Chi s’accontenta… gode!


Bartolomeo Arese

Bartolomeo Arese

Potrei scrivere, altrimenti, chi troppo vuole nulla stringe… gesuiti incontentabili.

Una storiella leggera tratta da Il duca d’Ossuna di Matteo Benvenuti.

I Gesuiti presentarono un giorno al presidente del Senato Arese una supplica, l’oggetto della quale non era difficile da assecondarsi. Il Presidente lieto di poter dimostrare ai padri il suo affetto, segnò il memoriale col solito suo modo adesivo che consisteva nella parola fiatur. I gesuiti avuta di rimando sollecitamente la petizione, si fecero a sindacare il modo col quale spedivasi, dicendo non istar bene la parola fiatur, doversi invece sostituire, fiat. Un barbellato padre, si recò per l’importante negozio all’eccellentissimo Presidente appoggiando con sottile dialettica i rilievi dei suoi reverendissimo confratelli. Il conte lo lasciò sbraitare a suo piacere, poi umanamente gli disse pregare i molto reverendi di rimandargli ricopiata la supplica, e si farebbe premura segnarla altrimenti. Lo stesso giorno il memoriale ricopiato, ricomparve sullo scrittojo del Presidente il quale per rescritto: nec fiat, nec fiatur.

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