Il QUADERNO intervista i BIBLIOTECARI / 9


Con l’intervista di oggi ci spostiamo a Lomello, un piccolo borgo in provincia di Pavia con una storia gloriosa.

Le interviste precedenti

  1. Daniela di Erve (Lc) – Ente comunale
  2. Cristina di Torino – Università
  3. Esther Suriñach Vicente uffici per le biblioteche pubbliche di Girona (Catalogna)
  4. Luciana – Coordinatrice delle biblioteche di San Donato Milanese (Mi)
  5. Chiara – Bibliotecaria di Borgomanero (No)
  6. Antonella – Bibliotecaria di Cagliari
  7. Alessandro da Montanaso Lombardo (Lo)
  8. Daniela di Breda di Piave

L'immagine scelta da Gemma Antonello da Messina, “San Girolamo nello studio” (1474)

Ciao… presentati in poche righe.

Gemma, volontaria Pro Loco di Lomello ed ex responsabile della Biblioteca “Opicino de Canistris” di Lomello

Da quanto tempo lavori in biblioteca?

Ho gestito la biblioteca esattamente per due anni e dieci mesi.

Come sei finita a fare la bibliotecaria?

Ho iniziato a fare la bibliotecaria alquanto per caso, in realtà soltanto per aiutare un’amica, nel 2008 Assessore alla Cultura del mio paese, che si trovava in difficoltà. La bibliotecaria in essere lasciò il proprio incarico improvvisamente, da un giorno all’altro, causa una nuova normativa appena entrata in vigore. Occorreva qualcuno che si assumesse l’onore di garantire il servizio di prestito. Il 29 Febbraio 2008 andai ad imparare ciò che poteva spiegarmi la bibliotecaria in un solo pomeriggio, dal giorno successivo la Pro Loco prendeva ufficialmente in gestione la biblioteca. Così, da perfetta incosciente, è partita la mia avventura e quella di una ventina di volontari della Pro Loco che mi hanno aiutato, in questi anni, a realizzare ciò che non riuscivo a fare da sola. Un ringraziamento particolare va ad Elisa, la mia “collega addetta al prestito”, a Sergio sempre presente ed infaticabile nel trasporto dei libri, a Silvana, ai miei genitori e, in ultimo, al mio fidanzato che sono sempre intervenuti in mio soccorso quando il lavoro diventava immane.

Raccontaci la tua biblioteca (tipologia, numero di prestiti, servizi più importanti, scaffali particolari, mansioni particolari).

Seppur la Biblioteca “Opicino de Canistris” sia una “biblioteca di paese” in quanto Lomello consta di 2400 abitanti, essa è alquanto ricca e rifornita. Sono presenti poco meno di 17000 volumi suddivisi tra letterature, saggistica, storia locale e libri per bimbi e ragazzi. La biblioteca è inoltre dotata di una piccola mediateca (1250 VHS e circa 80 DVD) e di un’emeroteca.
Il 18 Dicembre 2010 sono finalmente riuscita – dopo circa un anno e mezzo di lavoro mio e di tanti volontari per lo smontaggio e il rimontaggio delle scaffalature – ad inaugurare un’apposita saletta dedicata esclusivamente all’arte ed alla nostra storia locale. Questo nuovo spazio, prima di ciò, fungeva da magazzino e, proprio a causa di ciò, lo sforzo da parte di tutti è stato alquanto cospicuo. In tale saletta abbiamo anche allestito il Primo Punto Internet destinato agli utenti della nostra biblioteca: un ulteriore servizio adibito all’utenza vista la mancanza della ADSL in paese.
Per quanto riguarda il numero dei prestiti, essi si aggirano quasi sempre intorno ai 55oo per quanto riguarda i libri, intorno ai 200 – 300 per  quanto riguarda invece VHS e DVD.
I libri desiderati sono direttamente prenotabili da casa via web, grazie al nuovo programma di prestito informatico automatizzato –  denominato Fluxus – adottato nel 2010 dalla nostra biblioteca e da molte altre, anche se non tutte, del nostro Sistema Bibliotecario Lomellino.
L’elevato numero di prestiti è dovuto anche ad un servizio di “prestito in loco” che effettuavo presso le cinque classi della scuola elementare. Tutti i martedì pomeriggio, dalle 14 alle 16,30, mi recavo in due o tre classi a turno, portando direttamente a scuola i libri. Ciò favoriva quei genitori che, altrimenti, spesso per orari di lavoro particolari, non sarebbero riusciti a portare in biblioteca i propri figli durante i normali orari di apertura della biblioteca. Un ulteriore vantaggio consisteva nel fatto che potevo scegliere per ogni classe ciò che consideravo più adatto a loro, per gusti e per stato di avanzamento del programma, anche di ogni singolo bambino: facendo in questo modo, riuscivo a seguirli  nei loro progressi e, finalmente, ero quasi riuscita a derattizzare la scuola… Non si leggevano più solo Stilton e Scooby-Doo!!! Le classi delle scuole medie, invece, venivano in visita in biblioteca, accompagnate ciascuna dalle rispettive professoresse di italiano e storia che volevano consigliare direttamente i propri alunni. Agli scolari sia di elementari e medie, era riservato il concorso estivo “Il Librivoro” per invogliare i ragazzi a leggere anche durante il periodo vacanziero.
Per quanto riguarda gli scaffali particolari, il mio “scaffale speciale” era in corso di allestimento, prima che L’Amministrazione Comunale affidasse la biblioteca alla gestione di una cooperativa piuttosto che ad un’associazione di volontariato del paese… Si trattava di uno scaffale longobardo. Nel 590 d.C., proprio a Lomello, Teodolinda, regina dei Longobardi, decise di incontrare il futuro sposo Agilulfo, duca di Torino. Questo evento ha catapultato il nostro borgo nella storia. Avrei voluto creare, proprio a causa di ciò, una “piccola biblioteca longobarda”, un piccolo centro studi specifico, con il maggior numero di libri possibile riguardanti Teodolinda e la storia longobarda per i tanti studiosi ed esperti appassionati a tali argomenti. Prima di lasciare, avevo trovato alcuni testi veramente belli: una delle mie ultime piccole, ma grandi soddisfazioni…

I pregi del tuo lavoro

Adoravo fare la bibliotecaria, quindi facevo di tutto. Riorganizzare quasi completamente ogni singolo spazio della biblioteca – dopo l’acquisto di nuove scaffalature sia per lo spazio bimbi che per le sale dedicate agli adulti, in modo da poter allargare un po’ i libri prima troppo stipati – è stato faticoso, ma molto appagante. Così l’allestimento della nuova saletta di storia locale con annesso Punto Internet.
La cosa più soddisfacente, però, era il  rapporto un po’ speciale che avevo con i più piccoli.  Quante volte qualche mio “piccolo collaboratore”, molto volenteroso, veniva a farmi compagnia e ad aiutarmi, passandomi i libri da ricollocare a scaffale…

I difetti del tuo lavoro

Il solo difetto e vero problema che ho avuto, soprattutto all’inizio quando ero più inesperta, è stato quello di dover coordinare il lavoro di più persone. Con l’esperienza, fortunatamente, la cosa è divenuta un poco più facile.

Cosa cambieresti/miglioreresti della tua biblioteca?

Il mio desiderio maggiore sarebbe stato quello di riallestire anche il piano superiore della biblioteca, ora non accessibile al pubblico. Avrei collocato lì la saggistica e predisposto un’aula studio per gli utenti, essendo il piano superiore più appartato. Ciò mi avrebbe anche permesso di recuperare ulteriori spazi per le letterature al piano terra, il che è sempre utile.
Penso, in realtà, che sarebbe comunque restato un sogno. La nostra biblioteca, infatti, consterebbe di due piani, ma il piano superiore è ora inutilizzabile a causa della terribile scala a chiocciola, non a norma, e del bruciatore lì collocato. La cosa più strana è che tali spazi al piano superiore sono stati completamente arredati come se fossero usufruibili da parte degli utenti, così come prevedeva il progetto originale. Non sono mai riuscita a capire perché sia stata predisposta quella pericolosa scala così stretta e tortuosa, già non adeguata alle normative di sicurezza generale al momento della collocazione.
Tale idea  penso dovrebbe comunque essere presa in considerazione per il prossimo futuro, visto che il patrimonio librario continuerà ad aumentare. Basterebbero alcune modifiche strutturali per ampliare di molto la capacità della biblioteca. Ciò, soprattutto, per agevolare le scelte degli utenti e per dare loro un servizio migliore. Ciò dipenderà comunque dalla collaborazione e dalla sensibilità dell’Amministrazione Comunale e dell’Ufficio Tecnico, e non tanto dalla volontà di qualsiasi bibliotecario.

E della tua professione?

Tale domanda penso sia da rivolgere ai miei utenti, piuttosto che a me. Soltanto loro, possono realmente dirci in cosa dobbiamo migliorare.

Cosa pensi dello stato in cui versano le biblioteche italiane?

Penso che in Italia esistano tante bellissime e rifornite biblioteche, molto ben gestite. Anche nel mio Sistema Bibliotecario ve ne sono molti esempi. La buona funzionalità di una biblioteca dipende dal denaro investito dalle Amministrazioni – per gli acquisti librari e multimediali, per l’acquisto di nuove attrezzature, per le iniziative da proporre – e dal personale che si interfaccia con gli utenti. Un bibliotecario gentile, preparato e “con tanta voglia di fare” invoglia sempre le persone a tornare. Questi due aspetti fanno la differenza. Bisogna sempre ricordare che la biblioteca è un servizio di pubblica utilità e che occorre sempre pensare ed agire per il bene degli utenti.

Cosa potrebbero/dovrebbero fare le biblioteche per conquistare più pubblico?

Occorre innanzitutto che le biblioteche assicurino all’utenza ciò che essa desidera, soprattutto per quanto riguarda gli acquisti librari ed i servizi eventualmente disponibili. Anche le nuove iniziative possono attirare nuovi utenti, anche se non sempre è così.
Penso che, in realtà, sia necessario puntare sempre sulle nuove generazioni: se si educa i più piccoli ad amare la lettura dalla tenera età, essi non la abbandoneranno più. La lettura fungerà sempre, anche in età adulta, da elemento piacevole, fantastico e misterioso, capace di estraniare dai problemi almeno per un poco.

A chi volesse intraprendere la tua professione cosa consiglieresti?

Soltanto il lavoro che si ama, non pesa mai. E se lo si fa con passione, chiunque ci sta di fronte lo sente, lo capisce. Soltanto così si conquista la stima della gente e la loro fiducia. Ciò vale in qualsiasi professione, forse in un pubblico servizio ancora di più. Auguro un proficuo e soddisfacente lavoro a tutti i bibliotecari che amano la loro professione.

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