Il QUADERNO intervista i BIBLIOTECARI / 5


Le interviste precedenti

Oggi siamo a Borgomanero (No) con Chiara.

L'immagine scelta da Chiara

 

Ciao… presentati in poche righe.

Ciao! Sono Chiara, ho 37 anni e lavoro alla biblioteca civica di Borgomanero, una cittadina di circa 20.000 abitanti in provincia di Novara.

Da quanto tempo lavori in biblioteca?

Lavoro in biblioteca da quasi 9 anni.

Come sei finita a fare la bibliotecaria?

Sono laureata in Storia della Miniatura. Prima di fare la bibliotecaria ho fatto l’archivista (libera professionista) per diversi anni, avendo frequentato la Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica dell’Archivio di Stato di Torino. Dopo un paio di anni all’estero e una brevissima esperienza nell’insegnamento (Storia dell’Arte), ho provato alcuni concorsi per bibliotecari nella mia zona e ho superato quello della Fondazione per cui lavoro (infatti la biblioteca non è una civica in senso stretto, pur essendo l’unica biblioteca del comune). I titoli di studio e le esperienze professionali in archivio sono state valutate tra i titoli di concorso.

Raccontaci la tua biblioteca (tipologia, numero di prestiti, servizi più importanti, scaffali particolari, mansioni particolari).

Si tratta di una biblioteca dalla doppia anima: da una parte è una civica con 2/3 delle collezioni a scaffale aperto, con utenti da 0 a 99 anni che utilizzano le collezioni per motivi di svago, studio e interessi vari; dall’altra è una biblioteca di conservazione con un prezioso e vasto fondo di libri antichi e importanti fondi archivistici (dal Medioevo all’Età moderna), consultati prevalentemente da studenti e docenti universitari.
Tra i servizi più importanti (oltre al reference e al prestito di libri, cd e dvd) ci sono i laboratori di invito alla lettura per le classi delle scuole elementari, medie e superiori (99 laboratori nel 2009 ), il coordinamento del Sistema Bibliotecario del Medio Novarese (35 comuni per i quali viene effettuata la catalogazione e l’organizzazione dei laboratori), il prestito interbibliotecario e intra-sistema, il progetto Nati per Leggere, le mostre d’arte, i concorsi letterari e l’assistenza agli studiosi per la consultazione dei fondi antichi.

I pregi del tuo lavoro

Mi piace molto, mi ha permesso e mi permette ogni giorno di imparare cose nuove (prima di approdare alla Fondazione conoscevo molto più l’archivistica della biblioteconomia) e di lavorare al servizio della comunità.

I difetti del tuo lavoro

È molto meno “romantico” di quanto possa sembrare (è tipico sentirsi dire “Lavori in biblioteca? E leggi tutto il giorno?” “Almeno!”, rispondo io..). La burocrazia è molta, soprattutto perché non abbiamo uffici amministrativi che sbrighino le formalità di tipo contabile; la carenza di fondi ormai cronica non permette di migliorare i servizi all’utenza secondo le richieste.

Cosa cambieresti/miglioreresti della tua biblioteca?

Ci sarebbero un milione di cose da fare! Rivedere le collezioni (soprattutto in certi settori) sostituire arredamento e attrezzature tecniche, ampliare i servizi. Ci vorrebbe anche un costante (e obbligatorio!) aggiornamento professionale per tutti gli operatori.

E della tua professione?

Premetto che una professione nel settore culturale era ciò che ho sempre desiderato e ne sono molto soddisfatta. Tuttavia trovo che per molti versi la professionalità del bibliotecario sia paragonabile a quella dell’insegnante, ovvero lasciata alla buona volontà del singolo. Da parte del datore di lavoro (nel 99% dei casi la pubblica amministrazione) non vengono riconosciute le competenze che questa professione richiede: questo permette, da una parte, che molti “pigri” non diano quanto possono e devono dare, mentre dall’altra provoca lo sconforto di chi si impegna quotidianamente.

Cosa pensi dello stato in cui versano le biblioteche italiane?

Penso che il problema di fondo sia il mancato riconoscimento della funzione civile della biblioteca, come luogo del sapere e di scambio di conoscenze, come culla della creatività dell’individuo e della crescita collettiva. Questa mancanza provoca il continuo slittamento delle esigenze delle biblioteche in fondo alla lista delle priorità, quindi in fondo alla lista dei finanziamenti.

Cosa potrebbero/dovrebbero fare le biblioteche per conquistare più pubblico?

Dovrebbero valutare quali sono i “settori” di pubblico che non riescono a raggiungere e perché. E poi agire di conseguenza (nuovi libri, più computer, orari estesi, ecc.).

A chi volesse intraprendere la tua professione cosa consiglieresti?

Penso che si debbano valutare seriamente i pro e i contro di un lavoro che richiede molta formazione, sia tecnica che di relazione, a fronte di uno scarso riconoscimento e di una remunerazione sottostimata. È una vocazione!

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