537 lettura finita (10 del VI anno) – Memorie lontane di Guido Nobili


La copertina dell’edizione Sellerio

Una piccola perla nel mare magnum della narrativa del XIX secolo. Se per fare il Risorgimento ci vollero tre guerre d’indipendenza, il nostro piccolo protagonista non poteva certo sperare di vincere la prima vera battaglia della vita, ovvero l’amore eterno della sua amica Filli. Scrive bene il curatore Pancrazi: queste memorie lontane sono scritte con il distacco di chi ormai ha avuto tutto il tempo di elaborarle, di chi ha la consapevolezza di poterle narrare con obiettività. Il risultato è un piacevole racconto di formazione, infarcito di ironia e di tratti comici. Un buon libro per tentare di avvicinare i lettori più giovani alla bistrattata letteratura dell’Ottocento.

Voto: 9/10

Trama

Pancrazi, l’attento critico al quale si deve il ricordo di questo racconto sfuggito a tutti, notava che “Memorie lontane” è giocato in realtà su due piani. Nel primo è il quadro di una famiglia, di un ambiente e di una città, prese nel momento in cui la Firenze Granducale passa, nel 1859, con una specie di farsa insurrezionale, nel nascente Stato Sabaudo; nel secondo, che con il primo si interseca, è l’amore breve di un bambino per la sua Filli destinato, come tutte le cose dei bambini, a perdersi, a dissolversi come un’ombra nel buio dell’indifferenza del mondo degli adulti.

L’autore

Nòbili, Guido. - Scrittore (Firenze 1850 - ivi 1916). Di professione avvocato, si dedicò saltuariamente alle lettere. Le sue Memorie lontane (pubbl. post. inBozzetti, scritti polemici, pagine sparse, 1916, e poi, in volume a sé, a cura di P. Pancrazi, 1942), per l’accento poetico che spesso le anima, restano fra i migliori racconti autobiografici del secondo Ottocento. Scrisse inoltre un romanzo: Senza bussola! … (1906). Continua su Treccani.it

Scheda del libro

Autore principale: Nobili, Guido
Titolo: Memorie lontane : racconto / Guido Nobili ; con prefazione di P. Pancrazi
Edizione: 3. ed
Pubblicazione: Firenze : Le Monnier, 1953
Descrizione fisica: 198 p. : 1 ritr. ; 17 cm.
Collezione: Collezione in ventiquattresimo

Altri articoli riguardanti Memorie lontane su IL QUADERNO

Le strinsi la mano e rimase incinta


Giovanni Verga

Giovanni Verga

Chi segue, con costanza, Il Quaderno avrà  notato la mia spiccata predilezione per la narrativa italiana dell’Ottocento. Stamane, in auto, mentre come di consueto ascoltavo Stampa e regime, riflettevo sulle recenti letture (Marchesa Colombi, Cesare Donati, Giovanni Verga, solo per fare alcuni esempi).

Il titolo è forse eccessivamente lapidario, ma penso che esprima bene il succo di queste righe.

Se fosse pudore o ingenuità, questo non ho modo di saperlo, tuttavia pare evidente che molte eroine – soprattutto le popolane – incappassero in gravidanze indesiderate e “illecite” solo per una stretta di mano.

Mi spiego meglio: i baci, le carezze e ancor di più gli incontri intimi erano banditi dalle pagine dei romanzi; al più, vi erano sguardi infuocati, pallidissime allusioni e tante – moltissime – strette di mano che significano assenso alle profferte amorose.

Capita così, soventemente, che dopo una di queste strette di mano, al voltare pagina scopriamo che la protagonista è incinta con tutte le tristi – all’epoca – conseguenze del caso.

Tra il dire e il tacere, insomma, il prendersi per mano valeva come la proverbiale cicogna.

I 15 invitati a pranzo (indovinello letterario)


Il primo capitolo di Piccolo mondo antico di Antonio Fogazzaro è un convergere di personaggi a pranzo, presso la villa della signora Marchesa. Gli invitati sono 15 ma l’autore ne svela solo 13 nascondendo tra le righe 2 figure. Avete voglia di scoprire chi sono gli ospiti celati?

Qui il Primo capitolo  per la caccia al personaggio e sotto i 13 convitati svelati.

  • Marchesa
  • Pasotti e sua moglie
  • Il curato di Puria
  • Franco
  • La signora Carabelli e figlia
  • Il Paolin
  • Il Paolon
  • Il prefetto della Caravina
  • Il signor Giacomo (che sarà poi assente)
  • Il Marchese Bianchi
  • Viscontini l’accordatore di pianoforti.

Le altre due invitate (sono donne) sono accennate di passaggio. Sapete dire quali?

ITALIA vs SPAGNA 6-6


E se la finale degli europei si combattesse a colpi di nobel per la letteratura, come finirebbe?

6-6… necessari i tempi supplementari :-)

MARCATORI:

1904 - José Echegaray y Eizaguirre (E) “in riconoscimento delle numerose e brillanti composizioni che, in maniera individuale ed originale, hanno fatto rivivere la grande tradizione del dramma spagnolo”

1906 – Giosuè Carducci (I) “non solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche critiche, ma su tutto un tributo all’energia creativa, alla purezza dello stile ed alla forza lirica che caratterizza il suo capolavoro di poetica”

1922 – Jacinto Benavente (E) “per il felice metodo col quale ha proseguito la tradizione illustre del dramma spagnolo”

1926 – Grazia Deledda (I) “per la sua ispirazione idealistica, scritta con raffigurazioni di plastica chiarezza della vita della sua isola nativa, con profonda comprensione degli umani problemi”.

1934 – Luigi Pirandello (I)”per il suo coraggio e l’ingegnosa ripresentazione dell’arte drammatica e teatrale”.

1956 – Juan Ramonez Jimenez (E) “per la sua poesia piena di slancio, che costituisce un esempio di spirito elevato e di purezza artistica nella lingua spagnola”

1959 – Salvatore Quasimodo (I) “per la sua poetica lirica, che con ardente classicità esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi”.

1975 – Eugenio Montale (I) “per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni”.

1977 – Vicente Aleixandre (E) “per una scrittura poetica creativa che illumina la condizione dell’uomo nell’universo e nella società attuale, allo stesso tempo rappresentando il grande rinnovamento delle tradizioni della poesia spagnola tra le guerre”.

1989 – Camilo Josè Cela (E) “per una prosa ricca ed intensa, che con la pietà trattenuta forma una visione mutevole della vulnerabilità dell’uomo”

1997 – Dario Fo (I) “che seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”

2010 – Mario Vargas Llosa (E) “per la sua cartografia delle strutture del potere e la sua tagliente immagine della rivolta, della resistenza e della sconfitta dell’individuo”

Il Bunga bunga nella letteratura e saggistica dell’800


Non so perché ma mi è venuta l’idea di fare una ricerca sul bunga-bunga in google libri. Nasce così una piccola rassegna di Bunga-Bunga nella letteratura e saggistica anteriore al 1900… :-) … come dire: il bunga bunga prima del bunga bunga…

Un'immagine da Google libri...

La festa del Bunga-bunga

“Questa stagione si svolge come una grande festa per gli aborigeni di questa località, chiamato da loro Bunga Bunga”

da: The Phytologist: a popular botanical miscellany, Volume 4,Parte 1 a cura di George Luxford,Edward Newman, 1851

Link: http://books.google.it/books?id=PatVaeIUq3wC&pg=PA229&dq=bunga+bunga&hl=it&ei=NbdTTYzhJJCXOrSnkeAJ&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=7&ved=0CE4Q6AEwBjgK#v=onepage&q=bunga%20bunga&f=false

***

L’albero del Bunga-Bunga

da: The Church of England magazine, Volume 22 Di Church Pastoral-aid Society, London, 1847

http://books.google.it/books?id=xRURAAAAIAAJ&pg=PA163&dq=bunga+bunga&hl=it&ei=NbdTTYzhJJCXOrSnkeAJ&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CC8Q6AEwADgK#v=onepage&q=bunga%20bunga&f=false

***

Il paese del Bunga-bunga (curiosa l’associazione con la parola escort)

da: Journal, Volumi 7-8 Di Anthropological Society of London, 1858

Link: http://books.google.it/books?id=hkc7AAAAYAAJ&pg=RA2-PR29&dq=bunga+bunga&hl=it&ei=ZrlTTd7sHsGgOoDOmfYI&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=2&ved=0CDUQ6AEwATgU#v=onepage&q=bunga%20bunga&f=false

***

Il vocabolario malese dice: “molto contento”

da: A grammar and dictionary of the Malay language: with a preliminary …, Volume 1 Di John Crawfurd, 1852

Link: http://books.google.it/books?id=Q_gUAAAAYAAJ&pg=PR27&dq=%22bunga+bunga%22&hl=it&ei=PbpTTYvGKMGUOpiGjb4J&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=4&ved=0CEAQ6AEwAw#v=onepage&q=%22bunga%20bunga%22&f=false

***

Nel nuovo testamento Malese (sarebbe interessante scoprire il passo)

da: The New Testament in Malay

Link: http://books.google.it/books?id=A2EtAAAAYAAJ&pg=PA13&dq=%22bunga+bunga%22&hl=it&ei=e7tTTe_5MMKDOrPE9KcJ&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CC8Q6AEwADge#v=onepage&q=%22bunga%20bunga%22&f=false

Se qualcuno volesse aggiungere qualche citazione è benvenuto :-)

203 lettura finita (73/II anno) – Il cinghiale e l’allodola di Nico Orengo


Il cinghiale e l'allodola di Nico Orengo

Inizio lettura 26 febbraio 2008 – Termine lettura 27 febbraio 2008

Lettura davvero breve. Appena 36 pagine. Tuttavia piuttosto noiosa. Messo in una raccolta di scritti brevi poteva fare la sua brava figura. Presentato così come romanzo breve è piuttosto deludente. Unica cosa sorprendente il prezzo: 7 euro e 80 centesimi. Un pò troppo per un libro di siffatte dimensioni.

Voto: 5/10

Incipit
“… l’ora di andare. Alzati”. Il padre lo strattonò sul gomito che sporgeva dalle lenzuola. Era presto, molto presto. Marco guardò verso le persiane: la luce sulla piazza era ancora accesa.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Un padre e un figlio, separati dallo stesso dolore, entrano nel bosco alla vigilia di Natale. L’uomo vuole abbattere il cinghiale che gli sta distruggendo i campi. Il ragazzo intuisce, in quel grande buio, che la preda è qualcosa d’altro, e difficilmente potrà essere abbattuta da un colpo di fucile. Nella notte d’attesa solo gesti minuti, brevi parole, lunghi silenzi potranno, forse, sconfiggere la rabbia, il rancore, l’opacità del sentimento.

Scheda del libro
Autore: Orengo, Nico
Titolo: L’ allodola e il cinghiale / Nico Orengo ; disegni di Luigi Mainolfi
Pubblicazione: Torino : Einaudi, 2006
Descrizione fisica: 48 p. : ill. ; 18 cm.
Collezione : L’ arcipelago Einaudi ; 95
Numeri: ISBN – 88-06-18307-9

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Nico Orengo

La lettura precedente di viole e liquirizia

Discutiamone insieme sul forum

202 lettura finita (72/II anno) – La spiaggia di Cesare Pavese


La spiaggia di Cesare Pavese

Inizio lettura 23 febbraio 2008 – Termine lettura 28 febbraio 2008

Pavese non è molto soddisfatto della sua opera (“È quella che si chiama una franca ricerca di stile”) ma io sì. Il romanzo è breve, in questo periodo mi sto dedicando a letture “minimaliste” in fatto di numero di pagine, ma molto piacevole. C’è il sapore di un’Italia che non c’è più: la vita di collina e di paese, con la genuinità delle persone che oggi troviamo solo in qualche sperduto angolo dei nostri monti più remoti e la spiaggia come era prima del boom degli stabilimenti balneari con le località di villeggiatura ricche d’umanità durante i mesi estivi ma non oppresse dal turismo di massa. Un mondo fatto di feste all’aria aperta e delle chiacchere nelle sere d’estate. Ciò che amo di Pavese, in questo libro, è la pacatezza del tuo stile, la non fretta nel raccontarti le cose la calma delle descrizioni che ti fanno essere in veranda oppure sulla spiaggia coi protagonisti, come se tu fossi seduto al tavolo con loro.

Voto: 9/10

Incipit
Da parecchio tempo eravamo intesi con l’amico Doro che sarei stato ospite suo. ADoro volevo un gran bene, e quando lui per sposarsi andò a stare a Genova ci feci una mezza malattia.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Doro si è sposato, ha lasciato Torino per Genova e da troppo tempo non vede un suo vecchio amico, un professore più che trentenne. Ma in un giorno d’estate, Doro ritorna. A quanto dice, gli è semplicemente venuta voglia di rivedere il suo paese, eppure l’amico di un tempo non gli crede: lo accompagna per i luoghi della loro giovinezza e intanto prova a scavare sotto quella scorza taciturna ed evasiva, alla ricerca di un dramma intimo. Il professore continuerà a cercare quel dramma anche quando seguirà Doro al mare, e soprattutto quando incontrerà la moglie del suo amico, Clelia: una donna volubile e affascinante. Troppo, forse, perché il suo matrimonio funzioni. Un romanzo intenso e malinconico sui misteriosi e ambigui sentimenti che lasciano gli individui soli dinanzi al loro ineluttabile destino.

Scheda del libro
Autore: Pavese, Cesare
Titolo: La spiaggia / Cesare Pavese ; nota introduttiva di Laura Nay e Giuseppe Zaccaria
Pubblicazione: [3. ed.] – Torino : Einaudi, [2007]
Descrizione fisica: XIV, 116 p. ; 20 cm.
Collezione : ET ; 864
Numeri: ISBN – 9788806189723

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Cesare Pavese

La mia lettura de “La luna e i falò”

La spiaggia

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197 lettura finita (67/II anno) – Morte dell’inquisitore di Leonardo Sciascia


Morte dell'inquisitore di Leonardo Sciascia

Inizio lettura 17 febbraio 2008 – Termine lettura 18 febbraio 2008

Romanzo o saggio? Per la classificazione che utiliziamo noi bibliotecari (non tutti però, esistono diverse scuole di pensiero) è narrativa. Secondo me è saggio. Costruito e scritto come un’inchiesta ben documentata, ricorda molto (o forse è meglio invertire i termini di questo paragone, visto che Sciascia è antecedente) le inchieste di Andrea Camilleri non Montalbano (La concessione del telefono, Il Birraio di preston etc etc). Ne emergono tutte le contraddizioni dell’isola e del suo modo di vivere e di vedere la vita. Reo o eroe, animale o uomo, sacrilego o santo? Dipende dai punti di vista… sembrerebbe. Lavoro certosino di ricostruzione storica e lettura piacevole.

Voto: 8,5/10

Incipit
Pacienza Pane, e tempo. Queste parole, graffite sul muro di una cella del palazzo Chiaramonte, sede del Sant’Uffizio dal 1605 al 1782, Giuseppe Pitré riesce a decifrare nel 1906: insieme ad altre di disperazione, di paura, di avvertimento, di preghiera; tra immagini di santi, di allegorie, di cose ricordate o sognate.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Morte dell’inquisitore (1964) occupa un luogo del tutto a parte nell’opera di Leonardo Sciascia. La ragione ne fu data dall’autore stesso: «è un libro non finito, che non finirò mai, che sono sempre tentato di riscrivere e che non riscrivo aspettando di scoprire ancora qualcosa». Un libro, dunque, fondato su un mistero non del tutto svelato, forse non del tutto svelabile. E inoltre il libro dove Sciascia ha disegnato la figura di un suo antenato ideale, l’eretico Diego La Matina («personaggio che non doveva più lasciarmi»). Il tema dell’Inquisizione, infine, rimane (e rimarrà sempre) quanto mai delicato, perché – come scrisse Sciascia stesso con memorabile efficacia – «appena si dà di tocco all’Inquisizione, molti galantuomini si sentono chiamare per nome, cognome e numero di tessera del partito cui sono iscritti». Parole che ci fanno intendere, come meglio non si potrebbe, l’attualità immediata che questo libro ha per noi e confermano un’altra annotazione di Sciascia: «Mi sono interessato all’Inquisizione poiché questa è lungi dal non esistere più nel mondo».

Scheda del libro
Autore: Sciascia, Leonardo
Titolo: Morte dell’inquisitore / Leonardo Sciascia
Edizione: 3. ed
Pubblicazione: Milano : Adelphi, 1992
Descrizione fisica: 117 p. ; 18 cm.
Collezione : Piccola biblioteca Adelphi ; 279
Numeri: ISBN – 88-459-0877-1

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Leonardo Sciascia

Il sito amici di Sciascia 

Discutiamone insieme sul forum 

195 lettura finita (65/II anno) – Compagno don Camillo di Giovanni Guareschi


Compagno don Camillo di Giovannino Guareschi

Letto in auto durante le attese.

Manca il clima e la vita dell’Emilia (la storia si svolge in Russia) ma don Camillo rimane sempre una di quelle letture che preferisco. Si tratta infatti di una rilettura dopo molti anni. Lo avevo letto da ragazzo e nonostante siano passti molti anni il gusto che ho provato con questo libro è stato lo stesso. Così non capita con molti altri romanzi. Guareschi è fresco, schietto, ingenuo, quasi scontato eppure… che bella lettura. Consigliato a tutti coloro che hanno voglia di divertirsi.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Un sindaco comunista, Peppone, e un sacerdote in incognito, don Camillo, in viaggio d’istruzione nel paradiso dei lavoratori: l’URSS. Dubbi, entusiasmi, delusioni e paure di fronte a una realtà fino a quel momento soltanto sognata o immaginata. Avventure, imprevisti, equivoci, situazioni irresistibilmente paradossali, ma umanissime, in cui si scopre come la forza della fede sia ancora ben viva nel cuore del popolo russo. Un romanzo profetico di un grande scrittore che credeva nel valore del buon senso e della ragione.

Scheda del libro
Autore: Guareschi, Giovanni
Titolo: Il compagno don Camillo : Mondo piccolo / Guareschi ; con 18 disegni dell’autore
Edizione: 2. ed
Pubblicazione: Milano : Rizzoli, 1992
Descrizione fisica: 232 p. : ill. ; 20 cm.
Collezione : Superbur ; 94
Numeri: ISBN – 88-17-11394-8
Bibliografia Nazionale – 93-863

Collegamenti utili

Giovannino Guareschi

Don Camillo

La mia lettura di Don Camillo

La mia lettura di don Camillo e don Chichì (O i giovani d’oggi)

Brescello

I Film

Parliamone insieme sul forum

158 lettura finita (28/II anno) – L’amica della signora Maigret di George Simenon


l'amica della signora Maigret di Simenon

Inizio lettura 19 novembre 2007 – Termine lettura 20 novembre 2007

La signora Maigret indaga… Maigret indaga… Lucas Indaga… tutto il distretto indaga. Ma tutto ciò che hanno in mano sono una lettera anonima che annuncia un omicidio, due denti, un cappellino bianco, e una valigia che non c’è. Simenon è davvero brillante in questo giallo. Si legge d’un fiato, ti cattura l’attenzione, ti trascina verso il finale. Il miglior Maigret, finora, che da la caccia ad una banda.

Voto: 9/10

Incipit
La gallina era sul fuoco, con una bella carota rossa una grossa cipolla e un mazzetto di prezzemolo, i cui gambi spuntavano dal bordo della pentola. La signora Maigret si chinò per controllare che il gas non si spegnesse, visto che era al minimo.

Trama Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Chi l’avrebbe mai detto. La devota, schiva signora Maigret sulle prime pagine dei giornali. Insieme a un’amica – la piccola signora in tailleur blu e cappellino bianco – e a un bambino di due anni. Un’amica che le ha giocato un brutto tiro, scomparendo in maniera misteriosa. Decisamente, la signora Maigret deve aver perso la testa. Perché ha deciso di indagare. E ha la faccia tosta di zittire il marito. Questa faccenda non è roba da uomini! Ma che cosa c’entra l’incresciosa disavventura con il caso Steuvels, che da settimane appassiona il pubblico ed è ormai l’incubo della Polizia giudiziaria? Un rompicapo, più che un caso. O meglio: un feuilleton. «Steuvels ha bruciato un cadavere» diceva il messaggio anonimo. Ma Steuvels, il migliore rilegatore di Parigi, è un uomo insospettabile: colto, pacato, umbratile. E il cadavere non è mai saltato fuori. Vaghi indizi, nient’altro: due denti, del fumo nero e denso. Eppure il commissario non può arrendersi: è in gioco la sua dignità. I giornali l’hanno preso di mira: «Ne abbiamo abbastanza di sentir dire che Maigret è infallibile». Porterà avanti la sua indagine come sempre, da solo. E col suo passo, lento e pesante. Mettendo insieme i frammenti cristallini dell’aria invernale sospesi sul dedalo di strade intorno a place des Vosges. Qui, all’angolo tra il Grand Turenne e il Tabac des Vosges, si incontrano gli sguardi obliqui del calzolaio, della portinaia, della lattaia e della sua domestica che, forse, hanno visto tutto. Ma chi ci assicura che quelle in mostra nelle loro vetrine non siano identità contraffatte? Se lo chiede anche Maigret. Fino all’ultimo si ritroverà con due piste che si intrecciano e un mucchio di persone di cui si sa poco o nulla: nemmeno se hanno un ruolo o no nella faccenda. E una moglie che forse ha deciso di prendersi una rivincita.
Scritto a Carmel by the Sea (California) nel dicembre del 1949, L’amie de Madame Maigret è apparso in Francia l’anno successivo.

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: L’ amica della signora Maigret / Georges Simenon ; traduzione di Massimo Scotti
Edizione: 3. ed
Pubblicazione: Milano : Adelphi, 2005
Descrizione fisica: 164 p. ; 20 cm
Collezione : Gli Adelphi ; 218

Collegamenti utili per capire meglio il libro

George Simenon – Biografia

Il commissario Maigret – Analisi del personaggio

Il mio “Progetto Maigret”

Discutiamone insieme sul forum

Gabriele consiglia (4) – Le avventure di Owen Archer


di Robb Candace
Robb Candace l'autrice delle avventure di Owen Archer

Poche parole per convincervi
Letture piacevoli, sfondo storico ben inserito nella vicenda, un tocco di “giallo”.

Owen Archer (da wikipedia)
Owen Archer è un arcere di origine gallese rimasto invalido durante una guerra tra inglesi e francesi, che si stabilisce nella città di York, nella seconda metà del XIV secolo.A York Archer sposa la farmacista Lucie Wilton e si pone al servizio dell’arcivescovo John Thoresby come capo della guardia, spia e investigatore. Si trova quindi a dover risolvere vari casi di omicidio nella città di York o in altre città come per esempio il Santuario di St.David, in Galles.

Romanzi medioevali inglesi con Owen Archer

1. 1993 – La rosa del farmacista (The Apothecary Rose), Piemme (ISBN 8838487820)
2. 1994 – Il segreto della cappella (The Lady Chapel), Piemme (ISBN 8838410186)
3. 1995 – La reliquia rubata (The Nun’s Tale), Piemme (ISBN 8838410232)
4. 1996 – La donna del fiume (The King’s Bishop), Piemme (ISBN 8838485607)
5. 1997 – La morte nera (The Riddle of St Leonard’s), Piemme (ISBN 8838485615)
6. 1998 – Il borgo insanguinato (A Gift of Sanctuary), Piemme (ISBN 8838485623)
7. 1999 – I delitti della cattedrale (A Spy for the Redeemer), Piemme (ISBN 883847351X)
8. 2003 – Il cavaliere assassinato (Cross-Legged Knight), Piemme (ISBN 8838454582)

Il profilo biografico dell’autrice

153 lettura finita (23/II anno) – Le memorie di Maigret di George Simenon


Le memorie di Maigret di Simenon

Inizio lettura 29 ottobre 2007 – Termine lettura 30 ottobre 2007

Maigret, in carne ed ossa -personaggio reale- incontra Simenon e parla di se: la propria infanzia, i sogni non realizzati, i drammi di famiglia, l’incontro casuale con la professione di poliziotto, il matrimonio, la carriera. Insomma è un’autobiografia, è la presunta storia del comissarrio parigino. Non c’è giallo, non c’è thriller. E’ piuttosto un saggio sulla “poetica” di Maigret.

Voto 6,5/10

Incipit
Era il 1927 o forse il 1928. Non ho memoria per le date e non sono uno di quelli che annotano con cura ciò che hanno fatto o pensato, cosa frequente nel nostro lavoro, e che per alcuni si è rivelata utilissima, talvolta anche proficua.

Trama Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
A più di vent’anni di distanza, un Maigret ormai pensionato intende con le sue memorie ristabilire la verità. E comincia proprio dal giorno in cui il personaggio aveva incontrato il suo autore; continua con il racconto della sua infanzia e adolescenza, del suo arrivo a Parigi, della sua decisione di entrare nella polizia, e dell’incontro con quella che diventerà sua moglie; e passa poi a fare un quadro “veritiero” della vita di un giovane poliziotto nella Parigi degli anni Venti. Le memorie si chiudono con la nomina di Maigret a ispettore.

Scheda del libro
Autore: Simenon, Georges
Titolo: Le memorie di Maigret / Georges Simenon ; traduzione di Marco Bevilacqua
Pubblicazione: Milano : Adelphi, \2002!
Descrizione fisica: 143 p. ; 20 cm
Collezione : Gli Adelphi ; 207
Note Generali: In cop.: Le inchieste di Maigret
Titolo uniforme: memoires de Maigret
Numeri: ISBN – 88-459-1684-7
Bibliografia Nazionale – 2002-11981

Collegamenti utili per capire meglio il libro

George Simenon – Biografia

Il commissario Maigret – Analisi del personaggio

Il mio “Progetto Maigret”

Discutiamone insieme sul forum

151 lettura finita (21/II anno) – La follia improvvisa di Ignazio Rando di Dario Franceschini


La follia improvvisa di Ignazio Rando di Dario Franceschini

Inizio lettura 26 ottobre 2007 – Termine lettura 27 ottobre 2007

La storia è surreale: passa per i pensieri di Rando l’ammattito, dell’ambizioso ragionere Gargioni e del preoccupatissimo Conservatore, preoccupato di mantenere, a scapito di tutto e di tutti, i privilegi acquisiti. Il risultato è un brevissimo romanzo, ben scritto e sognante. E’ tanto che non leggo pirandello, ma pirandelliano mi pare proprio. Mi viene un paragone, forse un pò forzato: il “sistema” va in cortocircuito (Rando) perchè chi ha, a tutti i costi vuole mantenere (il Conservatore), e chi è vicino al potere (il ragioniere) lo vuole a tutti i costi e non guarda in faccia a nessuno. E se lo dice uno che il potere lo sperimenta tutti i giorni… ma forse esagero nell’interpretare.

Voto: 8/10

Incipit
Si alzò d’improvviso, strisciando le gambe della sedia metallica contro il pavimento di palladiana. Il rumore stridulo tagliò il silenzio perenne della Regia Conservatoria delle Ipoteche.

Trama Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Ferrara, periodo fascista. Ignazio Rando, impiegato modello noto per l’irreprensibile precisione con cui copia i documenti a lui affidati, una mattina, del tutto inaspettatamente, si alza dalla scrivania, sale in piedi sul banco dell’ufficio, lo percorre tutto, e se ne va davanti agli occhi esterrefatti dei presenti. L’ufficio non sa come reagire ed è il più ambizioso e meschino dei colleghi di Rando – tale Gargioni – a farsi carico di capire cosa sia successo. Mentre Rando gira per la città in stato confusionale, Gargioni va dunque a casa sua, dove scopre una stanza segreta piena di cartoncini su cui, maniacalmente, Rando registrava migliaia di sogni. Leggendo i sogni di Rando, spesso di argomento erotico e/o mortuario, Gargioni e il capoufficio si convincono che l’uomo sia un pazzo pericoloso, da denunciare alla polizia quanto prima. Di sicuro, è il capro espiatorio migliore per l’incendio che di lì a poco scoppierà…

Scheda del libro
Autore: Franceschini, Dario
Titolo: La follia improvvisa di Ignazio Rando / Dario Franceschini
Pubblicazione: Bergamo : Bompiani, \2007
Descrizione fisica: 146 p. ; 20 cm
Numeri: ISBN – 88-459-1515-8

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Il sito di Dario Franceschini

Varie recensioni

Il primo romanzo

Discutiamone insieme sul forum

149 lettura finita (19/II anno) – Maigret va dal coroner


Maigret Va dal coroner

Inizio lettura 23 ottobre 2007 – Termine lettura 23 ottobre 2007

Maigret è ospite negli Stati Uniti per un viaggio studio e si imbatte casualmente in un procedimento processuale. Si fa catturare dalla situazione ma non indaga. Il commissario ragiona e scopre immancabilmente il colpevole ascoltando le deposizioni ed interrogando a cena il vice sceriffo. Have a drink e Coca Cola il ritornello di questo breve giallo. Dialoghi pressanti e storia originale.

Voto: 8/10

Incipit
“Ehi, Lei!” Come a scuola Maigret si Voltò per vedere chi stessero chiamando. “Si proprio lei, laggiù…”. E un vecchio ossuto, con dei grandi baffoni bianchi, che pareva uscito dalle pagine della bibbia, tese un braccio tremolante.

Trama Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
«Non stava sognando, sapeva di essere sveglio. Era proprio lui, il commissario Maigret della Polizia giudiziaria, che si trovava lì, a più di diecimila chilometri da Parigi, e assisteva all’inchiesta di un coroner il quale, pur non indossando né giacca né gilè, aveva l’aria seria e compita di un impiegato di banca». L’Arizona è già il decimo stato (o l’undicesimo? Maigret ha perso il conto, sa solo che ogni volta, in Maryland come in New Jersey, nella Carolina del Nord come in quella del Sud, gli è stato solennemente consegnato un distintivo da sceriffo, uguale a quelli che si vedono nei film di indiani e cow-boy), e Tucson è solo l’ultima delle innumerevoli città piccole e grandi che il commissario attraversa, in compagnia dell’ufficiale dell’FBI incaricato di fargli da balia, nel corso del suo viaggio di studio americano. Il quale viaggio gli consentirà, in effetti, di apprendere parecchie cose: dal funzionamento dei «grammofoni meccanici» a quello – dal suo punto di vista assai poco convincente – della giustizia americana; da come si viaggia sulle strade del deserto a come si conduce un interrogatorio (questo, a sua volta, consentirà a Simenon di esibirsi in dialoghi martellanti, una vera goduria per il lettore). Apprenderà anche, però, che se gli americani sono gentili con tutti e a tutti sorridono e danno grandi pacche sulle spalle, tutti poi, la sera, «affogano sistematicamente la stessa nostalgia, lo stesso bisogno di impossibile» in una bottiglia di whisky – e che a volte, in una società «civile e ben organizzata» come quella americana, un delitto serve a ripristinare l’ordine costituito…

Scritto nel 1949 nella città (e nella stagione) in cui si svolge la vicenda, e apparso in Francia quello stesso anno, Maigret chez le Coroner è la seconda delle due inchieste a cui partecipa unofficially negli Stati Uniti il commissario Maigret. La prima, Maigret a New York, è apparsa da Adelphi nella primavera del 2000.

Collegamenti utili

George Simenon – Biografia

Il commissario Maigret – Analisi del personaggio

Il mio “Progetto Maigret”

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