91 lettura finita – I Vicerè di Federico De Roberto


I Vicerè di Federico De Roberto

Inizio lettura 21 giugno 2007 – Termine lettura 24 giugno 2007

Intensa ed elaborata denuncia dello stile di vita della nobiltà siciliana a cavallo dell’unità d’Italia. Splendido l’intreccio tra sfondo storico e le vicende dei protagonisti. Al centro del romanzo vi è la “roba” di verghiana memoria con la differenza che De Roberto mette al centro non l’umile ma il ricco. Un mondo dove ciò che conta è solo ciò che appare all’esterno. E’ salvare la facciata al costo di rovinarsi l’intera esistenza, di manipolare le coscienze e le menti con qualsiasi mezzo e chi si ribella al sistema è destinato ad essere messo al margine ed isolato. Strepitosa la figura di don Blasco che porta in se tutte le contraddizioni di una società in fermento con l’affermazione di nuovi valori in campo politico, economico, religioso. Direi molto attuale.

Voto: 9,5/10

Trama (da ibs.it)
Tutta la realtà siciliana della seconda metà dell’Ottocento viene illuminata dai riflettori puntati sulle vicende della famiglia Uzeda, seguite attraverso tre generazioni. Intorno ai suoi membri si disperdono e si raggruppano i questuanti, i liberali, i benedettini di San Nicola, i lavapiatti, i piccoli affaristi, gli usurai, i codini, gli elettori del duca, i garibaldini, i prepotenti, i vili e poi i paesaggi, le campagne, i dintorni di Catania e di altre città più sfumate. De Roberto mette a nudo le lacerazioni della sua classe d’origine e dell’ingranaggio sociale, e conduce il suo atto d’accusa con spietata determinazione

Scheda del libro
Autore: De Roberto, Federico
Titolo: I vicere / Federico De Roberto ; introduzione di Mario Lavagetto
Edizione: 15. ed
Pubblicazione: Milano : Garzanti, 2004
Descrizione fisica: XXIII, 651 p. : 1 ritr. ; 18 cm.
Collezione : I grandi libri Garzanti ; 144

Ex Libro
Senza paura nè di Dio nè del diavolo, il monaco la fece costante bersaglio della sua più violenta opposizione. Se ella restrinse certe spese, la accusò di disonorar la famiglia con la sua tirchieria; se continuò a spendere in altre cose come prima, le rinfacciò di volerla portare all’ultima rovina; ascoltando gli altrui consigli, ella fu una bestia incapace di pensare col proprio cervello; se fece da sè, restò più bestia di prima, accoppiando la presunzione alla bestialità. Parte I, Capitolo III.

Fra le donne l’alterazione era più manifesta: Chiara e Lucrezia, quantunque fresche e giovani entrambe, erano disavvenenti, quasi non parevano donne; la zia Ferdinanda, sotto panni mascolini, sarebbe parsa qualcosa di mezzo tra l’usuraio e il sagrestano… Parte I, capitolo III.

Sottovoce, l’uno all’orecchio dell’altro, gli Uzeda riprendevano a darsi del matto. Non era matta Chiara che trattava la cameriera come una sorella e il bastardo di lei come un figlio suo proprio? Non era matta Lucrezia che maltrattava quel povero diavolo di Benedetto in tutti i modi? Che cos’era donna Ferdinanda, la quale, senza che gliene venisse nulla, si impacciava di tutti gli affari della parentela? E che dire del principe, il quale, dopo aver dimenticato per tanti anni la cugina, adesso si metteva con lei, sotto gli occhi del figlio?… Parte II, capitolo VI.

Un perito agrimensore compose un opuscolo intitolato: Consalvo Uzeda principe di Francalanza, brevi cenni biografici, e glielo presentò. Egli lo fece stampare a migliaia di copie e diffondere per tutto il collegio. Il ridicolo di quella pubblicazione, la goffaggine degli elogi di cui era piena non gli davano ombra, sicuro com’era che per un elettore che ne avrebbe riso, cento avrebbero creduto a tutto come ad articoli di fede. Parte III, Capitolo IX.

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4 thoughts on “91 lettura finita – I Vicerè di Federico De Roberto

  1. Ciao Gabriele, mi chiamo Cristiano Sabbatini e sono il responsabile della Bel-Ami Edizioni. Visto il tuo interesse per De Roberto, sarei felice di regalarti una copia di “Documenti umani” (l’ultima edizione risale al 1888).
    A quale indirizzo posso spedire il volume?
    Cristiano

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