82 lettura finita


La Signorina Fifì di Maupassant

Inizio lettura 06 giugno 2007 – Fine lettura 10 giugno 2007

Il volume è una raccolta di brevi racconti dai temi più svariati. Maupassant ha uno stile di scrittura che conquista il lettore e rende piacevole e scorrevole la lettura anche per chi, come per il sottoscritto, che non ama particolarmente le raccolte di racconti. I migliori sono in assoluto “Marroca” e “Il vecchio” -strepitoso- mentre la “Signorina Fifì” che da il titolo al libro mi è parso di gran lunga il peggiore. Da leggere.

Scheda del libro

Autore: Maupassant, Guy : de
Titolo: La signorina Fifi e altre novelle / Guy de Maupassant ; traduzione di Mario Picchi ; con uno scritto di Lev Tolstoj
Pubblicazione: Milano : Oscar Mondadori, 2005
Descrizione fisica: XXVIII, 338 p. ; 19 cm.
Collezione : Oscar classici ; 616
Numeri: ISBN – 88-04-54619-0

Sintesi (da Ibs.it)
Allievo di Flaubert, Guy de Maupassant ha lasciato al lettore moderno un illuminante ritratto della società borghese della Francia del Secondo Impero e è proprio nella misura breve della novella che il suo stile, di grande realismo descrittivo, ma anche di profonda sensibilità psicologica e accesa sensualità, raggiunge i risultati migliori. Come nelle novelle qui raccolte, in cui tornano i temi cari all’autore di “Bel Ami”: i paesaggi della Normandia, gli amori infelici, l’infanzia abbandonata, la crudeltà della guerra, la mediocrità della vita borghese.

Ex Libro

Il mare d’inverno… secondo Maupassant.
Mi piace il mare a dicembre… ci sono restati solamente i pescatori che passano a gruppi, camminando pesantemente coi loro stivaloni marini, la gola coperta di lana, portando in una mano un litro d’acquavite e nell’altra la lanterna della barca. Le nuvole arrivano dal nord e corrono spaventate nel cielo cupo; il vento soffia. Le grandi reti scure sono stese sulla sabbia, coperte dai rottami portati dalle onde. E la spiaggia sembra triste… Il mare grigio e freddo, con la sua frangia di schiuma, sale e scende su quel greto deserto, infinito e sinistro. Da i “Relitti”.

Lo Scirocco
Era di luglio, un torrido pomeriggio. Il lastricato era caldo da poterci cuocere il pane, la camicia, subito fradicia, mi s’incollava addosso e, su tutto l’orizzonte, ondeggiava un tenue vapore bianco, l’ardente vampa dello scirocco che sembra calore palpabile. Scesi verso il mare e, facendo il giro del porto, mi misi a percorrere la riva lungo la bella baia, dove sono i bagni. La montagna ripida, coperta di cedui, di alte piante aromatiche dagli odori possenti, si arrotonda intorno alla piccola insenatura in cui s’immergono, giro giro, scuri roccioni. Non c’era anima viva; nulla che si muovesse; non un grido d’animale, nè un d’uccello, nè un rumore; neppure uno sciacquio, tanto il mare immobile pareva intorpidito sotto il sole. Da Marroca.

I Ghiacciai
Visti così a distanza non sembravano immensi, eppure quella vista mi ha fatto rabbrividire. Un radioso sole al tramonto ci colpiva; il calore era tremendo. I monti di ghiaccio restavano freddi e candidi. La Jungfrau, la Vergine, dominava i suoi fratelli mostrando il gran fianco innevato, e tutti, a perdita d’occhio, si rizzavano intorno a lei – i giganti dalla testa pallida, le cime eternamente ghiacciate che la luce morente rendeva più chiare, come inargentate contro l’azzurro cupo della sera. Quella folla inerte e colossale faceva pensare al principio d’un mondo nuovo e straordinario, a una regione dirupata, morta, immobile ma seducente come il mare, piena d’un fascino misterioso. L’aria che aveva sfiorato quelle cime sempre gelide e veniva a noi passando sulle campagne strette e fiorite, era diversa dall’aria fecondatrice delle pianure – con un che di aspro e di forte, di sterile, quasi un sapore degli spazi inacessibili. Da Alle acque.

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2 thoughts on “82 lettura finita

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