16 agosto: la festa di san Rocco


San Rocco in una miniatura medievale

Per il Quaderno, Rocco di Montpellier, è il patrono. Sono, infatti, particolarmente legato a questo Santo. Oggi, perciò, in clima ancora ferragostano, festeggio l’onomastico del Blog.

San Rocco chi fu?
Montpellier, nella Gallia Narbonese, è una città delle più antiche e caratteristiche della Francia Meridionale. Tra le famiglie più in vista è la famiglia Rog; l’ultimo discendente Giovanni, e sua moglie Liberia, non hanno eredi. Nel 1295 un bimbo, Rocco, viene ad allietare la vita dei due maturi coniugi e rimarrà orfano non ancora ventenne. Sia per decoro di famiglia che per doti personali, Rocco potrebbe accedere ai più alti gradi di potere della sua città; non gli manca nulla. Ma Rocco distribuisce tutte le sue sostanze ai poveri e abbraccia il francescanesimo. Povero e sconosciuto diviene pellegrino. Le vie d’Europa erano allora percorse da moltissimi pellegrini che, o per adempiere un voto, o per lucrare indulgenze, o per un semplice proposito di santificazione, si mettevano in viaggio, fidando nell’aiuto di Dio e nella carità dei fratelli. Avevano un abito caratteristico: un mantello, una bisaccia per le elemosine, un cappello a larghe falde, un lungo bastone alla cui impugnatura era legata una zucca vuota per l’acqua. Rocco è uno di questi pellegrini: inizia la sua avventura spirituale avviandosi verso Roma. Sono gli anni della peste nera. Chi era coraggioso da dedicarsi ai malati di peste mettendo a rischio la propria vita, era sempre accolto a braccia aperte. Rocco è uno di questi: arrivato fino a Roma, il suo operato si concentra poi a Piacenza, città particolarmente colpita; qui contrarrà la malattia. Respinto dal popolo che prima egli aveva guarito, si rifugia in una casupola abbandonata vicino ad una sorgente; al cibo provvederà il Padre Celeste in modo singolare: un cane della muta del nobile Gottardo Pallastrelli, signore del castello di Sarmato, porta al Santo ogni giorno un pezzo di pane preso dalla tavola del suo padrone. Il nobile, incuriosito, lo segue e scopre così il rifugio di Rocco, lo prende con sé e lo cura. Rocco, guarito miracolosamente, opera ancora per qualche tempo in Piacenza, che è nuovamente colpita dalla peste, per poi riprendere il suo cammino risalendo verso nord, e giunto presso Angera, è arrestato col sospetto di essere una spia e rinchiuso per cinque anni nella fortezza della Rocca. Qui vi morrà nel 1327. In occasione del Concilio di Costanza (1414) scoppia un’improvvisa ed eccezionale pestilenza che getta nello sgomento i vescovi, imperatori, principi, teologi; si decide di sospendere il concilio per dare a tutti la possibilità di salvarsi. Qualcuno però suggerisce di ricorrere all’intercessione di Rocco. Si comincia allora ad invocare il pellegrino francese.

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