488 lettura finita (61/V anno) – Il gioco degli specchi di Andrea Camilleri


Il gioco degli specchi di Camilleri

Lettura di luglio 2011

Montalbano è sempre Montalbano anche quando ormai il libro ti sembra di averlo già letto e la situazione non è nuova. Il personaggio è bello… però una svolta non guasterebbe.

Voto:  7,5/10

Incipit

Era da minimo dù ure che sinni stava assittato, completamenti nudo come Dio l’aviva fatto, supra a ‘na specie di seggia che assimigliava perigliosamente a ‘na seggia lettrica…

Ite missa est

Era proprio ‘na bella jornata.

Plus

Una certezza.

Minus

Si ripete un po’ troppo.

Quale lettore

Il camilleriano.

Trama da Ibs

“Il commissario Montalbano si tiene costantemente d’occhio. È frastornato dai trasognamenti. Qualcuno gioca ingegnosamente con lui. Misura i passi del commissario. Li indirizza. Li spinge là dove è inutile che vadano: lungo piste che, se sono giuste, si rendono irriconoscibili, si cancellano, o si labirintizzano. Montalbano ha una sua cultura cinematografica. E gli viene in mente il vecchio film ‘La signora di Shanghai’ di Orson Welles: il torbido noir, con tutti i suoi scombussolamenti, e tutti i suoi illusionismi barocchi. Montalbano entra nel film. E vede se stesso disorientato, dentro la scena finale, nella sala degli specchi di un padiglione del Luna Park. Il prodigio degli specchi altera lo spazio visibile. Si spara. Ma non si capisce se i bersagli sono reali o esito di un gioco di specchi. Un villino, un giro di macchine, una storia d’amore un po’ scespiriana, due esplosioni apparentemente insensate, un proiettile senza tracciabile direzione, una coppia di cadaveri, bruciato uno, bestialmente violentato l’altro, entrano nella trama del romanzo. La narrazione si concede focali corte, inquadrature insolite, avanzamenti lentissimi alternati a piani-sequenza vertiginosi. Scorre come un film. Turba e sconvolge, ma non si nega qualche respiro ludico, utile anch’esso alla soluzione del giallo. Persino Catarella ha il suo momento di gloria, alla fine.” Salvatore Silvano Nigro

Scheda dei libri

Autore:    Camilleri, Andrea
Titolo: Il gioco degli specchi / Andrea Camilleri
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2011
Descrizione fisica: 255 p. : 17 cm.
Collezione: La memoria ; 858
Numeri    ISBN – 88-389-2563-1
ISBN – 9788838925634
Nomi: Camilleri, Andrea scheda di autorità
Classificazione Dewey:    853.914 (21.) NARRATIVA ITALIANA, 1945-1999

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477 lettura finita (50/V anno) – La moneta di Akragas di Andrea Camilleri


La moneta di Akragas di Andrea Camilleri

Lettura di aprile 2011

Mi ha dato l’idea dell’opera incompleta, lasciata lì… in sospeso. Piuttosto slegata tra le sue parti, priva di una scelta chiara sull’uso della “lingua” da usare, a volte l’insieme mi è parso traballante. Nonostante ciò, Camilleri mi piace sempre e, quindi, anche se “la moneta” non è certamente il suo pezzo migliore sono contento di aver letto questo romanzo d’arte.

Voto: 7/10

Incipit

Akragas è caduta in mano ai Cartaginesi, dopo un lungo assedio, poco prima del tramonto del giorno precedente il solstizio d’inverno. Per il nostro calcolo del tempo, nel 406 a.C. Una giornata gelisa, inusuale addirittura, ma nessuno ha avvertito il freddo intensoo, né i combattenti accaniti nell’ardore della battaglia né i civili arsi dalla paura.

Ite missa est

… Ciononostante, la passione tra i due divampò impetuosa violenta e…

Plus

L’ambientazione sempre affascinante.

Minus

La poca organicità tra le sue parti.

Quale lettore

L’appassionato di Camilleri.

Trama

406 a.C. Dopo un lungo assedio Akragas si arrende ai Cartaginesi. La città viene distrutta. 1909. La scoperta in un campo di una piccola moneta d’oro, unica al mondo, preziosissima. Per l’emozione il dottor Stefano Gibilaro, medico condotto di Vigata, cade da cavallo. Comincia così una storia che si dipana con risvolti inaspettati, tragici ed esilaranti, tra le campagne di Vigata e la Messina distrutta dal terremoto, fino all’imprevedibile conclusione.

Scheda dei libri

Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: La moneta di Akragas / Andrea Camilleri
Pubblicazione: [Milano] : Skira, 2011
Descrizione fisica: 115 p., XVI p. di tav. : ill. ; 18 cm.
Collezione: Narrativa
Numeri: ISBN – 9788857207414

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455 lettura finita (40/V anno) – Un onorevole siciliano di Andrea Camilleri


Un onorevole siciliano di Andrea Camilleri

Lettura di dicembre 2010

Lettura conseguente all’ascolto di questo convegno: https://letture.wordpress.com/2010/11/23/convegno-su-leonardo-sciascia/
Voto: 10/10 con lode . Un salto negli anni di piombo visti con l’acuto sguardo dello scrittore siciliano all’epoca deputato del Partito Radicale. Un libro per aiutarci a capire la storia vicina a noi.

Plus

Due ottimi scrittori siciliani, insieme.

Minus

Nessuno.

Quale lettore?

Mi verrebbe da dire per tutti. Ma tutti non l’apprezzerebbero. Quindi scrivo: per chi vuole capire… oltre la storia ufficiale.

Incipit

L’impegno politico diretto è semplicemente una formula di comodo per circoscrivere quel particolare momento della vita politica di Sciascia nella quale egli esprime le sue opinioni dai banchi di un consiglio comunale o dagli scranni del parlamento.

L’Ite Missa est

… provenga da un organismo di cui il SISMI era parte.

Trama da wikipedia

Andrea Camilleri racconta l’esperienza parlamentare di Leonardo Sciascia, attraverso le interrogazioni parlamentari che lo scrittore di Racalmuto presentò, dalle file del partito radicale, tra il 15 dicembre 1979 e il 31 gennaio 1983. Camilleri, che a Sciascia fu legato da consuetudine e amicizia, ne mette in luce la passione politica autentica; la lucidità, l’approccio mai ideologico ma sempre ancorato a una analisi dei fatti acuta e spietata, comunque sempre scomoda e insofferente al potere. Gli argomenti di queste interrogazioni sono, tutti, di estrema attualità, allora come oggi; i casi di cronaca affrontati sono tuttora ferite aperte: la mafia, l’uccisione del magistrato d’Accio Montalto, il caso Pecorelli, il petrolio, l’uso delle armi da parte delle forze dell’ordine. Dalla voce di Andrea Camilleri, e dagli interventi di Sciascia emerge, insomma, un ritratto impietoso di un’Italia incapace di fare i conti con il proprio passato; e colpevolmente sorda alle parole di chi, con tutto il rigore della ragione, dimostrava di amarla.

Scheda del libro

Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: Un onorevole siciliano : le interpellanze di Leonardo Sciascia / Andrea Camilleri
Pubblicazione: Milano : Bompiani, 2009
Descrizione fisica: 192 p. ; 17 cm
Collezione: PasSaggi Bompiani
Note Generali: Con i testi
Numeri: ISBN – 9788845263514
Bibliografia Nazionale – 2009-8435
Nomi: Camilleri, Andrea
Sciascia, Leonardo
Soggetti: Sciascia, Leonardo – Discorsi parlamentari – 1979-1983

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438 lettura finita (23/V anno) – La caccia al tesoro di Andrea Camilleri


La caccia al tesoro - Andrea Camilleri

Lettura di ottobre 2010

Montalbano l’ho trovato in forma, l’autore un po’ meno. Si percepisce stanchezza nella narrazione e la soluzione è… scontata. O sono diventato bravo nel risolvere i gialli oppure l’intreccio era troppo semplice da risolvere… Opto per la seconda ipotesi.

Voto: 7/10

Plus

Montalbano.

Minus

Soluzione fin troppo semplice e sintomi di stanchezza nella narrazione.

Quale lettore?

Montalbano è alla portata di tutti. Basta aver pazienza e fare il callo alla “lingua”.

Incipit

Che Gregorio Palmisano e sò soro Caterina erano pirsone chiesastre fin dalla prima gioventù, era cosa cognita in tutto il paisi. Non si pirdivano ‘na funzioni matutina o sirali, ‘na santa missa, un vespirto, e certi volte annavano in chiesa macari senza un pirchì, sulo che ne avivano gana.

L’Ite Missa est

… e dirle che nella stissa jornata sarebbi arrivato a Boccadasse.

Trama

Un torpore inerte ha invaso il commissariato di Vigàta: un tedio strascicato. Ammortisce pure il trallerallera di Catarella, che adesso incespica tra rebus e cruciverba. Montalbano legge un romanzo di Simenon, e distratto va sfogliando una vecchia annata della “Domenica del Corriere”: al telefono continua il dai e ridai querulo e molesto della suscettibile fidanzata, lontana sempre, lontanissima. Eppure un diversivo c’era stato. Due anziani bigotti, fratello e sorella, a furia di preterìe e giaculatorie, avevano rincappellato pazzia sopra pazzia. La loro demenza era arrivata al fanatismo delle armi. E la sceriffata santa aveva lasciato sul campo uno strumento di passioni tristi e appassite: una bambola gonfiabile, disfatta dall’uso; una di quelle pupazze maritabili che (diceva Gadda) tu le “basci, e ci piangi sopra, e speri icchè tu voi. E, fornito il bascio, te tu la disenfi e riforbisci e ripieghi e riponi, come una camiscia stirata”. Un’altra bambola gemella, ugualmente disfatta, ma data per cadavere di giovane seviziata, era stata trovata poi in un cassonetto della spazzatura, in via Brancati. Sembrò una stravaganza.

Scheda del libro

Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: La caccia al tesoro / Andrea Camilleri
Edizione: 5. ed
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2010
Descrizione fisica: 271 p. ; 17 cm
Collezione: La memoria ; 820
Numeri: ISBN – 88-389-2478-3
Nomi: Camilleri , Andrea

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337 lettura finita (70/III anno) – La tripla vita di Michele Sparacino di Andrea Camilleri


La tripla vita di Michele Sparacino di Andrea Camilleri

La tripla vita di Michele Sparacino di Andrea Camilleri

Lettura di settembre 2009

Di Camilleri abbiamo già detto tutto, per cui non mi dilungo. Questo breve racconto, divertente e surreale, dimostra ancora una volta la capacità invettiva dello scrittore siciliano. Per chi scrive molto interessante la lunga intervista all’autore in coda al libro.

Voto: 8,5/10

Incipit

Michele Sparacino vinni alla luci alla mezzanotti spaccata tra li tri e il quattro di ghinnaro del milli e ottocento e novantotto.

Trama

A Vigata c’è un agitatore di folle che di nome fa Michele Sparacino. Quando scopre che l’orologio del municipio va avanti di dieci minuti aizza i lavoratori delle cave di zolfo contro i padroni che fanno i furbi e innesca uno sciopero generale che unisce panettieri e netturbini, maestri elementari e impiegati comunali. Ma questo Michele Sparacino non esiste davvero. È il risultato della fantasia di Liborio Sparuto, un giornalista pigro e bugiardo che, per spiegare ai lettori i fatti che sconvolgono Vigata, non trova di meglio che inventarsi questa imprendibile figura di fuorilegge. E però c’è anche un Michele Sparacino in carne e ossa, nato “alla mezzanotti spaccata tra il tri e il quattro di ghinnaro” del 1898. Puntualmente nel posto sbagliato al momento sbagliato, il poveretto passa la vita a scontare sulla propria pelle le bugie di Sparuto, schivando gli atroci scherzi del destino che lo porteranno fino a Caporetto, sempre inviso a commilitoni e comandanti.

Scheda del libro

Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: La tripla vita di Michele Sparacino / Andrea Camilleri
Pubblicazione: Milano : Rizzoli, 2009
Descrizione fisica: 90 p. ; 21 cm
Collezione:  a scala
Note Generali: Contiene: Un destino ritardato : conversazione con Andrea Camilleri / di Francesco Piccolo
Numeri: ISBN – 9788817031615

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324 lettura finita (57/III anno) – La danza del gabbiano di Andrea Camiller7


La danza del gabbiano di Andrea Camilleri

La danza del gabbiano di Andrea Camilleri

Lettura di giugno 2009

Montalbano è tornato… Montalbano. Il commissario, a me tanto caro, nelle ultime avventure aveva perso un pò di smalto. Era diventato vecchio. Non vecchio nel senso di anagraficamente di età avanzata, ma nel senso che aveva perso brillantezza, smalto, quasi noioso. In questo romanzo invece torna, da vecchio, il Montalbano… Montalbano, con la voglia di fare, birbante, con la sua umanità. Mi spiace sempre di più per la povera Livia… sempre più dimenticata… non solo dal commissario. Bisogna decidersi. O la facciamo trasferire in Sicilia definitivamente o la dimentichiamo anche noi.

Voto: 8,5/10

Incipit

Fu verso le cinco e mezza del matino che non ce la fici cchiù a ristarisinni corcato coll’occhi sbarracati a taliare il soffitto. Era ‘na cosa che gli era principiata con le vicchiaglie: di solito, passata la mezzanotti, si stinnicchiava a letto, liggiva ‘na mezzorata, appena che la vista accomenzava a fargli pupi pupi chiuiva il libro, astutava la luci del commodino, pigliava la posizioni giusta…

Trama

Prima di morire i gabbiani agitano freneticamente le ali in una sorta di danza macabra. Montalbano si lascia incantare dal gabbiano morente dalla finestra della sua casa di Marinella, ma fa presto a dimenticarlo. Sta infatti per andare in vacanza con Livia che è già giunta a Vigàta. Solo un salto al commissariato per lasciare tutto in ordine e poi finalmente partire. Giunto in ufficio Montalbano chiama i suoi a raccolta. Manca solo Fazio, il più fedele e puntuale dei suoi uomini. Non è tornato a casa, il cellulare è muto; il timore diventa allarme. Il commissario ripercorre le più recenti tracce di Fazio: è stato visto per l’ultima volta al molo, aveva appuntamento con un vecchio compagno di scuola, un ex ballerino finito nei pasticci. Qualcuno poi l’ha notato in campagna, in una zona disseminata di pozzi artesiani, forse un cimitero di mafia. E in effetti un primo cadavere affiora.

Scheda del libro

Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: La danza del gabbiano / Andrea Camilleri
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2009
Descrizione fisica: 271 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 789
Numeri: ISBN – 88-389-2385-X
ISBN – 9788838923852
Nomi: Camilleri, Andrea
Classificazione: 853.914 – NARRATIVA ITALIANA, 1945-1999

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319 lettura finita (51/III anno) – Il sonaglio di Andrea Camilleri


Il sonaglio di Andrea Camilleri

Il sonaglio di Andrea Camilleri

Storia di metamorfosi che chiude dopo Maruzza Musumeci e Il casellante un breve ciclo di romanzi dello scrittore siciliano. Per gustarlo bisogna essere abituati al mondo dialettale con cui Camilleri narra le sue storie. Questo romanzo è narrato quasi interamente con abbondante uso di termini dialettali. L’ambientazione affascina e per una volta siamo trasportati nell’entroterra della Trinacria. Forse fin troppo crudo ed esplicito in alcuni particolari tuttavia una buona lettura.

Voto: 7,5/10

Incipit

Alla prima duminica del misi di fivraro del primo anno che il seculo novo era ancora un agniddruzzo che non arrinisciva a tinirisi addritta supra alle sò gamme, capitò che le dù campani della chiesa matrici si misiro a sonari alla dispirata che manco erano le quattro del matino.

Trama

“L’adolescente Giurlà è un mandriano di capre. Proviene dalla costa. È un ottimo nuotatore, e ha rischiato di diventare un altro Cola Pesce. Ha sfiorato pure il pericolo della deportazione nelle terre calve: poteva diventare un caruso, un nuovo (pirandelliano) Ciàula negli antri infernali e nelle tenebre di una zolfara. Come guardiano di armenti, sugli altopiani, poteva toccargli in sorte il destino di solitudine di Jeli il pastore. Giurlà approda invece in una prateria. Si immerge e galleggia nell’erba, o nelle acque sciapide di un lago, ora. Sente l’allarme dei sensi. E cerca calore nel pelliccione di una capra, tra una musata e una sgroppata. La capra, Beba, è solitaria: ostinata e fedele; oltre che di permalosa gelosia. Sa battere gli zoccoli, al momento opportuno, e imporsi, dopo i lagni di un belare querulo e dolente. Beba è ferina e misteriosamente umana. Sa amare e farsi amare. Giurlà è un amante che non sopporta la distanza; e neppure l’attesa. La favola della capra-donna è di nuda tenerezza; assai diversa dalla cronaca della continuata violenza, che “armàli” più grossi dei becchi consumano intanto su una innocente “pupa” fatta di carne. Beba è diversamente innocente, pur nella sua selvaggia rustichezza”. (Salvatore Silvano Nigro).

Scheda del libro

Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: Il sonaglio / Andrea Camilleri
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2009
Descrizione fisica: 195 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 777
Numeri:    ISBN – 88-389-2356-6
Nomi:  Camilleri , Andrea
Classificazione:     853.914 – NARRATIVA ITALIANA, 1945-1999

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290 lettura finita (22/III anno) – L’età del dubbio di Andrea Camilleri


Letà del dubbio di Andrea Camilleri

L'età del dubbio di Andrea Camilleri

Lettura del novembre 2008

Il personaggio mi piace molto e se dovessi dare un giudizio al commissario sarebbe 10 e lode. Tuttavia questo romanzo mi pare meno riuscito degli altri. Mi è parso di scorgere una narrazione più spezzetata e meno organica, come se fossero stati assemblati vari pezzi non saldati tra loro molto bene. Per il resto Montalbano si conferma una delle letture che prediligo.

Voto: 8/10

Incipit

Aviva appena pigliato sonno doppo ‘na nuttata che pejo d’accussì nella sò vita ne aviva avute rare, quanno l’arrisbigliò di colpo un trono che fu come ‘na cannonata sparata a cinco cintilimitri dal so’ oricchio.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Nel corso di questo nuovo caso – la più marina delle indagini di Montalbano l’ha definita Camilleri – che si svolge tutto nel porto di Vigàta, tra yacht e cruiser, il lettore resterà colpito dal cambiamento che si è verificato nel commissario, come se Camilleri avesse voluto scavare più intensamente dentro i sentimenti del suo beniamino. Una mattina viene trovato nel porto di Vigàta un canotto, all’interno il cadavere sfigurato di un uomo. L’ha riportato a riva un’imbarcazione di lusso, 26 metri, abitata da una disinvolta cinquantenne e da un equipaggio con qualche ombra. Proprietaria e marinai devono trattenersi a Vigàta fino alla fine dell’inchiesta sul morto (ammazzato col veleno stabilisce l’autopsia), ma intanto è proprio su di loro che Montalbano vuole indagare.

Scheda del libro
Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: L’ eta del dubbio / Andrea Camilleri
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2008
Descrizione fisica: 265 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 764
Numeri: ISBN – 88-389-2333-7
ISBN – 9788838923333
Nomi: Camilleri, Andrea
Classificazione: 853.914 – NARRATIVA ITALIANA, 1945-1999

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Salvo Montalbano

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281 lettura finita (13/III anno) – Il casellante di Andrea Camilleri


Lettura dell’ottobre 2008

I libri di Andra Camilleri hanno un difetto solo: non riesco mai a farmeli durare due giorni. Ha un modo di scrivere, e raccontare storie che mi ipnotizzano. Leggo, leggo fino ad arrivare in fondo. E così è successo anche questa volta con questa storia dolce – amara – dolce ambientata negli anni della seconda guerra mondiale.

Voto: 8/10

Incipit
Il treno a scartamento ridotto che si partiva dalla stazioni nica nica di Vigàta-Cannelle diretto a Castellovitrano, ultimo paìsi sirvuto dalla linea, ci mittiva chiossà di ‘na mezza jornata per arrivari a distinazioni, dato che le firmate previste erano squasi ‘na vintina, a non considerari quelle impreviste dovute a traversamenti di mannare di crape e pecori opuo a qualiche vacca che pinsava bono d’addrummisciri ‘n mezzo alle rotaie.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
“Camilleri è il cronista – sottolinea S. S. Nigro – il favolista e il mitografo della comunità vigatese. Racconta di Minica e di suo marito. Della loro modesta vita nella solitaria casetta gialla, accanto a un pozzo e a un ulivo saraceno: in un paesaggio arcigno, blandito dal vicino mare e dalla luce”. Siamo in Sicilia, tra Vigata e Castelvetrano negli ultimi anni del fascismo. Lungo la linea ferroviaria che collega i paesi della costa fare il casellante è un privilegio non da poco: una casa, il pozzo, uno stipendio sicuro, ma la zona, alla vigilia dello sbarco alleato, si va animando di un via vai di militari e i fascisti, quasi presagendo la fine imminente, si fanno più sfrontati. A Nino Zarcuto, “trentino, beddro picciotto” è toccato un casello stretto tra la spiaggia e la linea ferrata. Si è sposato con Minica e aspettano, finalmente, un figlio. Il lavoro è poco, quindi c’è tempo per l’orto e per andare ogni tanto in paese dove Nino, appassionato di mandolino, può anche dilettarsi con l’amico Totò in qualche serenata improvvisata. Poi una notte, mentre Nino è in carcere, colpevole di avere ridotto le canzoni fasciste a marce e mazurche con chitarra e mandolino, un evento sconvolgente travolge la vita di Minica. Un romanzo in cui mito e storia si intrecciano in quello che Camilleri definisce il secondo romanzo – dopo “Maruzza Musumeci” di una “trilogia della metamorfosi”.

Scheda del libro
Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: Il casellante / Andrea Camilleri
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, [2008]
Descrizione fisica: 143 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 750
Numeri: ISBN – 88-389-2302-7
ISBN – 9788838923029
Nomi:  Camilleri, Andrea
Classificazione:  853.914 – NARRATIVA ITALIANA. 1945-

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260 lettura finita (130/II anno) – Il gioco della mosca di Andrea Camilleri


Inizio lettura 15 agosto 2008 – Termine lettura 16 agosto 2008

Carina questa lettura. Storie brevissime e divertenti che prendono spunti da modi di dire siciliani. Sentenze che, come scrive l’autore, sono la conclusione delle micro novelle posta in testa. Non saranno grande letteratura ma regalano un paio d’ore davvero simpatiche.

Voto: 8,5/10

Incipit

A Baddruzza o’ papà. La pallina al papà. A commentare un’azione che può apparirie disinteressata, altruista, ma che in realtà è assai redditizia per chi la compie.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Si tratta di microstorie, ciascuna delle quali è all’origine di un modo di dire, di una “frase celebre” facente parte di una vera e propria mitologia familiare e cittadina, risalente agli anni dell’infanzia dell’autore, quando Porto Empedocle si chiamava ancora Molo di Girgenti. “Non posso in coscienza affermare che le cose qui scritte appartengano esclusivamente alla mia fantasia… quasi tutte mi vennero raccontate da coloro che sono i veri autori di queste pagine, cioè i membri della mia famiglia, paterni e materni.”

Scheda del libro
Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: Il gioco della mosca / Andrea Camilleri
Edizione: 3. ed
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 1998
Descrizione fisica: 91 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 399
Numeri: ISBN – 88-389-1387-0
Nomi: Camilleri, Andrea
Classificazione: 858.91402 – SCRITTI MISCELLANEI ITALIANI. 1945-. Facezie, citazioni, epigrammi, aneddoti, graffiti

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244 lettura finita (114/II anno) – Il campo del vasaio di Andrea Camilleri


Il campo del vasaio di Andrea Camilleri

Inizio lettura 26 giugno 2008 – Termine lettura 27 giugno 2008

La formula non cambia e Montalbano è sempre se stesso, solo decisamente più vecchio. La storia non è sicuramente la migliore della serie però rimangono godibilissimi la scrittura e i personaggi. Montalbano, si scopre, legge Camilleri, e proprio l’autore siciliano fornisce al commissario un importante tassello per la soluzione del caso. Anche in pieno inverno, quando si è in Sicilia pare sempre estate.

8/10

Incipit
L’arrisbigliò una tuppiata forte insistente alla porta di casa, tuppiavano alla dispirata, con le mano e con i pedi, ma curiosamente non sonavano il campanello.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Su un terreno nei dintorni di Vigàta, buono solo per ricavarne creta per i vasai, viene trovato il cadavere di un uomo. Sfigurato, squartato, chiuso in un sacco affiorato dopo una forte pioggia. Non si sa chi sia lo sconosciuto, ma nel frattempo una donna del paese denunzia la scomparsa del marito, un colombiano di origini siciliane, imbarcato su navi di lungo corso che fanno la spola tra il Sud America e l’Italia. È a quel punto che il commissario Montalbano si ricorda del racconto del Vangelo – il tradimento di Giuda, il pentimento, i trenta denari scagliati a terra e poi utilizzati per comprare il “campo del vasaio” per dare sepoltura agli stranieri. Semplici coincidenze? Il corpo della vittima è stato smembrato in trenta pezzi, il terreno in cui è stato ritrovato è buono per i vasai, il colpo di pistola alla nuca nel codice d’onore sta a significare tradimento, senza contare che il morto era uno straniero. Ma le convergenze sembrano costruite con troppa arte e anche se il delitto ha tutte le caratteristiche di un omicidio di mafia, Montalbano sente odore di bruciato. I tradimenti nel romanzo non si contano: quello di Mimì, nei confronti di Beba ma anche dell’amico e “superiore” Salvo con cui sgomita per avere un ruolo da protagonista nelle indagini, quello di Dolores, la bellissima moglie del morto ammazzato, quello dello stesso commissario che è costretto a barcamenarsi tra segreti e bugie per giungere alla verità.

Scheda del libro
Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: Il campo del vasaio / Andrea Camilleri ; con una nota di Salvatore Silvano Nigro
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 2008
Descrizione fisica: 280 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 744
Numeri: ISBN – 88-389-2285-3
ISBN – 9788838922855

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219 lettura finita (89/II anno)- Il tailleur grigio di Andrea Camilleri


Il tailleur grigio di Andrea Camilleri

Inizio lettura 14 aprile 2008 – Termine lettura 15 aprile 2008

Camilleri abbandona la sua proverbiale ironia, che strappa sempre un sorriso, per un libro che in conclusione riesce a portarti via anche una lacrima. E’ un romanzo che disillude sia i personaggi che i lettori. Un libro dove trionfa, per l’ennesima volta, mi vien da dire, l’apparire sulla sostanza delle cose. Stona persino un poco quel linguaggio siculo italianizzato con cui Camilleri infarcisce i suoi scritti. Come se l’argomento, il tono del libro, la vicenda stessa pretendessero un linguaggio più “alto”. Rimane comunque un libro che si legge velocemente senza troppo impegno e come al solito ben scritto.

Voto: 8/10

Incipit
Raprì l’occhi come tutte le matine alle sei spaccate. Susennosi di un quarto e sporgendosi di lato a rischio di cadere dal letto, branculiò con la mano mancina sopra al comodino, trovò il ralogio da polso, lo pigliò, si stinnicchiò nuovamente, con l’altra mano addrumò la luce, taliò il ralogio ed ebbe la conferma che erano le sei.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Nel corso della sua lunga, sfolgorante carriera di alto funzionario di banca, Febo Germosino ha ricevuto tre lettere anonime. Adesso, nel primo giorno della sua nuova vita da pensionato, le ha allineate davanti a sé. Le prime due sono vecchie di decenni, l’ultima è recente e insinua dubbi sulla fedeltà della sua giovane e bellissima seconda moglie, Adele. È lei la protagonista di questo romanzo, una splendida femme fatale che ama indossare un apparentemente castigato tailleur grigio. Un vestito che per lei ha un profondo significato simbolico. Un significato che sarebbe stato molto meglio non conoscere mai… La letteratura di Camilleri è ricchissima di figure femminili, sempre seguite con una partecipazione amorevole, una sorta d’indulgente, quasi sorniona, profonda adesione alle loro carnali debolezze, una incuriosita attenzione all’attimo del cedimento, quando i freni inibitori si allentano per passione, per vendetta, per un semplice capriccio; per un attimo o per sempre; per malizia, per calcolo o per esplosione dei sensi. In queste pagine del più “francese” dei suoi romanzi, in questa affascinante, temibile Adele accarezzata dalla scrittura come da mani appassionate e al tempo stesso intimorite, si sentono echi di Maupassant, del Pierre Louys di “La donna e il burattino” e di tutti i classici della letteratura e del noir che ci hanno fatto sognare su certe dark ladies tanto incantevoli da amare nella finzione quanto pericolose da incontrare nella realtà.


Scheda del libro
Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: Il tailleur grigio : romanzo / Andrea Camilleri
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 2008
Descrizione fisica: 141 p. ; 23 cm.
Collezione: Scrittori italiani e stranieri
Numeri: ISBN – 9788804573555

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Andrea Camilleri

Le mie precedenti letture di Camilleri

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208 lettura finita (78/II anno) – La voce del violino di Andrea Camilleri


La voce del violino di Andrea Camilleri

Inizio lettura 5 marzo 2008 – Termine lettura 6 marzo 2008

Quarta avventura del commissario Montalbano. Il personaggio di Camilleri ha assunto ormai la sua fisionomia più nota, la sua figura si è stabilizzata e maturata. Ha tutte le sue manie ma non ha ancora quei “dubbi” che lo caratterizzaranno nei romanzi più recenti. Solito “imparpagliamento” iniziale per via del linguaggio che usa Camilleri, ma dopo un breve riscaldamento di poche pagine ci si immerge velocemente nella storia.

8/10

Incipit
Che la giornata non sarebbe stata assolutamente cosa il commissario Salvo Montalbano se ne fece subito persuaso non appena raprì le persiane della càmmara da letto.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
“Il commissario invece era di Catania, di nome faceva Salvo Montalbano, e quando voleva capire una cosa, la capiva. ” Quarta inchiesta per Salvo Montalbano, ‘il Maigret siciliano’ di stanza a Vigàta, “il centro più inventato della Sicilia più tipica”. Questa volta Montalbano deve trovare il colpevole dell’omicidio di una bella signora vigatese, assassinata nella sua villa. Ma i problemi di vita privata non sono meno spinosi per il commissario: c’è la questione del figlio adottivo e quella dell’eterna fidanzata Livia, che punta decisa al matrimonio…

Scheda del libro
Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: La voce del violino / Andrea Camilleri
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, \1998!
Descrizione fisica: 207 p. ; 17 cm.
Collezione : La memoria ; 401
Numeri: ISBN -88-389-1405-2

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Salvo Montalbano

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196 lettura finita (66/II anno) – Il ladro di merendine di Andrea Camilleri


Il ladro di merendine di Andrea Camilleri

Inizio lettura 14 febbario 2008 – Termine lettura 16 febbraio 2008

Il linguaggio siculo-italiano che Camilleri usa nei suoi romanzi, all’inizio, può scoraggiare il nuovo lettore non siciliano che si trova spiazzato di fronte ad alcune espressioni che magari non capisce. Ma sono proprio quelle espressioni in vernacolo che creano l’ambiente e caratterizzano i dialoghi. Superata l’iniziale difficoltà, ci si sente tutti un pò più siciliani ed è più facile e più bello calarsi nella storia. A ruota di questo libro sto leggendo un volumetto di Sciascia. Come non trovare similitudini nello stile dei due scrittori isolani?

Voto: 8/10

Incipit
S’arrisbigliò malamente: i linzòla, nel sudatizzo del sonno agitato per via del chilo e mezzo di sarde a beccafico che la sera avanti s’era sbàfato, gli si erano strettamente arravugliate torno torno il corpo, gli parse d’essere addiventato una mummia.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Terzo giallo di Andrea Camilleri che vede come protagonista Salvo Montalbano, il commissario di stanza a Vigàta, immaginaria cittadina siciliana. Questa volta il commissario, sospetta l’esistenza di un collegamento tra due morti violente: quella di un tunisino imbarcato su di un peschereccio di Mazara del Vallo e quella di un commerciante di Vigàta accoltellato dentro un ascensore. Per Camilleri la Sicilia di oggi è fonte continua di ispirazione e scoperta, di intrecci di romanzo poliziesco e di osservazione su di un costume magari inquietante ma certamente non statico, che gli suggerisce un linguaggio, una parlata mai banale nè risaputa.

Scheda del libro
Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: Il ladro di merendine / Andrea Camilleri
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, \1998!
Descrizione fisica: 247 p. ; 17 cm.
Collezione : La memoria ; 423
Numeri: ISBN – 88-389-1319-6

Ex libro
Arrivati all’incrocio di via Lincoln con viale Kennedy (a Vigàta esistevano anche un cortile Eisenhower e un vicolo Roosvelt), Saro si fermò […] Per chi giungeva per via di mare, Vigàta s’appristinava come la parodia di Manhattan su scala ridotta: ed ecco, forse, spiegata la toponomastica. Uno.

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Salvo Montalbano

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187 lettura finita (57/II anno) – Il cane di terracotta di Andrea Camilleri


Il cane di terracotta di Andrea Camilleri

Inizio lettura 24 gennaio 2008 – Termine lettura 26 gennaio 2008

Col senno di poi (cioè dopo aver letto molto Camilleri) questo racconto lo avrei visto bene come romanzo senza Montalbano. Per capirci come La concessione del telefono, Il birraio di Preston, Il colore del sole… Questo Montalbano in un certo senso storico mi convince poco. Rimane una “billizza” lo stesso ma mi pare un pò “artificioso”. Col senno di poi dicevo, e conoscendo molto meglio la produzione dello scrittore siciliano. Lettura che rimane sempre godibilissima. Camilleri è un vero maestro.

Voto: 8/10

Incipit
A stimare da come l’alba stava appresentandosi, la iurnata s’annunziava certamente smèusa, fatta cioè ora di botte di sole incaniato, ora di gelidi stizzichii di pioggia, il tutto condite da lazate improvvise di vento.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Ritorna l’investigatore Montalbano: nel corso di un’inchiesta su di un traffico d’armi, ispezionando una caverna che funge da deposito di ordigni, Montalbano scopre un passaggio che conduce a un’altra grotta, e qui trova due cadaveri: un ragazzo e una ragazza uccisi cinquant’anni prima. Obbedendo all’istinto prepotente che lo spinge a ricercare una verità sbiadita e forse ormai inafferrabile, il commissario Montalbano inizia un’indagine improbabile, che cerca di ricostruire vicende apparentemente non destinate ad approdare in un’aula di tribunale.

Scheda del libro
Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: Il cane di terracotta / Andrea Camilleri
Edizione: 10. ed
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, 1998
Descrizione fisica: 275 p. ; 17 cm.
Collezione : La memoria ; 355
Numeri: ISBN – 88-389-1226-2

Ex libro

“Chiama Catarella e fatti portare un cordiale dal bar”. “Catarella? Vuoi babbiare? Quello una volta che gli ho detto di portarmi un espresso, se n’è tornato con un francobollo”. Capitolo Tredici.

… per lasciare largo al gregge di Gegè, buttane bionde dell’est, nigeriane come l’ebano, travestiti bulgari, marchettari marocchini e via processiando, una vera e propria Onu della minchia, del culo e della fica. Capitolo quattordici.

“… bene i comunisti di Lenin ch’erano i comunisti ch’erano, il liceo non hanno avuto il coraggio d’abolirlo. Solo un arrinanzato, un parvenu, un semianalfabeta e mezza calzetta come questo ministro può pensare a una cosa simile. Come si chiama, Guastella?”. “No, Vastella” disse la signora Angelina. Propriamente si chiamava in un terzo modo, ma il commissario s’astenne dal precisare. Capitolo Quattordici.

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184 lettura finita (54/II anno)- La forma dell’acqua di Andrea Camilleri


La forma dell'acqua di Andrea Camilleri

Inizio lettura 16 gennaio 2008 – Termine 18 gennaio 2008

Una rilettura. Il Commissario Montalbano è una delle mie letture preferite. Non stanca, è genuino, spontaneo e ha il vantaggio di avere avuto una serie televisiva fedelissima ai personaggi. Mi verrebbe da dire con motto popolare: già il libro è un cinema. Una rilettura dicevamo. Perchè? Per apprezzare meglio il tutto ora che non c’è lo stress di sapere come va a finire e quindi non c’è la fretta di scoprire il colpevole. E così ecco che si apprezza la luce di Sicilia, si sente l’odore del mare di Marinella, si ascolta e non ci si imparpaglia nel dialetto locale, si gustano insieme al commissario i polipetti e i gamberoni, e ci si può rilassare con la passeggiata sul molo. Chi non li ha mai letti li scopra… Camilleri e Montalbano sono un binomio imperdibile.

Voto: 9,5/10

Incipit
Lume d’alba non filtrava nel cortiglio della “Splendor”, la società che aveva in appalto la nettezza urbana di Vigàta, una nuvolaglia bassa e densa cummigliava completamente il cielo come se fosse stato tirato un telone grigio da cornicione a cornicione, foglia non si cataminava, il vento di scirocco tardava ad arrisbigliarsi dal suo sonno piombigno, già si faticava a scangiare parole.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Pino Catalano e Saro Montaperto due geometri che per necessità fanno il lavoro di munnizzari in una zona malfamata , la mànnara, consueto luogo di ritrovo di prostitute, trovano in un auto un cadavere di un uomo con gli abiti discinti che essi conoscono bene essendo un noto uomo politico : l’ingegner Luparello. Uno dei due, Saro, trova poi una collana di alto valore che nasconde perchè si ripromette di venderla per ricavarne del denaro per curare la figlioletta malata. Essi pensano bene di avvertire telefonicamente, per accattivarsene i favori , prima ancora che la polizia, l’avvocato Rizzo, amico e consigliere politico dell’ingegnere defunto e suo prevedibile successore, il quale stranamente però non sembra sorpreso di quanto i due gli riferiscono ma li invita semplicemente a chiamare la polizia. Giunto sul luogo il commissario Montalbano riceve conferma dallo scontroso medico legale Pasquano che la morte di Luparello è avvenuta durante un incontro sessuale. Sul posto viene rinvenuta una borsa con le iniziali di Ingrid Sjostrom ed anche la collana, ritrovata dal netturbino, come verrà a sapere il commissario, le appartiene. La morte dell’ingegnere , perchè di questo è convinto Montalbano, è stato costruita in modo tale che assuma una forma, come l’acqua in un contenitore, che accusi la bella svedese di cui nel corso dell’indagine diviene amico ma non, resistendo eoicamente alle sue disinvolte profferte, amante mantenendosi fedele alla sua fidanzata Livia. Saranno proprio le due donne a far risolvere a Montalbano l’intricato caso

Scheda del libro
Autore: Camilleri, Andrea
Titolo: La forma dell’acqua / Andrea Camilleri
Pubblicazione: Palermo : Sellerio, \1994!
Descrizione fisica: 173 p. ; 17 cm.
Collezione : La memoria ; 303
Numeri: ISBN – 88-389-1017-0 Bibliografia Nazionale – 95-7434

Ex libro
Arrivati all’incrocio di via Lincoln con viale Kennedy (a Vigàta esistevano anche un cortile Eisenhower e un vicolo Roosvelt), Saro si fermò […] Per chi giungeva per via di mare, Vigàta s’appristinava come la parodia di Manhattan su scala ridotta: ed ecco, forse, spiegata la toponomastica. Uno.

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Andrea Camilleri

Salvo Montalbano

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