Il libro elettronico ucciderà la scrittura, oppure sarà una nuova rinascita?


Prendo spunto da questo articolo del Corriere della Sera: http://www.corriere.it/cultura/11_agosto_18/marchetti-swift-contro-ebook_e67a11b0-c986-11e0-a66c-10701cdb9ebd.shtml

Non voglio entrare nella polemica e-book vs libri, ma scrivere di non essere d’accordo sul fatto che il libro elettronico rappresenti una minaccia per la scrittura.

“Il rischio? Che potenziali capolavori non vedano mai la luce” e “questi autori si renderanno presto conto di non potersi più mantenere con quello che fanno e smetteranno così di scrivere, rendendo il mondo più povero di libri. Una prospettiva che mi sembra davvero allarmante” sta scritto nell’articolo ed entrambe le affermazioni mi lasciano perplesso.

Un po’ di esperienza nella “caccia agli editori” in questi anni me la sono fatta, e posso dire che, forse, il libro elettronico può rappresentare un’opportunità per quegli scrittori che, magari non scrivendo alla moda, cioè non affrontando quei temi che il mercato impone, non trovano spazio in libreria. Gli editori stessi, del resto, soprattutto quelli piccoli devono “mangiare” e si piegano alle esigenze del mercato e alle richieste dei distributori.

Così capolavori minori – libri ben scritti, originali, fuori dal coro – non trovano spazio per colpa di un mercato imposto al lettore. Ecco, allora, che il libro elettronico, può rappresentare una ricchezza.

Potrebbe diventare, forse, un danno per i big della letteratura, che però “mettendosi” in proprio potrebbero avere magari maggiori margini di guadagno.

Il danno  può sicuramente derivare da un aumento spropositato di offerta autoprodotta che, nella “folla”, nasconderebbe maggiormente dei buoni titoli, ma non io mi preoccuperei più di tanto. Darwin ci ha già spiegato che la “selezione” farà la differenza.

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5 thoughts on “Il libro elettronico ucciderà la scrittura, oppure sarà una nuova rinascita?

  1. Mi chiedo perché certe persone parlino senza documentarsi prima. Forse è stato sollecitato, costretto quasi a esprimere un’opinione… Non credo affatto che l’ebook renderà ricchi, e nemmeno che per gli autori sarà una cuccagna: il 90% di quello che l’editoria elettronica propina può essere ignorato perché non merita alcuna attenzione.
    Ma già adesso i compensi per gli autori (a meno che non si tratti di King o Follett), sono ridicoli. Amazon o altre soluzioni “fai da te” garantiscono profitti maggiori; se si ha talento occorre “solo” farsi conoscere. Una bella faticaccia…

  2. Non saprei quanto la legge di Darwin possa applicarsi sul serio agli e-book. Nel caso di libri virtuali sarà comunque il passaparola a far numero, non certo lo splendore del singolo libro. Moltissime volte il successo di un’opera cartacea non è stato affatto decretato dalla sua qualità intrinseca ma da ben altri fattori: pubblicità editoriale, passaparola, improvvisate Oprha Wifrey nostrane (vedi Daria Bignardi che si è messa -ha smesso?- a consigliar libri), contenuto spacciato per scandaloso (vedi “100 colpi di spazzola”..un libro francamente brutto, superato dall’ancor più brutto “L’odore del tuo respiro” della medesima autrice..), casa editrice famosa, persino formato e copertina.. I fattori sono moltissimi, e davvero la legge di Darwin in tutto questo marasma non meritocratico funziona solo per pochissimi scrittori.
    La tua risposta mi sembra poco curata, e forse ingenua, quasi tanto quanto l’articolo da cui prende spunto.

    Per altro bisogna tener conto che gli e-book hanno un costo ELEVATISSIMO rispetto al loro supporto. Pagare un libro cartaceo 18 euro ha un suo senso: tot all’editore, tot all’autore e tot al materiale. Pagare la medesima cifra per un supporto numerico, quindi non fisico (e quindi a costo zero), è assurdo; eppure così costano. Non capisco quindi perchè gli autori dovrebbero adirittura guadagnare meno. Se le cose stanno realmente in questo modo, spero allora nella desertificazione letteraria. Qualche anno di nulla, la ribellione totale. Un finale e un inizio alla Giovanni Verga.

    Io, ad ogni modo, resto della vecchia scuola, e i libri voglio poterli anche annusare, ognuno col suo odore, e sfogliarli con le dita, non con una pennetta bianca elettronica sterilizzata e di design. Quindi, per ciò che mi riguarda, l’editoria vecchia maniera continuerà ad avermi come cliente fissa.

  3. Non penso che i libri siano minacciati dalla nuova moda dell’e-book. Potrebbero essere un’opportunità per i piccoli editori…come affermate.
    Ho letto vari articoli su quotidiani inglesi e americani ma a quanto pare i giornalisti che hanno recensito l’e-book non ne erano poi così entusiasti… Oltre il costo spropositato del Kindle e le applicazioni che vengono ora date gratis da scariare su Pc di casa e smartphone, il successo sembra solo un fenomeno d’oltre oceano, che non ha influenzato l’Europa considerevolemnte. Forse i più giovani che amano le novità digitali.
    Il libro è unico e insostituiile ed è sempre meraviglioso poterlo sfogliare, sentirne il profumo e portarlo con sè.

  4. E’ una grande opportunità, secondo me; la possibilità di avere in mano un ulteriore strumento per conoscere, leggere, quanto la creatività umana riesce a inventare.

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