Sul far della sera: il ritorno dei pescatori secondo Giovanni Comisso


Giovanni Comisso

Giovanni Comisso

Giovanni Comisso, in “Il porto dell’amore”, ci regala una bellissima descrizione di vita marina. Chi, come me,  sul fare della sera, ama soffermarsi a osservare il rientro dei pescherecci non potrà che provare una profonda nostalgia.

Allora risalgono il canale e si fermano alla pescheria accanto al portico di pietra e di quercia. Le ceste si vuotano nelle casse, le mani s’adoprano con avidità sui molluschi bianchi e rosa. La curiosità sospinge la baraonda degli scaricatori; le casse pesanti scagliate scivolano sulle pietre inumidite fino ai carri dove altri le afferrano. Con funi traggono altre casse dalle barche, pare siano tesori ripescati dal fondo del mare. Grossi tonni lucidi e torniti come proiettili d’acciaio e rosse carpene irte come draghi e le triglie coi riflessi dell’aurora e le sardine di stagno e gli scampi come rose passano dal sole all’ombra: scompaiono. Le mani dei ragazzi palpano l’impasto delle seppie immergendo le braccia fino al gomito…

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