Chi legge è un bue…


Renato Fucini

Tratto da: Storie di paese di Renato Fucini (1843-1921)

Il vecchio prete Orsatti, parroco a Spedaletto sulla Limenta lungo la via bolognese, fra la Collina e la Porretta, era chiamato dai suoi popolani il bue. Me lo raccontò lui un giorno che, trovandomi presso la sua canonica a pescare le trote, lo incontrai che passeggiava leggendo.

– E come mai, priore, questo soprannome così poco, diremo così, reverente? – Lui, ridacchiando, mi rispose – Perché mi vedono sempre con un libro in mano. Questa buona gente, o per dire meglio, questi bestioni non capiscono come si possa leggere per passare il tempo. Credono che chi legge, lo faccia soltanto, come fanno i loro bambini che vanno alla scoletta comunale, per imparare a leggere. E, nei loro cervelli, hanno ragione di chiamarmi come mi chiamano. Un vecchio che a 86 anni non ha ancora imparato a leggere, non può che essere un gran bue.

– Continui, priore, continui a fare il bue almeno fino a cento anni.

– Lasciamo fare al buon Dio. –

E calai nella Limenta a pescare alle trote, col baco fratino.

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