Le interviste bibliotecarie / 10


Paola racconta la sua (mia) biblioteca. Con lei, da quasi 10 anni, (con)divido il banco prestiti e le altre sventure da bibliotecario. E’ di poche parole, ma ha le idee chiarissime.

Le interviste precedenti.

  1. Daniela di Erve (Lc) – Ente comunale
  2. Cristina di Torino – Università
  3. Esther Suriñach Vicente uffici per le biblioteche pubbliche di Girona (Catalogna)
  4. Luciana – Coordinatrice delle biblioteche di San Donato Milanese (Mi)
  5. Chiara – Bibliotecaria di Borgomanero (No)
  6. Antonella – Bibliotecaria di Cagliari
  7. Alessandro da Montanaso Lombardo (Lo)
  8. Daniela di Breda di Piave
  9. Gemma di Lomello
 

L’immagine scelta da Paola: “mi piace perché è accogliente

Ciao… presentati in poche righe.

Paola, 44 anni, San Donato Milanese, bibliotecaria.

Da quanto tempo lavori in biblioteca?
Dal 1997.

Come sei finita a fare la bibliotecaria?
Per “seconda scelta”, la prima era l’insegnamento.

Raccontaci la tua biblioteca.

Biblioteca decentrata “variegata”: oltre ai libri c’è il materiale multimediale (cd, dvd, cdRom, vhs), le postazioni internet per gli utenti, una piccolissima emeroteca, la sezione bambini e quella ragazzi, la sala studio; facciamo circa 20000 prestiti all’anno. Oltre alla normale attività al banco prestito io mi occupo delle iniziative di promozione alla lettura per bambini e ragazzi.

I pregi del tuo lavoro.
Il silenzio e la tranquillità, il rapporto con il pubblico.

I difetti del tuo lavoro.
Le pastoie burocratiche tipiche di tutti gli uffici delle PA

Cosa cambieresti/miglioreresti della tua biblioteca?
La riempirei di scaffali: al momento abbiamo troppi libri rispetto agli spazi espositivi.

E della tua professione?
Vorrei che potesse migliorare l’idea (non sempre lusinghiera) del bibliotecario che prevale nell’immaginario collettivo.

Cosa pensi dello stato in cui versano le biblioteche italiane?
Sono lo specchio dello Stato in cui versa la nazione che le ospita.

Cosa potrebbero/dovrebbero fare le biblioteche per conquistare più pubblico?
Deporre le armi della “conquista”:  non tutti amano le stesse cose, c’è chi non sa cosa farsene delle lettura ed è necessario prenderne atto. Preferisco privilegiare la qualità piuttosto che la quantità

A chi volesse intraprendere la tua professione cosa consiglieresti?
Di trovarsi un’alternativa, almeno temporanea, perché di concorsi ce ne saranno sempre meno, se non più del tutto.

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One thought on “Le interviste bibliotecarie / 10

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