LV lettura finita


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Inizio lettura 19.03.2007 – Fine lettura 21.03.2007

Libro fortunato e controverso. Margherita-Violetta (quella di Traviata) cortigiana che vende l’amore di Amore (quello con la A maiuscola) alimenta i suoi ultimi giorni consumati dalla malattia e lontana dal suo Armando. Il riscatto di una mantenuta che per la prima volta innamorata rinuncia agli agi e al lusso in cui aveva sempre vissuto e che per Amore rinuncia al suo amato. Il dramma Amoroso di due giovani ventenni: ancora molto moderno. Nonostante sia nota la trama Dumas avvinghia il lettore che non riesce a staccarsi dal dramma raccontato. Dumas degno figlio di Dumas.

Voto:10/10

Ma essere veramente amati da una cortigiana, è una vittoria ben diversamente difficile. In loro il corpo ha logorato l’anima, i sensi hanno bruciato il cuore, il vizio ha corazzato i sentimenti. Le parole che si rivolgono loro, esse le conoscono da un pezzo, conoscono i mezzi che si adoperano, e l’amore stesso che ispirano, esse l’hanno venduto. Amano per mestiere, non per slancio. Sono protette dai loro calcoli meglio di quanto una vergine non sia protetta da sua madre e dalle mura del convento; e così hanno inventato la parola “capriccio” per definire quegli amori non venali che si concedono di tanto in tanto come riposo, come scusa, o come consolazione: simili in questo a quegli usurai che strozzano mille persone e che credono di riscattarsi prestando una volta mille franchi a qualche povero diavolo che muore di fame, senza pretendere interessi e senza chiedere la ricevuta.

Inoltre, quando Iddio concede l’amore a una cortigiana, quest’amore, che sembra a prima vista un perdono, diventa ben presto per lei una punizione. Non c’è assoluzione senza penitenza. Quando una creatura, che ha tutto un passato da rimproverarsi, si sente improvvisamente vinta da un amore profondo, sincero, irresistibile, del quale non si sarebbe mai creduta capace, e confessa quest’amore, l’uomo amato la domina! E come si sente forte del crudele diritto di dirle: “Tu non fai per amore più di quello che hai fatto per denaro!”.

Allora esse non sanno che prove dare. Racconta una novella che un bambino, dopo essersi lungamente divertito, in un campo, a gridare:

“Aiuto!”, per disturbare la gente che vi lavorava, fu un bel giorno divorato da un orso, senza che quelli che egli aveva così spesso ingannati credessero quella volta alle sue vere grida di spavento. Lo stesso accade a quelle disgraziate figliole, quando si innamorano seriamente. Hanno mentito tante volte che non si vuole più credere loro, e sono in mezzo ai loro rimorsi, divorate dal loro amore. Pgg. 98-99

Autore: Dumas, Alexandre
Titolo: La signora delle camelie / Alexandre Dumas ; traduzione di Francesco Pastonchi ; introduzione di Giovanni Bogliolo
Edizione: 4. rist
Pubblicazione: Milano : A. Mondadori, stampa 1995
Descrizione fisica: 226 p. ; 19 cm.
Collezione : Oscar classici ; 143
Titolo uniforme: dame aux camelias.
Numeri: ISBN – 88-043-1922-4

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