BIBLIOTECHE PERDUTE 3 – Le biblioteche di Pisistrato e di Adriano ad Atene


Biblioteca di Adriano

Biblioteca di Adriano

Torno ad accuparmi delle biblioteche perdute dell’antichità. Oggi ci spostiamo ad Atene…

Biblioteca di Pisistrato

Ne parla Gellio nelle Noctium Atticarum, VII,17

Libros Athenis disciplinarum liberalium publice ad legendum praebendos primus posuisse dicitur Pisistratus tyrannus. Deinceps studiosius accuratiusque ipsi Athenienses auxerunt; sed omnem illam postea librorum copiam Xerxes, Athenarum potitus, urbe ipsa praeter arcem incensa, abstulit asportavitque in Persas. Eos porro libros universos multis post tempestatibus Seleucus rex, qui Nicanor appellatus est, referendos Athenas curavit.
Ingens postea numerus librorum in Aegypto ab Ptolemaeis regibus vel conquisitus vel confectus est ad milia ferne voluminum septingenta; sed ea omnia bello priore Alexandrino, dum diripitur ea civitas, non sponte neque opera consulta, sed a militibus forte auxiliaris incensa sunt.

Si dice che il tiranno Pisistrato per primo in Atene abbia stabilito di offrire libri sulle discipline liberali per leggerli pubblicamente. In seguito gli stessi Ateniesi accrebbero con più diligenza e più accuratezza le biblioteche; ma Serse essendosi impadronito di Atene, dopo aver incendiato la stessa città ad eccezione dell’acropoli, rubò e trasportò tutta quella massa di libri in Persia. Il re Seleuco, che fu chiamato Nicanore, dopo molte traversie curò che tutti i libri fossero riportati ad Atene In seguito, un gran numero dei libri, all’incirca 700 mila volumi, vennero acquistati o fatti ricopiare dai re Tolomei in Egitto: ma ,tutti quei volumi vennero incendiati da soldati ausiliari, non con intenzione o per ordine ricevuto, ma per un puro caso, nella prima guerra alessandrina, mentre la città veniva devastata.

Biblioteca di Adriano da wikipedia

La biblioteca di Adriano venne inaugurata nel 132. È citata da Pausania, che ne ricorda colonne in marmo frigio (pavonazzetto), tetto dorato e dcorazioni di alabastro. L’edificio venne distrutto in occasione del sacco di Atene ad opera degli Eruli, nel 267. Nel V secolo al centro del cortile fu costruito un edificio cristiano a pianta quadriloba, sul quale furono successivamente edificate due chiese (VII e XI-XII secolo). Durante il periodo ottomano divenne la sede del governatore cittadino e vi si insediarono edifici moderni. Fu possibile identificare i resti dell’edificio antico in seguito all’incendio del bazar nel 1885.

La biblioteca di Adriano era costituita da un vasto recinto rettangolare (122 m x 82 m), con accesso sul lato corto occidentale,. Su questo lato la facciata era decorata da 14 colonne aggettanti con trabeazione sporgente, in origine probabilmente sormontate da statue; al centro era l’accesso monumentale a quattro colonne.

All’interno era costituita da un vasto quadriportico con un totale di cento colonne, con un bacino d’acqua allungato al centro, che doveva essere circondato da un giardino con statue.

Sul fondo dei portici dei due lati lunghi si aprivano tre esedre per lato, a pianta rettangolare quella al centro e a pianta semicircolare le due laterali: l’apertura di ciascuna esedra aveva due colonne.

Sul fondo del portico, nel lato opposto all’ingresso si aprivano le sale della biblioteca: quella centrale più ampia, aperta sul portico con quattro colonne, presentava le pareti decorate da colonne e due ordini di nicchie per ospitare i volumina (rotoli di papiro). A questa erano affiancate due sale più piccole, aperte sul portico con due colonne, alle spalle delle quali erano ricavate le scale. Alle estremità erano ambienti con gradinate, utilizzati come auditoria.

Oggi si conserva visibile in particolare un tratto della facciata occidentale, con le sette colonne che decoravano la metà destra della parete, rialzate su piedistalli e con trabeazione sporgente. I fusti delle colonne sono in marmo cipollino e gli altri elementi dell’ordine e i blocchi della parete in marmo pentelico. Resta visibile anche una parte dell’ingresso centrale, ad avancorpo sporgente originariamente a quattro colonne, sopraelevate su sette gradini, con fusti scanalati in marmo pavonazzetto.

Biblioteche perdute su IL QUADERNO:

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