I° lettura finita


inizio lettura 16.09.2006 – termine 21.09.2006

Presso la chiesa, sull’orlo di Val di Rovese, è un piccolo albergo non posto dalle Intelligenze delle montagne nè da quelle dell’aria, rustico al pian terreno dove il vino fermenta la domenica in canzoni e vocii, borghesemente lindo le scale sonore di abete, le stanze dall’impiantito di abete, che assiti di abete dividono, odorate di abete, dov’è gradevole, forse per la funebre somiglianza, sentirsi vivere. Capitano colà l’estate dal piano modesti clienti, visini anemici, stomacuzzi inerti, piccole borse di artisti e di poeti, uno dei quali ultimi, innamorato di Vena, dell’Acqua Barbarena e di Picco Astore, ci viene tutti gli anni e ha imposto a ciascun sasso, a ciascuna zolla dell’altipiano, nomi che nessuna carta topografica riproduce e che tuttavia trovano favore. Così si spiega lo sbalordimento di un ingegnere del Catasto, che recatosi all’Hôtel Astore in cerca di Carlino, una domenica, quindici giorni dopo l’arrivo dei Dessalle a Vena, si udì rispondere dalla cameriera che il signore non era in casa e che forse lo avrebbe trovato nel Covile del Cinghiale. Capitolo VI

Era una notte delle più buie, neppure si vedeva sotto la terrazza il lago nero e immobile come le montagne avviluppate la fronte di mostruose nuvole che sole avevano un fioco albore. Dato sfogo a quel gran bisogno di piangere, provai l’intenso desiderio accorato di un segno che mi dessero di sè i miei morti, stetti sospeso, in ascolto, pur con la coscienza della mia follia. Mi parve udir un bacio dell’acqua sulla riva, prima; poi una voce di uccello notturno nei boschi della sponda opposta; poi niente, niente, niente. Stavo per levarmi, sospirando, di là, quando udii per un momento suoni fievoli di campane grandi…” Capitolo V.
“Caro Commendatore” disse Bassanelli “la femmina è l’impugnatura del maschio; Lei lo saprebbe se non vivesse fra i cori degli angeli, dei Principati e delle Dominazioni; e se mostrasse di saperlo non intendo come si farebbe torto. Questa impugnatura può essere l’amante, ma può essere anche la moglie, può essere la cuoca. Si figuri che la mia cuoca, la quale sta in casa mia da trent’anni, fa di me quello che vuole; e i suoi seduttori sono quindi miei padroni. Se fosse un cuoco gli vorrei forse bene ma non sarebbe il mio padrone. È la femminilità di quel piccolo cartoccio di grinze che mi soggioga.” Capitolo IV.Nell’alzarsi insieme a don Giuseppe, nel disporsi a una passeggiata in giardino, la marchesa pregò il domestico rurale di avvertire Giacomo e stimò di aver così trasmesso a Giacomo l’ordine di attaccare. “Giacomo?” disse fra sè il rurale. “Sarà il cocchiere. Avvertirlo di che? Ci penserà lui.” E se ne andò con la intenzione lodevole di riferirgli tal quale il messaggio della sua padrona. Ma Giacomo non era il cocchiere che aveva condotto la marchesa Nene a villa Flores, era il nome di un defunto cocchiere antico di casa Scremin, l’emblematico nome col quale la marchesa chiamava imperturbata, nove volte su dieci, piacesse o non piacesse loro, i Beppi, i Toni, i Tita venuti poi, il Checco attuale. Capitolo IV.

Nel dire e non dire, a modo suo, tante sottili fila di artifici santi, le ingarbugliò siffattamente che a un certo punto don Giuseppe non ne aveva capito nulla ed ella stessa vi si era avviluppata dentro a segno da togliere al suo interlocutore ogni speranza che potesse uscirne. Ella continuò invece senza scomporsi il suo discorso rotto e oscuro peggio che mai, annaspando, annaspando, spremendosi dalla gola parole che cozzavano insieme, ferma in qualche idea recondita della sua mente, cui pure voleva dire e non dire. Don Giuseppe si fece un po’ inquieto. Lo stesso crescente annaspare della marchesa dentro a tenebre sempre più fitte e il lampo di qualche “bisognerebbe’ gli diedero l’idea di un disegno chiaro nella mente di lei che, per abitudine, non metteva mai fuori il suo pensiero intimo alla prima, e l’idea ch’ell’avesse assegnato un cómpito anche a lui, un cómpito non facile, non rispondente al reale poter suo. La marchesa venne a questa conclusione tanto più paurosa quanto più inattesa: “Capisce, don Giuseppe, quel che m’intendo?”. Capitolo IV.

Come in un fascio di sarmenti imposto a coperte brage il calore si propaga con lento lavoro fino a che vi brillan sotto due, tre, quattro punti roventi e il fascio si slaccia, vi spesseggiano le faville, le fumarole, tutto vi bisbiglia, cigola, crepita, e se qualche spettatore impaziente vi accosta un fiammifero acceso, subito ne saetta ruggente la vampa acuta, così rumoreggiando quel gruppo inquieto, e avendovi l’uomo acido, pensoso della minestra, gittato il suo fiammifero acceso “O dentro o fora!”, Quaiotto scattò: “Domando la parola!”. Capitolo III.

“Ga d’essere, ga d’essere, ga d’essere”, fino a che gli capitò sotto gli occhi miopi una piccola, poco vestita donnetta di porcellana, già difesa contro le sue verecondie iconoclaste dalla vecchia signora Záupa che le chiamava “stomeghezzi’. Matío si cacciò la donnetta in una delle tasche posteriori dell’abito, dove poi la dimenticò e il donnone ebbe a pescarla l’indomani mattina col più complicato stupore. Capitolo III.

Una torre alta e sottile, tozzi campanili, schiacciati ammassi di tetti venivano alzandosi dal piano davanti alla carrozza sotto le aeree fronti nevose delle montagne lontane. Era la città, la triste fine del cielo aperto ai sogni, della terra distesa in pace, odorante vita e frescura…” Capitolo II.

Link utili:

Il testo

La vita

Trama e altro 

Annunci

7 thoughts on “I° lettura finita

  1. partirei da Piccolo Mondo antico (per i romanzi) e seguente “saga” oppure da Malombra…

    Oppure se vuoi qualcosa di più “piccolo” da il fiasco del maestro Chieco…

  2. Caro amico,
    nella lettura di Malombra mi sono imbattuta in un passo in cui Edith e suo padre, accompagnati da don Innocenzo, visitando il coro della chiesetta ammirano il Martirio di S. Lorenzo del Caravaggio. Incuriosita, cerco su Google questo quadro e scopro che in molti siti sono stati pubblicati degli articoli dello scorso luglio in cui si parla della scoperta di “un nuovo Caravaggio”…

    ti invio il link da cui puoi trovare tutti gli articoli
    http://www.google.it/search?sourceid=chrome&ie=UTF-8&q=caravaggio+martirio+di+san+lorenzo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...