257 lettura finita (127/II anno) – Nero Wolfe e i ragni d’oro di Rex Stout


Inizio lettura 5 agosto – Termine lettura 7 agosto 2008

No! Non mi è piaciuto. Wolf l’ho trovato “troppo personaggio”: troppo nevrastenico, e particolarmente antipatico. Il suo aiutante Archie eccessivamente sicuro di se… Insomma il tutto sopra le righe per i miei gusti. Anche la storia l’ho trovata un poco debole. Stout lo rimando alla prossima lettura.

Voto: 6,5/10

Incipit

Quando suona il campanello d’ingresso mentre Nero Wolf e io celebriamo il rito dei pasti, di regola tocca a Fritz andare ad aprire. Ma quella sera ci andai di persona, perchè la perla della famiglia non era in grado di ricevere nessuno, nemmeno Raquel Welch.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
E’ buona regola non raccontare molto della vicenda narrata in un giallo, per non togliere al lettore il piacere di scoprire da solo “come va a finire”, ma anche per evitare il rischio di fornire involontariamente indizi determinanti. Quando poi il giallo abbia per protagonista Nero Wolfe occorre che questa regola sia rispettata al massimo, perchè nelle vicende del pachidermico investigatore conta di norma assai poco l’azione e assai di più il gioco dei particolari e quello mentale. Poca azione, è vero, ma sostanza molta, come molta è la suspence, la tensione, seppure stemperate da una garbata ironia. Sono, questi, ingredienti tradizionali delle avventure di Wolfe.
Per l’azione, mai soverchiante rispetto al ruolo delle elucubrazioni cerebrali di Nero Wolfe, c’è Archie Goodwin, il suo factotum, anche lui investigatore ma all’occorrenza, che gli si presenta spesso, autista, galoppino, cameriere e molte altre incombenze che il suo “signore e parone” ritenga opportuno affidargli.
E va da sè che se azione ci deve essere questa si svolga rigorosamente lontano, salvo eccezioni rarissime quanto imprevedibili, dalla casa in pietra arenaria grigio-rossastra sulla 35ma strada dove Wolfe ha il suo regno e dalla quale non si muoverebbe mai. Un regno dove Wolfe cura con il fido Theodore, con maniacale passione, le sue orchidee, in una serra all’attico. Un’attività che lo impegna rigorosamente iogni giorno dalle 9 alle 11 e dalle 16 alle 18 e dalla quale non lo smuoverebbe nemmeno il Presidente degli Stati Uniti in persona. L’unico che può distoglierlo, a fatica, da questa volontaria schiavitù floreale è Goodwin.
Ci sono, nei romanzi che hanno Wolfe protagonista anche le donne, ma servono più che altro a sottolineare la feroce misoginia di Nero in contrasto con il “gallismo” di Archie, gran tombeur des femmes a cui evidentemente non basta la relazione vivace con la rossa, affascinante, Lili Rowan che è pure miliardaria.
E il regno di Wolfe è allietato dalla presenza di Fritz, cuoco di rara abilità, complemento perfetto per Nero, che oltre che investigatore, floricoltore, amante della birra, è anche un gourmet raffinatissimo.
“Nero Wolfe e i ragni d’oro” è un romanzo che Rex Stout (1886-1975), inventore del celebre investigatore newyorkese, scrisse nel 1953.
Non racconterò nulla della trama se non quei pochi cenni che possano invitarvi a leggere il libro.
La vicenda si svolge in un arco di tempo assai breve, tra martedì 19 e venerdì 29 maggio 1953. Si apre con un incontro tra Pete Drossos, ragazzino dodicenne che a tempo perso porta soldi a casa lavando vetri ai semafori, Archi e Nero. Pete proporrà un caso, protagonista una misteriosa bionda e un tipo dalla faccia losca. Un importante quanto imprevisto accadimento cvonvincerà Wolfe, dapprima restio come suo solito, ad occuparsi della vicenda. Entreranno sulla scena la ricchissima Laura Fromm e il suo entourage, ci sarà una buona dose di azione (da non confondersi con la violenza degli “hard boiled novel”) e gli immancabili battibecchi e punzecchiamenti tra Archie e Nero. E, ovviamente l’immancabile ispettore Cramer, rappresentante della polizia ufficiale e sempre a disagio quando dweve misurarsi con l’elefantiaco private eye, di cui è spesso vittima predestinata.
Di più non conviene dire se non che la lettura di “Nero Wolfe e i ragni d’oro”, il cui livello qualitativo è all’altezza delle migliori aspettative, costituirà un gradevole passatempo per una serata o un viaggio che in tal modo si potranno salvare da ogni possibile, malaugurato, attacco di noia. Da:http://www.ciao.it/Nero_Wolfe_e_i_ragni_d_oro_Stout_R__Opinione_678275

Scheda del libro
Autore: Stout, Rex
Titolo: Nero Wolfe e i ragni d’oro / Rex Stout ; traduzione di Ida Omboni
Pubblicazione: Cinisello Balsamo! : San Paolo, stampa 1997
Descrizione fisica: VIII, 199 p. ; 21 cm
Collezione: I gialli dell’estate ; 4
Note Generali: Supplemento di: Famiglia Cristiana n. 34, agosto 1997
Legami a titoli: [Supplemento di] Famiglia cristiana
Nomi: Stout, Rex
Omboni, Ida

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Rex Stout

Nero Wolf

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