LXI lettura finita


Inizio lettura 11.04.2007 – termine lettura 12.04.2007

Un bel libro. Sotto la cappa del Garbino le storie degli abitanti del condominio di via Orientale 18. Il passato, con i suoi drammi, le sue gioie e i suoi rimpianti amplificati dal caldo opprimente di questo temibile vento che chi frequenta l’Adriatico conosce bene. Alla fine il maestrale porterà via l’estate e i pensieri tristi. Molto belle le descrizioni che fanno “mare”. Vi ho rivisto le mie vacanze. Personaggi assolutamente credibili e vena narrativa ottima. Da leggere.

Voto 10.

Trama

L’imprevisto ha qualcosa di magico: turba la quiete monotona e rassicurante del quotidiano ma libera sentimenti e sensazioni assopite o dimenticate. Un romanzo introspettivo, delicato ed elegante. Nel condominio di una località di mare vicino Chieti che si rianima durante i mesi estivi, quando un certo numero di habitués, perlopiù signori e signore di una certa età vi tornano per trascorrere le vacanze, il vento caldo del garbino non tarda a farsi sentire con grande forza. Il garbino è un vento spossante dal quale ognuno cerca di difendersi come può, ma gli animi e i sentimenti dei villeggianti resteranno profondamente scombussolati dal suo passaggio.

Scheda del libro

Autore: Alberico, Giulia
Titolo: Il vento caldo del Garbino / Giulia Alberico
Pubblicazione: Milano : Mondadori, 2007
Descrizione fisica: 148 p. ; 23 cm.
Collezione : Omnibus
Numeri: ISBN – 9788804566564

Ex libro

La palazzina del condominio di Via Orientale 18 è abitata tutto l’anno solo da poche famiglie. Le altre svernano in città diverse. Tornano a occupare gli appartamenti solo durante i meis estivi e, sporadicamente, per la Pasqua o durante qualche fine settimana. La casa si riempie tutta, come un alveare, tra giugno e agosto. E torna, già tra settembre e ottobre, ad assistere a partenze. Si chiudono, allora, le persiane, si chiudono i balconi, come occhi che cedano al sonno. Restano i pochi che restano e il silenzio del giardino, delle scale, dell’androne si fa grande. Pag.7.

Le pareva che la terra esplodesse, che la natura avesse trovato strade potenti e sotterranee per resistere a ogni violenza degli uomini. Anche le crepe nella strada avevano tracce di timida ortica verde chiara, sui muri accenni di rampicanti e parietarie, in un vecchio tronco cavo e morto erano nate piccole felci, sotto lamiere un tenero muschio. Tutto intorno a lei parlava di vita silenzosa e tenace, che voleva emergere alla luce. La cicoria del campo spuntava nelle aride aiuole spartitrafico, semi d’alloro punteggiavano il ghiaino, una rustica verbena era fiorita sotto un palo della luce. Pag.45.

Tra il condominio e il mare c’è la ferrovia. Quando il sole è calato un pò, le donne siedono sui balconi e guardano passare i treni che sfrecciano se sono Eurostar, vanno meno veloci se sono addetti al trasporto merci. I treni adesso non fermano più nel paese sul mare, salvo gli Interregionali. Corrono veloci diretti al Sud o al Nord, di giorno e di notte, ma i condomini di via Orientale 18 non li avvertono più. Continuano a dormire se dormono, ne ascoltano il rumore metallico. Devono interropmere una conversazione se stanno parlando, e restano con la bocca aperta, colti di sorpresa, paiono bambini nel gioco di Un due tre, stella! Anche la televisione o la radio vengono sovrastate per alcuni secondi di fragore. Poi tornano l’acciottolio dei piatti, le voci, il sottofondo delle vite che si svolgono nella palazzina di fronte alla ferrovia. Pag.52.

La notte scese su di loro e per qualche ora si abbandonò al sonno. L’aria ferma e calda s’andò profumando di crema pasticciera, perchè nel forno di Franca si preparavano le bombe alla crema per la mattina successiva. L’odore si pandeva nell’aria immobile e già carica d’altri profumi sospesi: il gelsomino dei terrazzi, la citronella che bruciava ancora nelle ciotole, l’amaro dei pittosfori. Pag.57.

Il rumore della saracinesca che veniva tirata su riempì come un boato quell’ovatta di silenzio. Era già passato tanto tempo? “il mondo si rimette in moto” penso l’ammiraglio. Rossella con l’apertura della merceria, ogni giorno, sabati e domeniche esclusi, funzionava da sveglia per tutto l’isolato. Se qualche treno notturno non era riuscito a destare i condomini orami abituati ai treni come al rumore della pioggia o dei marosi, certamente la serranda del negozio ROSSELLA. MERCERIA riusciva nell’intento di annunciare che un nuovo giorno stava per aprirsi. Pag.62

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One thought on “LXI lettura finita

  1. Le storie di tutti come una diaspora di sentimenti che lievitano e ingigantiscono i desideri e le fantasie. Spazi intimi silenziosi e cadenzati, rumori del tempo che evocano ricordi ed emozioni che attendono di seguire il loro naturale corso, come il tempo metereologico. Il vento caldo riesce a catturare la voce dei protagonisti, a renderla forte e travolgente, intensa e viva come i colori della nuova stagione in cui ognuno cerca e riscopre con gli occhi del cuore, la propria esistenza.

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