198 lettura finita (68/II anno) – Inverni lontani di Mario Rigoni Stern


Inverni lontani di Mario Rigoni Stern

Inizio lettura 18 febbraio 2008 – Termine lettura 19 febbraio 2008

Poesia. Poesia dell’inverno crudele e affascinante. I tempi passati, i riti di ogni anno. Quanto è bella la natura quando si è in pace, come è crudele quando si è al fronte. Eppure la neve è sempre quella: è quel meraviglioso manto bianco delle montagne che tutto fa tacere, ma è anche quel sudario candido che copre i soldati morti in russia e in Albania. Breve libro dai sapori e profumi intensi. Consigliato.

Voto: 10/10

Incipit
Il cuculo non canta più svolnado tra gli alberi: se n’è andato lontano oltre il mare. A farmi compagnia dai boschi più alti sono scese le cince dal ciuffo, che sulle betulle qui davanti alla finestra becchettano gli insetti, ogni tanto lanciando un richiamo che rallegra il mattino.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Il racconto parte da una semplice constatazione: se per noi che viviamo nelle moderne città occidentali è facile affrontare l’inverno, per molte persone non è così. E doversi preparare ai lunghi mesi di gelo è un problema che riguarda non soltanto paesi lontani come la Patagonia o la Sibera, ma anche certi villaggi isolati delle nostre montagne. L’autore offre quindi una serie di “istruzioni per l’uso”: una sorta di manuale in cui racconta come ci si prepara ai rigori invernali in assenza degli agi messi a disposizione dal progresso. Non mancano neanche i consigli per restare in buona salute. E ciò che emerge da tanti consigli pratici è il ritratto di un’esistenza vissuta secondo ritmi antichi. In attesa della primavera.

Scheda del libro
Autore: Rigoni Stern, Mario
Titolo: Inverni lontani / Mario Rigoni Stern
Pubblicazione: Torino : Einaudi, \1999!
Descrizione fisica: 44 p. ; 22 cm.
Collezione : I coralli ; 119
Numeri: ISBN – 88-06-15340-4

Ex libro
Nel tepore del letto vado con i ricordi dentro un tempo lontano; ma anche, ascoltando, ancor prima del crepuscolo dell’alba cerco di capire il tempo meteorologico: se il silenzio è limpido aprendo gli occhi vedo nel cielo le stelle tra le cortine della finestra: “A che punto del cielo le Pleiadi?” Immagino il freddo secco e forte che a volte fa scricchiolare il bosco. Questo è il momento più freddo della notte che comincia a impallidire; il momento in cui si muovono i corvi perchè non riescono più a sopportarlo. Sento il rumore delle loro ali e, lontano, quello della corriera: dentro ci sono gli studenti e gli operai che scendono in pianura. Assonnati e infreddoliti aspettano il ritorno del sole che li accoglierà quando arriveranno alle periferia della città. O incontreranno la nebbia? Se il silenzio, invece, è ovattato, la mia camera è come isolata dentro il cielo: non si sentono i corvi né l’autocorriera, non si vedono le stelle. E’ così perchè nevica. Il grande cerchio atorno alla luna lo aveva previsto. Che silenzio! Che tepore!

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Mario Rigoni Stern 

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