39 lettura finita – La luna e i falò di Cesare Pavese


luna_falo.jpg

Inizio lettura 02.02.2007 – Fine lettura 04.02.2007

Le memorie di “Anguilla” trovatello fuggito in America per vedere il mondo e ritornato nelle sue langhe dopo avere trovato fortuna. Con l’amico Nuto rivive il passato che non c’è più. Riscopre i colori, gli odori le usanze del suo vecchio mondo. Anguilla racconta e sospira. Torna a rivedere i luoghi in cui è cresciuto chiede della sua famiglia adottiva e della Mora, la cascina dove ha vissuto l’adolescenza. Non c’è più nessuno: tante stagioni sono passate. Il tutto raccontanto con grande maestria. Una narrazione che scorre piacevole sotto gli occhi del lettore e che crea vivide immagini nella fantasia di chi si accosta a questo classicissimo del ‘900.

Voto:

A me piaceva su quello spiazzo, in mezzo ai platani, sentire le voci delle trombe e del clarino, vedere tutti che s’inginocchiavano, correvano, e la madonna uscire dal portone dondolando dal portone sulle spalle dei sacrestani. Poi uscirono i preti, i ragazzi con camiciolo, le vecchie, i signori, l’incenso, tutte quelle candele sotto il sole, i colori dei vestiti, le ragazze. Anche gli uomini e le donne dei banchi, quelli del torrone, del tirasegno, della giostra, tutti stavano a vedere, sotto i platani. Capitolo XXX.

Sono libri, – disse lui, – leggici dentro finchè puoi. Sarai sempre un tapino se non leggi nei libri. Capitolo XX.

Fa un sole su questi bricchi, un riverbero di grillaia e tufi che mi ero dimenticato. Qui il caldo più che scendesse dal cielo esce da sotto – dalla terra, dal fondo tra le viti che sembra si sia mangiato ogni verde per andare tutto in tralcio. E’ un caldo che mi piace, sa un odore: ci sono dentro anch’io a questo odore, ci sono dentro tante vendemmie e fienagioni e sfogliature, tanti sapori e tante voglie che non sapevo più di avere addosso. Capitolo V.

Coi colleghi di banda che istruiva lui sotto una tettoia il sabato serra alla stazione, arrivavano sulla festa spediti e leggeri, poi per due tre giorni non chiudevano più la bocca nè gli occhi -via il clarino il bicchiere, via il bicchiere la forchetta, poi di nuovo il clarino, la cornetta, la tromba, poi un’altra mangiata, poi un’altra bevuta e l’assolo, poi la merenda, il cenone, la veglia fino al mattino. Capitolo II.

Autore: Pavese, Cesare
Titolo: La luna e i falo / Cesare Pavese
Pubblicazione: Torino : Einaudi, stampa 1994
Descrizione fisica: 140 p. ; 20 cm.
Collezione : Nuovi coralli ; 15
Numeri: ISBN – 88-06-32516-7

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...