Lettura non finita – Tempo di uccidere di Ennio Flaiano


Pagina 117 pare essere, per me, un limite invalicabile. Se un libro non mi piace, rappresenta lo scoglio insuperabile. E’ successo così anche con Tempo di uccidere di Faiano. Libro premiato con lo Strega del ’47, tuttavia lontano dal mio piacere di lettore.

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467 lettua finita (51/V anno) – Il velo dipinto di W. Somerset Maugham


Il velo dipinto di M. Somerset Maugham

Lettura di febbraio 2011

Mi sarebbe piaciuto confermare il giudizio di Inviato speciale ed invece mi tocca classificarlo quasi alla pari di Bonjour tristesse (Il velo è però migliore). Sicuramente audace per l’epoca in cui è stato scritto (amori liberi, divorzi, figli illegittimi), ma letto oggi mi ha fatto l’effetto di un romanzo della serie Harmony. Stavolta il mio pusher (ho il suggeritore personale) ha sbagliato 🙂

Voto: 4/10

Incipit

Ella trasilì con un grido. “Che cosa succede?” fece lui. Nonostante la penombra in cui erano per via delle persiane abbassate, egli vide la faccia di lei contrarsi di terrore.

Ite missa est

… e alla fine, forse, Dio.

Plus

Il traduttore: Elio Vittorini (nell’edizione Mondadori che ho letto io).

Minus

Tutto il resto.

Trama

Che ragione poteva avere l’incantevole, frivola Kitty per sposare il gelido e inamabile dottor Fane – batteriologo alle dipendenze del governo inglese – se non il puro panico? Panico, soprattutto, di fronte alla prospettiva di deludere la madre, implacabile tessitrice di buoni matrimoni. Non meraviglia allora che Kitty cada subito vittima del sorriso incantatore dell’uomo più popolare di Hong Kong, Charlie Townsend, a sua volta regolarmente sposato. Ma nei romanzi di Maugham la beffarda complessità della vita scompiglia a ogni pagina le carte e rimette in gioco i destini…

Schede dei libri

Autore: Maugham, W. Somerset
Titolo: Il velo dipinto, Racconti / [Di] Somerset Maugham ; Traduzione di Elio Vittorini
Pubblicazione: [Milano] : A. Mondadori, 1974
Descrizione fisica: 264 p. ; 19 cm
Collezione: I capolavori della Medusa. Ser. 2
Note Generali: BNI 75-06318
Nomi: Maugham, W. Somerset
Vittorini, Elio

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Somerset Maugham

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459 lettura finita (44/V anno) – Spasimo di Federico De Roberto59


Spasimo di Federico De Roberto

Lettura di gennaio 2011

Terribile, dall’introduzione alla fine. Già ero rimasto male in apertura quando il curatore dichiara di aver modernizzato alcune espressioni (sarebbe come dire: “cambio alcune cadenze a Beethoven per renderlo più moderno”…). Poi L’autore dichiara di volere scrivere un romanzo vivace, veloce… il risultato è un romanzo lento, così lento che pare infinito. Alle origini del poliziesco sta scritto nella quarta di copertina… meno male che il genere si è poi evoluto in altra maniera. E non parliamo del prezzo: 22 euro per 175 pagine…

Voto: 4/10 a De Roberto

Voto: 2/10 all’editore

Plus

Non mi viene in mente nulla.

Minus

Tutto.

Quale lettore?

Per coraggiosi.

Incipit

Chi passò l’autunno del 1894 sul lago di Ginevra rammenta ancora senza dubbio il tragico caso di Ouschy, che produsse tanta impressione e diede così lungo alimento alla curiosità non solo tra la colonia dei villeggianti sparsi per tutte le stazioni del lago, ma anche nel gran pubblico cosmopolita cui i giornali lo riferirono.

L’Ite Missa est

… ne custodite gelosamente l’imperituro ricordo.

Trama

In principio c’è De Roberto. Nel 1897, più di un secolo prima dell’esplosione del genere poliziesco nella letteratura italiana, uno dei grandi maestri del nostro Ottocento dà alle stampe un romanzo tutto imperniato sull’indagine indiziaria attorno a un caso scabroso ambientato in una signorile dimora sul lago di Ginevra. La facoltosa contessa d’Arda, legata al rivoluzionario russo Alessio Zakunine da una lunga, e ormai contrastata convivenza, muore con un colpo di rivoltella alla tempia nella sua stanza da letto, in una mattina d’autunno del 1894. Ad accorrere sulla scena, oltre al principe nichilista, la giovanissima slava Alessandra Natzichev, sua compagna di fede politica, e Roberto Vérod, scrittore inquieto, legato alla vittima da qualcosa di più che una calda amicizia. Si apre così un romanzo che sin dalle prime righe avvince il lettore in una morsa e lo trascina nel continuo oscillare tra due ipotesi contrapposte: delitto passionale o suicidio? A sciogliere l’enigma è chiamato un magistrato di lungo corso, Francesco Ferpierre, subito preda di un’ansia investigativa che, in assenza d’indizi inoppugnabili, lo porta ad aggrapparsi al suo collaudato intuito e alla capacità di intravedere i moti dell’animo umano. Saranno il suo sguardo inquisitore, i suoi dubbi e i suoi espedienti al limite delle regole, ad accompagnare il lettore nella ricostruzione di una vicenda nella quale magistralmente s’incarnano le contraddizioni e i dilemmi di quel fine secolo: le positivistiche certezze della ragione e il richiamo della fede in un Dio pietoso; l’inestinguibile lotta tra il bene e il male, tra l’ardore delle passioni e le convenzioni sociali, tra la tentazione intimista e l’afflato rivoluzionario. Sostenuto da una lingua capace di assecondare ogni sfumatura e ogni contorno dei gesti e dei pensieri dei protagonisti, l’intreccio inaugura uno stratagemma narrativo destinato a diventare un canone per tanta letteratura e tanto cinema successivi: quello dell’investigatore capace di immedesimarsi nei panni dei diversi personaggi, via via che la ricostruzione pare identificare nell’uno o nell’altro il colpevole del delitto o viceversa propendere per la pista del suicidio. Lo «spasimo» che accomuna tutti i personaggi finisce in tal modo per annidarsi anche nell’animo del lettore, fino all’ultimo imprevedibile colpo di scena. Pubblicato tre anni dopo I Viceré, Spasimo fu accolto con le curiosità e le polemiche riservate alle opere veramente innovative, per essere poi consacrato, nel corso del secondo Novecento, come il primo e più significativo esempio di romanzo investigativo italiano. «Stupisce la modernità di Spasimo, la sua originalità poliziesca – osserva Massimo Onofri nell’Introduzione – ed è proprio nella costruzione e nel formidabile intreccio del dramma giudiziario che sta la qualità prima del romanzo».

Scheda del libro

Autore: De Roberto, Federico
Titolo: Spasimo / Federico De Roberto ; introduzione di Massimo Onofri
Pubblicazione: Roma : Donzelli, 2010
Descrizione fisica: XIV, 175 p. ; 22 cm.
Numeri: ISBN – 9788860364678
Nomi: De Roberto , Federico
[Autore testi secondari] Onofri, Massimo
Classificazione:     853.8 – NARRATIVA ITALIANA, 1859-1899

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Federico De Roberto

Federico De Roberto su Il quaderno di un bibliotecario

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446 lettura finita (31/V anno) – La mano del traditore di Robb Candace


La mano del traditore di Robb Candace

Lettura di Novembre 2010

Ufff.. che fatica. Troppo lungo e noioso. Ho voluto comunque terminarlo. La storia non mi ha conquistato, i personaggi mi sono parsi oltre le righe e le “visioni” non mi piacciono. Buona, in compenso, la ricostruzione storica.

Voto: 5/10

Plus

Ricostruzione storica.

Minus

Troppo lungo, protagonisti eccessivamente “eroici”.

Quale lettore?

Amanti del romanzo storico. Pubblico adulto.

Incipit

Per quella esecuzione, il patibolo sulle mura del castello di Sitrling non sembrava abbastanza, così ne avevano eretto uno speciale nella piazza del mercato, in modo che tutti i cittadini fossero costretti a vedere.

L’Ite Missa est

“… tu sei la benedizione”.

Trama

Scozia, 1297. Diversamente dal solito, l’esecuzione non avverrà tra le mura del castello di Stirling. Per l’occasione è stata allestita una forca nella piazza del mercato, affinché la gente della città non possa ignorarla. Affinché tutti vedano come muore un traditore. Il condannato, un giovane scozzese, è stato catturato dai soldati inglesi in prossimità del fiume, con un carico di armi troppo consistente per un solo uomo. Di sicuro le stava portando all’accampamento di William Wallace e dei suoi ribelli, in procinto di sferrare un attacco decisivo alla fortezza di Stirling: punto strategico per la riconquista del paese e la cacciata degli invasori inglesi. Tra le spie che assistono all’esecuzione serpeggia inquietudine. Non solo per la morsa sempre più stretta degli oppressori, ma anche per i dubbi che si insinuano tra le loro stesse fila, dove si temono defezioni. Uno di loro, infatti, un informatore che passava agli insorti notizie di vitale importanza carpite agli inglesi, è scomparso da settimane. Il compito di ritrovarlo e giudicarne la lealtà è affidato a Margaret Kerr, una giovane insospettabile che da tempo parteggia in segreto per la causa scozzese. Con la battaglia ormai imminente e una serie di omicidi che toccano da vicino i suoi affetti, il coraggio della ragazza sarà messo a dura prova.

Scheda del libro

Autore: Robb, Candace
Titolo: La mano del traditore : [thriller medievale] / Candace Robb ; traduzione di Denise Silvestri
Pubblicazione: Milano : Piemme, 2009
Descrizione fisica: 357 p. ; 19 cm
Collezione: Bestseller ; 151
Note Generali: Prima del titolo: le indagini di Margaret Kerr
Titolo uniforme:     cruel courtship
Numeri: ISBN – 9788856609721
Bibliografia Nazionale – 2009-8959
Nomi: Robb, Candace
Silvestri, Denise
Classificazione:     813.54 – NARRATIVA AMERICANA IN LINGUA INGLESE. 1945-

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Biografia di Candace Robb

Il sito dell’autrice

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426 lettura finita (11/V anno) – Le valchirie di Paulo Coelho


Le Valchirie di Paulo Coelho

Lettura di ottobre 2010

La battuta mi viene facile: ora capisco perchè è rimasto inedito fin dal 1992. Secondo me, poteva rimanere tale anche oggi. Non mi è piaciuto per niente: lento, noioso, surreale… insomma una vera delusione fin dall’inizio: prologo in prima persona, narrazione in terza. Ci sono volute 100 pagine per stabilizzarmi l’io narratore 🙂

Voto: 4/10

Plus

Nessuno.

Minus

Lento, noioso, surreale, poco interessante.

Quale lettore?

Per chi ha voglia di annoiarsi.

Incipit

J. e io ci incontrammo per cenare sulla spiaggia di Copacabana, a Rio de Janeneiro. Con tutta la gioia e l’entusiasmo di uno scrittore che stava per pubblicare il secondo libro, gli consegnai una copia de L’Alchimista.

L’Ite Missa est

E ci insegnerà a capire le stelle, gli angeli e i miracoli.

Trama

“Ci sarà una nuova guerra. A scontrarsi due eserciti: da una parte quanti credono ancora nei poteri nascosti in ciascuno di noi, e sanno che il prossimo passo della nostra evoluzione sarà proprio far crescere questi doni individuali; dall’altra parte coloro che credono che la vita sia irrimediabilmente destinata a finire.”

Il protagonista di Le Valchirie è un uomo che vuole cambiare la propria vita e seguire un sogno: recarsi nel deserto del Mojave per vedere il proprio Angelo custode e aprirsi, infine, alla conoscenza del mondo che lo circonda e di se stesso. Paulo sa che il deserto non è il luogo arido e vuoto che appare. Esso cela la possibilità di incontri nuovi e straordinari, come il maestro J. gli ha indicato. Al riparo dal chiasso del mondo, infatti, vi dimorano un giovane Maestro della Tradizione e un gruppo di donne guerriere, Le Valchirie, che percorrono il deserto in moto e che aiuteranno Paulo a portare a compimento la sua impresa. Ad accompagnare l’uomo, la sua compagna Chris che, con lui, condividerà questo cammino, insieme spirituale e reale, colmo di insidie. Un cammino che metterà a dura prova le loro convinzioni e il loro amore, li getterà nella reciproca incomprensione ma che indicherà loro, infine, la strada del vero Amore e della vera Conoscenza. Finalmente viene pubblicato anche in Italia uno dei libri più importanti di Paulo Coelho. Un romanzo misterioso e sorprendente che racconta, in forma narrativa, lo strabiliante percorso umano e spirituale dell’autore all’indomani della pubblicazione dell’ Alchimista.

Scheda del libro

Autore: Coelho, Paulo
Titolo: Le valchirie / Paulo Coelho ; traduzione di Rita Desti
Pubblicazione: Milano : Bompiani, 2010
Descrizione fisica: 202 p. ; 23 cm.
Collezione: I libri di Paulo Coelho
Titolo uniforme:     valkirias
Numeri:    ISBN – 9788845265808
Nomi: Coelho, Paulo
Desti, Rita
Classificazione:     869.3 – NARRATIVA PORTOGHESE

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Il sito dell’autore

La biografia

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413 lettura finita (76/IV anno) – Io fuggo dalla città di Piero Sestito


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Io fuggo dalla città di Piero Sestito

Lettura di settembre  2010

Non mi è piaciuto: editing non fatto, incongruenze visibili  (uffici e scuole aperte durante la sagra del paese, la cauzione per scarcerare l’amico che in Italia non esiste), scritto così così… Peccato, le potenzialità erano buone: ambientazioni, trama… insomma poteva venire fuori qualcosa di bellino.

Voto: 4/10

Plus

L’idea

Minus

Il resto.

Quale lettore?

Sconsiglio

Incipit

Mentre percorreva la tortuosa strada asfaltata alla guida del suo fuoristrada, Filippo, guardando la sua immagine riflessa nello specchietto retrovisore, si sistemò un ciuffetto dei suoi corti capelli brizzolati con la punta delle dita.

L’Ite Missa est

“Certo che lo so. Solo una donna speciale avrebbe potuto sposare un uomo come te!” gli rispose Chiara sorridendo.

Trama

Scoprite le avventure/disavventure della famiglia di Filippo che finalmente decide di lasciare la città per andare a vivere in campagna!
Scheda del libro
Autore: Sestito, Piero
Titolo: Io fuggo dalla città
Pubblicazione: Il rovescio,  2007
Descrizione fisica: 129 p. ; 18 cm.
Collezione: Giri di parole

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409 lettura finita (72/IV anno) – I dolori del giovane Werther di Wolfang Goethe


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I dolori del giovane Werther di Wolfang Goethe

Lettura di agosto 2010

La mia solidarietà va tutta al povero Guglielmo (per quanto potesse non esistere) corrispondente del giovane Werther. Sarà anche l’opera principe (in quanto prima) del sentire romantico, ma è proprio pesante. Lotte e Albert, poi, non hanno nessuna pietà del loro amico. Solo lui, alla fine, gli pare poco conveniente l’amicizia della moglie… L’ho riletto dopo la pessima esperienza scolastica. Pessima fu, pessima rimase. Altri tempi, altri orizzonti culturali. Un’opera del genere, fosse di una autore contemporaneo?

Voto: 4/10

Plus

L’importanza storica dell’opera

Minus

Quasi tutto. Davvero greve.

Quale lettore?

Un lettore coraggioso e propenso alle storie davvero tragiche.

Incipit

Come sono contento d’esser partito! carissimo amico, cosa è mai il cuore dell’uomo? lasciare te che amo, dal quale ero inseparabile, ed essere lieto! So che tu mi perdonerai.

L’Ite Missa est

Alcuni artigiani portarono il morto, nessun prete lo accompagnò.

Trama da wikipedia

Werther, giovane artista, si rifugia in campagna e incomincia a conoscere i luoghi e a stringere contatti occasionali con la gente del posto. Ad un ballo incontra Lotte, una giovane di animo nobile, fidanzata con Albert, un uomo riflessivo e razionale, quasi l’opposto di Werther, emotivo e passionale. Nel momento dell’incontro tra Werther e Lotte, Albert è lontano da casa e ciò consente a Werther di frequentare assiduamente Lotte. La bellezza della ragazza e il clima affettivo che lei riesce a creare intorno a sé colpiscono profondamente l’animo artistico di Werther che finisce per innamorarsene follemente. Consapevole che si tratta di un amore proibito e non corrisposto, al ritorno di Albert, che gli dimostra peraltro rispetto e cordialità, Werther decide di andarsene da quel luogo al seguito di un ambasciatore. Cerca di soffocare i suoi sentimenti per Lotte rivolgendosi ad altre figure femminili (la signorina B.), ma l’ambiente meschino e perbenista con cui viene a contatto lo rendono sempre più insofferente verso il suo incarico, e, date le dimissioni, ritorna a Wahlheim dove nel frattempo Lotte si è sposata con Albert. La passione amorosa per Lotte non è più contenibile, il cuore di Werther è straziato, il giovane non riesce più a reprimere il suo sentimento, Lotte ne ha paura e lo allontana chiedendogli di non farle più visita prima della vigilia di Natale. Senza l’amata, Werther non riesce a concepire più alcun futuro e comincia ad insinuarsi in lui l’idea del suicidio. Una sera, trasgredendo al comando e approfittando dell’assenza di Albert, Werther fa visita a Lotte e le legge dei versi da “I canti di Ossian” (opera chiave del Romanticismo) e, lasciandosi prendere dalla passione, la bacia. Lotte sente che sta per cedere a quell’amore travolgente e con fatica lo respinge. Werther, dopo averle scritto un’ultima lettera appassionata, attua il suo progetto di suicidio sparandosi un colpo alla testa.
Scheda del libro
Autore: Goethe, Johann Wolfgang : von
Titolo: I dolori del giovane Werther / Johann Wolfgang Goethe ; introduzione di Franco Fortini ; traduzione di Aldo Busi
Edizione: 26. ed
Pubblicazione: Milano : Garzanti, 2008
Descrizione fisica: XXIV, 121 p. ; 18 cm.
Collezione: I Garzanti. I grandi libri ; 6
Numeri:    ISBN – 9788811360063
Nomi: Goethe , Johann Wolfgang : von
Fortini, Franco <1917-1994>
Busi, Aldo
Altri titoli collegati: [Titolo originale] Die Leiden des jungen Werther, Die Wahlverwandtschaften

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W. Goethe

Il Werther su Wikipedia

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395 lettura finita (58/IV anno) – Bonjour tristesse di Francoise Sagan


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Bonjour tristesse di Francoise Sagan

Lettura di luglio 2010

L’ho finito solo per poterne parlare male. Terribile. Storia scontata, scritto così così, protagonista e personaggi odiosi e noiosi. Insomma una vera opera degna di molta “letteratura” contemporanea. Mi meraviglio sia diventato un caso letterario (anche se la giovane età della scrittrice e l’argomento scabroso per gli anni in cui uscì mi fa pensare ad un caso da “velina” o lolita come si diceva un tempo). Se volete leggere qualcosa di pessimo, a mio parere, portatelo in vacanza.

Voto: 3/10

Incipit

Esito ad apporre il nome, il bel nome grave di tristezza, sul sentimento così completo, così egoista che io quasi me ne vergogno mentre la tristezza mi è sempre parsa onorevole. Non conoscevo lei, ma la noia, il rimpianto, e più raramente i rimorsi. Oggi, qualcosa si ripiega su me come una snercante e dolce, e mi separa dagli altri.

Trama

Come ogni anno Cècile passa le vacanze estive in Costa Azzurra. I primi giorni, vissuti all’insegna della spensieratezza in compagnia del padre givanile e della sua attuale amante Elsa, bella ma ingenua, vengono interrotti dall’arrivo di Anne, un’amica della madre di Cècile, morta anni prima. Il padre ne è attratto a tal punto che in pochi giorni decide di sposarla, a costo di abbandonare uno stile di vita lussurioso e libero. La simpatia che Cècile prova per Anne non le impedisce di vederla come una rivale, come una minaccia per la propria libertà e così mette in scena un gioco sottile per dividere i due nuovi amanti. Un piano perfetto, ma con esiti inaspettati e ben più tragici del previsto.

Scheda del libro

Autore: Sagan, Francoise
Titolo: Bonjour tristesse : romanzo / Francoise Sagan ; traduzione di Ruggero Sandanieli
Pubblicazione: Milano : TEA, stampa 2003
Descrizione fisica: 156 p. ; 20 cm.
Collezione: TEAdue ; 20
Titolo uniforme: Bonjour tristesse / Francoise Sagan.
Numeri: ISBN – 88-7819-109-4
Nomi: Sagan, Francoise
Sandanieli, Ruggero

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Francoise Segan

Il film

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Lettura non finita – Capitani coraggiosi di Rudyard Kipling


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Rudyard Kipling

Lettura di luglio 2010

Ho resistito una sessantina di pagine. Poche? Tante? Non sono riuscito a trovarlo interessante. Mi e’ mancata la voglia e la curiosità di andare avanti: lentissimo e noioso. Insomma meglio lasciarlo in libreria.

Vot: 4/10

Incipit

La porta di sopravvento del salone per fumatori era aperta sulla nebbia dell’Atlantico del Nord, e il grande piroscafo rollava e beccheggiava, facendo suonare la sirena per segnalare la sua presenza alla flottiglia dei peschereggi.

Trama da wikipedia

Harvey Cheyne è un arrogante ragazzino di quindici anni, figlio di un ricco magnate delle ferrovie americane. Già dalla sua età ha tutto quanto si possa desiderare, però non conosce il valore della fatica e del denaro guadagnato col sudore.

Durante una traversata che lo dovrebbe portare in Europa, il ragazzo cade dalla nave. Viene salvato da una barca di pescatori che stava lavorando nelle vicinanze, la We’re Here, sotto la guida di Disko Troop, burbero capitano. Lì impara a conoscere e apprezzare la lealtà e la solidarietà degli uomini di mare, uomini di poche parole ma di grande coraggio e abilità. A poco a poco diventa parte attiva di essa, tant’è che i marinai della goletta iniziano ad apprezzarlo e stimarlo e nasce così uno stretto legame tra l’equipaggio, composto dal burbero capitano, il superstizioso e allegro Manuel, il carismatico Long Jack, l’ex soldato Tom Platt, Zio Salters e il suo misterioso amico Pennsylvania Pratt divenuto folle dopo aver perso tutta la famiglia in un’ alluvione e il silenzioso cuoco afro-gaelico, e il giovane Harvey; così il ragazzo si ritrova ad essere felice di ricevere 10 dollari e mezzo al mese per il faticoso lavoro di pesca svolto durante la navigazione e a gioire di ogni piccolo successo e ogni nuova lezione. È aiutato anche da Dan, mozzo di bordo e figlio di Disko Troop, dal quale riesce, quasi subito, ad ottenere la stima.

Il ragazzino viziato diventa così un giovane consapevole ed un perfetto marinaio e tornato sulla terraferma sbalordirà i genitori per la maturità acquisita in mare.

Scheda del libro

Autore: Kipling, Rudyard
Titolo: Capitani coraggiosi / Rudyard Kipling ; traduzione di Adriana Dell’Orto ; illustrazioni di Gian Luigi Coppola
Edizione: [Ed. integrale]
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 1985
Descrizione fisica: 177 p. : ill. ; 23 cm. [[I
Collezione: I libri da leggere
Numeri: ISBN – 88-04-26219-2
Nomi: Kipling, Rudyard
Dell’Orto, Adriana
Coppola, Gian Luigi
Altri titoli collegati: [Titolo originale] Captains courageous
Soggetti: ROMANZI E RACCONTI
Classificazione: 823.8R – NARRATIVA INGLESE. 1837-1900. Per ragazzi

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Rudyard Kipling

Il film

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392 lettura finita (55/IV anno) – Gente di Dublino di James Joyce


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Gente di Dublino di James Joyce

Andrò controcorrente, ma il capolavoro non l’ho proprio visto. Già definirlo “romanzo non romanzo” non mi ha aiutato a capirlo. Il “mosaico unitario” deve essermi proprio sfuggito. Aggiungete un simbolismo lontano dal nostro orizzonte culturale e il risultato non si fa fatica a immaginarlo. Racconti, mal legati tra loro con la fatica di ricominciare da capo ogni volta. Non mi sono divertito a leggerlo

Voto: 5/10

Incipit

Questa volta per lui non c’era speranza: era il terzo attacco. Una sera dopo l’altra, passavo davanti alla casa (era il periodo delle vacanze) e osservavo il quadro illunminato della finestra: e tutte le sere la luce era la stessa, fioca sempre uguale.

Trama

Considerati tra i capolavori della letteratura del Novecento, questi quindici racconti – terminati nel 1906 ma pubblicati soltanto nel 1914 perché per la loro audacia e realismo gli editori li rifiutarono – compongono un mosaico unitario che rappresenta le tappe fondamentali della vita umana: l’infanzia, l’adolescenza, la maturità, la vecchiaia, la morte. Fa da cornice a queste vicende la magica capitale d’Irlanda, Dublino, con la sua aria vecchiotta, le birrerie fumose, il vento freddo che spazza le strade, i suoi bizzarri abitanti. Una città che, agli occhi e al cuore di Joyce, è in po’ il precipitato di tutte le città occidentali del nostro secolo.

Ex libro

Un lieve battito sul vetro lo fece voltare verso la finestra. Aveva ripreso a nevicare. restò a osservare, assonnato, i fiocchi di neve argentei e scuri, che scendevano obliquamente davanti al lampione […] La neve cadeva in ogni parte della bruna pianura centrale, sulle colline brulle, scendeva piano nella palude di Allen e, più a occidente, calava lieve sulle cupe onde tumultuanti dello Shannon. E cadeva anche su tutto il solitario cimitero di camopagna, là in cima alla collina dove era sepolto Michael Furey. S’ammucchiava sulle croci contorte e sulle pietre tombali, sulle punte del piccolo cancello, sui cespugli brulli… (I morti)

Scheda del libro

Autore: Joyce, James
Titolo: Gente di Dublino / James Joyce ; introduzione di Italo Svevo ; traduzione e cura di Daniele Benati
Edizione: 11. ed
Pubblicazione: Milano : Feltrinelli, 2008
Descrizione fisica: XLVIII, 209 p. ; 20 cm.
Collezione: Universale economica
Numeri:    ISBN – 9788807821073
Nomi: Joyce, James
Svevo, Italo
Benati, Daniele <1953- >
Altri titoli collegati: [Titolo originale] Dubliners

Collegamenti utili per capire meglio il libro

James Joyce

Gente di Dublino

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Terrificanti incipit


Dopo un incipit del genere ovviamente ho chiuso il libro e l’ho riposto a scaffale:

Non presumo sputar fuori ned un paradosso, ned una novità; credo, anzi, ripeter cosa, ormai, consentita chiunque s’intenda, alcun po’, della partita; dicendo “che una relazione è, quasi sempre, più pesante del matrimonio”.

Scheda del libro

Autore:    Imbriani, Vittorio
Titolo: Dio ne scampi dagli Orsenigo / Vitorio Imbriani ; introduzione di Francesco Spera
Pubblicazione: Milano : Biblioteca universale Rizzoli, 1975
Descrizione fisica: 157 p. ; 18 cm
Collezione:  BUR. L ; 20
Note Generali: BNI 75-04980
Nomi: Imbriani, Vittorio
Spera, Francesco

365 lettura finita (28/IV anno) – La messa di nozze di Federico De Roberto


Lettura di maggio 2010

Terribile. Raramente una lettura mi è costata tanta fatica. Lento, macchinoso, ripetitivo. Se voleva che il protagonista risultasse piagnone e noioso c’è riuscito in pieno. Decisamente una pessima lettura. Letto in formato digitale.

3/10

Incipit

Alle tre, quando la campana annunziò la fine della lezione, il professore Domenico Perez non lasciò liberi, come avrebbe dovuto, i suoi discepoli. Spiegava da due ore un atto dell’Edipo Re e non voleva interromperlo. Dominando con la voce ferma e severa i moti d’impazienza della classe, andò avanti per un’altra diecina di minuti, sino alla fine; poi pronunziò la frase sacramentale:
– Basterà per oggi.
Appena uscito nel corridoio, in compagnia degli alunni più diligenti che gli rivolgevano ancora domande intorno alle cose udite, si vide accostare da Baldassare,  il bidello.

Trama

Bertini ama una donna sposata con il marito, militare e inglese, perennemente all’estero. Lei e’ disponibile a separarsi, infatti è sposa in un paese dove è ammesso il divorzio, ma lui non vuole essendo contrario all’unione attraverso il matrimonio. Al ritorno del marito la donna torna tra le braccia del coniuge. Bertini, affranto, le propone la separazione e si rende disponibile a sposarla. Ma lei ha deciso invece di unirsi, secondo le leggi italiane, al suo legittimo consorte.

Scheda del libro

Autore: De Roberto, Federico
Titolo: La messa di nozze ; Un sogno ; La bella morte / Federico De Roberto
Edizione: Nuova ed
Pubblicazione: Milano : Treves, c 1911, stampa 1936
Descrizione fisica: 253 p. ; 17 cm
Nomi: De Roberto,  Federico

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Federico De Roberto

Federico De Roberto su Il quaderno di un bibliotecario

Il testo integrale

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L’eleganza del riccio di Muriel Barbery


L'eleganza del riccio di Muriel Barbery

Letture Interrotta

Non sono andato oltre pagina 117. Non amo molto i diari e questo libri ne contiene ben due che si alternano. Mi piacciono le “storie” e a 117 pagine non l’ho ancora scoperta. Non è decisamente un libro per me. Scritto anche bene, anche se a volte un pò troppo colto. L’ho interrotto a pagina 117. Più in là proverò a proseguire. Me lo aspettavo decisamente diverso. Al momento una brutta lettura.

Voto: S.V.

Incipit
“Marx cambia completamente la visione del mondo” mi ha dichiarato questa mattina il giovane Pallièers che di solito non mi rivolge nemmeno la parola.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maitres à penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant… dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l’ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro, si incontreranno solo grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée.

Scheda del libro
Autore: Barbery, Muriel
Titolo: L’ eleganza del riccio / Muriel Barbery ; traduzione dal francese di Emanuelle Caillat e Cinzia Poli
Pubblicazione: Roma : e/o, 2007
Descrizione fisica: 321 p. ; 21 cm.
Collezione: Dal mondo
Titolo uniforme: elegance du herisson.
Numeri: ISBN – 9788876417962

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Muriel Barbery

Il blog dell’autrice 

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203 lettura finita (73/II anno) – Il cinghiale e l’allodola di Nico Orengo


Il cinghiale e l'allodola di Nico Orengo

Inizio lettura 26 febbraio 2008 – Termine lettura 27 febbraio 2008

Lettura davvero breve. Appena 36 pagine. Tuttavia piuttosto noiosa. Messo in una raccolta di scritti brevi poteva fare la sua brava figura. Presentato così come romanzo breve è piuttosto deludente. Unica cosa sorprendente il prezzo: 7 euro e 80 centesimi. Un pò troppo per un libro di siffatte dimensioni.

Voto: 5/10

Incipit
“… l’ora di andare. Alzati”. Il padre lo strattonò sul gomito che sporgeva dalle lenzuola. Era presto, molto presto. Marco guardò verso le persiane: la luce sulla piazza era ancora accesa.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Un padre e un figlio, separati dallo stesso dolore, entrano nel bosco alla vigilia di Natale. L’uomo vuole abbattere il cinghiale che gli sta distruggendo i campi. Il ragazzo intuisce, in quel grande buio, che la preda è qualcosa d’altro, e difficilmente potrà essere abbattuta da un colpo di fucile. Nella notte d’attesa solo gesti minuti, brevi parole, lunghi silenzi potranno, forse, sconfiggere la rabbia, il rancore, l’opacità del sentimento.

Scheda del libro
Autore: Orengo, Nico
Titolo: L’ allodola e il cinghiale / Nico Orengo ; disegni di Luigi Mainolfi
Pubblicazione: Torino : Einaudi, 2006
Descrizione fisica: 48 p. : ill. ; 18 cm.
Collezione : L’ arcipelago Einaudi ; 95
Numeri: ISBN – 88-06-18307-9

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Nico Orengo

La lettura precedente di viole e liquirizia

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199 lettura finita (69/II anno) – L’isola dei morti di Valerio Massimo Manfredi


L'isola dei morti di V.M. Manfredi

Inizio lettura 18 febbraio 2008 – Termine lettura 19 febbraio 2008

Breve romanzo storico a mio modo di vedere poco riuscito. L’intreccio può anche prendere il lettore, ma i dialoghi non mi sembrano spontanei (troppo sopra le righe) e il finale è deludente. Sembra chiuso con estrema fretta e poche idee.

Voto: 5/10

Incipit
“Quale ne l’arzanà de’ Viniziani / bolle l’inverno la tenace pece / a rimpalmare i legni lor non sani”. Mi sono venuti in mente quei versi dell’Inferno appena ho visto quel relitto, non so perchè, anzi, lo so benissimo.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Questa storia prende avvio e ispirazione dal rinvenimento e dallo scavo di due relitti medievali affondati presso l’isola, oggi sommersa in laguna, di San Marco in Boccalama, usata come luogo di sepoltura, se non di discarica, dei morti della peste del 1348. L’autore raccoglie gli elementi documentali di base di questa importante impresa archeologica ma rimescola completamente le carte per far partire un’avventura che subito decolla verso la dimensione dell’intrigo, del mistero e della caccia affannosa a un tesoro scomparso. Non si tratta di monete d’oro e d’argento né di un bottino di guerra dei marinai della Serenissima. Si tratta di un tesoro che nessuna somma di denaro potrebbe mai pagare, un patrimonio dell’anima, l’eredità di una mente superiore.

Scheda del libro
Autore: Manfredi, Valerio Massimo
Titolo: L’ isola dei morti / Valerio Massimo Manfredi
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 2005
Descrizione fisica: 76 p. ; 20 cm.
Collezione : Bestsellers ; 1499
Numeri: ISBN – 88-04-53777-9

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Valerio Massimo Manfredi

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Libro non finito – La vera storia dell’olandese volante di Brian Jacques


La vera storia dell'olandese volante di Brian Jaques

Inizio lettura 29 dicembre 2007 – Termine lettura 30 dicembre 2007

L’anno si chiude con una delusione… E’ un libro per ragazzi, e quindi lontano, forse, dalle mie letture. Però il titolo mi intrigava. Da qualche mese mi sto interessando alla leggenda dell’olandese volante e non essendoci pubblicato in Italia praticamente nulla (i libretti di Wagner, ok) speravo che questo libro mi raccontasse qualcosa. E invece l’olandese c’è solo nelle prime 70 pagine poi la storia diventa completamente un’altra. Insomma ingannato dal titolo e dalle note di copertina che sono fumose… E nemmeno scritto in maniera eccelsa… Mi sono fermato a pagina 140.

Voto: 5/10

Incipit
Sedevano uno di fronte all’altro a un tavolo nella stanza superiore di una bettola chiamata “Lo squalo di Barberia”. ue uomini. Un capitano di marina olandese e un trafficante di gemme cinese.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Chi non ha mai sentito parlare dell'”Olandese Volante” e del suo capitano, costretto a reggere in eterno il timone di un vascello fantasma che cavalca le tempeste? La sua tenebrosa leggenda ha ispirato scrittori e musicisti, ma nessuno aveva mai raccontato sino in fondo la vera storia della nave maledetta. Pochi sanno, ad esempio, che del suo equipaggio facevano parte un ragazzino e un cane, il cui straordinario destino ci viene finalmente narrato in queste pagine. Naufraghi nel tempo e nello spazio, il ragazzo Ben e il suo cane Nad guideranno lettori di ogni età in un viaggio inimmaginabile, denso di avventure, pericoli, sorprese, misteri, prodigi: un’autentica caccia al tesoro il cui premio è la sconfitta della sopraffazione e dell’ingiustizia… Un romanzo che segna il ritorno della grande avventura di mare, abilmente intrecciata alle scintillanti invenzioni di un maestro della fantasy.

Scheda del libro
Autore: Jacques, Brian
Titolo: La vera storia dell’Olandese Volante / Brian Jacques ; traduzione di Matteo Maria Colombo ; illustrazioni di Ian Schoenherr
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, 2002
Descrizione fisica: 333 p. : ill. ; 24 cm.
Collezione : Contemporanea
Numeri: ISBN – 88-04-50199-5

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L’Olandese volante

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156 lettura finita (26/II anno) – I segreti del ponte di Besalù di Martì Gironell


I segreti del ponte di Besalù di Marì Gironell

Inizio lettura 11 novembre 2007 – Termine lettura 14 novembre 2007

Che delusione: titolo e trama facevano ben sperare ma… la storia è scontata, scritta male, i personaggi non sembrano affatto reali, gli episodi fantasy si potevano evitare, e le scene d’amore sono davvero da romanzetto rosa. Bocciato. Potete anche evitare di leggerlo.

Voto: 4/10

Incipit
Il 30 aprile del 1316 c’era un grande nervosismo in casa del notaio. L’euforia e l’agitazione erano causati dalla famiglia Roure. Volevano confermare il patto matrimoniale tra la seconda figlia, Agnes, e Bernardo, l’erede della ricca e prestigiosa famiglia rec de Banyoles.

Trama Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Nella città catalana di Besalù si erge un ponte di epoca medievale, un capolavoro dell’ingegno architettonico la cui costruzione è diventata leggenda. Si narra che al tempo della sua messa in opera fu al centro di passioni contrastanti, lotte di potere, conflitti religiosi e odi razziali. La riuscita del progetto e la salvezza del contado furono merito di un capomastro lombardo e del suo intrepido figlio… Catalogna, 1074. Il conte Bernardo di Tallaferro ordina la costruzione di un ponte fortificato che protegga la città e nel contempo ne favorisca gli scambi commerciali. Affida i lavori a due rappresentanti dei Maestri Comacini, allora attivi in tutta Europa. Dapprima riluttanti, Primo e Itram Lombardo accettano l’incarico. L’impresa si dimostra difficile fin dal primo momento: a Besalù vive una numerosa comunità di giudei, tollerata ma al tempo stesso oggetto di ostracismo, che dovrebbe costituire la principale fonte di manovalanza per i costruttori. I due italiani non hanno pregiudizi, anzi sono incuriositi dalle singolari usanze di questa gente; soprattutto Itram, irretito dagli occhi ardenti di Jezabel, la bellissima figlia del medico. Ma molti complottano perché il ponte non veda mai la luce. Foschi presagi e strani eventi si susseguono: massacri di operai, riti magici, esondazioni inspiegabili e misteriosi assassini di prostitute. Nel frattempo, l’esercito del conte di Empuries, che aspira a impadronirsi della nemica Besalù, preme ai confini del contado.

Scheda del libro
Autore: Gironell, Martì
Titolo: I segreti del ponte di Besalù / Martì Gironell ; traduzione di Margherita D’Amico
Pubblicazione: Milano : Sonzogno, stampa 2007
Descrizione fisica: 304 p. ; 20 cm.
Numeri: ISBN – 978-88-454-1442-

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Besalù

Breve biografia in catalano

Lettura interrotta – Il signore della paura di Cardini F.


Il signore della paura di F. Cardini

Di solito anche quando non mi prende, cerco di finirlo un libro, così per darmi un giudizio più obiettivo. In tre giorni non sono riuscito ad andare oltre pagina 102: il passo sul coito del diavolo mi ha fatto cedere definitivamente. Forse potrebbe essere un saggio erudito sui viaggi nel rinascimento ma di romanzo ne ho visto (in 100 pagine) ben poco. E il signore della paura dov’è? In 100 pagine solo l’ombra, un riflesso nelle cronache e nei racconti di chi l’ha visto. Pecatto perchè l’ambientazione nelle primissime pagine non è per niente male, poi come in molti romanzi storici, nasce quel sapore di scolastico che guasta l’andamento della vicenda.

Voto: 5/10

Trama
È il radioso mattino della Pasqua dell’Anno del Signore 1403. Tra le colline e i boschi presso Firenze, non lontano dal santuario della Madonna dell’Impruneta patrona della città, affiora da un profondo pozzo una candida statua marmorea della dea Venere. L’evento è salutato con superstiziosa paura da chi vede in quell’idolo pagano un messaggio demoniaco e con gioia commossa da chi invece si sente, in quell’alba del Quattrocento, già toccato dal soffio gentile dell’umanesimo. Vieri, duro ed energico erede del possente casato dei protettori del santuario mariano, i Buondelmonti, interpreta quel ritrovamento come un presagio che direttamente lo riguarda: e parte verso Oriente, verso l’Asia lontana, inseguendo le fantasie cavalleresche della giovinezza. Ma forse deve anche compiere una truce faida; e forse è perseguitato da un cocente rimorso. In quello stesso mattino, un giovane guerriero ghibellino convertito al messaggio francescano prega nella chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme e un anziano gentiluomo castigliano si appresta, in una Segovia ancora invernale, a ricevere dal suo re una delicata missione diplomatica. I destini di questi tre cavalieri s’intrecceranno, prima sulle onde inquiete del Mediterraneo e nei sortilegi delle sue isole e poi in una cavalcata lungo le piste carovaniere della Via della Seta, alla volta della magica Samarcanda del Signore della Paura, il potente e feroce Tamerlano che a sua volta sta ormai cullando il suo sogno più folle, la conquista del Celeste Impero

Scheda del libro
Autore: Cardini, Franco
Titolo: Il signore della paura : tre cavalieri verso la Samarcanda di Tamerlano / Franco Cardini
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 2007
Descrizione fisica: 351 p. ; 22 cm.
Collezione : Omnibus
Numeri: ISBN – 88-04-52986-6
ISBN – 9788804529866

Lettura interrotta


Il sogno dello scriba di Montes e Wolf

Inizio lettura 24 maggio 2007 – Libro interrotto il 28 maggio 2007
Libro “lento”, troppo anche per me. Avrà anche vinto il premio Alfaguara 2005 ma arrivato a metà ho ceduto. La storia non prende, e come dicevo prima l’eccessiva lentezza del racconto non agevola la lettura. Mi pare buono, unica nota positiva, lo sfondo storico anche se le autrici ogni tanto si fanno un pò troppo “saccenti”.

Voto: 5/10

Trama (da ibs.it)

1298: Rustichello da Pisa – “bibliotecario, lettore e calligrafo di eccezionale valore”, nonché “traduttore, adattatore, romanziere” – è imprigionato da quattordici anni a Genova. Costretto a ricopiare gli atti della dogana del porto, Rustichello fantastica sulla propria libertà lasciando che l’immaginazione corra tra sogni e ricordi lontani. Finché, dopo la battaglia di Curzola vinta dai genovesi, nel porto di Genova approda un’ondata di marinai veneziani, e un mercante viene messo nella cella. Il suo nome è Marco Polo. Il nuovo, prigioniero comincia a raccontare i suoi viaggi nelle meravigliose terre d’Oriente, e il pisano, stregato da popoli, luoghi e animali sconosciuti, si offre di mettere per iscritto le sue memorie.

Scheda del libro

Autore: Montes, Graciela
Titolo: Il sogno dello scriba / Graciela Montes & Ema Wolf ; traduzione di Sonia Ascoli
Pubblicazione: Milano : Rizzoli, 2005
Descrizione fisica: 207 p. ; 23 cm.
Collezione : La scala
Numeri: ISBN – 88-17-00915-6

Da evitare


Ho resistito 60 pagine e in 60 pagine la storia non è ancora cominciata. Secondo me eccessivo il tono da maestrino, con continui riferimenti “dotti” spiegati in appendice, troppi personaggi con conseguenti miriadi di descrizioni, troppi piatti e troppe ricette. Tralascio l’abbondanza di sottintesi ed esplicitazioni sessuali di personaggi dalle voglie inverosimili.

Scheda del libro

Autore: Bagnasco, Orazio
Titolo: Il banchetto : romanzo / Orazio Bagnasco
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 1997
Descrizione fisica: 358 p. ; 23 cm.
Collezione : Scrittori italiani
Numeri: ISBN – 88-04-43006-0

Trama (da Ciao.it)

Inverno dell’anno del Signore 1488, Tortona. Nel castello dei Botta, conti di Tortona, fervono i preparativi per il banchetto nuziale di Gian Galeazzo Sforza, Duca di Milano, e Isabella d’Aragona, nipote del re di Napoli. Il matrimonio è uno dei successi diplomatici di Ludovico il Moro, Duca di Bari, che governa realmente Milano, usurpando il ruolo di Gian Galeazzo.
Com’è consuetudine per gli sposalizi di così alto livello, il banchetto di Tortona è solo l’ultima fase di un lungo periodo di festeggiamenti. Una nutrita rappresentanza della corte sforzesca, infatti, composta dal fratello dello sposo, Hermes, da una moltitudine di giovani cavalieri e damigelle e da ambasciatori e oratori dei vari signori d’Italia e di Francia, è scesa mesi prima verso il regno d’Aragona. Arrivati a Napoli, gli ospiti milanesi sono rimasti per settimane alla corte aragonese, dove re Ferrante e i nobili partenopei li hanno allietati e stupiti con banchetti, cacce, balli ed escursioni nei magnifici dintorni costieri. Il matrimonio si svolge per procura a Napoli, con il giovane Hermes Sforza a rappresentare il fratello. In seguito, la giovane sposa, Isabella, intraprende il lungo viaggio verso la sua nuova vita di moglie e duchessa di Milano. L’accompagna un numeroso corteo, composto sia dai nobili milanesi che fanno ritorno a casa sia da aristocratici aragonesi che accompagnano la loro principessa a Milano. Quando il corteo della sposa arriverà a Tortona, la prima cittadina importante dei possedimenti sforzeschi, avrà lungo il banchetto nuziale, con il quale terminano i festeggiamenti per il matrimonio. Fin qui la storia.