111 lettura finita – I miserabili di Victor Hugo


I miserabili di Victor Hugo

Inizio lettura 20 luglio 2007 – Termine lettura 03 agosto 2007

Può un miserabile, un ex forzato, riscattare la sua vita che pensava perduta? Il senso comune nell’800 lo riteneva impossibile. Jean Valjean nella sofferenza, nel sacrificio e nel dolore riesce. Romanzo epico, enciclopedico, storico, immenso. Hugo esagera in tutto, non segue una via in linea retta, devia di continuo, inserisce una infinità di digressioni, si perde, si ritrova. Arrivi alla fine che l’inizio sembra lontanissimo… Fantastico il finale, con continui colpi di scena che ti incolla alle pagine. Peccato che per le dimensioni sia improponibile nelle scuole, ma alcuni passi, come la descrizione della battaglia di Waterloo (grandiosa) andrebbero proprio letti. Geniale la fuga nelle sottosuolo parigino con un immancabile saggio sul suo sviluppo e funzionamento. Commuoventi i personaggi di Cosette, Gevroche e il vescovo, irritanti al punto giusto Javert e Thenardier, grandioso nella sua miseria riscattata il protagonista. Un libro che fa grande e maestosa la Francia. Imperdibile ma da leggere con il giusto stato d’animo.

Voto: 10/10

Trama (da ibs.it) Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Jean Valjean, un forzato, si rifugia presso il vescovo di Digne, ma lo deruba di due candelabri. Arrestato, il vescovo testimonia in suo favore e Valjean, commosso, cambia vita. Il suo nuovo nome è Madeleine e, diventato sindaco, difende una donna, Fantine che, sedotta e abbandonata con la figlia Cosette, era stata arrestata e maltrattata dal commissario Javert che sospettava che Madeleine e Valjean fossero la stessa persona. Per salvare un innocente, Valjean confessa la sua vera identità. Poi fugge, si rifugia a Parigi dove, dopo varie vicende, riuscirà a salvare Colette dal violento Thénardier. Nel 1832 si trova sulle barricate con Marius che, salvato da lui, sposerà Colette. Quando Valjean morirà al suo capezzale ci saranno i candelabri del vescovo.

Scheda del libro
Autore: Hugo, Victor
Titolo: I Miserabili
Edizione: 6. ed
Pubblicazione: Milano : Garzanti, 1983
Descrizione fisica: XXIV, 750 p.
Collezione : I grandi libri Garzanti ; 111

Collegamenti utili

Victor Hugo. Biografia.

I Miserabili.

Il Romanticismo

I Film

E-book

Ex Libro

Il Vescovo, sebbene avesse convertito la carrozza in elemosine, faceva ugualmente le sue visite pastorali. Diocesi impraticabile quella di Digne. Ci sono poche pianure, molte montagne, pochissime strade, 32 parrocchie, 41 Vicariati e 285 succursali. E’ un’impresa visitare tutto questo. Il Vescovo però ci riusciva; andava a piedi quando si trattava di un luogo vicino, in diligenza nella pianura, e a dorso di mulo sulla montagna. Lo accompagnavano le due donne anziane. Quando il viaggio era troppo penoso per loro, andava solo. Un giorno arrivò a Senez, antica città episcopale, a cavalcioni di un asino. La sua borsa, assai scarsa in quel momento, non gli aveva permesso altro mezzo. Il sindaco della città, andato a riceverlo alla porta del vescovado restò scandalizzato, a vederlo scendere dall’asino. Alcuni borghesi che erano con lui ridevano. – Signor Sindaco – disse il Vescovo – signori cittadini, mi accorgo che vi siete scandalizzati perché trovate che è troppo superbo per un povero prete servirsi della cavalcatura che fu già di Gesù Cristo. Vi assicuro che l’ho fatto per necessità e non già per vanità. Parte I, Libro I, Un giusto.

– Sì, le brutalità del progresso si chiamano rivoluzioni; ma quando sono finite, si riconosce che il genere umano, se è stato trattato male, ha però marciato. Parte I, Libro I, Un giusto.

Questo accadeva nel 1795. Valjean fu tradotto in tribunale, accusato di furto con scasso, commesso di notte in una casa abitata. Possedeva un fucile che maneggiava meglio di qualsiasi tiratore ed era un po’ cacciatore di frodo. E questo fu un danno per lui. C’è un pregiudizio legittimo contro questa specie dei cacciatori, i quali al pari del contrabbandiere sono assai vicini ai briganti. Eppure, diciamolo di passaggio, c’era un abisso tra queste due razze e gli orribili assassini delle città. I cacciatori vivono nella foresta, i contrabbandieri sui monti e sui mari. Le città producono uomini feroci perché corrotti. I monti, i mari formano uomini selvaggi che sviluppano gli istinti della fierezza, spesso senza distruggere quelli della umanità. Parte I, Libro II, La caduta

ma cento anni sono la giovinezza d’una chiesa e la vecchiaia di una casa. Pare che l’abitazione dell’uomo partecipi della sua breve esistenza, e quella di Dio della sua eternità. Parte II, Libro IV, La stamberga Gorbeau.

Essere “ultra” significa andare al di là; significa combattere lo scettro in nome del trono, la mitra in nome dell’altare; malmenare ciò che si sostiene; tirar calci nel proprio traino; cavillare col rogo sul grado di cottura degli eretici; rimproverare all’idolo la scarsa idolatria; insultare per eccesso di rispetto; trovare che il papa non è abbastanza papista, che il re non è abbastanza monarchico e che la notte non è abbastanza buia; dichiararsi nel nome della bianchezza scontenti dell’alabastro, della neve, del giglio e del cigno; parteggiare fino al punto da diventare nemici; essere tanto favorevoli da riuscire contrari. Parte III, Libro III, Nonno e nipote.

… c’è un momento in cui le fanciulle si schiudono in un batter d’occhio e diventano rose di colpo. Ieri le lasciammo bambine, oggi le ritroviamo inquietanti. Parte III, Libro VI, La congiura delle due stelle.

Cittadini, il secolo diciannovesimo è grande, ma il secolo ventesimo sarà felice. Allora più niente di simile alla vecchia storia; non si dovrà più temere, come oggi, una conquista, un’invasione, un’usurpazione, una rivalità di nazioni a mano armata, un’interruzione di civiltà dipendente dal matrimonio d’un re, una nascita nelle tirannie ereditarie, una ripartizione di nazionalità decisa da un congresso, uno smembramento per il crollare d’una dinastia, una lotta fra due religioni che cozzano come due capri delle tenebre sul ponte dell’infinito; non si dovrà più temere la fame, lo sfruttamento, la prostituzione per miseria, la miseria per disoccupazione, e il patibolo, e la spada, e le battaglie e tutti i brigantaggi del caso nella foresta degli avvenimenti. Si potrebbe quasi dire: non ci saranno più avvenimenti. Il genere umano sarà felice: compirà la sua legge come il globo terrestre compie la sua; si ristabilirà l’armonia tra l’anima e l’astro; quella graviterà intorno alla verità come questa intorno alla luce. Amici, l’ora in cui siamo e in cui vi parlo, è fosca; ma sono questi gli acquisti terribili dell’avvenire. Una rivoluzione è un pedaggio. Oh! il genere umano sarà liberato, rialzato, e confortato! Noi glielo promettiamo su questa barricata. E donde emetteremmo il grido d’amore se non dall’alto del sacrificio? Fratelli miei, è questo il luogo di congiunzione di quelli che pensano e di quelli che soffrono; questa barricata non è fatta né di selci né di travi né di ferramenta; ma di due mucchi, uno d’idee, l’altro di dolori. La miseria qui s’incontra con l’ideale, qui il giorno abbraccia la notte e le dice: – Io muoio con te e tu rinascerai con me. Parte V, Libro I, Jean Valjean.

Quando un uomo vestito dallo Stato ne insegue un altro cencioso, lo fa allo scopo di farne un uomo vestito dallo Stato. La questione si riduce tutta al colore: essere vestito di turchino è meritorio, di rosso è spiacevole. Parte V, Libro III, La melma, ma l’anima.

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3 thoughts on “111 lettura finita – I miserabili di Victor Hugo

  1. Innanzitutto complimenti per la tenacia e la passione….
    più di 28000 pagine in pochi mesi….
    Non rischi la saturazione?
    : )
    Ti scrivo per un consiglio: visto che ho intenzione di leggere Les Misérables, mi sapresi consigliare una traduzione perlomeno decente?
    Io conosco il francese, ma non mi sento in grado di leggere Hugo in originale… ubi maior…
    Grazie!

  2. L’edizione che ho letto (I grandi libri Garzanti) non è per niente male… oltretutto è stata rieditata nel 2006 sempre per la stessa casa editrice… è un’edizione che trovi tranquillamente anche in biblioteca. Buona lettura e armati di pazienza… comunque ne vale la pena.

    Se poi vuoi discutere, con dei veri appassionati, delle tue letture ti segnalo il nostro forum dedicato ai libri:

    http://libri.forumcommunity.net/

    Grazie per la visita e a presto.

  3. Epico. Magistrale. Di una levatura morale immensa.
    “I Miserabili” di Hugo come “La Commedia” di Dante non appartengono ad una Nazione o a un periodo storico. Ma sono dell’Umanità. Nel raggio d’azione dell’infinito.

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