IL QUADERNO intervista i BIBLIOTECARI / 8


Dopo le vacanze riprendiamo le interviste ai colleghi bibliotecari. Oggi parliamo con Donata di Breda di Piave (Tv).

Le interviste precedenti

  1. Daniela di Erve (Lc) – Ente comunale
  2. Cristina di Torino – Università
  3. Esther Suriñach Vicente uffici per le biblioteche pubbliche di Girona (Catalogna)
  4. Luciana – Coordinatrice delle biblioteche di San Donato Milanese (Mi)
  5. Chiara – Bibliotecaria di Borgomanero (No)
  6. Antonella – Bibliotecaria di Cagliari
  7. Alessandro da Montanaso Lombardo (Lo)

L'immagine scelta da Donata

Ciao… presentati in poche righe.

Ciao! Mi chiamo Donata e lavoro nella Biblioteca di Breda di Piave, un comune di circa 8000 abitanti nella campagna vicino a Treviso. Ho 32 anni.

Da quanto tempo lavori in biblioteca?

Con un contratto di lavoro, ho cominciato a lavorare in una biblioteca nel 2004. Già nel 2001, però, catalogavo volontariamente presso la biblioteca civica di Belluno, per realizzare la tesi di laurea, relativa al fondo donato da un giornalista sportivo.

Perché… bibliotecaria?

Diventare bibliotecaria era un mio grande sogno. Ho studiato e mi sono laureata conservazione dei beni culturali a indirizzo archivistico-librario. Ho cominciato a provare concorsi quando ancora studiavo, ma per diverso tempo sono stata assunta solo temporaneamente, o con contratti a progetto, sia da enti pubblici che da istituzioni private (nelle quali ho lavorato in biblioteche specializzate). A fine 2007, ho vinto un concorso tentato in un paese non proprio vicino alla mia città d’origine e sono stata assunta a tempo indeterminato. Questo ha comportato un mutamento imprevisto della mia vita: inevitabile è stato infatti il cambio di residenza per svolgere il lavoro che amo a condizioni accettabili.

Raccontaci la tua biblioteca.

E’ una biblioteca comunale che ha visto aumentare progressivamente, nel corso degli ultimi 10 anni, i documenti prestati. Nel 2010 ne sono usciti poco meno di 24.000 e si è trattato di libri, materiale audiovisivo, riviste. Questo è stato possibile per l’implemento continuo del patrimonio con le ultime novità sul mercato, grazie ad un susseguirsi di amministrazioni che hanno sempre creduto nella promozione della lettura e nella cultura (e questo è confermato dal fatto che hanno scelto di assumere due bibliotecarie, nonostante i tempi non facili). Particolarmente frequentata è la stanza dedicata ai bambini e ragazzi, che possiede arredi su misura ed una grande varietà di libri. Lo scaffale delle novità è uno dei “punti di forza” della biblioteca. Si trova infatti rivolto verso l’esterno, davanti ad una grande vetrata. Questo permette di attirare anche l’attenzione dei passanti. Nei mesi invernali la biblioteca svolge una continua attività di avvicinamento alla lettura in collaborazione con tutte le scuole presenti nel territorio comunale, con attività modulate a seconda dell’età. Attorno alla biblioteca ruotano tre gruppi di volontari che concorrono alla promozione della lettura attraverso la produzione di recensioni (pubblicate nel periodico bollettino comunale), spettacoli teatrali e iniziative di lettura animata.

I pregi del tuo lavoro.

Il pregio maggiore è avere la possibità di arricchirsi e di estendere le proprie conoscenze ad ogni contatto con gli utenti e ad ogni richiesta di aiuto nelle ricerche. Inoltre, il contatto continuo con i libri proietta il proprio mondo in mille altri mondi.

I difetti del tuo lavoro.

Convengo con una delle colleghe che ha risposto precedentemente: è un mestiere molto meno romantico di quanto possa sembrare. C’è molta burocrazia e pratiche da sbrigare. Non ho una “licenza di leggere” giornaliera o settimanale, ed ho il tempo che hanno tutti gli altri per dedicarmi alla lettura: questo può essere un piccolo svantaggio per chi come me deve essere in grado di consigliare libri adatti alle esigenze ed ai gusti di ognuno.

Cosa cambieresti/miglioreresti della tua biblioteca?

Aumenterei gli spazi (anche se è in previsione uno spostamento di sede, che probabilmente esaudirà questo mio desiderio). Con maggiori spazi, sarebbe possibile, forse, un maggior numero di postazioni multimediali, aule studio e spazi più adeguati per le attività di animazione. Credo inoltre che sia ormai necessario avvicinarsi alle nuove tecnologie. Sarebbe bello poter avere e prestare e-book.

E della tua professione?

E’ una professione, ahimè, non abbastanza riconosciuta, in Italia, nè dalle istituzioni né dall’opinione comune (“Cosa ci vuole per dar fuori libri?”, “Hai studiato all’università? Perché, servono competenze particolari?”). A forza di non credere ai bibliotecari, nemmeno i bibliotecari credono più in sé stessi e non hanno più la forza di lottare perché la loro professione sia valorizzata.

Cosa pensi dello stato in cui versano le biblioteche italiane?

Ci sono molte biblioteche virtuose che, nonostante le difficoltà economiche e la mancanza di personale, si danno da fare. Se chi governasse, però, capisse davvero l’importanza e il potere delle biblioteche, il futuro apparirebbe più roseo.

Cosa potrebbero/dovrebbero fare le biblioteche per conquistare più pubblico?

Organizzare attività attraenti che abbiano a che fare con il libro, essere al passo con i tempi (dare spazio alle nuove tecnologie, ed educare gli utenti a destreggiarsi con esse), dialogare con gli utenti già informatizzati attraverso internet, avere novità in continuazione, avere personale giovane/preparato/qualificato e con buone capacità di relazione.

A chi volesse intraprendere la tua professione cosa consiglieresti?

Chi vuole intraprendere questa professione è solitamente appassionato, e qualcuno ha proprio una vocazione. Aggiungendo a queste caratteristiche convinzione e coraggio ed una predisposizione ai rapporti umani, si può stare bene nel proprio lavoro, avere soddisfazioni e raggiungere ottimi risultati. Il problema più grosso è essere assunti, di questi tempi…

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