Giochi di parole…


Renato Fucini da Storie di paese…

«E il vaiolo, Stelloni?» «Pare che si promulghi sempre di più, caro signor Cosimo. E, quel che è peggio, si fa maligno», rispose lo Stelloni, tirando in su col naso e accavallando le gambe. E qui il colloquio cominciò a farsi animato. E quasi che lo Stelloni con quel «promulghi» avesse gettato la prima pietra grande edifizio, il Proposto delle Sièpole cominciò a parlare de’ suoi fiori estatici, che lui li aveva già messi in casa per paura delle brinate. Il suo Cappellano mi disse che lui non era agrario, perché limoni nell’orto non ce n’aveva mai tenuti; e lo Stelloni mi fece anche sapere che qualche anno fa andava molto a caccia, ma ora s’era fatto astemio, un po’ perché le gambe non gli dicevano più il vero, e un po’ perché il su’ cane più bravo era rimasto alienato nella vista degli occhi, pare, dal grand’umido preso in padule. Riguardo a scuole miste mi osservò che eran molto economiche; ma che a lui quel misticismo di maschi e di femmine tutti insieme non gli garbava né punto né poco. Il signor Cosimo, poi, per non restare al disotto, deplorò di non potermi far vedere gli scherzi acquatici che aveva fatto intorno alla vasca, perché le chiavi dei macchinismi le aveva nel cassettone don Paolo.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...