Donazioni di libri e biblioteche: quando la generosità può essere dannosa


A Trani prosegue la polemica sullo scarto dei libri con la risposta della dirigente della biblioteca in cui si legge: In particolar modo il materiale sottoposto a revisione presso la Biblioteca G. Bovio non è più fruibile; in realtà molti di questi materiali non lo sono mai stati. Si tratta di volumi entrati in passato in biblioteca senza criterio di selezione, mai inventariati e catalogati. Materiali forse mai consultati da nessun utente. Essi con il passare del tempo si sono danneggiati e attualmente non sono più recuperabili e quindi resi fruibili al pubblico

Di solito, i libri accumulati senza criterio di selezione sono frutto di donazioni, e proprio dei doni in biblioteca vorrei scrivere brevemente oggi, tralasciando le elargizioni di collezioni “preziose”, che hanno un iter particolare, e trattando del dono di libri “commerciali”.

Bisogna subito sfatare il mito che tutti i libri donati alla biblioteca devono essere conservati. Se così fosse, nel giro di un paio d’anni anche la biblioteca più attrezzata diventerebbe impraticabile causa pile di volumi non valutati e non catalogati, spesso in pessime condizioni di conservazione e in molteplici copie. La biblioteca non è un magazzino, né tanto meno la bancarella del mercatino del libro usato. Gran parte delle donazioni (parlo di una piccola biblioteca di città) sono, oltretutto, frutto dello sgombero della cantina, piuttosto che di un regalo “pensato”.

Un libro prima di entrare a far parte del patrimonio bibliotecario ha necessità di una seria valutazione, perché un romanzo/saggio regalato ha comunque un costo per l’ente che lo prende in carico: costa la catalogazione, la lavorazione e occuperà per diversi anni spazio (gli scaffali si comperano e non sono infiniti).

La biblioteca in cui lavoro riceve in dono circa 1.000 volumi l’anno, ma solo una minima parte entra a far parte della nostra collezione. Si valuta:

  • lo stato di conservazione,
  • la coerenza con la nostra collezione,
  • se l’opera è già presente in biblioteca,
  • se l’opera è già posseduta da una delle tre biblioteche del comune in cui lavoro,
  • quante copie sono presenti nel sistema bibliotecario.

Solo dopo aver superato queste prove il libro viene inventariato, catalogato e messo al prestito. Lo scorso anno circa l’80% delle donazioni non è stato ritenuto idoneo per la biblioteca. Cosa abbiamo fatto dei libri scartati? Abbiamo allestito un tavolo dove i volumi “scartati” vengono messi a libera disposizione degli utenti. Di quell’80% un altro 95% trova una casa dove andare… gli altri, trascorso un mese di esposizione in cui nessuno li ha voluti, vengono destinati al macero.

Un esempio di “protocollo donazioni” (Sistema bibliotecario d’Ateneo di Firenze): www.sba.unifi.it/upload/scienzesociali/…/protocollo_donazioni.doc

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One thought on “Donazioni di libri e biblioteche: quando la generosità può essere dannosa

  1. Non avevo pensato a questi effetti indesiderati! Ma mi piace tanto andare nelle biblioteche e trovare i cestoni da cui si può prendere quello che si vuole. Purtroppo nella mia non lo fanno (è quasi sempre chiusa…).

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