Meno libri (nuovi) per le bibliotche.


La legge Levi (quello sullo sconto massimo da applicare ai libri) entra in vigore il 1 settembre.

Stravotata in senato (ad eccezione dei Radicali) la nuova norma non consentirà sconti superiori al 15% sul prezzo di copertina del libro.

Questo vuol dire, salvo ripensamenti o “gabole”, che anche gli sconti per le biblioteche – di norma compresi tra il 25 e il 35% – spariranno. Ciò significa un cospicuo di libri in meno per le biblioteche che posseggono possibilità di acquisto di qualche migliaio di euro.

Ancora una volta vincono gli interessi delle grandi potenze e a rimetterci saranno i lettori: i libri costeranno di più,  e meno titoli saranno disponibili nelle strutture pubbliche.

Unica consolazione? Per i librai più piccoli e indipendenti, forse, sarà più facile reggere la concorrenza delle mega librerie.

Ad ausetrità, aggiungiamo austerità.

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