Cosa ne pensate?


RICEVO E PUBBLICO. COSA NE PENSATE?

Carissimi amici come non essere piu’ d’accordo e meno d’accordo con voi.

Da noi in Francia dove con tutto il rispetto per le biblioteche italiane, le biblioteche sono biblioteche, per i libri bisogna pagare. Certo una volta l’anno… ma bisogna pagare. Con 60 euro si ha diritto a prendere in prestito 5 libri, 5 cd musicali e 3 Dvd per volta per ogni biblioteca. Io per motivi di studio ho almeno 20/25 prestiti aperti per mese. Sono felicissimo di pagare per le mie biblioteche. I libri delle biblioteche vengono tutti ricopertinati con una rilegatura plastificata in modo di durare a lungo e di mantenere ben visibile la sovracoperta… perdonatemi ma e’ un servizio quello del prestito che va pagato in minima parte dall’utente. Non possiamo illuderci che questo modello di societa’ continui a consentirci l’accesso ai libri, hanno troppa paura di noi lettori. Peggio ancora se lettori di libri da biblioteca….. uhmmm
Nelle biblioteche italiane i lettori potenziali non entrano per tre grandi motivi…. non si aspettano che le biblioteche funzionino… non si aspettano di trovare il libro che cercano non si aspettano di essere trattati come dei lettori….
Quando sono nella biblioteca di quartiere sotto casa a Parigi, ho nei bibliotecari che vi lavorano degli appassionati di libri, che sono ben pagati perche’ amano quello che fanno. Non perche’ hanno vinto un concorso e non capiscono nulla del bene libro. Insomma il bibliotecario e’ un mestiere che richiede amore.
Quante volte una bellissima edizione musicale mi e’ stata suggerita da qualche musicologo appassionato che e’ anche bibliotecario nelle mediateche cittadine… o quanti autori contemporanei a me distanti per cultura e lingua sono apparsi nella mia libreria dopo averli scoperti in biblioteca merito di un culture che vi lavorava.
Questo e’ il motivo per cui le nostre biblioteche sono amate e vissute, mentre le vostre no… non qualche euro, ma amore per i libri e la possibilita’ di incontrare dall’altro lato del bancone un lettore come noi…

***

Ti ringrazio per la visita e il commento al mio blog.

Riporto il tuo commento in un articolo apposito perché mi piacerebbe discuterne con i miei lettori.

Preciso il mio pensiero:

1) Io sono contrario a rendere la lettura nelle biblioteche a pagamento. Il denaro a volte (non sempre) può essere una barriera a chi ha meno possibilità (e poi diciamolo: “ma si deve pagare proprio tutto?”).

2) Per fortuna, l’Italia è piena di bibliotecari (che hanno anche vinto un concorso) che amano i libri e fanno con passione il proprio mestiere. Ci sono anche quelli grami, ma non facciamo di tutta un’erba un fascio.

3) Ci sono sistemi bibliotecari che funzionano benissimo riuscendo a recuperare il 95% delle richieste nel giro di 4 giorni a gratis. Là dove non arriviamo da soli, facciamo sistema.

4) Chi non viene in biblioteca per “pregiudizio” sbaglia. Venga prima a fare un giro e poi potrà dire (può anche contestare e protestare. Alzando le spalle non cambierà mai nulla).

5) Il lettore si sa ragiona, ma è un solitario e i solitari non fanno rivoluzione. E in quali altri posti potrebbero trovarsi se non in una biblioteca?

Insomma non siamo messi bene con le biblioteche e sono il primo a riconoscere che non siamo “la Francia”. Ma non siamo nemmeno messi così male.

Grazie per il tuo contributo.

Gabriele

PS: se ne discute anche qui: http://libri.forumcommunity.net/?t=41106380

4 thoughts on “Cosa ne pensate?

  1. Io usufruisco continuamente delle biblioteche per il mio lavoro, essendo un’insegnante e, per mio diletto e, devo dire che nella mia città, attualmente si sono anche allungati gli orari per dare la possibilità ai pendolari di usufruire del servizio biblioteca e sono strafelice per questo, perchè non si può prescindere dlla Conoscenza e sono d’accordo sul fatto che è un diritto anche di chi non se lo può permettere di poter leggere se ne ha desiderio e necessità.
    Stimolo moltissimo come insegnante la frequentazione delle Biblioteche.

  2. Ciao, sono d’accordissimo con il tuo anonimo scrittore (perché non ha nome?): le biblioteche bisogna pagarle, non molto ma qualcosa: che ne so, 50-60 Eu l’anno. Almeno questo, considerando che è un servizio (io metterei molto di più).

    E questo per 3 grandi motivi pratici, perché poi la teoria e l’ideologia rimane a zero se è impraticabile o se risulta, una volta applicata, ingiusta:

    1) se uno paga rispetta: rispetta il luogo dove sta, non prende tutto per scontato, perché sa che è anche suo. E sa che se rompe paga, se sbaglia paga, se ci sono più spese si pagherà di più tutti.

    Rispetta i libri perché sono un bene che costa. E magari l’utente sta anche più zitto, perché è intollerabile che in una biblioteca, anche rionale, i bambini per esempio vengano lasciati liberi di scorazzare e gridarsi a vicenda fra i corridoi, e gli studenti facciano i gruppi di “studio”, chiamiamolo studio, in sala consultazione, disturbando tutti, o i professori (di solito, ma anche altri ovviamente) rispondano al cellulare in sala, e se si alzano lo facciano con tutta calma, parlando a voce alta nel frattempo (e la suoneria alta ha già squillato, ovviamente).

    2) Si paga il bus, si paga la spazzatura, si paga acqua luce e gas, forse la consultazione e l’uso di libri, video, anche computer, non costa? Perché, non è un bene con un valore?

    3) Molti che vengono a sentire caldo d’inverno e fresco d’estate, e a chiacchierare con gli amici, magari vanno al bar, o fuori, o nelle case. La biblioteca è il luogo dei libri e degli utenti, poi anche dei bibliotecari (che stanno lì per questo, e non stiamo noi lì per loro, pardon per voi, che qualsiasi cosa facciate la fate parlando a voce altissima!).

    Siamo in una società che monetizza: monetizziamo.

    E mettiamo/mettete dei limiti: non che quando si chiede ai responsabili di sala di far rispettare il silenzio si risponde, come mi è capitato pochi giorni fa (lavoro quasi giornalmente in biblioteca): “lei ha ragione ma loro sono in 4 e sono prepotenti, perché non si sposta in un’altra sala?”

    Un adetto alla sala (alla Sormani) in agosto mi ha detto: “Ognuno fa come si sente e io non me la sento di zittirli”. Sono andata di filato dalla caposala e ho scritto al direttore, se non basta scriverò un bell’articolo su un giornale e all’assessore qui a Milano. Eseguire le proprie mansioni è un obbligo, non un optional, anche per un bibliotecario!

    Senza parlare di una biblioteca rionale anni fa dove non accendevano il riscaldamento la mattina (d’inverno) per i tagli di gestione, ma loro dietro al banco all’ingresso avevano ben 4 stufette elettriche! A loro scaldavano.. (non parlo neanche dei costi, 4 stufette dalle 9 alle 19!). Tutti glielo dicevano e loro niente..

    Sembrava il libro Cuore!;) non so se lo conosci.

  3. Pingback: Leggo per vivere e il 16 ottobre porto un amico in biblioteca » Orientalia4All

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