i suoi sette figli riesce a ricostruire i mulini. Sono i primi anni dall’unità d’Italia, e quando nel 1869 viene promulgata la Tassa sul macinato, cerca di manipolare i contatori meccanici dei mulini per evadere l’imposta, ma durante un’ispezione degli esattori, per non far trovare prove della manomissione che porterebbero la mugnaia in prigione e il sequestro dei due mulini, uno dei figli appicca il fuoco al Paneperso. Accusato di tale atto, il figlio è condannato ad una lunga prigionia.
Diverse disgrazie decimano la famiglia Scacerni, finché dopo la morte di Cecilia resterà solo il giovane Lazzarino nella gestione dei mulino.
Così come la saga famigliare si apre con una battaglia sul fiume Vop durante la ritirata di Russia del 1812, la chiusura avviene con la morte eroica di Lazzarino sul Piave durante la Prima guerra mondiale, e con la sua fine, si estingue la famiglia degli Scacerni.

Schede dei libri

Autore: Bacchelli, Riccardo
Titolo: 1: Dio ti salvi / Riccardo Bacchelli
Pubblicazione: [Milano] : Garzanti, stampa 1943
Descrizione fisica: 580 p. ; 20 cm.
Fa parte di: Il mulino del Po
Nomi: Bacchelli, Riccardo

Autore:    Bacchelli, Riccardo
Titolo: 2: La miseria viene in barca / Riccardo Bacchelli
Edizione: Ed. definitiva
Pubblicazione: \Milano! : Garzanti, stampa 1944
Descrizione fisica: 612 p. ; 20 cm.
Fa parte di: Il mulino del Po
Nomi: Bacchelli, Riccardo

Autore: Bacchelli, Riccardo
Titolo: 3: Mondo vecchio, sempre nuovo / Riccardo Bacchelli
Edizione: Ed. definitiva
Pubblicazione: \Milano! : Garzanti, stampa 1944
Descrizione fisica: 786 p. ; 20 cm.
Fa parte di: Il mulino del Po
Nomi: Bacchelli, Riccardo

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Bacchelli su IL QUADERNO

Il mulino del Po su wikipedia

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