Vi verrà voglia di rileggere “I Promessi sposi”


La copertina provvisoria del volume

La copertina provvisoria del volume

Il Volume uscirà a febbraio per i tipi della Gemini Grafica Editrice.

Per capire quanto “I promessi sposi” abbiano influenzato la letteratura italiana sarebbe sufficiente leggere, anche distrattamente, i romanzi di fine ottocento: nel bene e nel male lo citano pressoché tutti. Il dibattito attorno al noto romanzo, poi, non si è sopito nemmeno ai giorni nostri.

Giuseppe Bindoni, profondo estimatore del Manzoni, va oltre la critica e, della storia manzoniana, ne fa una scienza; scomponendo il testo dello scrittore milanese, ricostruisce, nei più piccoli particolari, l’ambiente geografico che ha ispirato il Lisander.

Qual era il vero paese di Renzo e Lucia? Dov’era ubicato il castello dell’innominato? Com’era fatta la casa di Agnese? E la stradetta dei Bravi? Giuseppe Bindoni, ci svela le vie, i borghi e persino le abitazioni in cui hanno vissuto i protagonisti del celebre romanzo.

Un piacevolissimo viaggio a piedi con i Promessi Sposi per le tortuose vie alle falde del Resegone.

L’uscita del secondo volume, dedicato ai luoghi dell’esilio (Milano e il Bergamasco), è prevista per il mese di giugno 2014.

L’autore

Giuseppe Bindoni (Treviso 1852-1931) laureato in lettere, trascorre la sua vita dedicandosi all’insegnamento. Professore titolare di lingua italiana, geografia, storia, diritti e doveri dei cittadini, intervalla all’insegnamento approfonditi studi sul Manzoni su cui scrive opuscoli, trattati, libri.

Collana: Classici di Lombardia
pp. 300 – brossura
ISBN: 978-88-97742-36-4
prezzo di copertina: 16,90 €

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Uno, nessuno e centomila una parabola dei tempi moderni… essere o non essere?


pirandello

  1. Dida, com’era per sé;
  2. Dida, com’era per me;
  3. Dida, com’era per Quantorzo;
  4. Quantorzo, com’era per sé;
  5. Quantorzo, com’era per Dida;
  6. Quantorzo, com’era per me;
  7. il caro Gengé di Dida;
  8. il caro Vitangelo di Quantorzo.

In questo semplice schema (dove Gengè e Vitangelo rappresentano il protagonista) c’è la sintesi perfetta del romanzo pirandelliano. “Chi sono io?” ci chiede lo scrittore siciliano. “Nessuno” si risponde; perché “io come io” dinnanzi agli occhi degli altri non esisto. Eppure sono “uno” ovvero come “io” mi vedo; ma sono anche centomila, perché chiunque mi osservi conosce un mio “io” diverso dall’altro.

Quindi le persone indicate nello schema soprastante quante sono in realtà? Scrive Pirandello: “s’apparecchiava in quel salotto, fra quegli otto che si credevano tre, una bella conversazione”.

Una “parabola”, quella raccontataci dal premio nobel, al passo con i tempi, nonostante i suoi 88 anni suonati…

I tempi del benessere – Giovanni Guareschi


Don Camillo e Peppone

Paradossi della modernità:

Erano i tempi del benessere. Non si sa come funzionasse questa faccenda, ma doveva essere una cosa ben congegnata perché la gente lavorava sempre di meno e guadagnava sempre di più. Questo benessere aveva portato un sacco di novità: night, cabaret, spogliarelli, festival whisky a gogò, cinema sexy, musica beat, moda beat, perfino messe beat. Le donne non allattavano più i bambini ma li allevavano con mangimi in scatola, cibi surgelati, cibi caldi di rosticcerie, salumerie, friggitorie. Questo benessere obbligava ogni famiglia ad avere una casa razionale piena di “zone”, a comprare e far funzionare un’automobile, un televisore, una quantità enorme di elettrodomestici; a spostarsi settimanalmente da casa per il week-end e a trascorrere le vacanze estive al mare, ai monti, in crociera. Tutte cose bellissime ma che costano molto danaro: quindi chi viveva del suo lavoro era costretto a fare continui scioperi per avere una paga maggiore: chi non aveva un lavoro si arrangiava in vari modi. Per esempio, s’infilava una calza da donna in testa e andava a rapinare gioiellerie, banche e uffici postali

Da Don Camillo di Giovanni Guareschi.

L’AUTORE

Giovannino Oliviero Giuseppe Guareschi (Fontanelle di Roccabianca, 1º maggio 1908 – Cervia, 22 luglio 1968) è stato uno scrittore, giornalista, caricaturista e umorista italiano. È uno degli scrittori italiani più venduti nel mondo: oltre 20 milioni di copie, nonché lo scrittore italiano più tradotto in assoluto. La sua creazione più nota, anche per le trasposizioni cinematografiche, è Don Camillo, il robusto parroco che parla col Cristo dell’altare maggiore. Il suo antagonista è il sindaco comunista del paese immaginario di Ponteratto… CONTINUA

533 lettura (6 del VI anno) – L’illustrissimo di Alberto Cantoni


Bacchelli, parlando di Cantoni, dice che il Nostro era negato per scrivere capolavori. Pirandello, invece, ne fu un apologeta per il suo umorismo. Io, più modestamente, vi posso esprimere la mia semplice opinione di lettore: mi sono divertito e non poco. L’autore descrive la vita contadina del Mantovano con dovizie di particolari, tentando di denunciare l’assenza dei proprietari terrieri che si disinteressavano della vita agricola: propensi a guadagnarci, ma non a investirci. L’illustrissimo, alla fine, dopo essere stato tanto bistrattato, ne esce, tutto sommato, bene. La Giovannona è uno dei personaggi meglio riusciti delle mie letture.

Voto: 9, 5/10 al libro e 10/10 alla mia spacciatrice di libri classici

INCIPIT

Come era bello (una buona ventina d’anni fa) quel ricchissimo conte Galeazzo di Belgirate. Alto, con un torace da titano ribelle, con le mani bianchissime, con gli occhi azzurri e malinconici…

ITA MISSA EST

… ma non deve essere cosa molto divertente nemmeno là.

TRAMA

L’illustrissimo è il signore, pei contadini della Lombardia: il padrone ch’essi non han mai veduto, e che si figurano tiranno spesso spietato attraverso il fattore ladro e parassita, con cui trattano; non si fanno perciò scrupolo di frodarlo come e quanto più possono. Ora immaginate che questo Illustrissimo sia mandato da una donna saggia e apparentemente capricciosa, in penitenza e per una prova d’amore – dice lei – ma in verità per fargli acquistare quell’esperienza che gli manca, nelle sue terre, fra i suoi contadini, travestito, per allogarsi come bracciante in una casa d’un suo mezzaiuolo…

COLLEGAMENTI

Alberto Cantoni

Le opere di Cantoni in formato elettronico

Cantoni su Liberliber

531 lettura finita (4/VI anno) – Il ventre di Napoli di Matilde Serao


Scritto impietoso intorno alla vita popolare di Napoli a cavallo tra ‘800 e ‘900. Ricco di immagini, colori, profumi, tanfi, povertà, ricchezza, ipocrisia, luci e ombre. L’ho preferito nella prima parte, meno nella seconda a mio parere meno vissuta e più rassegnata.

Voto: 8/10

Incipit

Efficace la frase. Voi non lo conoscevate, onorevole Depretis, il ventre di Napoli.

Ite missa est

Preghiamo che ella continui!

Plus

Un libro dal forte impatto immaginativo.

Minus

Nessuno.

Quale lettore

Il lettore che vuole capire come i problemi dell’Italia nascano da molto lontano.

Descrizione

“Il ventre di Napoli” discende in linea diretta dall’immersione di Hugo nel brulichio dei “Miserabili”, dai labirinti indagati da Sue nei “Misteri di Parigi”, dall’esasperato realismo del “Ventre di Parigi” di Zola, ma nello stesso tempo proviene dalla più bruciante delle realtà, dall’acquaforte goyesca di Napoli che nessuno prima della Serao aveva forse guardato con tanta intensità, di cui nessuno era riuscito a restituire la stracciona grandezza. Qui l’inchiesta giornalistica, effettuata all’indomani del colera del 1884, diventa un’esplorazione antropologica in “terrae incognitae” che getta sinistri fasci di luce sullo stato di miseria e di abbandono in cui ristagnano i quartieri della città destinati allo sventramento urbanistico.

Scheda del libro

Titolo: Il ventre di Napoli.
Autore: Serao, MAtilde
Editore: Avagliano editore
Data di Pubblicazione: 2002
Pagine: 186

Collegamenti utili per capire meglio il libro (alcuni autori presenti nel libro)

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530 lettura finita (3/VI anno) – Idillii spezzati di Antonio Fogazzaro


Antonio Fogazzaro

Terzo libro propostomi dalla mia personale spacciatrice di libri “perduti”. Un Antonio Fogazzaro insolito, a tratti irriconoscibile, in questa serie di racconti ben scritti e piacevoli. Un aspetto e uno stile del mio autore preferito che non conoscevo. A trovarlo ancora in commercio, una buona lettura (esiste un ebook d’epoca). Ho avuto tra le mani, un’edizione magnifica di inizio ‘900 della Baldini e Castoldi con caratteri ben leggibili e pagine ariose.

Voto: 9/10

Plus

Un Fogazzaro “nuovo”.

Minus

Nessuno.

Quale lettore

Il lettore del XIX secolo.

Contenuto

  • Idillii spezzati
  • Il Crocifìsso d’argento.
  • La visita di Sua Maestà
  • L’orologio di Lisa.
  • La lira del poeta
  • La stria
  • Per una foglia di rosa
  • Il testamento dell’orbo da Rettorgole
  • Il folletto nello specchio
  • Malgari

Scheda del libro

Titolo: Idillii spezzati.
Autore: Fogazzaro, Antonio
Editore: Baldini e Castoldi
Data di Pubblicazione: 1901
Pagine: 216

Collegamenti utili per capire meglio il libro (alcuni autori presenti nel libro)

Fogazzaro su Il Quaderno

L’e-book di Idillii spezzati

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529 lettura finita (2/VI anno) – Un apostolo in missione di Antonio Ghislanzoni


Un apostolo in Missione di Ghislanzoni

Secondo libro propostomi dalla mia personale spacciatrice di libri “perduti”. L’apostolo di Ghislanzoni – tra le altre cose, librettista di Aida di Giuseppe Verdi – mi ha divertito con la sua breve e rocambolesca avventura. Un bel ritratto della Brianza postunitaria e della vita in campagna sul finire del XIX secolo. Sembra di leggere Guareschi molto prima di Guareschi stesso.

Voto: 9/10

Plus

Divertente, leggero.

Minus

Forse, la brevità.

Quale lettore

Il lettore da commedia.

Trama

Racconto umoristico ambientato nei paesi della Brianza milanese nel 1861, dove il protagonista, l'”apostolo” Teoboldo Brentoni, incita alla ribellione le pacifiche genti di Canonica, Ponte d’Albiate e Besana in Brianza. Ne esce un ritratto assai divertente e ironico, che descrive gente concreta, poco incline ad assecondare i venti della “rivoluzione”e più dedita alla famiglia, al lavoro e ad assaporare il gusto della vita di paese.

Scheda del libro
Titolo: Un apostolo in missione.
Autore: Ghislanzoni, Antonio
Editore: Bellavite
Prezzo: € 6.00
Collana: I libri di Brianze
Data di Pubblicazione: 2009
Pagine: 96

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Antonio Ghislanzoni

Opere di Ghislanzoni in E-book

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528 lettura finita (1/VI anno) – Storie di paese di Renato Fucini


Renato Fucini – Storie di Paese

L’anno nuovo del blog si apre con un dieci. Libro scovato dalla mia personale spacciatrice di libri e ragalatomi di recente. E’ il genere di lettura che prediligo: le storie di paese, con le beghe tipiche della piccola comunità e i personaggi caratteristici di ogni borgo. Lo stile di scrittura è frizzante, moderno ma con un buon sapore ottocentesco. Da segnalare questo piccolo “cammeo”.

Voto: 10/10

Plus

Divertente, leggero.

Minus

Nulla.

Quale lettore

Chi ha voglia di una lettura divertente.

Trama

In un mondo sempre più lontano dalla civiltà rurale e contadina e che sempre più sembra essersi dimenticato delle proprie origini, il volume ripropone, attraverso un’agile raccolta antologica, alcuni dei più bei racconti di Renato Fucini.
Con una scrittura che tende a riproporre i modi cordiali e disinvolti del parlato, l’autore tratteggia in punta di penna personaggi e situazioni di un mondo dichiaratamente paesano e rusticale, per certi versi sospeso nel tempo e nello spazio.
Sono brevi racconti che frugano con occhio ironico nelle smagliature e negli inciampi del quotidiano per ricostruire, attraverso il frizzo di una battuta, un sentire e un modo di essere che fa indiscutibilmente parte della nostra memoria storica collettiva.

Scheda del libro
Titolo: Storie di paese. Antologia del mondo rurale
Autore: Renato Fucini
Curato da: Mari M.
Editore: Festina Lente Edizioni
Prezzo: € 18.00
Collana: Piccola biblioteca del sorriso
Data di Pubblicazione: Marzo 2012
ISBN: 8897589014
ISBN-13: 9788897589013
Pagine: 160

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Renato Fiucini

Opere di Fucini in E-book

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505 lettura finita (6/VI anno) – Noi credevamo di Anna Banti


Anna Banti - Noi credevamo

Lettura di novembre 2011

Le atmosfere del libro sono quelle giuste, la ricostruzione storica ben fatta e il ritmo è proprio quello che ti aspetteresti da un libro del XIX secolo (nonostante l’autrice scriva nel XX). Si è capito, insomma, che il romanzo di Anna Banti mi è piaciuto. Da segnalare l’ottima prosa e il lessico ricco, mai banale. Lettura perfetta per il 150esimo. Molto buona la resa ad alta voce. Confido in una prossima edizione in versione audio. Meriterebbe davvero.

Voto:  10/10

Incipit

Credono che io dorma, che passi dal sonno a un dormiveglia incosciente: che, insomma, non abbia più la testa a posto.

Ite missa est

Noi credevamo…

Plus

Davvero una bella lettura.

Minus

Nessuna controindicazione.

Quale lettore

Il buon lettore.

Ex libro

Giungemmo alla cima verso mezzogiorno in un gran vento che soffiando dalla Foresta Umbra disperdeva la nebbia ma non le nuvole. Il cielo era grigio, cadeva una pioggetta ghiaccia come neve sciolta, un inverno montano aveva ingoiata la primavera, l’aria sapeva di fumo. Bevemmo una ciotola di latte caldo e scendemmo nello speco dove l’umidore filtrava in uno stillicidio che formava larghe pozze sul pavimento. Lì, alla luce rossa dei ceri votivi scorsi una diecina di pellegrini: così assorti che non fecero caso ai nostri passi. Un religioso ci porse in un gotto di stagno l’acqua miracolosa: la sorbii e mi sentì pervaso dalla serena certezza di star perdendo la mia vita come tanti l’avevano perduta prima di me. Poi il sole ricomparve e mi restituì, dolorosamente, nome e cognome, luogo e data di nascita. Il tempo ricominciava a precipitare. (Parte I)

Trama

È il 1883. Chiuso nella sua casa torinese, l’ormai settantenne don Domenico Lopresti. gentiluomo calabrese di incrollabile credo repubblicano, inizia a scrivere le proprie memorie, ripercorrendo l’attività politica clandestina, i dodici anni trascorsi nelle carceri borboniche, l’impresa dei Mille vissuta a fianco di Garibaldi, infine l’impiego presso le dogane del Regno unitario. Scrive con rabbia, di nascosto, quasi se ne vergognasse, spinto dalla necessità di frugare nel proprio passato per “rovesciarsi come un guanto”: ne trae amarezza e disillusione. Antimonarchico, assiste al crollo dei suoi ideali risorgimentali e si abbandona ai ricordi di una vita raminga fitta di amicizie, tradimenti, speranze e delusioni: una vicissitudine umana di grande fascino che si fonde con le vicende di tutta una nazione dall’inizio dell’Ottocento ai primi anni del governo unitario, dando vita a un grandioso affresco tratteggiato con prosa compatta dalla leggera mimesi ottocentesca.

Scheda del libro

Autore principale: Banti, Anna <1895-1985>
Titolo: Noi credevamo / Anna Banti
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1967
Descrizione fisica: 513 p. ; 19 cm.
Collezione:
· Narratori italiani ; 155
· Narratori italiani. Opere di Anna Banti

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Anna Banti

Il film

Discutiamone insieme sul forum

502 lettura finita (3/VI anno) – Napoli e Capri di Axel Munthe


Napoli e Capri di Axel Munthe

Lettura di ottobre 2011

Riprendo in mano le mie letture, dopo una lunga serie di articoli dedicati alle “emergenze biblioteche” (che non sono affatto terminate). Riparto da Axel Munthe, memore della bella Storia di San Michele. Napoli e Capri è un volumetto, quasi invisibile, che contiene due racconti dedicati al capoluogo campano e alla sua incantevole isola. Sono testi ripresi e rielaborati nel più corposo romanzo appena citato. Munthe, nonostante le origini nordiche, nello scrivere ha il calore e il colore dei nostri scrittori del sud: immagini vive, luce potente e sangue latino. Davvero bello.

Voto:  9,5/10

Incipit

Il dottore l’aveva visto parecchie volte sulla porta della piccola cappella mentre scrutava lungo il vicolo sporco, e già da lontono si scambiavano i saluti agitando le mani e gridando da lontano: “Buon giorno, don Dionisio! Buon giorno, signor dottore!”.

Ite missa est

… inebriati dal sole

Plus

L’ambiente ricreato nella scrittura.

Minus

In questo caso… troppo breve.

Quale lettore

Lettore adulto, capace di apprezzare la bella scrittura e le descrizioni.

Trama

Due piccoli ritratti d’epoca, specchio di realtà e contraddizioni di una terra che non ha mai smesso di stupire. Due racconti autobiografici dedicati a Napoli e a Capri: “La Madonna del Buon Cammino” e “I cani di Capri”. Quadri solari e pieni di vita, personaggi e situazioni che hanno fatto la storia dell’isola più bella del golfo di Napoli.

Scheda del libro

Autore: Munthe, Axel
Titolo: Napoli e Capri / Axel Munthe ; con una nota di Alessandro Carandente
Edizione: 3. ed
Pubblicazione: Napoli : Colonnese, [2006]
Descrizione fisica: 74 p. ; 14 cm.
Collezione: Lo specchio di Silvia ; 18
Numeri: [ISBN] 88-87501-72-6
Nomi:
· [Autore] Munthe, Axel
· Carandente, Alessandro

Collegamenti utili per capire meglio il libro

La storia di San Michele

Axel Munthe

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501 lettura finita (2/VI anno) – Il placido Don di Michail Sciolochov


Romanzo immenso… da sconfinata pianura russa. Epopea famigliare e storia di un grande impero in 4 romanzi, di cui ho terminato la lettura del primo. Sarebbe interessante confrontare Sciolochov con i nostri Verga e Bacchelli. Del primo ha la gusto “cinematografico” della scena, del secondo l’ampio respiro. Ci vuole pazienza, ma ne vale la pena. Leggerò gli altri 3 volumi? Con calma… Stile scarno che paragono alla prosa, di ciò che ho letto, di Herta Muller. Da troppo tempo non più pubblicato.

Voto:  9/10

Incipit

La casa dei Melechov sta sul margine del contado. Il cancello delle stalle si apre a nord, verso il Don.

Ite missa est

… e pianse, facendosi il segno della croce.

Plus

Romanzo da nobel.

Minus

Ci vuole il suo tempo per portare a termine la lettura.

Quale lettore

Il Lettore con la L maiuscola.

Trama

Grigorij Melechov, cosacco del Don e ufficiale dell’esercito zarista, dapprima dalla parte dei bianchi e poi sempre più vicino ai rossi, nell’evolversi e precipitare della rivoluzione, è solo uno dei tanti personaggi che gremiscono il denso, corposo affresco. Il personaggio prinicpale è la terra, una contrada pittoresca, appassionata e violenta. Per lingua, cordialità, umanità, plasticità è un’opera totalmente russa, nazionale, popolare

Scheda del libro

Autore principale: Šolohov, Mihail Aleksandrovič
Titolo: Il placido Don / Michail Solochov
Pubblicazione: Roma : Editori Riuniti, 1963
Descrizione fisica: 687 p. ; 22 cm
Collezione
· Scrittori sovietici
Note generali
· Traduzione di Maria Rascowska ed Ettore Fabietti.
Nomi
· [Autore] Šolohov, Mihail Aleksandrovič

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Michail Sciolochov

Discutiamone insieme sul forum

500 lettura finita (1/VI anno) – Episcopo e C.i di Gabriele D’Annunzio


Episcopo e c.i di Gabriele D'Annunzio

Lettura di settembre 2011

D’Annunzio, a mio modo di sentire, scrive tanto bene quanto è bravo ad annoiare. Questa raccolta, indubbiamente saggio di bella scrittura – impressiona per bravura, il monologo d’apertura – è anche tanto noiosa. Non gli si può dare, tuttavia, un voto basso. Lo stile è proprio bello.

Voto:  9/10

Incipit

Dunque, voi volete sapere… Che cosa volete sapere, signore? Che cosa vi debbo dire? Che cosa? – Ah, tutto! – Bisognerà dunque che io vi racconti tutto, fin dal principio.

Ite missa est

Entrò una rondine…
Lasciate entrare… quella rondine…

Plus

Stile davvero bello.

Minus

Angosciante dalla prima all’ultima riga.

Quale lettore

Lettore “esperto”.

Trama

Pubblicato in tre puntate sulla “Nuova Antologia” nel 1891 e in volume l’anno seguente, il romanzo breve “Giovanni Episcopo” è uno dei testi più interessanti e meno studiati dell’opera dannunziana. È la confessione di un delitto compiuto dal protagonista, un travet piccoloborghese, condannato fatalmente a condizione di “umiliato e offeso”. Sul modello narrativo in parte dostoevskijano e in parte derivatogli dal romanzo psicologico francese e da Poe, D’Annunzio costruisce il suo monologo-confessione nell’ottica soggettiva di una percettività malata. La rappresentazione di un’umanità dissociata, in bilico continuo fra impulsi distruttivi e il miraggio di una possibile salvezza, il romanzo fonde il gusto tardo-positivistico per l’indagine di un caso patologico con quello di una scrittura romanzesca attenta alle più minute reazioni psicologiche. Il volume comprende anche altri racconti introvabili da decenni.

Scheda del libro

Autore: D’Annunzio, Gabriele
Titolo: Episcopo & C.i / Gabriele d’Annunzio ; a cura di Srecko Jurisic
Pubblicazione:    Firenze : Barbes, 2011
Descrizione fisica: 285 p. : 1 ritr. ; 18 cm.
Numeri: ISBN – 9788862942089
Nomi
· D’Annunzio, Gabriele scheda di autorità
· Jurisic, Srecko
Altri titoli collegati: [Variante del titolo] Episcopo e C.i

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Gabriele D’Annunzio

Giovanni Episcopo

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499 lettura finita (72/V anno) – Miss Marple: Nemesi di Agatha Christie


Miss Marple: nemesi di Agatha Christie

Lettura di settembre 2011

Il progetto Miss Marple sta per volgere al termine… Nemesi è un romanzo piuttosto originale per il filone della vecchia signora. Gli inglesi lo chiamerebbero cold case… Migliore nella seconda parte piuttosto che nella prima. La Christie ha scritto decisamente gialli più affascinanti.

Voto:  7/10

Incipit

Miss Jane Marple aveva l’abitudine di leggere il suo secondo giornale nel pomeriggio. Ogni mattina gliene portavano due. Il primo lo leggeva mentre sorseggiava il tè, sempre che il quotidiano le venisse consegnato in tempo.

Ite missa est

… senteziò l’avvocato Broadribb.

Plus

La costruzione del giallo.

Minus

La prime pagine… fin noiose.

Quale lettore

Il giallista classico.

Trama

Miss Marple riceve una lettera dagli avvocati del signor Rafiel, con il quale aveva stretto amicizia pochi mesi prima, in occasione di una vacanza ai Caraibi. L’uomo, che l’aveva soprannominata Nemesi, prima di morire aveva disposto che una parte di eredità fosse destinata a Miss Marple nel caso quest’ultima avesse accettato di investigare e di rimediare a un’ingiustizia subita da Rafiel diversi anni prima; l’anziana signorina rispetta dunque le volontà del morto, partendo così per un viaggio in pullman che la porterà a visitare famose ville e giardini inglesi.

Scheda del libro

Autore: Christie, Agatha
Titolo:    Miss Marple: nemesi / di Agatha Christie ; traduzione di Diana Fonticoli
Pubblicazione:    Milano : A. Mondadori, 1981
Descrizione fisica: 221 p. ; 19 cm.
Collezione: I classici del giallo ; 383
Nomi
· Christie , Agatha
· Fonticoli, Diana
Altri titoli collegati:    [Titolo originale] Nemesis

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Miss Marple

Progetto Miss Marple

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498 lettura finita (71/V anno) – La bocca del lupo di Remigio Zena


La bocca del lupo di Remigio Zena

Lettura di settembre 2011

Dopo, nell’ordine, Fogazzaro e Manzoni, Remigio Zena s’inserisce al terzo posto dei miei autori classici preferiti. Verista, ma molto diverso dal Verga, scrive in maniera brillante, elegante, erudita e allo stesso tempo popolare. Un miscuglio perfetto che rende La bocca del Lupo un libro da…

Voto:  10/10 con meritatissima lode.

Incipit

Il meglio, nelle cose proibite dal governo, è di non mischiarcisi mai; per esempio, a forza di suppliche e raccomandazioni, una mattina finalmente il re fece alla Bricicca la grazia dei tre o quattro mesi che le restavano ancora…

Ite missa est

… va a cercarla dalla Signora Barbara, in via Fieschi.

Plus

Dalla prima all’ultima parola.

Minus

Nulla. E’ Perfetto.

Quale lettore

Chiunque voglia scrivere bene deve passare da questo romanzo.

Trama

“La bocca del lupo” è il capolavoro di Remigio Zena, pseudonimo del nobile torinese Gaspare Invrea, genovese d’adozione, che in questo libro cantò la città ligure descrivendola in tutti i suoi aspetti. Incentrata intorno alla figura di Bricicca, che si arrangia a vivere gestendo un lotto clandestino e una rivendita di frutta e verdura, e delle sue figlie, la storia supera i confini veristi.

Scheda del libro

Autore: Zena, Remigio
Titolo:    La bocca del lupo / Remigio Zena
Pubblicazione:    Milano : Baldini & Castoldi, [2003]
Descrizione fisica: 251 p. ; 19 cm.
Collezione: I nani classici ; 13
Numeri:    ISBN – 88-8490-109-X

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Remigio Zena

Le mie letture preferite

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482 lettura finita (55/V anno) – I metodi della ricerca archeologica di Alessandro Guidi


I metodi della ricerca archeologica di Alessandro Guidi

Lettura di maggio 2011

Avevo bisogno di una infarinatura sugli scavi archeologici: l’ho trovato. Scritto in modo abbordabile anche ai non esperti ha un ottimo apparato iconografico che rende chiaro ciò che si legge. Sono rimasto soddisfatto della scelta.

Voto: 8,5/10 e tanta lode

Incipit

Tentare di schematizzare le fasi attraverso cui passa, oggi, la ricerca archeologica, dalla sua progettazione fino alla pubblicazione dei dati può sembrare, a chi ne conosca la complessità, un’impresa disperata.

Ite missa est

… si sente davvero un gran bisogno.

Plus

Semplicità e l’apparato iconografico.

Minus

Nulla.

Quale lettore

Come per tutti i saggi ci vuole l’interesse per la materia.

Contenuto

Completamente rivisto e aggiornato anche nel suo apparato iconografico, viene riproposto uno strumento pensato per lo studio dei fondamenti disciplinari dell’archeologia. Il volume illustra passo passo tutte le fasi dell’indagine archeologica e guida lo studente a cogliere tutte le problematiche metodologiche della disciplina.

Scheda dei libri

Autore: Guidi, Alessandro <1952- >
Titolo: I metodi della ricerca archeologica / Alessandro Guidi
Edizione: Nuova ed. riveduta e aggiornata
Pubblicazione: Roma [etc.] : GLF editori Laterza, 2005
Descrizione fisica: X, 186 p. : ill. ; 21 cm.
Collezione: Manuali Laterza ; 215
Numeri:    ISBN – 88-420-7579-5
ISBN – 9788842075790
Nomi: Guidi, Alessandro <1952- >
Classificazione:     930.1028 – ARCHEOLOGIA. TECNICHE, PROCEDURE, APPARECCHI, ATTREZZATURE, MATERIALI

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Archeologia

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480 lettura finita (53/V anno) – La storia di San Michele di Axel Munthe


La storia di San Michele di Alex Munthe

Lettura di aprile 2011

Questo romanzo aveva tutte le caratteristiche per non essere letto (da me): avrei trovato poco interessante l’argomento (tranne quello archeologico), il periodo d’ambientazione (ne prediligo altri) e la biografia del protagonista (che è poi, quasi, storia della medicina di quegli anni). Eppure l’ho letto velocemente, con interesse e alla fine il voto è 10 e lode. Ad “incantarmi” le atmosfere di Capri, il fascino della rovina (intesa come reperto storico) ed il punto di vista del personaggio principale (una sorta di “santone”) circa l’alta società della sua epoca.  Consigliatissimo.

Voto: 10/10 e tanta lode

Incipit

Dalla barca a vela di Sorrento saltai sulla piccola spiaggia. Sciami di ragazzi giocavano fra i battelli rovesciati o bagnavano nella schiuma i corpi di lucido bronzo, e vecchi pescatori, con rossi berretti frigi, accomodavano le rete davanti ai capannoni delle barche.

Ite missa est

Ero morto, e non lo sapevo.

Plus

Paesaggi: nord sud non fa differenza. Sembra di essere lì.

Minus

La lunghezza, forse.

Quale lettore

Un lettore non alle prime armi.

Trama

In una Capri dove l’incanto luminoso della natura prende risalto dalla penombra segreta della storia e del mito, Axel Munthe, medico di fama internazionale, trova il proprio luogo di elezione, la terra dove costruire San Michele, la splendida casa in cui potrà essere pienamente se stesso. La storia di San Michele, scritta su consiglio di Henry James in un momento doloroso per l’autore ormai anziano e malato agli occhi, racconta l’impegnativa e gioiosa realizzazione di un sogno. Munthe parla di sé e dei suoi tempi, rievoca un’Europa cancellata dalla guerra, testimonia il drammatico nascere di un nuovo mondo, e coglie con straordinaria semplicità il legame che intreccia ogni esistenza alle altre in un fluire di vita tra uomini, animali e luoghi. Nel suo rifugio può consapevolmente ripercorrere i propri ricordi e attingere a quella fonte della saggezza che sgorga “nel nostro proprio suolo, tra i profondi abissi dei nostri solitari pensieri e sogni”.

Scheda dei libri

Autore: Munthe, Axel
Titolo: La storia di San Michele / Axel Munthe
Edizione: 2.ed
Pubblicazione: Milano : Garzanti, 2010
Descrizione fisica: 439 p. ; 21 cm.
Collezione: Elefanti bestseller
Numeri:    ISBN – 9788811694380
Nomi: Munthe , Axel
Altri titoli collegati: [Titolo originale] The story of San Michele
Classificazione:     823.912 – NARRATIVA INGLESE, 1900-1945
Collegamenti utili per capire meglio il libro

Axel Munthe

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465 lettura finita (49/V anno) – Cronache di poveri amanti di Vasco Pratolini


Cronache di poveri amanti di Vasco Pratolini

Che dire? Gran bel regalo di compleanno. L’ho lasciato lì, in libreria, per quando sarebbe arrivata l’influenza. E così è stato. Mi ha fatto compagnia, e che compagnia di lusso, per i giorni di malattia. Grande narrazione, ricca, elegante, ben calibrata, sempre con il ritmo giusto. Una matassa di fili che si dipana poco alla volta mentre l’Italia scivola nel ventennio fascista. Sono rimasto affascinato da via del Corno e dalla sua umanità: vera! La nottata dei raid fascisti è scritta in maniera magistrale. Estrapolata potrebbe essere una eccellente lettura (breve) per spiegare nelle scuole il terribile clima politico e sociale degli anni 20 e 30.

Voto: 10/10

Incipit

Ha cantato il gallo del Nesi carbonaio, si è spenta la lanterna dell’Albergo Cervia. Il passaggio della vettura che riconduce i tranvieri del turno di notte ha fatto sussultare Oreste parrucchiere che dorme nella bottega di via dei Leoni, cinquanta metri da via del Corno.

Ite missa est

E penso di aver commesso un gesto di bambino.

Trama

E’ un quadro indimenticabile della Firenze dei primi anni del fascismo. In via del Corno, la strada del vecchio quartiere fiorentino dove Pratolini trascorse la sua adolescenza, si assiepa e vive, con storie private e comuni, un mondo di uomini e donne le cui esistenze si intrecciano, s’illuminano a vicenda, ora aprendosi alla speranza e all’amore, ora ripiegandosi nel dolore e nella morte.

Schede dei libri

Autore: Pratolini, Vasco
Titolo: Cronache di poveri amanti / Vasco Pratolini
Edizione: 12. rist
Pubblicazione: Milano : Oscar Mondadori, 2004
Descrizione fisica: XV, 493 p. ; 20 cm.
Collezione: Oscar classici moderni ; 128
Numeri: ISBN – 88-04-48776-3
Nomi: Pratolini, Vasco
Classificazione: 853.914 – NARRATIVA ITALIANA. 1945-

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Vasco Pratolini

La lettura de Il quartiere

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445 lettura finita (30/V anno) – Peccatori di provincia di Gabriel Chevallier


Peccatori di provincia di Gabriel Chevallier

Lettura di Novembre 2010

Presunta e contestata fonte d’ispirazione di Guareschi, questo romanzo di Chevallier è un piccolo capolavoro. Narrazione frizzante, stili narrativi differenti, caleidoscopio di personaggi spumeggianti. Non lo valuto 10 perchè mi sarebbe piaciuto un finale diverso, ma un 9,5 è meritato. Consigliato (difficile da reperire).

Voto: 9,5/10

Plus

Ottimo l’intreccio. Davvero gustoso.

Minus

Nessuno.

Quale lettore?

Pubblico adulto.

Incipit

Nell’ottobre del 1922, circa alle cinque del pomeriggio, a Clochemerle nel Boggiolè, due uomini l’un di fianco all’altro se ne andavano su e giù per la piazza grande ombreggiata da stuependi castagni…

L’Ite Missa est

“Eh, chi sa?” disse Piechut.

Trama

1922 e 1923. Il romanzo narra delle vicissitudini del paese di Clochemerle nel Boggiolè. Il sindaco Piechut, di sinistra, decide di far costruire un vespasiano, simbolo di progresso e civiltà, di fronte alla chiesa trovando l’opposizione dei benpensanti. Il quieto vivere del borgo è sconvolto. In un crescendo di pettegolezzi, corna e furfanterie politiche si consuma il dramma.

Scheda del libro

Autore: Chevallier, Gabriel
Titolo: Peccatori di provincia / Gabriel Chevallier
Pubblicazione: Milano : Longanesi, 1961
Descrizione fisica: 396 p. ; 18 cm.
Collezione: La ginestra
Note Generali: Tit. orig.: Clochemerle
Nomi: Chevallier , Gabriel

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Gabriel Chevallier in lingua inglese

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437 lettura finita (22/V anno) – Storia di una capinera di Giovanni Verga


Storia di una capinera di Giovanni Verga

Lettura di novembre 2010

In principio mi era parso come il Werther con la gonnella (o meglio la tonaca) e in salsa sicula. Poi veleggiando verso la fine, la bontà della lingua (magnifica dalla prima parola all’ultimo punto) e la poesia lo trasformano in un libro da 10 e lode. Mi è sembrato scritto con livore, con tanta vera rabbia.

Voto: 10/10 con lode

Plus

La lingua perfetta.

Minus

Nessuno.

Quale lettore?

Tutti dovrebbero leggere un simile romanzo (dai 16 anni in su).

Incipit

Avevo visto una povera capinera chiusa in gabbia: era timida, triste, malaticcia ci guardava con occhio spaventato; si rifuggiava in un angolo della sua gabbia, e allorché udiva il canto allegro degli altri uccelletti che cinguettavano sul verde del prato o nell’azzurro del cielo, li seguiva con uno sguardo che avrebbe potuto dirsi pieno di lagrime.

L’Ite Missa est

Sua devotissima serva Suor Filomena.

Trama

In un romanzo epistolare, la tragica vicenda di Maria, una povera giovane costretta dalla matrigna a farsi monaca e a essere rinchiusa in un convento dove si spegnerà per mancanza di amore e di libertà. Un romanzo in cui si intrecciano l’idillio agreste e la negazione della vita, la speranza e la disperazione, il desiderio di vivere e l’ineluttabilità della morte. Il più significativo romanzo di Giovanni Verga prima dei suoi due capolavori assoluti: “I Malavoglia” e “Mastro don Gesualdo”.

Scheda del libro

Autore: Verga, Giovanni <1840-1922>
Titolo: Storia di una capinera / Giovanni Verga
Pubblicazione: Pordenone : Studio Tesi, 1985
Descrizione fisica: LXIII, 98 p. ; 23 cm. \\I
Collezione: Biblioteca ; 39
Numeri: ISBN – 88-769-2026-9
Nomi: Verga, Giovanni <1840-1922>
Soggetti: VERGA, GIOVANNI. STORIA DI UNA CAPINERA – EDIZIONE CRITICA
Classificazione:     853.8 – NARRATIVA ITALIANA. 1859-1900

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Giovanni Verga

Verga sul Quaderno

Il film di Zeffirelli

Il libro su wikipedia

411 lettura finita (74/IV anno) – Paese d’ombre di Giuseppe Dessì


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Giuseppe Dessì - Paese d'ombre

Lettura di agosto 2010

Libro magnifico: narrazione colta, epopea sontuosa, lessico mai banale. Dessì, nonostante non lesini particolari, descrizioni, minutaglie non è mai pedante. Una Sardegna ricca di natura, sfruttata ma mai doma esce da questo romanzo da 10 e lode. Un grande narratore paragonabile, a mio parere, alla Deledda
Voto: 10/10 con lode

Plus

Scritto in maniera magnifica. Raramente ho “goduto” così tanto la prosa. Ben equilibrato nelle sue parti.

Minus

Nessuno.

Quale lettore?

Tutti. Soprattutto per chi vorrebbe, nella vita, scrivere.

Incipit

Il bambino bussò al cancelletto di legno, ch’era in tutto simile a quello della casa di sua madre nel vicolo del Carrubo, e aspettò in silenzio; dopo un poco la voce potente e rauca di Don Francesco Fulgheri si fece udire dall’interno della casa: “Chi è?”.

L’Ite Missa est

La mano era calda, era viva.

Trama da wikipedia

Una Sardegna scabra e autentica, asciugata da ogni possibile stilla di folclore, priva di ogni orpello pittoresco e per ciò stesso vera e indimenticabile. Protagonista di questo potente affresco contadino è Angelo Uras. Il quale nato povero e diventato possidente per una fortuita eredità, comincia a conoscere l’assurda realtà sarda, quando ancora adolescente viene accusato di omicidio che non ha commesso. Diventato adulto, egli si batte con tenacia contro tale realtà antica, ma anche contro le forme di speculazione moderna, come per esempio quella di coloro che vorrebbero distruggere i boschi intorno al paese. E’ in questa continua lotta che Angelo Uras diventa l’eroe simbolico di una Sardegna al tempo stesso antica e diversa.

Scheda del libro

Autore: Dessi, Giuseppe <1909-1977>
Titolo: Paese d’ombre / Giuseppe Dessi
Pubblicazione: Milano : Club degli editori, c1973, stampa 1993
Descrizione fisica: XVI, 374 p. ; 21 cm
Collezione: I grandi premi letterari italiani: i premi Strega ; 72
Note Generali: In testa al front.: Premio Strega 1972
Nomi: Dessi, Giuseppe <1909-1977>

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Giuseppe Dessì

Paese d’ombre

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