XXXV lettura finita


gattopardo.jpgInizio lettura 27.01.2007 – termine lettura 29.01.2007

E’ proprio vero che non bisognerebbe mai fermarsi davanti alle apparenze. Posseggo questo libro da anni ma la copertina è poco invitante e per questo (forse) ne ho sempre rimandato la lettura (che superficiale!!!). Finalmente ho vinto la ritrosia e… Unico romanzo di Tomasi di Lampedusa, a quanto pare sofferto (una gestazione complessa), è piacevole, ironico, drammatico. In fondo pensandoci a mente fredda questo libro non ti racconta nulla (la trama è molto semplice) e tutto (che Sicilia!!! Tomasi di Lampedusa ti cala in questo sole potente, in una terra arsa dal calore e assetata di acqua, in questo mare fermo che si scorge dalle colline interne, in questo paese, Donnafugata, che nella mia mente si trasforma quasi in un paese di un far west italianissimo, o meglio borbonico-garibaldino). Se la Deledda ti da il respiro vivo della Sardegna, Tomasi di Lampedusa non è da meno: un dipinto netto, crudo e vero di una Sicilia liberata dal giogo straniero ma schiava della “sicilianità”. Imperdibile.

La riservatezza della Chiesa era quanto meglio nel genere potesse trovarsi in Sicilia, ma ciò non voleva ancora significare molto: fra un mese, fra due, tutto sarebbe dilagato: come tutto dilaga in quest’isola che anzichè la Trinacria dovrebbe avere a proprio simbolo il siracusano Orecchio di Dioniso che fa rimbomabre il più lieve sospiro in un raggio di cinquanta metri. Capitolo VIII.
Padre Pirrone aveva gli occhi rivolti al soffitto, come se fosse un capomastro incaricato di saggiarne la solidità… Padre Pirrone da perito edile si era trasformato in saggio musulmano e, incorciate quattro dita della mano destra con quattro della sinistra, faceva roteare i poliici l’uno di fronte all’altro, invertendone e mutandone la direzione con sfoggio di fantasia coreografica. Capitolo III.

Venne mostrata a don Fabrizio una lettera delle autorità di Girgenti che annunziava ai laboriosi cittadini di Donnafugata la concessione di un contributo di duemila lire per la fognatura, opera che sarebbe stata conpletata entro il 1961, come assicurò il Sindaco, incaiampando in uno di quei lapsus dei quali Freud doveva spiegare il meccanismo molti decenni dopo; e la riunione si sciolse. Capitolo III.

Don Onofrio Rotolo era una delle rare persone stimate dal Principe, e forse la sola che non lo avesse mai derubato. L’onestà sua confinava con la mania, e di essa si narravano episodi spettacolosi, come quello del bicchierino di rosolio lasciato semipieno dalla Principessa al momento di una partenza, e ritrovato un anno dopo nell’identico posto col contenuto evaporato e ridotto allo stato di gromma zuccherina, ma non toccato. “Perchè questa è una parte infinitesima del patrimonio del Principe e non si deve disperdere”. Capitolo II.
Vicino al pozzo premuroso incominciò la colazione. Intorno ondeggiava la campagna funerea, gialla di stoppie, nera di restucce bruciate; il lamento delle cicale riempiva il cielo; era come il rantolo della Sicilia arsa che alla fine di agosto aspetta invano la pioggia. Capitolo II.
Si erano attraversati paesi dipinti di azzurino tenero, stralunati; su ponti di magnificenza bizzarra si erano valicate fiumare integralmente asciutte; si erano costeggiati disperati dirupi che saggine e ginestre non riuscivano a consolare. Mai un albero, mai una goccia d’acqua: sole e polverone. Capitolo II.

Aprì una delle finistre della torretta. Il paesaggio ostentatava tutte le proprie bellezze. Sotto il lievito del forte sole ogni cosa sembrava priva di peso: il mare, in fondo, era una macchia di pure colore, le montagne che la notte erano apparse temibilmente piene di agguati, sembravano ammassi vaporosi sul punto di dissolversi, e la torva Palermo stessa si stendeva acquetata intorno ai conventi come un gregge al piede dei pastori. Capitolo I.
… in questa isola segreta, dove le case sono sbarrate e i contadini dicono di ignorare la via per andare al paese nel quale vivono e che si vede lì sul colle a cinque minuti di strada, malgrado il suo ostentato lusso di mistero, la riservatezza è un mito. Capitolo I.

Voto:

Autore: Tomasi di Lampedusa, Giuseppe
Titolo: Il Gattopardo / Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Edizione: 78. ed
Pubblicazione: Milano : Feltrinelli, 1962
Descrizione fisica: 330 p. ; 20 cm.
Collezione : Biblioteca di letteratura. I contemporanei ; 4

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