312 lettura finita (44/III anno) – La stanza del vescovo di Piero Chiara


La stanza del vescovo di Piero Chiara - Locandina del film

La stanza del vescovo di Piero Chiara - Locandina del film

Lettura del gennaio 2009

L’inizio del libro mi ha incantato… ho trovato le stesse atmosfere di Piccolo mondo antico di Fogazzaro. Poi l’elemento aulico diventa noir, dove, grazie alla bravura dell’autore, basta un sacchetto di naftalina che cade in un armadio oppure un luce improvvisa attraverso la finestra creata da un fulmine per creare l’atmosfera di mistero. Incantevole il lago, suggestiva la vita a bordo della barca, sensuali le donne che salgono e scendo dalla Tinca. Mi è piaciuto e lo metto tra gli imperdibili.

Voto: 10/10

Incipit

Nel tardo pomeriggio di un giorno d’estate del 1946 arrivavo, al timone di una grossa barca a vela, nel porto di Oggebbio sul Lago Maggiore. L’inverna, il vento che nella buona stagione si alza ogni giorno dalla pianura lombarda e risale il lago per tutta la sua lunghezza, mi aveva sospinto, tra le dodici e le diciotto, non più in su di quel piccolo abitato la scustre, dove decisi di pernottare.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.

Siamo nel 1946. La guerra è appena terminata, e sulle rive del LAgo Maggiore si tenta di tornare a vivere. Il protagonista è un giovanotto sui trent’anni che, a bordo di una piccola ma confortevole imbarcazione a vela, la Tinca, che governa da solo, con la perizia d’un autentico, solca le acque, per diporto. una sera, gettata l’ancora nel porticciolo di Oggebbio, incontra un signorotto del luogo, che attacca discorso con tono apparentemente distratto, e poi l’invita a Villa Cleofe, dove vive con la moglie, acida e assai più anziana di lui, la bella dognata Matilde, vedova, e un terzetto di devoti famigli. Il giovane sis ente, insieme attratto e respinto dal mistero che si respira in quelle stanze, ma accetta l’ospitalità dalla bellezza “alla Ranzoni” di MAtilde. Gli viene addirittura assegnata una acamera, quella del vescovo, appunto, nel cui grande armadio si sfarina un’antica veste talare. Tutti vivono in oenmbra, come nelle grotte artificiali delle Isole Borromee, ancora storditi dagli avvenimenti che si sono succedti in quegli anni, e non ancora abituati alle luci, non soltanto metaforiche della pace. L’amicizia fra il proprietario della Tinca e l’Orimbelli si consolida, perchè i due non tardano a scoprirsi accaniti dongiovanni, e si servono dell’imbarcazione-specchietto per le scorribande erotiche che Chiara, da acuto casanoviano, diesgna con legante malizia e sottile psicologia. Ma un tragico avvenimento viene a turbare il clima d’acquario della villa, e il fine ritratto di provincia si tinge di “giallo”.

Scheda del libro

Autore: Chiara, Piero
Titolo: La stanza del vescovo / Piero Chiara ; introduzione di Giancarlo Vigorelli
Pubblicazione: Verona : Mondadori, 1977
Descrizione fisica: 173 p. ; 19 cm.
Collezione: Oscar narrativa
Numeri: ISBN – 88-044-1906-7
Nomi: Chiara , Piero
Paese di pubblicazione: ITALIA

Collegamenti per capire meglio il libro

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