Cronache bibliotecarie: quando lo scarto dei libri diventa uno psicodramma…


Per chi lavora in biblioteca, lo scarto di libri è un lavoro periodico. Ci sono libri che cadono a pezzi irrecuperabili, volumi identici in più copie, stessi titoli in più edizioni e libri che negli ultimi 5-7 anni non sono mai usciti al prestito e magari posseduti, dallo stesso sistema bibliotecario, in 15 copie.

Per chi volesse leggere alcune linee guida rimando a questo sito: http://www.aib.it/aib/commiss/doc/scarti.htm

Lo scarto, quando fatto con intelligenza (spesso i titoli scartati si riacquistano, specie se importanti) e seguendo criteri scientifici (esiste una manualistica specifica), è un momento salutare per la biblioteca, simile al potare gli alberi del proprio giardino.

A quanto pare tutto ciò non avviene a Trani, dove lo scarto sta diventando oggetto di contesa e feroce polemica.

Il personale della cooperativa Imago (che ha gestito i servizi all’interno della biblioteca nell’ultimo anno) ha presentato al Comune di Trani un elenco di materiale documentario (inventariato e non) che potrebbe essere scartato e dismesso per ottimizzare l’aggiornamento delle collezioni librarie. Si tratta di circa mille volumi (in particolare della sezioni di didattica e narrativa) per i quali si suggerisce l’eliminazione e l’alienazione. Si tratta di testi non più recuperabili in quanto danneggiati (e i cui costi di restauro non sarebbero tali da giustificarne la riparazione in relazione all’interesse ed al valore economico), di volumi mai consultati (sulla base delle consultazioni effettuate dagli utenti), di materiale in sostanza non più rispondente alle esigenze della biblioteca locale tenendo conto dello spazio a disposizione, delle strutture disponibili e degli obiettivi di incremento e rinnovo del patrimonio librario.

La giunta comunale, in virtù di questo report, ha deciso di costituire una commissione permanente (senza costi) e che sarà presieduta dalla dirigente della quinta ripartizione, Maria Dettori. La commissione (che sarà nominata dalla dirigente e composta da esperti) esaminerà l’elenco fornito dalla Imago per decidere se avallare o meno la decisione di disfarsene.

Fonte: http://www.traniviva.it/magazine/notizie/biblioteca-una-commissione-per-il-destino-di-un-migliaio-di-libri/

Molto contrario si dichiara l’ex diettore della biblioteca: «Distruggere i volumi in eccesso della biblioteca Bovio o alienarli – scrive Schiralli – è un’assurdità al pari dell’incarico dato al dirigente per individuare una commissione di esperti che valuti l’importanza o meno dei testi da sacrificare. Un esperto di libri, se veramente tale, non ne consentirà mai la distruzione. Nemmeno di uno solo. Non ho remore a ribadire che siamo di fronte, in ambito culturale, ad un vero e proprio delitto. E per di più premeditato. Si tratterebbe di oscurantismo culturale».

Fonte: http://www.traniviva.it/magazine/notizie/biblioteca-un-delitto-alienare-o-distruggere-libri/

La posizione dell’ex direttore mi pare eccessiva (forse proprio la sua volontà del non scarto, nei lunghi anni in cui ha condotto la struttura pubblica, ha condotto i gestori attuali della biblioteca a una scelta così importante numericamente), come mi pare esagerata la commissione istituita dalla giunta comunale per vigilare.

Per concludere, una considerazione che esula dalle vicende di Trani. Se il personale della biblioteca è competente e preparato, bisognerebbe pure fidarsi delle sue scelte (scarto compreso), altrimenti se non ci si fida della preparazione dei propri dipendenti si provveda. Le nostre giunte metterebbero mai un filosofo a dirigere l’ufficio tecnico? Ecco, allora mettano un bibliotecario (vero) in biblioteca e non il primo che capita come sovente accade. Allora tutto sarebbe più semplice.

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2 thoughts on “Cronache bibliotecarie: quando lo scarto dei libri diventa uno psicodramma…

  1. Purtroppo sul tema regna sovrana la disinformazione, come se le biblioteche dovessero essere ricettacolo e custodia per qualsiasi stampato, e viene additato ogni scarto quasi fosse il rogo dei libri di memoria nazista.
    Ad esempio, l’anno scorso: http://www.larena.it/stories/Home/264360_volumi_rari_che_nessuno_vuole_dalla_biblioteca_alla_discarica/

    Bisognerebbe trovare il modo di far capire alle persone che una biblioteca di pubblica lettura è diversa da un archivio, e che – purtroppo – nessuno ha fantastici labirinti sotterranei dove conservare volumi ad libitum.

  2. Io ricordo quasi un anno fa il caso, simile, delle tesi di laurea nella spazzatura a Teramo: http://www.corriere.it/cronache/11_maggio_26/tesi-laurea-teramo_8b4cb1a6-8784-11e0-8601-a1952c3da2ae.shtml dove si fece tanto rumore per (quasi) nulla, visto che le tesi buttate non erano le copie di segreteria ma quelle di relatori e correlatori in pensione (il problema vero è che non finirono nel macero).

    Devo però ammettere che vedere un libro buttato mi fa stringere il cuore. Piuttosto, meglio regalarlo al primo che passa, o all’utenza.

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