Liberi di leggere – La biblioteca in carcere


Mi riprometto di studiare meglio come funzionano e come si sono sviluppate nel tempo perché l’argomento mi interessa.

Questa mattina ho già imparato che esiste un’Associazione delle biblioteche carcerarie e che la loro storia ha radici ben più profonde di quanto pensassi.

Ne parla già nel 1872 Giuseppe Fovel, Commissario distrettuale, che scriveva in una lettera circolare in favore delle biblioteche carcerarie di Ceneda (l’attuale Vittorio Veneto) e Serravalle: «Dotare le carceri di una buona e scelta biblioteca a cui nel lungo e faticoso ozio possa ricorrere il detenuto per avere un compagno nella sventura, un consigliere nel dubbio, un suggeritore nei migliori propositi, è ormai riconosciuto incontrastabilmente come un atto di moderna e vera filantropia che deve meritare ogni incoraggiamento e che deve sollecitare ogni animo generoso e benefico». (Fonte: http://www.ristretti.it/areestudio/cultura/biblioteche/biblioteche.zip)

Le biblioteche carcerarie sono ricordate anche nel manifesto dell’IFLA (International Federation of Library Associations): “Servizi e materiali specifici devono essere forniti a quegli utenti che, per qualsiasi ragione, non abbiano la possibilità di utilizzare servizi
e materiali ordinari, per esempio le minoranze linguistiche, le persone disabili, ricoverate in ospedale, detenute nelle carceri”. (Fonte: http://archive.ifla.org/VII/s8/news/pg01-it.pdf)

L’IFLA fornisce anche delle linee guida per le biblioteche carcerarie. Ecco quali:

  • I detenuti hanno lo stesso diritto degli altri cittadini ad avere accesso all’informazione e perciò a delle strutture bibliotecarie appropriate. Essi hanno diritto ad avere accesso a materiali per la lettura proprio come hanno diritto a prendere parte ad attività sportive o a frequentare corsi per migliorare la loro istruzione.
  • Le strutture bibliotecarie devono essere situate all’interno delle istituzioni, poiché è virtualmente impossibile per i detenuti frequentare biblioteche che stanno al di fuori. Le biblioteche carcerarie sono spesso nella posizione unica (accanto alla televisione) di costituire la sola fonte di informazione e perciò hanno la responsabilità di raccogliere e mettere a disposizione tale informazione alla loro utenza interna. E comunque necessario precisare che l’obiettivo primario deve essere quello di fornire un accesso ugualitario a tutti i programmi e a tutti i servizi dei quali si può usufruire nelle biblioteche esterne.
  • All’utilizzo dei servizi offerti dalla biblioteca, in quanto parte delle attività sociali e culturali, dovrà essere riservato un ampio spazio nel programma delle attività carcerarie. Ai detenuti dovrà anche essere garantito il tempo sufficiente per usufruire della biblioteca.
  • In quanto elemento integrante dei programmi di sviluppo educativo, sociale e culturale, una biblioteca carceraria sarà un centro completo di risorse e di informazioni. La biblioteca dovrà stimolare lo sviluppo intellettuale, sociale e culturale dei detenuti.
  • La biblioteca sarà di sostegno e supporto a tutte le attività educative all’interno dell’istituzione. I bibliotecari e i responsabili educativi di queste attività si consulteranno al fine di consentire ai primi di contribuire alla loro preparazione, organizzazione e implementazione. La biblioteca dovrà allargare gli orizzonti educativi dei detenuti ed arricchire la loro formazione culturale.
  • La biblioteca incoraggerà al suo interno un clima di libertà intellettuale, curiosità, responsabilità, creatività nella ricerca di informazioni e sensibilità culturale e preparerà i detenuti ad un efficace reinserimento nella società.
  • La biblioteca fornirà materiali per lo sviluppo professionale a supporto del personale del carcere.
  • In ogni nazione il sistema bibliotecario carcerario sarà identico, o almeno sarà molto simile, a quelli delle biblioteche pubbliche.

Fonte:  http://www.ristretti.it/areestudio/cultura/biblioteche/guida.htm

Segnalo infine questo sito, ricco di documentazione al riguardo: http://www.ristretti.it/areestudio/cultura/biblioteche/index.htm

Nei prossimi giorni approfondirò altri aspetti della questione.

I detenuti hanno lo stesso diritto degli altri cittadini ad avere accesso all’informazione e perciò a delle strutture bibliotecarie appropriate. Essi hanno diritto ad avere accesso a materiali per la lettura proprio come hanno diritto a prendere parte ad attività sportive o a frequentare corsi per migliorare la loro istruzione.

Le strutture bibliotecarie devono essere situate all’interno delle istituzioni, poiché è virtualmente impossibile per i detenuti frequentare biblioteche che stanno al di fuori. Le biblioteche carcerarie sono spesso nella posizione unica (accanto alla televisione) di costituire la sola fonte di informazione e perciò hanno la responsabilità di raccogliere e mettere a disposizione tale informazione alla loro utenza interna. E comunque necessario precisare che l’obiettivo primario deve essere quello di fornire un accesso ugualitario a tutti i programmi e a tutti i servizi dei quali si può usufruire nelle biblioteche esterne.

All’utilizzo dei servizi offerti dalla biblioteca, in quanto parte delle attività sociali e culturali, dovrà essere riservato un ampio spazio nel programma delle attività carcerarie. Ai detenuti dovrà anche essere garantito il tempo sufficiente per usufruire della biblioteca.

In quanto elemento integrante dei programmi di sviluppo educativo, sociale e culturale, una biblioteca carceraria sarà un centro completo di risorse e di informazioni. La biblioteca dovrà stimolare lo sviluppo intellettuale, sociale e culturale dei detenuti.

La biblioteca sarà di sostegno e supporto a tutte le attività educative all’interno dell’istituzione. I bibliotecari e i responsabili educativi di queste attività si consulteranno al fine di consentire ai primi di contribuire alla loro preparazione, organizzazione e implementazione. La biblioteca dovrà allargare gli orizzonti educativi dei detenuti ed arricchire la loro formazione culturale.

La biblioteca incoraggerà al suo interno un clima di libertà intellettuale, curiosità, responsabilità, creatività nella ricerca di informazioni e sensibilità culturale e preparerà i detenuti ad un efficace reinserimento nella società.

La biblioteca fornirà materiali per lo sviluppo professionale a supporto del personale del carcere.

In ogni nazione il sistema bibliotecario carcerario sarà identico, o almeno sarà molto simile, a quelli delle biblioteche pubbliche.

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2 thoughts on “Liberi di leggere – La biblioteca in carcere

  1. Benvenuto nel nostro ( di chi, come me, si occupa da anni delle biblioteche carcerarie) mondo!
    Per conoscere la biblioteca Bassone, mia croce e delizia, visita il sito http://bibliobassone.altervista.org/wp/ e la pagina di fb sottoindicata.
    http://www.facebook.com/group.php?gid=230155089412

    Se davvero interessato alle problematiche specifiche della biblioteca nel carcere, puoi partecipare alla giornata di studi che sto organizzando per la prima settimana di luglio a Como. In tal caso ho bisogno dei tuoi dati per l’autorizzazione all’ingresso in carcere.

    Confido in un riscontro e intanto saluto cordialmente.
    Ida Morosini

    • Grazie Ida. Ne parlerò sul blog. Ti ringrazio per l’invito e conosco i tempi del carcere (con il coro ogni tanto ci andiamo). I primi di luglio non potrò esserci, ma spero di trovare pubblicati in rete i documenti della giornata di studio. A presto.

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