Parole impossibili: sbraculato


Dizionario

Guido Nobili usa tale termine in Memorie lontane (pubblicate postume nel 1916)

Ripensando a quei giorni, ho sempre riflettuto quanto mi fosse stato facile, in cosi breve ora, di capivoltare le mie opinioni politiche, le quali mi sembravano radicate nell’animo molto profondamente; tanto che a causa di quel ricordo, ho vissuto sempre in diffidenza di me stesso, e poca meraviglia mi ha fatto vedere diversi, anzi molti, che da moderati in fatto di politica, si sono tanto rapidamente accesi, e trasformati, da lasciare il roccetto che avevo visto loro indossare con zelo per servire la messa alle Scuole Pie, per finire poi socialisti, sindacalisti e, come deputati al Parlamento, sedersi fra la sinistra la più sbraculata e piazzaiola.

I vocabolari moderni sembrano ignorare questa parola, almeno così come è scritta da Nobili. Il significato lo ricavo, quindi, dal dizionario della Crusca (ed. 1735) che, citando le satire di Benedetto Menzini (in quel corpaccio sbraculato e grasso), lo fa valere per senza braghe. Rinaldo Maria Bracci, l’abate che si occupò di annotare l’opera del Menzini (1763), non sembra essere d’accordo: crederei piuttosto, che qui volesse significare bolso, floscio, cascante per la pinguedine; o si vero eccessivamente grasso, ma floscio.

Benedetto Menzini (Firenze, 29 marzo 1646 – Roma, 7 settembre 1708) è stato un poeta italiano.
Disagiato economicamente, fu aiutato per gli studi dal marchese Gianvincenzo Salviati. Fu professore di eloquenza a Firenze, ma non ebbe, come sperava, la cattedra nell’Università di Pisa, così nel 1685 si recò a Roma presso la regina Cristina di Svezia, che gli offrì protezione e sostegno. Attorno a questa regina si formò un circolo di poeti che dettero vita all’Accademia dell’Arcadia. Benedetto Menzini usò in Arcadia lo pseudonimo di Euganio Libade . Continua

BRACCI, Rinaldo Maria. – Nato a Firenze il 25 apr. 1710 da Iacopo e da Maria Lucrezia Lenzi, compì gli studi nella sua città applicandosi a diverse discipline: le lettere, sotto la guida dello scolopio p. Saverio di S. Onofrio, le lingue francese e spagnola, dottrina amministrativa (era ambizione di suo padre che rinnovasse nella famiglia il ricordo di Alessandro Bracci, segretario della Repubblica fiorentina) e anche disegno e pittura sotto la guida di Giannantonio Pucci. Non ancora tredicenne, fu messo “sotto la dettatura” del marchese Carlo Rinuccini, primo segretario di Guerra e consigliere di Stato degli ultimi granduchi de’ Medici, ma non interruppe gli studi. Continua

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2 thoughts on “Parole impossibili: sbraculato

  1. Leggo con interesse, ma devo precisare che il termine è un toscanismo ancora in uso dalle mie parti (Bassa Val di Cecina, al confine meridionale tra le province di Pisa e Livorno), con accezione simile ma non identica a quella indicata di “senza braghe”, quasi un sinonimo di “discinto” nel senso di “scomposto nelle vesti” e, nella fattispecie, “con la camicia fuori dalle braghe”.

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