Le strinsi la mano e rimase incinta


Giovanni Verga

Giovanni Verga

Chi segue, con costanza, Il Quaderno avrà  notato la mia spiccata predilezione per la narrativa italiana dell’Ottocento. Stamane, in auto, mentre come di consueto ascoltavo Stampa e regime, riflettevo sulle recenti letture (Marchesa Colombi, Cesare Donati, Giovanni Verga, solo per fare alcuni esempi).

Il titolo è forse eccessivamente lapidario, ma penso che esprima bene il succo di queste righe.

Se fosse pudore o ingenuità, questo non ho modo di saperlo, tuttavia pare evidente che molte eroine – soprattutto le popolane – incappassero in gravidanze indesiderate e “illecite” solo per una stretta di mano.

Mi spiego meglio: i baci, le carezze e ancor di più gli incontri intimi erano banditi dalle pagine dei romanzi; al più, vi erano sguardi infuocati, pallidissime allusioni e tante – moltissime – strette di mano che significano assenso alle profferte amorose.

Capita così, soventemente, che dopo una di queste strette di mano, al voltare pagina scopriamo che la protagonista è incinta con tutte le tristi – all’epoca – conseguenze del caso.

Tra il dire e il tacere, insomma, il prendersi per mano valeva come la proverbiale cicogna.

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Arriva il 18 novembre… IL CANE DEL SANTO

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