474 lettura finita (57/V anno) – Le fantasticherie del passeggiatore solitario di J.J. Rousseau


Fantasticherie di Rousseau

Lettura di marzo 2011

Io adoro passeggiare (sia in compagnia che da solo) e non potevo non leggere questo libro (in realtà l’ho ricevuto in dono dalla mia spacciatrice personale di libri). Nove riflessioni e mezzo (la decima è incompiuta) di un Rousseau passeggiatore molto solitario. E’ una specie di autobiografia od autoanalisi della vita passata. Ricordi, insomma. E la differenza tra lui passeggiatore ed il sottoscritto passeggiatore (l’unica cosa su cui posso competere con lui 😀 ) sta proprio nella direzione in cui sono rivolti i pensieri. Lui rimembra il passato, io penso alle cose da fare… A parte le battute, il libro è carino. Ci vuole pazienza a seguirlo (il discorso si fa quasi filosofia), però ne vale la pena.

Voto: 8/10

Incipit

Son dunque solo sulla terra, senza fratelli, né parenti, né amici, né altra compagnia che me stesso. L’uomo più socievole e il più disposto ad amare i suoi simili è stato proscritto per unanime consenso.

Ite missa est

… l’assistenza che ne avevo ricevuto…

Plus

Il gusto per la natura.

Minus

Errori di stampa qua e là, eppure l’edizione è BUR.

Trama

Tra le pagine più belle della letteratura moderna, Le fantasticherie sono il risultato degli appunti che un anziano Rousseau prendeva nel corso di lunghe passeggiate, meditando sulla natura, sull’uomo, sul rapporto tra sé e gli altri. Il grande filosofo illuminista, isolato e ormai messo al bando dalla società francese, non pensava che queste pagine sarebbero state pubblicate, così le scrisse senza avere in mente un destinatario. Per questo Le fantasticherie affidano al lettore il ruolo singolare dell’intruso che scopre un segreto, dell’indiscreto che viola l’intimità di una vita. Rousseau ritrova nelle sue lunghe peregrinazioni in campagna, lontano dai luoghi mondani della Parigi del Settecento, gli ultimi momenti di serenità: “A dispetto degli uomini, saprò gustare ancora la gioia della società e vivrò decrepito con me in un’altra età come se vivessi con un amico meno vecchio”. Enrico Brizzi ammonisce che “nella nostra epoca veloce ed esasperata suona con nuova forza l’invito di Rousseau a puntare l’aperta campagna, lasciandoci alle spalle gli ampi marciapiedi della civiltà per rifugiarci nel tempo senza tempo dei sogni a occhi aperti”. Solo così, attraverso lo sforzo mai definitivo di passare dall’estrema infelicità alla più grande felicità, l’uomo possiede la forza necessaria per sanare il dolore e riparare ai mali che si è inflitto. E quando si esauriscono la fantasia e il sogno, subito, si para, a soccorrere e a riempire il vuoto, il mondo sensibile, l’universo muto del mondo vegetale, con le sue varietà, i suoi colori, le sue strutture. Nell’epoca fitta di urgenze che ci troviamo a vivere, appare ancora possibile sfuggire alla vacuità dei cerimoniali per raccoglierci vicino alla terra, liberare l’anima e interrogare quanto abbiamo di più sacro?
Prefazione di Enrico Brizzi

Scheda dei libri

Autore: Rousseau, Jean-Jacques <1712-1778>
Titolo: Le fantasticherie del passeggiatore solitario / Jean Jacques Rousseau ; prefazione di Enrico Brizzi
Pubblicazione: Milano : Rizzoli, [2009]
Descrizione fisica: 124 p. ; 17 cm.
Collezione: BUR 60 ; 35
Numeri: ISBN – 9788817029902
Nomi: Rousseau , Jean-Jacques <1712-1778>
Brizzi, Enrico
Paese di pubblicazione:    ITALIA

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Rousseau J.J.

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