La sindrome veneta… pericolo contagio?


La sindrome censoria partita dal Veneto rischia di allargarsi… monitorariamo.

Dopo il caso degli autori pro-battisti (https://letture.wordpress.com/2011/01/18/loro-vorrebbero-bandirli-bruciarli-noi-esponiamoli/) inteso come Cesare, nel Veneto pare si fatichi, in alcune biblioteche, a trovare le opere di Saviano, reo di aver palato delle infiltrazioni mafiose  nel nord Italia. Ne parla la repubblica del 20 gennaio 2011: http://www.repubblica.it/politica/2011/01/20/news/all_indice_nell_regione_veneto_nelle_scuole_proibiti_saviano_e_i_pro-battisti-11431272/?ref=HREC1-3

Ecco ancora un po’ di rassegna stampa sulla questione:

Corriere del Veneto: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2011/19-gennaio-2011/caso-battisti-regione-scrive-presidi-non-divulgate-libri-chi-l-ha-sostenuto-181285549223.shtml

Ed alcuni gruppi sensibili al problema:

Anobii: http://www.anobii.com/groups/01a8bd9440bc4af657/

Book crossing Italy: http://forum.bookcrossing-italy.com/viewtopic.php?f=1&t=24764

libri.forumcommunity.net: http://libri.forumcommunity.net/?t=43392186

Rete degli studenti medi del veneto: http://www.gazzettino.it/articolo_app.php?id=35842&sez=REGIONI&npl=N&desc_sez

Associazione Italiana Biblioteche: http://www.gazzettino.it/articolo_app.php?id=35852&sez=REGIONI&npl=&desc_sez=

Rimaniamo vigili!!!

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2 thoughts on “La sindrome veneta… pericolo contagio?

  1. Pingback: Tweets that mention La sindrome veneta si diffonde « Quaderno di un bibliotecario -- Topsy.com

  2. ciao gabriele, ti segnalo anche la risposta di Massimo Carlotto

    Questa è la risposta di Massimo Carlotto contro chi cerca di criminalizzare il dissenso in questo paese;

    Gli affari del Veneto in Brasile e il caso Battisti ovvero la strategia della
    menzogna.
    La presa di distanza del presidente della provincia di Venezia, Francesca
    Zaccariotto, dall’iniziativa di Raffaele Speranzon non deve ingannare nessuno. È
    arrivata solo quando la posizione del suo assessore era diventata indifendibile e
    troppo costosa dal punto di vista politico. E sarebbe un errore ritenere che la
    faccenda sia finita qui. Marino Zorzato, assessore regionale (PdL) alla cultura è
    stato molto chiaro in questo senso “…Come partito liberale ci è difficile
    immaginare una censura. Si potrebbe invece individuare un meccanismo per
    informare, rendere evidente all’utente chi sia l’autore e quale posizione ha assunto
    sul caso Battisti”.
    È chiaro quindi che la lista di proscrizione di fatto non verrà ritirata e i libri degli
    scrittori, additati come complici di Battisti per aver firmato un appello in sua
    difesa nel 2004, spariranno silenziosamente dagli scaffali di molte biblioteche.
    Come, comunque, sta già accadendo anche per altri autori.
    Se Zaccariotto si defila in ritardo, a Speranzon e a Paride Costa resta il compito di
    tenere viva la polemica.
    Approfittando di una provvidenziale lettera minatoria giunta al figlio di una
    vittima, l’assessore ha dichiarato: “alla luce di questa situazione gli appelli alla
    liberazione di Battisti risultano ancora più odiosi. Speravo che proponendo un
    boicottaggio dei libri di chi appoggia questo criminale, alcuni di questi scrittori
    provassero un senso di vergogna nei confronti dei familiari delle vittime del
    terrorismo e togliessero le firme da quell’orribile appello”.
    L’accostamento mediatico delle minacce al figlio di Lino Sabbadin alle polemiche
    sull’appello firmato dagli scrittori è l’ennesima porcata di questa vicenda. Serve a
    suggerire un clima di contiguità al terrorismo che non è mai esistito, come è pura
    follia ipotizzare l’esistenza di un gruppo armato che potrebbe agire in nome di
    Battisti (Il Gazzettino, 18.1.2011, pag.9).
    Chiunque sia l’autore è solo un povero (e utile) idiota. Speculare sulla vicenda è
    puramente strumentale.
    Paride Costa, invece, come si legge su La Nuova Venezia, ha rilanciato
    l’iniziativa del boicottaggio degli scrittori agli assessori regionali Zorzato e
    Donazzan (nota per aver proposto l’insegnamento obbligatorio della Bibbia).
    L’esponente del PdL chiede che l’iniziativa del sindacato di polizia Coisp sia
    allargata a tutto il Veneto, attraverso gli assessori provinciali e comunali. “Si deve
    mantenere alto il livello di guardia finché non si esprimerà il Supremo tribunale
    federale brasiliano sulla richiesta di estradizione in Italia”.
    Ad ascoltare e leggere le dichiarazioni bellicose del governo nazionale e locale sul
    Brasile e sul suo presidente per aver negato l’estradizione di Battisti, si ha
    l’impressione che i rapporti tra i due paesi siano ai ferri corti e che l’Italia non
    abbia la minima intenzione di accettare il rifiuto dell’estradizione. Dal ministro La
    Russa all’ex Doge Galan sono state minacciate conseguenze durissime sul piano
    politico-economico-commerciale – turistico.
    Balle. Non solo non sta accadendo nulla di tutto questo ma il Veneto, mentre si
    sviluppava il caso Battisti, è diventata la regione italiana con il maggior numero di
    interessi economici in Brasile. Aziende, banche, intrecci azionari, impulso e
    sviluppo turistico… sotto la ferrea guida politica della Regione Veneto.
    Il 2 novembre 2010, mentre si attendeva la risposta di Lula sulla domanda di
    estradizione, l’assessore al commercio estero Marino Finozzi (Lega) riferiva nella
    delibera della Giunta Regionale n. 2610: “… è da rilevare, quale fattore
    importante di sviluppo delle relazioni economiche – e turistiche nella fattispecie –
    il forte legame del Brasile con l’Italia, e con il Veneto in particolar modo, in virtù
    della presenza di cittadini di origine veneta… che assommano complessivamente
    a circa sette milioni, e che sono in grado di costituire da soli una domanda
    turistica potenziale verso la nostra regione.
    … Occorre presentare l’identità culturale più profonda del Veneto, il sistema di
    valori sociali, lo stile di vita e le radici storiche, partendo dagli elementi di
    vicinanza con il popolo brasiliano”.
    Tutto questo per giustificare la spesa di 185.000 euro per la partecipazione al 22°
    Festival del Turismo di Gramado, che si è tenuto dal 18 al 21 novembre 2010,
    dove del caso Battisti non si è parlato. Nemmeno una parola.
    A differenza di quanto si vuol far credere la comunità italo-brasiliana, divisa tra
    favorevoli e contrari all’estradizione, nel suo complesso non ha gradito i toni usati
    dai politici italiani e questo, si sa, nuoce agli affari. Insomma il mondo politico –
    imprenditoriale – finanziario veneto si guarda bene dall’agitare il caso Battisti in
    Brasile e i partiti locali si limitano a quelle piccole azioni che fanno giusto notizia
    in Italia ma lì passano inosservate. Una delle prove più evidenti è che lo stesso
    Speranzon ha accuratamente evitato di aggiungere alla lista degli scrittori italiani
    quella degli autori brasiliani che hanno firmato l’appello per Battisti. Si sarebbe
    scatenato un putiferio a livello internazionale e l’immagine dell’Italia è già
    sufficientemente ridicolizzata.
    Quello che deve essere chiaro è che il messaggio della Regione Veneto è che non
    c’è nessun problema tra Italia e Brasile e che quello che interessa è il “trend
    economico di crescita dell’economia brasiliana particolarmente elevato, che lo
    colloca in questo periodo storico tra le economie emergenti, in grado di
    alimentare, sia sul mercato interno, che sul mercato estero, una forte domanda di
    beni di consumo e di servizi..”.
    PdL e Lega ingannano l’opinione pubblica e il loro stesso elettorato. Fingono
    sdegno e riprovazione ma solo a livello nazionale, scegliendo di attaccare gli
    obiettivi più facili. All’interno di questa logica è nata in Veneto l’iniziativa contro
    gli scrittori, pensando che nessuno “osasse” prendere posizione a loro favore. Così
    non è stato.
    Ormai è evidente che la strumentalizzazione mediatica del caso Battisti è
    gigantesca e offre ottime opportunità di esposizione ai politici che faticano a farsi
    notare, ed è in grado di alleggerire quella del Premier e dei suoi amici
    perennemente alle prese con scandali sempre più difficili da gestire. E, infine, è
    utile a criminalizzare e delegittimare il dissenso…
    Opporre la verità alla menzogna organizzata è sempre più un dovere per coloro
    che sognano un Paese civile.

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