Forum – Parliamo di libri

 

Qui, se volete, parliamo di libri

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31 thoughts on “Forum – Parliamo di libri

  1. Buongiorno. mi chiamo Gabriele (Gobitti), ho appena pubblicato un piccolo romanzo (“vago banale fondamentale”) per un piccolo editore (“lampi di stampa”). Non voglio usare il forum per bieca autopromozione, ma solo farvi una proposta: credo di aver scritto qualcosa di carino e sicuramente migliorabile, in ogni caso sono aperto a qualsiasi commento/giudizio/messa a nudo. vorrei solo non rimanere sommerso a priori (l’editore non può comprare vetrine o posizioni fisse in libreria, anche se fnac e feltrinelli stanno distribuendo il romanzo) e quindi chiedervi di leggermi se potrete e ne avrete voglia.
    grazie del tempo

  2. ciao gabriele, io sto tentanto di finire un libro iniziato molti anni fa ma ho come perso l’ispirazione… mi farebbe piacere leggere il tuo testo… la mia mente ha bisogno di nuovi stimoli, forse un libro nuovo e originale potrebbe aiutare anche me.

  3. Ciao, volevo sapere come ti sei trovato con questo editore, che poi da quanto ho capito è print-on-demand… siccome mi è stato consigliato da editrice Nord, volevo sapere anche da uno che ha esperienza diretta se è una buona soluzione per la pubblicazione.
    Grazie, ciao
    e in bocca al lupo per il tuo libro!

  4. ciao gabriele……….ascolta io ho un problemaccio, praticamente per il 7 gennaio deo portare la recensione del libro di federico benaccio( i vicerè).. il problema sta nel fatto che non riuscirò mai a finirlo 700 pagine da leggere durante le vacanze di natale!!!!!!!
    almeno vorrei sapere di cosa parla in modo che se il proff. mi interroga almeno esprimergli un riassunto discreto!!!!!
    non è che potresti farmi un piacere grande grande grande!!!!!
    puoi scrivermi il riassuntoi n maniera semplice di circa 1 pagina e mezzo e tutti i personaggi perchè ho provato a guardare moltissimi siti ma niente da fare non ho trovato nulla.
    Solamente i pensieri del libro.
    Sarebbe un piacere troppo grande da chiederti e lo so ma ne ho urgente bisogno per piacere.
    Ho tempo fino il 7 gennaio.
    Qualsiasi risposta tu mi dia grazie lo stesso.
    CIAO CIAO….GABRIELE

  5. Ciao di solito i libri consiglio di leggerli così ottieni più risultati contemporaneamente: ti diverti, impari qualcosa e soprattutto quando ti interrogano sei tranquillo. Comunque su wikipedia trovi tutto quanto ti occorre per farti un’idea più che esauriente… ma se vuoi un consiglio sincero… leggilo che ne vale la pena… Comunque fareste bene anche far presente ai vostri prof che un libro di siffatta dimensione è forse un pò impegnativo da leggere durante l’anno scolastico… esistono così tanti bei libri e di dimensioni accessibili… un libro non è bello solo se è grosso… DITEGLIELO!!!!!

  6. ho trovato molto interessante il tuo Blog… ti segnalo anche il mio. L’ho aperto in occasione della pubblicazione del mio primo romanzo “la storia finisce qui” di Mursia…. ciao

  7. vorrei un parere di altri lettori:devo regalare un libro ad una persona a molto cara,che sta attraversando un periodo particolare in cui non è tranquilla,e i sensi di colpa anche per le minime cose non stentano a sorgere..
    avevo pensato o a “l’arte della felicità” o a “l’alchimista”..che ne pensate??quale dei due potrebbe andar meglio??sapreste consigliarmi altro?
    grazie!

  8. Buonasera a tutti,

    sono Carla Marcone, autrice del romanzo storico Teresa e la luna edito da una piccola ma buona casa editrice, soprattutto una casa editrice che pubblica a proprie spese senza chiedere soldi agli autori.
    La casa editrice è Scrittura & Scritture e se me lo consentite oltre a segnalare il mio libro che parla di un personaggio storico femminile Teresa Filangieri, vi segnalo a voi scrittori talentuosi anche la mia casa editrice
    Un saluto

  9. Qualcuno saprebbe indicarmi come fare ad avere una copia di Shirley di Charlotte Bronte…in italiano? ho provato a ordinarlo ma hanno detto che è fuori stampa…grazie.

  10. Ciao Lele e grazie per aver letto il 1° cap. del mio libro io sono Valeria Marzoli scrittice per ragazzi e ho pubblicato SCRICCHIOLINO che narra in modo frizzante ma anche profondo le difficoltà di crescere di un ragazzino: Soggiogato sia da una mamma troppo opprimente sia da una banda di bulli è praticamente in un vicolo cieco.
    http://www.lulu.com/content/761533
    Fatemi sapere cosa ne pensate. Ciao Valeria Marzoli

    CAPITOLO 1 Un invito elettrizzante

    “A casa di quella peste non ci voglio andare” protestò Andrea pestando i piedi a terra.
    “Andrea! Fabiola è stata così gentile da invitarti alla sua festa di compleanno, sarebbe molto scortese non andarci” ribatté la mamma non nascondendo una certa stizza.
    “A voler essere precisi, a me non ha detto proprio niente, invece, con la sua solita faccia tosta è venuta a chiederlo a te” rispose Andrea con la gola che gli era diventata secca come non mai.
    “E che differenza c’è?” chiese lei aggiustandosi una ciocca di capelli che, come un vezzo, le era caduta davanti agli occhi.
    “Che differenza c’è?” gridò lui diventando paonazzo dalla rabbia.
    “Ho risposto io per te, e allora?”
    “E non ti è mai venuto in mente che io possa pensare diversamente da te?”
    “Andrea, ma che sciocchezze vai blaterando, tu sei mio figlio” rispose la mamma ed emise un profondo sospiro.
    “E cosa significa?”
    “Significa che io ti conosco più di te stesso” sottolineò lei, guardandolo dritto negli occhi.
    Questa era l’affermazione che più di ogni altra lo innervosiva; la presunzione della mamma di conoscerlo più di se stesso la riteneva una delle forme più odiose di mancanza di rispetto.
    “Ma il fatto che io non voglia andare, non ha nessuna importanza per te?” continuò a gridare il ragazzo con quanta voce aveva in gola.
    “E’ una tua amica.”
    “Te l’ho già detto stamattina, lei non è una mia amica” sottolineò lui con una punta di sarcasmo nella voce.
    “Non è una tua amica…!!!? Ma che dici? Frequentate la stessa classe?”
    “E questo per te basta per essere amici?” urlò Andrea che stava per perdere il controllo delle proprie azioni.
    “Non fai altro che lamentarti perché da quando l’anno scorso, ci siamo dovuti trasferire qui a Città di Castello, non ti diverti, non hai amici…”
    “Allora…?”
    “Allora quale occasione migliore di una festa di compleanno per conoscere qualcuno? Senza contare che Fabiola è la figlia del sindaco…” disse la mam-ma con quel suo modo di parlare per sottointesi e non terminare mai le frasi.
    “Cosa vuoi dire?” la incalzò il figlio.
    “Potrai fare amicizia con tanta bella gente” rispose lei mentre riponeva nel guardaroba i vestiti stirati.
    “Ovviamente” la prese in giro Andrea senza che lei neppure se ne rendesse conto. Ciò che lo salvava dalla furia, dall’invadenza ossessiva della mamma, era questo suo continuo modo d’ironizzare su tutto, di non prendere mai niente sul serio.
    “Sì, ovviamente” rispose la mamma con l’aria di chi ha un diavolo per capello ed è sul punto di esplodere.
    “Mamma, io non voglio fare amicizia con quella banda di balordi.”
    “Banda di balordi? Ma se sono dei ragazzi così carini e ben educati!” esclamò stupita lei e sgranò gli occhi.
    “Io, i miei amici, preferisco scegliermeli da solo, non ho mica bisogno della balia, io.”
    “Già, però qui continui a stare sempre da solo e se non sbaglio anche a Benevento, era la stessa iden-tica storia. Stavi sempre da solo” lo schernì lei pungente e sottile come una lama di coltello.
    “Ti sbagli, a Benevento c’era Michele.”
    “Sì, buono quello, non gli usciva una parola dalla bocca neanche se provavi a tirargliela con la pinza…”
    “Non è vero. Lui mi voleva bene e anch’io gliene volevo” disse Andrea e la voce gli tremò un po’.
    Sì, era proprio vero, far parlare Michele non era un’impresa delle più facili ma loro due s’intendevano lo stesso anche solo con gli sguardi. A volte, restavano per delle ore senza scambiarsi una parola eppure entrambi sapevano che sull’altro si poteva sempre contare.
    “Ti prego, non fare il melodrammatico con me. Non ce n’è alcun bisogno” lo stoppò subito la mamma con un gesto fermo ed altrettanto eloquente della mano.
    “Mamma…”
    “Piuttosto ritorniamo alla nostra discussione. Perché continui a stare sempre da solo e non esci mai con i tuoi amici di scuola?”
    Andrea in un lampo si ricordò della spiacevole esperienza dello scorso mese e rabbrividì:
    “Vuoi venire al Luna Park insieme a noi?” aveva chiesto Paola, la porca più porca di tutte, con un’espressione sincera dipinta sul viso.
    “Su, non farti pregare” aveva incalzato Fabiola sfoderando uno dei suoi sorrisi.
    “All’autoscontro e…” aveva aggiunto laconico come il suo solito Francesco.
    “Dai, vieni, vedrai che bel divertimento” lo aveva interrotto spavaldamente Giampiero.
    “Ci divertiremo moltissimo” aveva ridacchiato Simone.
    “Sì, proprio moltissimo” gli aveva fatto eco Marco l’altro gemello.
    “Da morire…” aveva ribadito Francesco con un filo di voce, ma con uno strano ghigno, che non lasciava presagire niente di buono.
    “Esatto, proprio da morire…”
    “E chiuso con il passato…” era intervenuta Marcella vedendolo ancora leggermente titubante.
    “Promesso.”
    “Promesso.”
    “Promesso.”
    “Sì, promesso” aveva confermato quella vezzosa di Titti infervorandosi come non mai e mettendo in mostra lo splendore dei suoi denti.
    “Già, chiuso con il passato” avevano ripetuto in coro tutti quei ragazzi, alzando la mano destra all’altezza della spalla e ponendo la sinistra sul cuo-re, per meglio sigillare il loro giuramento.
    Andrea avrebbe voluto rifiutare quell’invito che non lo convinceva del tutto, ma per non sembrare riluttante a qualsiasi, se pur minimo, tentativo di riappacificazione, alla fine, si era arreso e sebbene di malavoglia accettò.
    Per un bel pezzo, lui non aveva abbassato la guardia perché aveva deciso che sarebbe stato meglio stare sulle sue e tentare di capire le reali inten-zioni del gruppo. Era teso come una corda di violino e non riusciva a divertirsi neanche un po’.
    “Scri… anzi, scusami… Andrea vuoi delle patatine?” gli aveva domandato con un sorriso chilometrico Paola quando finalmente erano arrivati al Luna Park.
    “No, grazie.”
    “Guarda che mi offendo.”
    “Ma… solo una.”
    “Una non si può, due sono poche e tre è il numero perfetto. Allora devi prendere tre patatine” aveva scherzato Paola con tono amabile e nello stesso tempo sicuro di sé.
    “Ehi, ma che patatine e patatine…, a me è venuta una fame pazzesca. Andiamo tutti a prenderci una pizzetta e per festeggiare questa nuova amicizia, of-frirà Andrea” aveva sentenziato Giampiero dandogli una vigorosa pacca sulla spalla.
    Ovviamente Andrea non aveva obiettato nulla ed, in fondo, era anche felice di essere stato accettato dagli altri.
    “Sì, sì, offro io” lui si era precipitato a precisare ma non c’era alcun bisogno di quella conferma perché il capo aveva già deciso così e nessuno, neanche lontanamente, poteva disobbedire ai suoi ordini; quindi tutti si diressero verso il bar del Luna Park.
    “Pizzette per tutti” aveva detto Giampiero che si era avviato per prima.
    “Sì…, sì…, buona idea. Una bella pizzetta calda per tutti” aveva ribadito Fabiola con un sorriso ca-ramelloso.
    “Anche a me…”
    “Anche a me…”
    “Ehi… Andrea, vedi di non dimenticarti di me” aveva precisato Mario leccandosi le labbra.
    “Uhmm… ci voleva proprio questa pizzetta. Mi ha rimesso in sesto” aveva detto Francesco passandosi una mano sulla pancia.
    “Veramente buona.”
    “Al Luna Park fanno le pizzette più saporite del mondo. Sono uno schianto” aveva rincarato la dose Marcella.
    “Non so voi ma io con una pizzetta non ho fatto proprio niente. Andrea, sai che ti dico? Io ne prendo un’altra” aveva detto Giampiero con aria decisa perché lui non doveva dar conto a nessuno delle sue azioni anche se erano gli altri a dover pagare. I capi si distinguono anche per questo.
    “Fai pure, non preoccuparti, ci penso io. E anche voi se volete un’altra pizzetta, prendetela, siamo degli amici e i veri amici si comportano così” aveva subito precisato Andrea felice fino alle stelle di essere considerato uno del gruppo.
    “Beh, se proprio insisti.”
    “Sì, sì, non c’è nessun problema.”
    “Sicuro…?” aveva ridacchiato Marco.
    “Sì, sicuro, sicuro.”
    “Allora, sai cosa c’è di nuovo? Se non c’è nessun problema, anch’io prendo un’altra pizzetta” aveva sorriso Fabiola.
    “Ehi, ci sono anch’io.”
    “Io, invece prendo qualcosa da bere.”
    “Già, una bella birra, ci vuole proprio” aveva confermato Simone.
    “Una birra anche per me” era intervenuta prontamente Titti.
    Insomma, quella banda di balordi ad Andrea non sembrava più così balorda. Anzi quei ragazzi erano tutti dei gran veri amici che lo stavano trattando come uno di loro.
    Dopo essersi rifocillati ben bene, poi erano andati all’autoscontro. Sulla pista era stato un susseguirsi di grida e di risate a squarciagola.
    Crash!
    “Aaah…”
    Crash!
    “Aaah…”
    Crash!
    “Aaah…”
    “Che bello” aveva detto divertita Fabiola tamponando Francesco.
    Poi Marcella aveva girato il volante e si era diretta verso la macchinina di Andrea.
    “Che fai lì fermo vicino alla pedana?” gli aveva gridato Marcella con un sorriso sincero e largo come uno schermo cinematografico.
    “Sembri proprio un baccalà” aveva scherzato Titti che non si faceva sfuggire la benché minima occasione per essere, molto “gentile” nei confronti di Andrea.
    Ma lui non le aveva badato oppure sarebbe meglio dire che non aveva voluto badarle.
    “Aaah…”
    “Il bello è tamponare gli altri” aveva strillato Mario dal centro della pista.
    “Guarda me” aveva sottolineato Fabiola che stava scorazzando felice e contenta per tutta la pista, tamponando chiunque le capitasse a tiro.
    “Dai, vieni!”
    “Svegliatiii…”
    “Vieniiiii.”
    “Aaah.”
    Allora Andrea si era fatto coraggio ed aveva urtato il veicolo di Marcella ma senza spingere molto forte sul pedale.
    “Nooo…”
    “Non è così che si gioca.”
    “Aaah…”
    Andrea si era rilassato ed aveva cominciato a sor-ridere. Adesso sì che era tra veri amici!
    Quindi, aveva pigiato il piede con molta più decisione sul pedale, tamponando la macchinina di Giampiero il quale, colto di sorpresa, battè con una certa violenza il mento sul volante.
    Entrambi erano divenuti lividi: uno per la paura, l’altro per l’affronto subito.
    “E bravo” aveva detto a denti stretti e con aria minacciosa Giampiero, asciugandosi con il palmo della mano una piccola goccia di sangue.
    “Proprio bravo il bambinello.”
    “Eh sì.”
    Andrea subito aveva capito che la tregua stava per concludersi ed anche in malo modo e questo valeva soprattutto per lui.
    “Facciamogli vedere chi siamo.”
    “Già…”
    “Chi è che comanda qui…”
    “Diamogli una lezione” aveva biascicato Giampiero.
    “Sì, una bella lezione.”
    “Una lezione che non si dimentica facilmente” aveva ribadito Simone.
    “Una lezione da brivido” aveva sentenziato ancora Giampiero.
    Andrea, in un lampo, era stato accerchiato dalle macchinine della banda ed un sudore freddo, che gli impediva perfino di urlare, gli scese per la schiena.
    Poi aveva chiuso gli occhi, messo le mani sul viso ed atteso l’inevitabile urto.
    “Viaaa!” Giampiero aveva gridato con quanto fiato aveva in gola l’ordine di attacco.
    E così, quei gradassi avevano schiacciato l’acceleratore delle proprie macchinine e si erano scaraventati a tutta velocità, sul veicolo di Scricchiolino. Quello che ne era seguito, è facile immaginarlo. Andrea sanguinolento e piangente era fuggito via. Aveva iniziato a correre all’impazzata per non per-mettere al dolore, per non permettere a quella ingombrante sensazione d’impotenza, d’impossessarsi del suo corpo facendogli un male da morire.
    Soltanto quando si era sentito totalmente esausto, si fermò. Il respiro, per un attimo, gli mancò e dovette appoggiarsi a un vecchio platano sulla collina, ansimante come non mai. Le tempie iniziarono a sbattergli senza tregua ed il cuore avrebbe voluto schizzare via dal suo petto. Era completamente sfinito e senza più neppure un briciolo di forza per continuare.
    “Noooooo…”
    Un urlo disperato gli era salito da dentro l’anima e gli esplose nella bocca. Pallido e tremante, si lasciò cadere a terra e pianse tutte le lacrime del mondo intero.
    Ancora oggi, il ricordo di quella scena lo faceva tremare di paura, di rabbia e di dolore.
    “Mamma, mi prendono in giro tutto il giorno. A scuola, per me, è un inferno. Io a quella festa non ci voglio andare” la supplicò Andrea, che si era riavuto da quel brutto ricordo.
    “Non so più come fare con te…”
    “In che senso?” chiese stupito Andrea.
    “Ti sarai immaginato tutto. D’altronde, con la fantasia che ti ritrovi… non sarebbe la prima volta. Tutta la giornata, non fai altro che sognare, sognare e ancora sognare.”
    “No, mamma. Ti dico.. che è… vero. Tu non sai… cosa debbo… sopportare” balbettò Andrea vincendo quell’innato pudore che aveva quando doveva, realmente, parlare di se stesso.
    Qualsiasi mamma di fronte a queste parole del figlio, si sarebbe seduta ed avrebbe detto “Amore mio, cosa c’è che non va?”
    Qualsiasi mamma.
    Non la mamma di Andrea.
    “Forse ho sbagliato, forse ti ho troppo viziato” invece furono quelle le parole che lei pronunciò.
    “Oh, mamma…” frignò il ragazzo nel vano quanto inutile tentativo di commuoverla.
    “Smettila” ribatté lei per tutta risposta incrociando stizzita le braccia.
    “Mamma, io a quella festa non ci voglio andare.”
    “Vedrai, ti divertirai un mondo.”
    “Certo. Sarò lo zimbello della serata.”
    “Come sei petulante” lo liquidò lei con poca grazia e continuò a riporre i vestiti nell’armadio.
    “Perché non capisci?” chiese esasperato Andrea che aveva le orecchie tutte rosse. Gli capitava sempre quando non riusciva a controllare le proprie emozioni. Allora, le orecchie gli diventavano rosse rosse come due carboni ardenti. Si odiava per questo e per molte altre cose ancora. Ma questa era la cosa che più non riusciva a sopportare di se stesso.
    “Perché arrossisci? Non hai il coraggio di ammettere che ho ragione?”
    “Io non ci andrò.”
    “Oh sì che ci andrai; ho dato la mia parola” puntualizzò lei con aria di sfida.
    “La tua, ma non la mia” piagnucolò Andrea che si sentiva esausto e privo di forze come dopo una lunga battaglia inevitabilmente già persa ancora prima di cominciare.
    “Io ti dico che ci andrai e adesso non voglio sentire più storie” concluse lei con voce dura.
    Discutere con la mamma era perfettamente inutile, tanto si finiva sempre con il dover fare quello che lei voleva.
    “Quella dannata gallina la spunta sempre. Lo giuro, prima o poi la spennerò” bisbigliò Andrea senza neppure accorgersi che la mamma lo stava guardando.
    “Andrea, quante volte ti debbo dire che queste parole non le voglio sentire?” strillò lei tutta spazientita.
    “Era così, tanto per dire.”
    “Non mi piace che queste parole escano dalla tua bocca.”
    “Sì, hai ragione.”
    – Posso anche non dirle, ma non puoi di certo impedirmi di pensarle. E posso fare anche di peggio – disse fra sé Andrea, mentre sentiva la rabbia crescergli den-tro ed impossessarsi di lui, dalla cima dei capelli fi-no alla punta dei piedi.
    “Così va meglio.”
    “Già…”
    “Ah, non appena avrai un po’ di tempo, ricordati di travasare le piantine di primule nel vaso grande di terracotta.”
    “E se non ne avessi voglia?” chiese lui con voce impertinente.
    “Beh, non fa niente. Vorrà dire che se sfioriranno tutte, le getterò” fece lei, sapendo bene di pungerlo sul vivo perché Andrea aveva una vera e propria passione per le piante ed, in generale, per la natura.
    “Domani le travaserò.”
    “Lo sapevo” sorrise la mamma per la vittoria riportata.
    Una sensazione di stanchezza senza fine s’impa-dronì del corpo del ragazzo che si lasciò cadere sfinito sul letto.
    “Che fai?” urlò stizzita lei.
    “Nie…niente…”
    “Niente eh!? Fai la persona seria e smettila di fare il cascamorto. Piuttosto pensa a essere più ordinato. Oggi ho controllato il tuo zaino. Un vero disastro!”
    “Mamma…”
    “Hai tutti i libri e i quaderni scarabocchiati. Vergognati! Invece di stare attento alle lezioni, che cosa fai? Rovini tutti i quaderni e i libri nuovi. Ma che fi-gura mi fai fare con i professori!!! Debbono pensare che io sono una sciattona se ti permetto di sciupare tutto senza dirti niente. Ma da oggi in poi si cambia musica, ho sopportato abbastanza. Da domani controllerò ogni giorno lo zaino e se troverò ancora un altro scarabocchio, ti toglierò il lettore CD. Ancora vergogna!” disse acida la mamma e nelle sue parole non si capiva se ci fosse più rabbia o più disprezzo o se tali sentimenti fossero equamente divisi.
    “Non sono stato io. Tu mi conosci” provò a protestare Andrea e saltò in piedi con un’espressione di frustrazione dipinta sul viso.
    “Appunto” commentò lapidaria lei.
    “Mamma, credimi almeno una volta.”
    “Ah sììì…, allora chi è stato, il fatino turchino?”
    “Ma non lo capisci? Sono stati loro, ma tanto già lo so che tu non mi credi. Come sempre.”
    “Chi “loro”?”
    “Loro, i miei compagni di scuola. Sono un branco di maiali” protestò Andrea e la voce gli divenne sottile come quella di un bimbetto.
    “Prima di tutto, lo sai bene che non mi piacciono queste parolacce e poi perché non ti decidi a crescere e a assumerti le tue responsabilità?
    Un lungo silenzio avvolse la stanza ed il tempo parve fermarsi per dei lunghi minuti.
    “Se non ti dispiace, ora voglio dormire” sbottò alla fine Andrea che aveva voglia di restarsene da solo fino alla fine dei suoi giorni.
    “Ehi, ragazzino, non usare questo tono con me” prontamente precisò lei lanciandogli uno sguardo gelido.
    “Ma quale tono!!!?”
    “Lasciamo perdere che è meglio.”
    “Già…, lasciamo perdere…”
    “Ah, stavo quasi dimenticando di darti il bacio della buonanotte” disse lei alzando le sopracciglia.
    “Mamma, sono grande e tutte queste smancerie non le sopporto più” sbottò il ragazzo nel fievole tentativo di sfuggire all’ossessiva cappa materna.
    “Sei grande?” ripeté lei che era rimasta senza più parole.
    “Sì, sono grande.”
    “Lo deciderò io quando sarai grande” replicò con fermezza la mamma schioccandogli l’inesorabile bacio della buonanotte.

  11. Capitato per caso tra le pagine di questo Quaderno digitale, ricco di spunti interessanti, ed altrettanto interessanti letture, non posso esimermi dal complimentarmi con l’ideatore. Recentemente sto intraprendendo un viaggio nel complesso mondo di Wallace David Foster, consiglio vivamente a tutti la lettura di Considera l’aragosta. Andrea

  12. Biglietto di andata e ritorno
    —————————-
    La storia si snoda dentro la sua Caltanissetta e vede Antonio La Mattina come protagonista. Tutto parte da un incubo.
    Antonio sogna un suo conoscente, Gheppio, morto qualche mese prima, che lo cerca per consegnargli una scatola. Al risveglio, spinto da un’insolita curiosità per quello che sembra un sogno premonitore, decide di contattare Giuseppe, il figlio di Gheppio. Giuseppe avrebbe dovuto, infatti, consegnare una certa scatola al primo dei suoi amici che avesse chiesto sue notizie.
    Ma cosa c’è mai in questa scatola?
    Quel che è certo è che il contenuto costringe Antonio ad attingere a tutte le sue risorse per svelare ciò che adesso si propone come un mistero su cui fare luce: Gheppio è davvero morto?
    Ed ecco cominciare per il protagonista una sorta di corsa contro il tempo e l’ignoto e la sua esistenza, fino ad allora tranquilla, essere pervasa da eventi a prima vista inspiegabili. Ed è anche tramite la soluzione di alcuni enigmi che Antonio dovrà condurre la sua ricerca per far luce sull’amico scomparso mentre, ad alleggerire la tensione della storia, c’è spazio per stralci di vita quotidiana vissuta assieme all’amata Roberta.
    L’autore porta in tal modo il lettore ad appassionarsi ad una vicenda dove anche il diavolo pare ci metta del suo, tra riferimenti storici e suggestive descrizioni di luoghi, anche quelli più segreti, come gli antichi cunicoli sotterranei della città che i tre si ritrovano ad esplorare nella loro ricerca.
    E a rafforzare la suspence non a caso i protagonisti, con una gran dose di coraggio, partono da una cappella gentilizia del cimitero “Angeli” per scendere nelle viscere della città per quello che si augurano essere un viaggio di andata e ritorno, come recita il titolo.

  13. Buongiorno vorrei parlare anche io di un libro e ho lasciato il link di qualcosa credo vicina all’autore.

    il libro si chiama TUTTO L’UNIVERSO SI TERREBBE IN PIEDI SU UN
    TRADIMENTO, LA MORTE?-della casa editrice LUPOEDITORE-io l’autore mi chiamo
    ALESSANDRO IDISIUM

    Questo libro come fossi una
    vertigine che non lo mette come soggetto ma che li strizza l’occhio
    all’incontrarsi con esso ne parlo,si,la vertigine di un fiore che ama la poesia;
    poesia che si mischia al burrone dove la perfezione del creato vede che senza
    l’amore siamo noi che non centriamo con l’incanto del creato. Un no
    racchiuderebbe tutto il male, l’eternità dei versi non spiegherebbe un tuo
    capello amore,finalmente un libro non inquinato dal millennio più idiota di
    sempre che dice frasi tipo, bellezza e intelligenza non vanno d’accordo,come se
    Dio facesse fiori che non sanno fare la fotosintesi,oppure il millennio che
    vorrebbe un Dio che si facesse giustizia come uno psicopatico in un raptus,
    oppure il millennio dove i mass media sono spazzadura di bestemmie,che entra in
    case di camini e innamorati e tutti vorremmo spegnerla ma non lo facciamo
    perchè non ci sembra vero dove siano arrivati per il denaro, infatti ogni loro
    parola sappiamo che è una presa in giro e siamo nervosi costantemente,il
    millennio dove tutto l’inquinamento,l’elettromagnetismo che ci fa stare sempre
    col fiato corto e noi crediamo siamo tormenti diavoli maghi o malocchi,strano
    eh! Come mi spiegò un amico di colore che venendo in Italia sembra piegato
    dall’inquinamento,e poi continuando il millennio di furti e politica, insomma
    insetti senza cuore che muovono ciò, debbano far venire tranquillamente un
    cancro ad un bambino mentre questi insetti sono gli unici che non centrano
    niente con questo mondo,insomma il millennio del power to the mouse.ecco questo
    è l’incontro il rumore delle foglie fra la vertigine e il libro, ma invertendo
    la cromatura dell’incontro quindi mettendo come soggetto il libro,può essere
    descritto,di un ignoto che porta comunque sia ad un ignoto speciale: e qui
    parlandone allegoricamente d’altronde si hanno morti nei cassetti o assassinii
    nei cespugli,con una cravatta da 10 mila euro si accusa Dio per l’Africa, il
    sole spiega un pò più che sicuro che esiste e tu, Debora, sei da un’ altra
    parte delle stragi per qualcosa che non c’è, al di là di coriandoli che
    esplodono e treni che vogliono investirmi e eserciti con più proiettili della
    mia lontana fuga studiata minuziosamente,dall’altra parte, c’è il tuo sguardo e
    io ci metterei pure uno spaventapasseri di che idiotissima cosa cercano ,ma non
    lo so e io festeggio sempre da solo perchè nessuno vuole morire, ma una
    vertigine di chiarore bruciante è il prossimo che nascerà sempre santo, è noi
    due Debora uniti sapendo che abbiamo vinto da sempre, perchè non potranno mai
    spegnere i crateri che eruttano argento della luna o far scoppiare il
    devastante sole, l’amore ha vinto da sempre per questo il mondo cade
    sconfitto.
    FINE

  14. CIAO,ormai sono una veterana di questo sito, è sempre più meraviglioso.
    Qui, siete tutti adulti (o quasi), il mio sogno è (appena finito l’ esame di terza media) scrivere un libro o come minimo la bozza del mio primo romanzo.
    il primo problema è che quando sono convinta di una idea me ne salta in testa una più stravolgente dell’ altra e rimango nel pallone.
    Che rabbia, secondo voi è un problema di concentrazione o sono troppo giovane?
    il secondo problema è che mi sembra di vedere sia in televisione che su altri libri le mie stesse idee!!!!
    o mio dio, mi stanno venendo dei complessi o è una cosa naturale?
    perchè altrimenti mi faccio visitare da uno specialista!
    mi dispiace di avervi annoiato con le mie gnole adolescenziali, chiedo auito!!!
    i vicerè
    grazie mille

    P.S: la preghiera per il riassunto di “i vicerè” mi ha fatto daverro ridere, spero che abbia trovato un riassunto decente(comunque sarebbe bastato farlo leggere al secchione di turno e copiargli il riassunto)

    BUONA FORTUNA PER LA VITA!!!!!

  15. Il miglior libro che ho letto ultimamente è senza dubbio un romanzo breve di Gianluca Wayne Palazzo, IL CONTRARIO DI TUTTO. L’ho letto su consiglio di un conoscente, ed ero molto scettico, ma mi sono ricreduto. L’ho consigliato e regalato a un paio di amiche e ne abbiamo discusso insieme per una notte intera la scorsa settimana. Davvero una rivelazione, un libro che ti costringe a rimettere in discussione la tua visione del mondo, se sei sincero. E io spero di esserlo stato. Mi piacerebbe se qualcun altro lo leggesse e ne potessimo discutere insieme.

    Per chi ne vuole sapere di più consiglio di dare un’occhiata sul sito della casa editrice http://www.vorasedizioni.it

    Ciao a tutti!

  16. Ciao,
    l’8 dicembre sarà presentata la fiaba: “gli Annales” edito dalla casa editrice Eracle srl.
    la storia narra di un popolo esotico che abbandona l’isola per rifugiarsi sulle montagne delle Alpi, per sfuggire all’infida strega marina. Tre giovani avventurosi elfi, dopo una serie di eventi, coglieranno l’occasione per lottare contro la strega e poter tornare così sulla loro amata isola.
    Un racconto avvincente che stimolerà la fantasia dei ragazzi.

  17. Ho avuto il piacere in questi giorni di leggere un libro molto interessante che narra in modo ironico le incongruenze che quotidianamente vivono studenti e professori all’interno delle università e delle scuole italiane. Il titolo è tutto un programma: “il banco sopra la cattedra”, l’autore è un prof di scienze Umane e si chiama Luigi Polito, anche se al testo hanno collaborato tanti studenti. Sono racconti che colpiscono nel segno, che mettono a nudo le assurdità di cui siamo oggetti consapevoli e inconsapevoli. Se volete divertirvi e scoprire i misfatti che siamo costretti a subire nei cosiddetti luoghi dell’apprendere, leggetelo tutto d’un fiato, ne rimarrete esterrefatti.
    Se v’interessa davvero date uno sguardo al libro su Google.it
    Ciao a tutti e un bacio da Rosa Catalano

  18. ciao a tutti. volevo segnalare un libro interessante: Anna e Paolo, scritto da Bruna Cucco. per chi vuole leggere una intensa storia di vita e d’amore, in una versione particolare, alternata tra il punto di vista di lui e di lei. si trova sui soliti siti on-line (ibs, amazon, etc…).
    buona lettura!

  19. Elvira, la modella di Mlodigliani

    Sì, mi è piaciuto perché ho rivissuto la Parigi degli artisti, da Picasso a Renoir, da Cézanne a Matisse, la città della Belle Epoque, della mondanità e delle corse dei cavalli, dell’invasione tedesca nella prima guerra mondiale e ovviamente la Parigi di Modigliani coi suoi eccessi, la sua creatività, i suoi patimenti e la sua umanità. Quell’atmosfera è narrata attraverso la vita rocambolesca di una delle protagoniste di quel periodo, Elvira la Quique, che di Modigliani fu modella e amante. Una biografia-romanzo, intitolata “Elvira la modella di Modigliani”, in cui Carlo Valentini, ripercorre tutta l’avventura artistica e personale di Amedeo Modigliani, ricostruendo in forma di romanzo il legame che unì il pittore alla modella di alcuni dei suoi celebri nudi, allo stesso tempo casti e ammiccanti, che alla fine svelano anche l’interiorità di questa ragazza scappata dalla vita di miseria e prostituzione di Marsiglia e approdata alla vivacità anarchica di Montmartre e Montparnasse. Elvira è quindi l’ eroina quasi inconsapevole di una delle stagioni più esaltanti della recente storia europea e ci accompagna nel cuore artistico di Parigi, ci fa conoscere i suoi abitanti poi divenuti famosi e ci guida in quelle irripetibili atmosfere in cui si intrecciavano libertà e gioia, frustrazioni e amarezze, droga e sesso, illusioni e disillusioni, amori e tradimenti. Non male da leggere nelle cupa atmosfera di questi tempi di crisi.

  20. Vorrei caldamente consigliare a tutti i lettori di questo sito ed agli amanti della lettura in generale l’ultima fatica di Paulo Coelho “Il Manoscritto ritrovato ad Accra”; libro di facile lettura, ma ricco di consigli in grado di renderci più saggi.
    Da vedere anche il bellissimo video di presentazione in italiano:

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