Nel 2080 leggeremo ancora gli e-book di oggi?


Conoscono bene la questione gli appassionati di video, ma possono constatarla anche coloro che si trovano alle prese con le fotografie digitali. I primi devono, ogni 10 anni, traferire i filmini di casa su un supporto nuovo (prima da Super 8 a Vhs, poi da Vhs a Dvd, a breve da Dvd a Blu-Ray…) i secondi si disperano quando l’hard disk di casa fa puff e tutti i dati spariscono nel nulla.

Lo stesso problema si porrà fra qualche anno con gli e-book: cambieranno i formati con cui sono salvati i file, muteranno i lettori e l’hardware più vecchio diventerà incompatibile con i sistemi operativi più moderni. Allora quali libri lasceremo ai nostri figli e nipoti? In casa, ad esempio, fin da piccolo, ho potuto usufruire della biblioteca dei miei genitori. Ma i nostri nipoti l’avranno ancora una libreria di casa? Un file sgualcito non ha certo lo stesso fascino e utilità di un libro vero. Un volume letto dai nostri avi, magari con gli appunti, le pieghe delle pagine per tenere il segno, il dorso scollato, sebbene malconcio, rimane comunque pur sempre leggibile. Ma un file incompatibile con le nuove piattaforme oppure corrotto?

Dal punto di vista economico vale l’investimento in una biblioteca di e-book? Il libro è un oggetto, lo si tocca, lo si trasmette, lo si espone nella libreria di casa. Un e-book no! E’ un file digitale, impalpabile, non esponibile, e salvo un’organizzazione personale eccezionale rischia di sparire nascosto nel milione di files di un file system.

E se dopo aver speso decine (centinaia) di euro in files epub o pdf il nostro lettore o pc smettesse di funzionare o invecchiasse a tal punto da essere inutilizzabile? Tutto irrecuperabile e perduto.

Prova a dare una risposta al titolo di questo articolo la trasmissione radiofonica Media e Dintorni tramessa domenica 6 marzo da Radio Radicale (il podcast non è ancora disponibile. Comunque sarà recuperabile qui: http://www.radioradicale.it/podcasting.php?e=61.) L’esperto propone come soluzione: la rindondanza del file (cioé l’ampia replicabilità del libro e quindi la grande quantità dello stesso disponibile in rete) e strutture specializzate da creare e pensare per la conservazione di questa nuova cultura digitale (che però ancora non ci sono, nemmeno le biblioteche al momento sono organizzate per un’operazione simile n.d.a).

Insomma il rischio è perdere molto di quanto viene prodotto oggi. Non resta quindi che attendere l’evoluzione della tecnologia, magari affidandoci ancora una volta alla biblioteca di carta.

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