Un Napster per gli e-book?


Che dite cari lettori? Sarebbe bello vero? Vorrebbe dire che gli e-book, e quindi i libri, avrebbero raggiunto la popolarità di mp3 e film.

Ricordate Napster, il celebre programma di condivisione p2p condannato anni fa per pirateria e poi sostituito dai vari Emule, Limewire e Torrent?

Tra le tante discussioni che emergono attorno al fenomeno e-book, uno dei più preoccupanti (per gli editori) è il quello dei libri condivisi in rete (chiamata altresì pirateria) privati dai lucchetti digitali, che ne impediscono la replicabilità, e poi, soprattutto, impongono una scadenza al prodotto.

Qui mi sorge una domanda. Saranno appetibili prodotti digitali (pagati) con scadenza, o non replicabili? Un libro non è un etto di prosciutto. Un libro lo si compera, lo si appoggia su uno scaffale e lo si legge quando si ha voglia, magari dopo settimane se non mesi. Dovremmo riporlo sul nostro scaffale digitale con la data di “non commestibilità” come lo yogurt? E la mia copia privata (ammessa oltretutto dalla legge)? Non la posso fare? E se si danneggia il mio supporto di lettura? Addio biblioteca per sempre?

C’è chi avanza, pure, l’ipotesi dei punti noleggio (noleggio, non prestito avete letto bene!) come per Dvd e Cd, ma penso (lo dico da bibliotecario italiano con un po’ di esperienza) che almeno qui da noi fallirebbero in “una settimana”. Pochi lettori voraci e poco disponibili a leggere a comando (cioè a tempo limitato).

Cosa ne pensate?

Alla prossima puntata.

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3 thoughts on “Un Napster per gli e-book?

  1. Ora, a parte il fatto che mi piace sentire la porosità della carta tra le dita e affondare il naso tra le pagine, mi vedo poco propensa ad utilizzare gli e-book. C’è chi mi dice che se parte in vacanza con 3 figli poter portare anche 30 libri in una scstolina 10×20 è la salvezza, ed io posso capire il punto di vista. Ma se ti trovi in un posto dove manca l’energia elettrica, o se la carica della batteria finisce in spiaggia come leggi?

    Un pensiero particolare va, però, agli editori che già faticano a portare avanti i loro progetti con la carta stampata, figuriamoci con la pirateria! E di conseguenza, gli scrittori che fine faranno? Mi chiedo se ci si appiattirà verso il basso anche nella qualità dei testi perché tutti, via internet, potranno spacciarsi per scrittori senza il setaccio di una redazione in gamba che ti dica se il tuo testo vale qualcosa o no.

    Chi vivrà vedrà!

  2. Ci avevano provato anche coi film in DVD a creare dei supporti “a tempo”, che consentissero solo un determinato numero di visioni o la disattivazione dopo un tempo prestabilito.

    La cosa non è mai decollata.

  3. I libri oltre ad essere letti, vanno tenuti in mano, sfogliati, odorati, aperti e chiusi ogni qual volta il libro ci chiama. Anche essere proprio (capisco spesso non possiamo permettercelo) per non dimenticarlo mai; è li, si trova sempre. Deve stare tra gli oggetti preferiti.
    Gli e-book possono essere un ottimo supporto per la lettura, tuttavia mai sostituire in pieno il classico vero libro.

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