XXIV lettura finita


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Inizio lettura 22.12.2006 – fine lettura 25.12.2006

Sarà anche considerata letteratura per ragazzi ma quantè scritto bene questo libro? Lettura molto piacevole e avvincente. Peccato per diversi errori di stampa in questa edizione. A mio giudizio è un imperdibile.

Voto:

…si iniziò a udire in lontananza un’eco leggera di note festose che si avvicinavano e risuonavano sempre più forte e gaie. Le campane della torre si sbizzarirono in doppi rintocchi e un fiume di gente cominciò ad affolare la chiesa, togliendosi la neve dalle scarpe, sfegandosi le mani, soffiandosi sulle dita. Spalancarono il portone occidentale, e nella sua cornice apparve la grande strada ricoperta di neve e illuminata dal sole; entrò un soffio frizzante di vento mattutino. Nella chiesa dell’abbazia.

Un istante dopo, il grigiore mattutino cominciò a penetrare dalle vetrate dipinte della chiesa, facendo impallidire le candele. La luce del giorno si diffuse gradualmente e ben presto brillò, e dalle lunette sudorientali un bagliore vermiglio inondò i muri. La tempesta era passata, le grandi nuvole dopo aver rovesciato il loro carico di neve, si erano dissolte e il nuovo giorno spuntava su un ridente paesaggio invernale avvolto di bianco. Nella chiesa dell’abbazia.

La mia patria è questa buca scavata nella terra. Piova o tiri vento… che sia primavera, quando tutti gli uccelli cantano e cadono i fiori sul mio letto, o sia inverno e io sieda solo presso il mio buon focolare, mentre il pettirosso cinguetta nel bosco… questa è la mia chiesa e il mio villaggio, la mia sposa e il mio bambino… e qui mi piace tornare, e qui, se i santi vorranno, verrò a finire i miei giorni. Il Rifugio
Nevicava senza un attimo di tregua, e tutto intorno era di un bianco candido, accecante; solo il vento si era calmato; e il mondo intero sembrava cancellato e sepolto sotto quella silenziosa coltre di neve. Il Rifugio.

Senzalegge gli stava indicando una piccola imbarcazione abbastanza isolata, appena dentro il porto, che si sollevava regolarmente e dolcemente al passare delle onde. Un pallido raggio di sole invernale rischiarava il ponte del battello, mettendo in risalto contro un ammasso di nubi minacciose… La Buona speranza

Pigro e melmoso, il Till era un fiume ampio, che in quel punto, uscendo dalla palude, scorreva fra alcune isolette folte di salici e acquitrinose. L’acqua era torbida, ma, in quella mattina viva e luminosa ogni cosa diventava più bella; il vento e le martore ne arabescavano la supeficie in innumerevoli increspamenti, e il riflesso del cielo si frangeva in lembi di un azzurro ridente. Una piccola insenatura veniva incontro al sentiero nei pressi della riva si nascondeva la capanna del barcaiolo, fatta di vimini e di fango, col tetto ricoperto d’erba verdeggiante. Il traghetto della palude.

Proprio in quell’istante gli zoccoli d’un cavallo fecero rimbombare il ponte e la gente, voltandosi, vide arrivare al galoppo Bennet Hatch, un uomo brizzolato, dalla faccia abbronzata, pesante la mano e arcigno l’aspetto, armato di spada e di lancia, in giaco di cuoio ed elmo d’accaio… Alla locanda del Sole di Kettley.

Autore: Stevenson, Robert Louis
Titolo: La freccia nera : romanzo delle Due Rose / Robert Louis Stevenson ; introduzione di Masolino d’Amico
Pubblicazione: Torino : Einaudi, [2006]
Descrizione fisica: XIV, 272 p. ; 20 cm.
Collezione : ET Classici ; 1425
Numeri: ISBN – 88-06-18498-9

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