Quando l’inquinamento era una risorsa (forse)


La Vettabbia a Viboldone (San Giuliano Milanese)

La Vettabbia a Viboldone (San Giuliano Milanese)

Quanto leggeremo di seguito è a dir poco sorprendente anche se… la chiusa fa intendere che tutto ciò che luccica non è oro.

A scrivere è Domenico Berra, avvocato e proprietario fondiario, nel suo saggio “Dei prati del basso milanese” datato 1822.

Descrive le acque più adatte a bagnare le marcite:

Debbonsi eccettuare quelle che si estraggono dalla fossa che circonda la Città di Milano; giacché esse non solo perdono molto dell’originaria freddezza per tutte quelle materie suscettibili di una forte fermentazione che entro vi cadono derivanti dai cessi e dagli scoli delle lavature delle cucine della città, ma depongono anzi sui prati un feracissimo limo molto più potente di qualunque altro concime.

Il più grande ed il più antico scaricatore di tutte le altre acque riunite nel fossato di Milano è il Canale della Vettabbia, le di cui eccellenti acque infino dal secolo decimoterzo erano di proprietà de’ Monaci di Chiaravalle, non meno che degli Umiliati, i quali per verità non hanno tardato ad approfittarsene per l’adacquamento delle loro praterie, come abbiamo fatto osservare qui sopra.

E tale e tanta è la quantità delle materie feconde che vengono portate da queste acque, che la superficie di que’ prati che sono i primi ad essere innaffiati va gradatamente innalzandosi in modo che dopo qualche tempo non si potrebbero più adacquare, qualora non venisse levata tutta quella posatura statavi dalle acque deposta; la qual posatura è per sé stessa un eccellente ingrasso, e come tale viene comperata dagli agricoltori de’ contorni per concimare altri prati.

I fieni però che si raccolgono da queste praterie sono di una qualità molto inferiore a quelli delle altre, e le erbe delle marcite quantunque siano efficacissime a far sì che le vacche producano molto latte, le snervano in modo tale che in brevissimo tempo non sono buone che da macello.

NOTA: La roggia Vettabbia o Vettabia è un canale agricolo in cui si raccolgono le acque derivanti dal Seveso e dalla Mollia, a sud di Milano.

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