LXIII lettura finita


Francisco Coloane, Antartico

Inizio lettura 17.04.2007 – Termine lettura 18.04.2007

Di solito non impazzisco per le raccolte di racconti e anche questa volta non faccio eccezione. Dell’intero volume però ne segnalo tre che secondo me vale la pena leggere: “L’uomo con il cavallo chiamato Patria”, “Un veterano di Capo Horn” e “Il fantasma dell’elefante marino”. Dei racconti marinareschi rimprovero la terminologia particolare delle attività di navigazione perchè per chi non è pratico di fiocchi, boma e vari sartiami la lettura diviene complessa. Coloane poi aggiunge una scienza infinita di animali e luoghi ai suoi connazionali sicuramente famigliari ma a noi difficili da immaginare.

Voto 7/10

Trama (da ibs.it)
La suggestione di paesaggi lontani e misteriosi, il fascino del mondo “alla fine del mondo”, gli scenari desolati e rarefatti della Terra del Fuoco e della Patagonia, i ghiacci inesplorati dell’Antartico, le figure degli uomini che popolano queste terre.

Scheda del libro

Autore: Coloane, Francisco
Titolo: Antartico / Francisco Coloane ; traduzione di Pino Cacucci
Pubblicazione: Parma : U. Guanda, 2006
Descrizione fisica: 140 p. ; 22 cm.
Collezione : Narratori della Fenice
Numeri: ISBN – 88-8246-974-3

Ex libro

Sulla spiaggia sabbiosa davanti all’hotel Cabeza del Mar, il cui proprietario era uno spagnolo, un giorno era comprsa una coppia di pinguini che lui aveva catturato per portarli nel vicino cortile dove allevava anatre e galline. E li aveva lasciati lì. La pinguina aveva fatto tre uova e i piccoli erano cresciuti assieme agli altri pulcini. Quando avevano perso le piume che non consentono loro di nuotare, se n’erano andati verso il mare con i genitori, ma dopo un pò erano tornati tutti nel pollaio. I viaggiatori che passavano di lì erano incuriositi da quella famiglia di pinguini addomesticati, finchè un giorno quelli non avevano fatto più ritorno dal mare. Era trascorso circa un anno quando dalla spiaggia davanti al Cabeza del Mar il pinguino maschio era ricomparso… Il proprietario dell’albero gli aveva aperto la porta del cortile e quello era entrato. Poi per restarsene solo, in solitudine assoluta. Ogni tanto andava a pescare per nutrirsi e quindi tornava a mescolarsi con anatre e galline, finchè non divenne vecchio e malamdato… “La stessa cosa sta succedendo a me qui a Yiemish Aike” disse con sguardo vitreo quando finì di raccontarmi quella tenera storia. Da “L’uomo con il cavallo chiamato Patria”.

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