Blitz al consiglio provinciale di Milano per il Parco Sud


Oggi mi concedo una divagazione. Ieri pomeriggio, insieme ad alcuni amici dell’Associazione per il Parco sud Milano, ho partecipato ad un blitz al consiglio provinciale di Milano per ricordare ai consiglieri che con il Parco Sud non si gioca. Si sta pensando, infatti, di revisionare i confini del parco stesso con l’intento di ridurne le dimensioni, e quindi svincolare aree agricole per nuovo cemento.

Gli amici dell'Associazione per il Parco Sud

La protesta durante il cosiglio provinciale

La consegna al Consiglio provinciale di una scatola del gioco Parcopoli, una revisione del Monopoli

La conferenza stampa davanti a Palazzo Isimbardi a Milano

Associazione per il Parco Sud Milano
Comunicato Stampa
NO PARCOPOLI – Non si gioca sul Parco Sud
Oggi 24 marzo 2011, alle ore 16, prima dell’avvio del Consiglio Provinciale, un
gruppo dell’associazione per il Parco Sud, guidato da una rana-ienetta, è entrato nella sala consiliare, innalzando la scritta “NO PARCOPOLI” e ha consegnato agli
esponenti della Provincia il gioco simbolo PARCOPOLI.
Perché questa iniziativa? “Temiamo -ha spiegato Renato Aquilani, presidente
dell’Associazione Parco Sud- che la Provincia intenda continuare a gestire questo
territorio come un giocatore di Monopoli, favorendo le lottizzazioni di vaste aree di
questa importante cintura verde agricola di Milano”.
I timori nascono dal fatto che questa nuova Amministrazione provinciale ha avviato
lo scorso 30 settembre l’iter della variante del PTC. “Perché, ad appena 10 anni dalla
sua approvazione, si vuole rimettere mano al Piano regolatore del Parco? -si chiede
Liliana Bellu, vicepresidente dell’Associazione- forse perché non bastano più le aree
verdi che erano state già allora tolte dal Parco, per permettere un’espansione
controllata dell’urbanizzato. Purtroppo la vecchia logica di fare cassa cedendo aree
edificabili è presente anche in diversi comuni, di tutti i colori politici: una logica oggi
rafforzata dai pressanti tagli delle Finanziarie, che porta alla trasformazione di aree
pregiate agricole in lotti edificabili”.
L’Associazione Parco Sud non è contro lo sviluppo, ma crede in una crescita
sostenibile, che non sia una fila interminabile di nuovi capannoni, aree industriali,
poli logistici, centri commerciali e residenziali. Per questo è stato consegnato al
presidente e ai consiglieri provinciali una sorta di decalogo, linee guida per una
crescita sostenibile nel Paco Sud, condivise da tutte le associazioni ambientaliste e dai cittadini più lungimiranti di tanti amministratori.
“Quindi niente tagli di aree verdi -prosegue Bellu- niente metastasi si capannoni
industriali-artigianali già oggi sottoutilizzati. Bisogna invece dare un ruolo strategico all’agricoltura che, con le 1.400 aziende agricole per un totale di 40 mila ettari di superficie, rappresenta una risorsa economica sostenibile e sempre più in grado di rispondere alle nuove esigenze dei consumatori”.
Occorre perciò tornare alle origini del Parco, nato come una vasta cintura agricola,
polmone verde capace di dare respiro ad una metropoli insalubre. “Enfatizzare il
ruolo dell’agricoltura, rivitalizzare le cascine, anche con agriturismi, creare circuiti
ciclopedonali per permettere ai milanesi di apprezzare le abbazie e le tante altre
bellezze architettoniche e naturali -conclude Aquilani- questo è lo sviluppo
sostenibile che vogliamo, capace di creare un valore duraturo nel tempo e da
trasmettere con orgoglio alle nuove generazioni”.
Associazione per il Parco Sud Milano

 

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