Fogazzaro e la stroncatura del libro nel… libro


Antonio Fogazzaro

Ora, non saprei dirvi se è tutta opera di fantasia oppure frutto di una vera lettura. Rimane il fatto che Fogazzaro, a un certo punto del romanzo Malombra, presenta al lettore un libro (“Un sogno” di Lorenzo – pseudonimo – edito da V.), esplicandone la trama e recensendolo con tanto di stroncatura.

Originale: l’autore del volume in questione, si scopre poi, è il protagonista della storia 🙂

Leggiamo insieme.

Trama:

Circa un anno dopo la scoperta del segreto, Marina ebbe dal libraio Dumolard, insieme a quattro o cinque novità francesi, un libro italiano. Era un racconto stampato dalla tipografia V… – Portava per titolo: Un sogno, racconto originale italiano di Lorenzo. – Possiamo aggiungere che la copia spedita a Marina e trattenuta da lei per noncuranza, era la trentesima spacciata in due mesi dalla pubblicazione.

Marina non aveva punto stima de’ libri italiani e pochissima voglia di legger questo. Se lo lesse fu per una storditaggine di Fanny che glielo portò una mattina a bordo di Saetta invece dell’Homme de neige. Giunta nella sua rada prediletta della Malombra, si accorse dell’errore, e dopo la prima dispettosa sorpresa, si rassegnò a tentar di leggere.

Il soggetto del libro è questo: Un giovanotto spossato ed esaltato da soverchie fatiche cerebrali, ha un sogno di straordinaria vivezza nel quale egli crede vedere rappresentato sotto forme allegoriche il proprio avvenire. I fatti, interpretati da lui secondo questa convinzione, vengono confermando la prima parte del sogno. Passano quindici anni. Tutta la prima parte del sogno, serena e lieta, si è avverata. Ora è la seconda parte, di cui si aspetta il compimento. Questa seconda parte predice un amore impetuoso, violento, un delirio dello spirito e dei sensi onde il protagonista dev’essere tratto a catastrofi spaventose. A trentasei anni, costui, padre di famiglia, uomo grave che vive ritirato dal mondo per la segreta paura del suo sogno, si trova con grande angoscia preso d’amore per una donna cui fu avvicinato da necessità ineluttabili. Questa donna è per altezza d’animo un ideale più facile a trovarsi oggidì nella vita che nei romanzi. Essa divide la passione di lui malgrado sforzi eroici di volontà. Lottano ambedue per dividersi, per salvarsi; ma il cielo, la terra e gli uomini cospirano per farli cadere. Sull’orlo dell’abisso in cui troveranno la sventura, il disonore e fors’anco la morte, sfugge all’uomo il segreto della fatalità misteriosa che lo perseguita e cui non vale a resistere. In quel momento supremo la donna magnanima si sdegna di cedere al destino e non al proprio cuore, non alla felicità dell’amante. Con lo sdegno la sua coscienza religiosa si rialza. Gli amanti si dividono innocenti. L’uomo a poco a poco dimentica, vive tranquillo e felice. La donna muore.

Recensione:

Il racconto è scritto con pochissima esperienza della società e delle cose, ma con qualche acume d’osservazione psicologica. Le descrizioni della natura sono tollerabili, l’elemento fantastico non vi è adoperato troppo male. Insomma, se non vi fosse tanto calore virtuoso, se non vi mancassero affatto gli studi fotografici di appartamenti e di vesti, non che le prove che l’autore conosce un poco anche il nudo, se lo stile fosse più facile e borghese; sovra tutto se vi si dicesse bono e bona invece di quel buono e buona che bastano a rivelare un povero ingegno, un uomo vergognosamente sfornito di dottrina filologica e di gusto affatto indegno di comparire tra gli scrittori odierni, una testa da parrucca; se tutte queste condizioni si fossero avverate e se l’autore si fosse date le mani attorno, Un sogno avrebbe probabilmente trovato miglior fortuna.

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