508 lettura finita (9/VI anno) – Ultime notizie dal sud di Luis Sepulveda


Sepulveda: Ultime notizie dal Sud

Lettura di dicembre 2011

Non amo molto gli scrittori sudamerciani salvo qualche rara eccezione: Sepulveda appunto. La prima opera letta fu Patagonia express (non recensito su IL QUADERNO) di cui ricordo ancora – nonostante l’abbia letto migliaia di pagine fa – piacevoli spunti. Questo libro, se vogliamo, ne è una sorta di prolungamento altrattanto divertente.

Voto:  9/10

Incipit

Ci mettemmo in marcia senza sapere che quell’anno era fiorita la quila. Accadde al massimo tre volte in un secolo e quindi merita di essere definito un prodigio. La quila è una varietà di bambù andino che cresce nelle profonde gole della Cordigliera.

Ite missa est

“… questa è la Terra del Fuoco”.

Plus

Piacevole… un romanzo di ampi spazi (non poteva essere altrimenti)

Minus

Nessuno.

Quale lettore

Il lettore che ama viaggiare.

Trama

Nel 1996, a Parigi, due amici seduti davanti a un “mate” progettano un libro sul Sud del mondo. Sono uno scrittore e un fotografo, girano per il pianeta e lo ritraggono per quello che è: uno strano miscuglio di crudeltà e tenerezza, di verità e leggenda. Muovendosi nella steppa patagonica, “dove si sta tra la terra e il cielo”, armati di una Moleskine e di una Leica, i due amici vanno a caccia di storie da ultima frontiera. Forse le ultime storie di frontiera: Le ultime notizie dal Sud. Laggiù, lungo strade spazzate dal vento, capita di incontrare un virtuoso liutaio che si aggira in cerca del legno più adatto per costruire un violino. In un bar di San Carlos de Bariloche si può far amicizia con un ubriaco che afferma di essere il discendente di Davy Crockett. E nella pampa brulla, una vecchietta con il dono di rendere fertile tutto ciò che tocca diviene il simbolo del legame con una terra su cui troppi vorrebbero allungare le mani. Il tempo passa, alle storie si aggiungono altre storie, e il libro vede la luce anni dopo, quando le cose che voleva raccontare hanno acquisito “il sapore dell’inesorabilmente perduto”. Questo perché il Sud del mondo è una regione minacciata dall’avidità di predatori potenti, ma anche un luogo popolato di fantasmi, dove ancora echeggiano le gesta di Butch Cassidy e gli spari dello sceriffo Martin Sheffields; magicamente abitato da sedicenti folletti con un passato misterioso, e attraversato da un treno mitico, il Patagonia Express.

Ex libro

Una quindicina di anni fa Carlo e Luciano Benetton comprarono novecentomila ettari. Per capire le dimensioni di questa distesa di terra bisogna pensare, se si può, a un milione di stadi da calcio. A sentir loro, avrebbero portato il progresso. Invece portarono recinzioni di filo spinato, tagliando le vie della transumanza ai gauchos e alle poche specie selvatiche sopravvissute, e posero limiti assurdi a una regione che può essere limitata solo dal cielo e dalla terra. (Da La signora dei miracoli)

“Conoscete le bestie che sono nel recinto? Si chiamano vitelle e presto diventeranno vacche. A certe persone sembrano brutte, ma bisogna saperle guardare. Dentro sono piene di bistecche, filetti, animelle, latte, formaggio, e fuori sono coperte di scarpe, cinture, giubbotti e persino portachiavi…” (Gauchos della Patagonia)

Scheda del libro

Autore principale: Sepúlveda, Luis
Titolo: Ultime notizie dal sud / Luis Sepúlveda : con fotografie di Daniel Mordzinski ; traduzione di Ilide Carmignani
Pubblicazione: Parma: Guanda, 2011
Descrizione fisica: 161 p. : ill. ; 22 cm.
Collezione: Narratori della fenice
Titolo uniforme: Ultimas noticias del Sur | Sepúlveda, Luis
Numeri:[ISBN] 978-88-608-8660-6
Nomi
· Sepúlveda, Luis
· Carmignani, Ilide
· Mordzinski, Daniel
Soggetti
· Patagonia – Descrizioni e viaggi
· Argentina – Descrizioni e viaggi

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Sepulveda su Il quaderno

Luis Sepulveda

Discutiamone insieme sul forum

424 lettura finita (9/V anno) – In viaggio con l’asino di Bocconi-Visentin


In Viaggio con l'asino di Bocconi-Visentin

Lettura di ottobre 2010

Dopo “Tangenziali” di Biondillo-Monina, un altro viaggio “lento” scritto a quattro mani. Ci spostiamo dalla trafficata Milano girata a piedi, all’Abruzzo, girovagato in compagnia di un asino. La lettura è gradevole, le store raccontate anche. Tuttavia, non vi ho ritrovato la freschezza dei viaggiatori milanesi. Troppo lunga, a mio parere, la dissertazione finale sulla figura dell’asino.
Voto: 7,5/10

Plus

Carina l’esperienza raccontata.

Minus

Manca di vivacità.

Quale lettore?

Per chi ama viaggiare lentamente e i libri che raccontano un viaggio.

Incipit

La strada nei boschi è mal segnata, ripida e scivolosa. E’ il secondo giorno di trekking e, per come sta andando, probabilmente anche l’ultimo. Conduco un asinello fradicio e avvilito lungo un sentiero fangoso battuto dalla pioggia, che dura senza soste dal mattino presto.

L’Ite Missa est

Anche nei manifesti Modestine continua a camminare… piano.

Trama

Uno scrittore di viaggi e un professore universitario conducono i loro figli e due asini lungo gli antichi sentieri d’Abruzzo, da Tagliacozzo a Celano. In macchina, sull’autostrada che corre accanto, ci vorrebbe mezz’ora a dir tanto. Arriveranno invece a destinazione dopo una settimana a bassa, bassissima velocità, con soste, deviazioni, incontri imprevisti tra montagne, boschi, paesi, chiese e rovine: un’Italia “minore” sconosciuta ai più, ma dove si prepara una parte importante del nostro futuro. Asini, bambini e professori condividono un viaggio libero, povero, stravagante. Un viaggio in compagnia degli asini, questi strani animali, spesso calunniati e oggi ingiustamente dimenticati; un viaggio nei rapporti tra padri e figli; un viaggio dove non è sempre ovvio chi guida e chi segue, chi insegna e chi impara. La seconda parte del libro offre tutte le informazioni indispensabili per muoversi in autonomia con un asino. Per imparare a rallentare il passo e a guardarsi attorno al ritmo imprevedibile del più simpatico e testardo dei quadrupedi, che tanto filo da torcere aveva dato al capofila degli asinai dilettanti, Robert Louis Stevenson, in viaggio nelle Cévennes con la piccola, aristocratica asina Modestine.

Scheda del libro

Autore: Bocconi, Andrea
Titolo: In viaggio con l’asino / Andrea Bocconi, Claudio Visentin ; con dieci tavole di Stefano Faravelli
Pubblicazione: Parma : Guanda, [2009]
Descrizione fisica: 173 p. : ill. ; 20 cm.
Collezione: Prosa contemporanea
Numeri: ISBN – 9788860888235
Nomi: Bocconi , Andrea
Visentin, Claudio <1964- >
Faravelli, Stefano
Soggetti: Viaggi – Diari e memorie
Stevenson, Robert Louis. Travels with a donkey in the Ceveness
Classificazione:     910.4 – NARRAZIONI DI VIAGGI

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Il sito di Claudio Visentin

Andrea Bocconi

Discutiamone insieme sul forum

388 lettura finita (51/IV anno) – Tangenziali di Biondillo e Monina


Tangenziali di Biondillo - Monina

Lettura di luglio 2010

Scritto a quattro mani con doppio punto di vista. Monina spietato e Biondillo più buonista (ma mica tanto, certi giudizi sono davvero duri). E la conferma, per chi vive la periferia (anche se periferia ancora più periferia), che non esiste un progetto sulle estremità cittadine se non autostrade. E mi vien da dire: forse costruiscono autostrade perché così si viaggia a 100 all’ora e viaggiando a 100 all’ora non si vedono le schifezze che vanno nascendo lungo e sotto i viadotti. Per gli appassionati della città e dell’ambiente è imperdibile.

Voto: 9,5/10

Incipit

“Mi prendo una Redbull e inizio”. “Ecco, questo può essere un incipit”. “Allora è fatta, invece di tornare a casa a scrivere me ne vado in centro a fare un giro… il più è fatto”. La storia di come avremmo scritto questo libro è stata un poì il leitmotiv di questo strano viaggio. O almeno, uno dei leitmotiv

Descrizione

Milano sta cambiando. Archiviata dolorosamente quella “da bere”, del rampantismo anni Ottanta, la città si sta trasformando da capitale della moda e della finanza a moderna metropoli multietnica che ambisce a un ruolo sempre più centrale nella cultura europea e occidentale. Presa coscienza che esistono molti modi per conoscere una città, e molti modi per raccontarla, Gianni Biondillo e Michele Monina, il primo scrittore fortemente attaccato alla sua città, e il secondo, milanese d’adozione, da sempre appassionato di psicogeografia, decidono di mettere da parte lo spirito del flâneur e per una volta di intraprendere un viaggio programmatico da fare insieme: un giro intorno alla città dove l’uno è nato e l’altro è arrivato una decina d’anni fa e che ancora non sono riusciti a decodificare. Seguendo il margine della tangenziale di Milano, i due scrittori cercano di tracciare una mappa della città a partire dai suoi contorni. I viandanti della tangenziale mette in scena luoghi, personaggi, aneddoti, storie, traiettorie sghembe, percorsi d’acqua, cantieri in corso, polaroid di periferie, suggestioni psicogeografiche, appunti di fisiognomica cittadina, materiali vari raccolti durante i lunghi tragitti, fatti rigorosamente a piedi.

Ex libro

Siamo la nazione che ha il più alto numero di laureati in arichitettura. Tutti gli architetti d’Europa, messi assieme, non raggiungono i nostri. Se poi ci aggiungete altre figure professionali – i geometri, gli ingegneri, gli agronomi-, abbiamo in Italia un esercito di mezzo milione di persone che mettono le mani sul territorio: dovremo conoscerlo a menadito, dovremmo preservarlo come un gioiello di famiglia e invece lo usiamo come campo di battaglia, come spazzatura delle nostre pulsioni estetiche, come preda da razziare. (Seconda tappa – Biondillo)

Sorigherio e Poasco, che sono praticamente due quartieri contigui, come le Twin Cities, Minneapolis e Saint Paul, andrebbero rasi al suolo con un cacciabombardiere. “Se penso che Dresda è stata distrutta e tutto questo è ancora in piedi mi viene da piangere” dico, omaggiando ruffianamente il nostro editore, che è stato il traduttore del romanzo che più di ogni altro ha raccontato il dramma del bombardamento della città tedesca, Mattatio n.5 di Kurt Vonnegut. (Quinta tappa – Monina)

Preservare il Parco Sud è doveroso non solo per il rispetto che si deve avere nei confronti di ciò che abbiamo ereditato dal passato, ma anche perchè occorre cambiare strategia economica, renderci conto che qui non è semplicemente un posto dove fingere di stare in campagna la domenica fra amici, ma è un terreno fertile, produttivo… (Quinta tappa – Biondillo)

Il carcere oltre la rete sembra un enorme falansterio di residenza popolare. Lo so che sembra retorico, ma mi impressiona una cosa: significa che il carcere, in fondo è una casa, come tutte le altre? O che i casermoni di periferia sono, sotto sotto, delle carceri? (Ottava tappa – Biondillo)

Scheda del libro

Autore: Biondillo, Gianni
Titolo: Tangenziali : due viandanti ai bordi della citta / Gianni Biondillo, Michele Monina
Pubblicazione: Parma : U. Guanda, [2010!
Descrizione fisica: 308 p. [53! p. di tav. : ill. ; 22 cm.
Numeri: ISBN – 9788860884503
Nomi: Biondillo , Gianni
Monina, Michele
Soggetti: Milano – Aspetti socio-culturali – Sec. 21.
Milano – Periferia – Aspetti urbanistici e sociali
Milano – Periferie – Descrizioni e viaggi
MILANO – DESCRIZIONI E VIAGGI
Classificazione: 914.5211 – Geografia e viaggi. MIlano

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Gianni Biondillo

Michele Monina

Le tangenziali di Milano

Parliamone insieme sul forum

384 lettura finita (47/IV anno) – Inviato speciale di Evelyn Waugh


Inviato speciale di Evelyn Waugh

Lettura di luglio 2010

Dopo le prime 30 pagine mi sono detto: “se tiene questo ritmo fino alla fine è eccezionale”. C’è quasi riuscito: avesse optato per qualche decina di pagine in meno… Divertente, paradossale, sarcastico. Un libro sull’influenza del quarto potere. Libro molto “inglese”. Se state per infilarvi sotto l’ombrellone non lasciatevelo sfuggire.

Voto: 8,75

Incipit

Ancora giovane, John Courteney Boot, come proclamava il suo editore, aveva “raggiunto una posizione sicura e invidiabile nel mondo letterario contemporaneo” I suoi romanzi vendevano quindicimila copie il primo anno ed erano letti dalle persone il cui giudizio era da lui considerato degno di rispetto.

Descrizione

Nell’immaginaria Ismaelia la guerra non è ancora scoppiata, ma le voci che circolano bastano per scatenare coorti di affilati inviati speciali. È così che Boot, sprovveduto giornalista della provincia inglese, in seguito a una serie di equivoci viene catapultato dal suo idilliaco mondo rurale fin nel cuore dell’Africa tropicale, in un paese minato da non si sa bene quale crisi politica. Boot, assolutamente inetto e incapace di capire la situazione, trascorre le sue giornate a dormire e a corteggiare la moglie di un geologo in missione. Finché, proprio grazie alla sua inettitudine, scopre un tentativo di colpo di stato sfuggito ai colleghi di mezzo mondo.

Scheda del libro

Autore: Waugh, Evelyn
Titolo: L’ inviato speciale / Evelyn Waugh ; traduzione di Francesco Saba Sardi
Pubblicazione: Roma : Libero, [2003]
Descrizione fisica: 221 p. ; 21 cm
Collezione: La biblioteca di Libero ; 28
Note Generali: Suppl. a: Libero
Ed. speciale per Euromeeting Italiana, Mediaset Group
Prefazione di Tiziana Abate ; introduzione di Carlo Alberto Brioschi
Numeri: ISSN – 1591-0423
Nomi: Waugh , Evelyn
Saba Sardi, Francesco
Altri titoli collegati: [Titolo originale] Scoop: a Novel about Journalists

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Evelyn Waugh

Discutiamone insieme sul forum

368 lettura finita (31/IV anno) – Un nome da torero di Luis Sepulveda


Un nome da torero di Luis Sepulveda

Lettura di maggio 2010

Non lo definirei mozzafiato come si legge in copertina, ma una lettura che “acchiappa” si! Gioca a suo favore anche la location nella Terra del Fuoco che mi affascina sempre. Mi viene un parallelo ardito: sto leggendo ora di Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli. M’immagino i paesaggi di entrambi i libri e scopro di vederli assai simili. Dopotutto sono terre di confine e di confino: a loro modo finis terrae.

Voto: 8/10

Incipit

All’autista del Lucero de la Pampa si illuminarono gli occhi quando vide la sagoma del cavaliere sul ciglio della strada. Erano cinque ore che teneva le pupille inchiodate sulla carreggiata diritta, e l’unica distrazione che ricordava erano un paio di nandù, che aveva spaventato col suo clacson stridente.

Trama

Berlino, seconda guerra mondiale: una collezione di antiche e preziosissime monete d’oro scompare dai forzieri della Gestapo. Cinquant’anni dopo, in una Berlino ormai liberata dal Muro, un ex guerrigliero cileno dal passato complicato, e che porta il nome di un famoso torero, Belmonte, viene incaricato da una compagnia di assicurazioni di ritrovare il tesoro della Collezione della Mezzaluna Errante. Ma c’è anche qualcun altro interessato a quelle monete: in quella stessa Berlino un ufficiale dei servizi segreti della Germania Est riceve lo stesso incarico. Comincia così per l’ignaro Belmonte un duro inseguimento che dall’Europa lo porterà fino alla Terra del Fuoco.

Scheda del libro

Autore: Sepulveda, Luis
Titolo: Un nome da torero / Luis Sepulveda ; traduzione di Ilide Carmignani
Pubblicazione: Parma : Guanda, 1997
Descrizione fisica: 174 p. ; 21 cm.
Collezione: Narratori della fenice
Numeri:    ISBN – 88-7746-769-X
Nomi: Sepulveda, Luis

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Luis Sepulveda

Il libro su wikipedia

Discutiamone insieme sul forum

363 lettura finta (26/IV anno) – La frontiera scomparsa di Louis Sepulveda


La frontiera scomparsa di Luis Sepulveda

Lettura di maggio 2010

Molto, molto bello. Racconti legati dal filo rosso della frontiera. Frontiera reale o metafora di vita? Invisibile o invalicabile? Un affresco sugli anni difficili del sud Amrica e le sue contraddizioni. Mi piace molto come scrive Sepulveda: semplice, mai banale, scorrevole. Merita la lettura.

Voto: 9/10

Incipit

Il biglietto per andare da nessuna parte fu un regalo di mio nonno. Mio nonno. un personaggio insolito e terribile. Credo che avessi appena compiuto undici anni quando mi consegnò il biglietto.

Trama

In America Latina è scomparsa una frontiera che portava nei territori della felicità. Benché non comparisse su alcuna cartina, una volta chiunque sapeva come trovarla. Poi sono giunti tempi terribili, e la strada si è fatta un labirinto senza uscita. Ma c’è un giovane che non è ancora stanco di cercare quella frontiera scomparsa, e con essa le proprie radici, che affondano lontano, nel villaggio andaluso da cui il nonno anarchico è fuggito agli inizi del secolo per difendere il suo amore per la libertà. Il giovane ha uno zaino in spalla e tutto il tempo del mondo a disposizione. Ha pagato cari i suoi sogni, ha conosciuto il carcere, la tortura e l’esilio, ma non poteva tradire la promessa fatta da bambino al nonno, in Cile, di visitare il paese di utopia.

Scheda del libro

Autore: Sepulveda, Luis
Titolo: La frontiera scomparsa / Luis Sepulveda ; traduzione di Ilide Carmignani
Pubblicazione: Parma : U. Guanda, 2009
Descrizione fisica: 125 p. ; 20 cm.
Collezione: Le fenici tascabili ; 212
Numeri:    ISBN – 9788860884336
Nomi: Sepulveda, Luis
Carmignani, Ilide
Altri titoli collegati: [Titolo originale] La frontera extraviada.

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Luis Sepulveda

Discutiamone insieme sul forum

361 lettura finita (24/IV anno) – Una settimana all’aeroporto di Alain de Botton


Una settimana all'aeroporto di Alain de Botton

Lettura di maggio 2010

Mi sono divertito. Lettura gradevole, spunti di riflessioni simpatici, situazioni al limite del paradosso, aspetti tecnici sconosciuti. Una bella idea finita in un buon libro. Consigliato.

Voto: 8/9

Incipit

La puntualità è un requisito fondamentale di ciò che viene comunemente definito un buon viaggio, ma io ho spesso desiderato che il mio aereo fosse in ritardo – così da costringermi a trascorrere più tempo in aeroporto.

Trama

Nell’estate 2009 Alain de Botton riceve una proposta a cui non si può dire di no: diventare il primo “scrittore residente” di uno degli aeroporti più importanti del mondo. Il direttore generale della BAA, azienda che gestisce lo scalo londinese di Heathrow, vuole che vi si trasferisca per una settimana, che raccolga impressioni e testimonianze e che le rielabori in un libro. Il tutto da una scrivania piazzata in mezzo all’atrio delle partenze, tra la zona D e la zona E. Autorizzato a curiosare anche negli angoli più inaccessibili e a scrivere tutto, ma proprio tutto, quello che vede, per sette lunghi giorni De Botton gironzola tra terminal, piste di atterraggio e cucine, chiacchierando con chiunque, dagli addetti alla sicurezza al sacerdote dell’aeroporto, dai colletti bianchi a Dudley il lustrascarpe. Finito quasi per caso in un crocevia di storie e di emozioni – amanti che si separano, comitati di accoglienza per parenti ancora sconosciuti, desolati uomini d’affari, immigrati respinti dalle autorità doganali, studenti ghanesi in cerca di un futuro migliore – lo scrittore trasforma i suoi bloc-notes in racconti e in riflessioni sui meandri della psiche umana, sulle affascinanti contraddizioni del mondo moderno e sul viaggio come possibilità di “apportare cambiamenti duraturi nelle nostre esistenze”.

Scheda del libro

Autore: De Botton, Alain
Titolo: Una settimana all’aeroporto / Alain de Botton ; traduzione di Ada Arduini
Pubblicazione: Parma : U. Guanda, 2010
Descrizione fisica: 130 p. ; 18 cm.
Collezione: Prosa contemporanea

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Alain de Botton

Discutiamone insieme sul forum

359 lettura finita (22/IV anno) – La lettera di Newton di John Banville


La lettera di Newton di John Banville

Lettura di Maggio 2010

In copertina c’è scritto : “come far capire ai lettori che… è qualcosa di straordinario?”. Non sono d’accordo. Un libro sicuramente agile, carino, molto inglese, ma straordinario proprio no.  Direi piuttosto ordinario. Romanzo per chi ha necessità di una lettura poco impegnativa.

Voto: 7/8

Incipit

Non ho parole, Clio. Come hai fatto a rintracciarmi, ho lasciato forse macchie di sangue nella neve? Non tenterò di giustificarmi. Voglio semplicemente spiegare, invece, così che possiamo capire entrambi.

Trama

Uno scrittore, impegnato da anni nella stesura di una biografia di Isaac Newton o, piuttosto, nell’analisi di quella crisi esistenziale che precedette il suo sofferto addio alla scienza, è in cerca della necessaria concentrazione per terminare il suo libro. Con questo intento prende in affitto la foresteria della casa di campagna di un’antica famiglia decaduta. Ma a distrarlo dal lavoro che fino ad allora aveva dato senso alla sua vita è la presenza di due donne destinate a incarnare facce diverse dell’amore. La sensuale Ottilia, disposta a concedersi anima e corpo, e l’aggraziata Carlotta, una bruna dall’eleganza dimessa, sempre assorta in qualche recondito rovello, sono per l’ospite della foresteria un mistero che a poco a poco offusca ogni altro pensiero. Il suo rapporto con le due donne dà vita a un intreccio di relazioni, complesse quanto quelle delle “Affinità elettive” di Goethe, ma in questo caso spesso basate su un equivoco. Complici una campagna illuminata da una luce pittorica e un’atmosfera fuori dal tempo, lo scrittore finirà per vedere l’arcano laddove vi è solo la più banale delle realtà: “Non stavo inseguendo qualcosa di esotico, ma l’ordinario, il più strano e il più sfuggente tra gli enigmi”.

Scheda del libro

Autore: Banville, John
Titolo: La lettera di Newton : un interludio / John Banville ; traduzione di Francesca Olivieri
Pubblicazione: Roma : Minimum fax, 1998
Descrizione fisica: 95 p. ; 19 cm.
Collezione: Sotterranei ; 13
Numeri: ISBN – 88-86568-38-X
Nomi: Banville, John
Olivieri, Francesca
Altri titoli collegati: [Titolo originale] The Newton letter.
Classificazione:     823.914 – NARRATIVA INGLESE. 1945-

Collegamenti utili per capire meglio il libro

John Banville

Discutiamone insieme sul forum

275 lettura finita (7/III anno) – La rete a maglie larghe di Hakan Nesser


Termine lettura 28 settembre 2008

Mi è difficile giudicare questo libro. Thriller, a mio modo di vedere, scritto e tradotto bene. Frasi brevi, quindi veloce e molto molto scorrevole. Però una storia già sentita tante volte (non spicca decisamente per originalità) e con la sensazione che sia quasi una cronaca di una puntata di un serial televisivo. Vi è mai capitato di ascoltare le versioni per non vedenti che Radio Rai propone di molte fiction? Ebbene per certi versi mi ha ricordato parecchio queste trasmissioni. Il commissario VV non è un personaggio molto innovativo, tenta di distinguersi da suoi numerosi colleghi solo per l’immancabile stecchino tra i denti.

Voto: 7,5/10

Incipit

Si svegliò, e non ricordava più il proprio nome. Era pieno di dolori. Fasci di fiamme gli roteavano nella testa e in gola, nel ventre e nel petto. Cercò di deglutire ma non andò oltre il tentativo. La lingua gli si era incollata al palato. Bruciava e doleva

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Nella cittadina di Maardam, il commissario Van Veeteren e la sua squadra sono alle prese con il caso di Jenek Mattias Mitter, un insegnante accusato della morte della moglie Eva. Risvegliatosi dopo una potente ubriacatura, Mitter ha trovato la moglie morta nella vasca da bagno: l’uomo – che versa in stato confusionale – continua a professarsi innocente. Nonostante la condanna del tribunale, il commissario Van Veeteren continua a nutrire forti dubbi sulla colpevolezza di Mitter. E infatti, pochi giorni dopo, Mitter viene assassinato nella sua cella. Iniziano così le indagini sulla vita passata di Eva, sul suo precedente matrimonio e sulla sua famiglia d’origine.

Scheda del libro
Autore: Nesser, Hakan
Titolo: La rete a maglie larghe / Hakan Nesser ; traduzione di Carmen Giorgetti Cima
Pubblicazione: Parma : U. Guanda, \2001!
Descrizione fisica: 252 p. ; 22 cm.
Collezione: Narratori della Fenice
Numeri: ISBN – 88-8246-354-0
Bibliografia Nazionale – 2002-9699
Nomi: Nesser, Hakan
Giorgetti Cima, Carmen
Altri titoli collegati: [Titolo originale] Det grovmaskiga natet.
Classificazione: 839.7374 – NARRATIVA SVEDESE. 1945-1999

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Hakan Nesser

Il gruppo di Lettura

Discutiamone insieme sul forum

273 lettura finita (5/III anno) – L’amore e lo sghignazzo di Dario Fo


Termine lettura 23 settembre 2008

Il premio Nobel Dario Fo non l’avevo mai letto. Forse il suo personaggio un pò esuberante e caciaresco che appare il televisione (soprattutto nei filmati d’epoca) mi frenava. E invece… che bella sorpresa. Un narratore affabulante, una prosa elegante e scorrevole. Mi piace paragonarlo a qual vinello dei monti Albani che si beve a garganella come fosse acqua fresca. Cinque racconti di cui l’ultimo, “I greci non erano antichi”, è stato una vera rivelazione. Ora vedrò di recuperare il tempo perduto con una autore dalla penna e dalle idee davvero felici. Un unico rammarico. Anche stavolta mi sono fatto fregare dalla Tv. Libro da provare.

Voto: 9/10

Incipit

Mi trovo ad Argenteuil nella mia stanza, che s’affaccia nel quadriportico del monastero e scrivo. Sto mettendo giù all’ingrosso la sinopia per la mia storia. Sinopia è il termine che usano i pittori quando, direttamente sul muro a secco, prima di stendere l’intonaco, disegnano il progetto dell’affresco.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Eretici, giullari, provocatori e trasgressori, ma anche sante e angeli: sono i personaggi che popolano i racconti di Dario Fo, voci fuori del coro che compongono le vicende di una storia “alternativa”. Eretica sarà dichiarata Mainfreda, della famiglia dei Visconti di Milano, colei che nel tredicesimo secolo raccolse l’eredità di una donna e di un angelo gigantesco, capaci da soli di difendere l’abbazia di Chiaravalle dal saccheggio furioso dei mercenari lanzichenecchi. Non eretica, ma pur sempre trasgressiva nel nome dell’amore, è Eloisa, quando ormai invecchiata racconta il suo incontro con il famoso Abelardo, la loro folle e irresponsabile passione, la terribile punizione che a lui toccherà in sorte. Trasgressori e provocatori furono senz’altro gli autori comici dell’antica Grecia, da Aristofane a Luciano di Samotracia. Ed è dunque sui loro testi, non su quelli della storia ufficiale che Fo cerca la verità della civiltà classica a cui altrimenti non si potrebbe accedere: parole di un teatro lontano, ma che parla di tirannia e di falsa democrazia, della loro mistificazione.

Scheda del libro
Autore: Fo, Dario
Titolo: L’ amore e lo sghignazzo / Dario Fo ; a cura di Franca Rame
Pubblicazione: Parma : Guanda, [2007]
Descrizione fisica: 145 p. : ill. ; 22 cm
Collezione: Narratori della Fenice
Note Generali: I disegni sono di Dario Fo
Numeri:ISBN – 9788860880932
Nomi: Fo, Dario
Rame, Franca
Classificazione: 853.914 – NARRATIVA ITALIANA, 1945-1999

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Dario Fo il sito

Dario Fo su wikipedia

Discutiamone insieme sul forum

231 lettura finita (101/II anno) – Il maestro dalla testa sfondata di Hans Tuzzi


Il maestro dalla testa sfondata di Hans tuzzi

Inizio lettura 26 maggio 2008 – Termine lettura 31 maggio 2008

Bel giallo milanese ambientato alla fine degli anni settanta. Milano è ben costruita e gestita. Protagonisti ben inseriti nella storia e nella città. Storia ricca di personaggi (forse un pò troppi) e con un pizzico di eccesso nella descrizione del mondo dei libri antichi. Questo, per chi cerca solo il giallo-poliziesco, potrebbe apparire inutile e pesante. Nel complesso una buona lettura.

Voto: 8/10

Incipit
Non era nemmeno un’alba: a febbraio, le cinque e un quarto fa ancora buio. E freddo, porco d’un cane, pensò l’Alberto Cristofori battendo con forza le mani guantate e avvolgendo intorno al collo la sciarpa di lana.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Milano, un’alba livida di un giorno qualunque del febbraio 1978, il freddo intenso di un inverno come tanti altri: nel quartiere della Barona viene trovato il cadavere di un autista, ucciso a bordo del suo autobus. Al commissario Melis appare immediatamente evidente che non si tratta di una rapina. Anche perché la vittima rivela frequentazioni perlomeno sorprendenti: i seguaci di un santone russo, un noto libraio antiquario, anch’egli morto da poco, collezionisti facoltosi e balordi di periferia. Muovendosi con cautela, il commissario si avvicina lentamente alla soluzione dell’intrigo, svelando i misteri paralleli dell’assassinio e della bibliofilia. Il romanzo è già stato pubblicato dalle edizioni Sylvestre Bonnard nel 2002.

Scheda del libro
Autore: Tuzzi, Hans
Titolo: Il maestro della testa sfondata / Hans Tuzzi
Pubblicazione: Milano : Bonnard, [2002!
Descrizione fisica: 274 p. ; 21 cm.
Collezione: Il piacere di leggere
Numeri: ISBN – 88-86842-48-1

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Terza lettura del GDL Libridine

164 lettura finita (34/II anno) – Nero di luna di Marco Vichi


Nero di luna di Marco Vichi

Inizio lettura 3 dicembre 2007 – Termine lettura 4 dicembre 2007

Il tono che attraversa tutto il libro mi ricorda molto quella del mastino di Baskerville di Conan Doyle. Anche in quel caso si era alla ricerca di una enorme bestia. Gli ululati, notturni, gli indizi che portano al lupo mannaro, l’ambientazione notturna… tutto mi riporta all’atmosfera del racconto del padre di Sherlock Holmes. Il lettore si fa trascinare dal paranormale del racconto. Tanto che più volte mi è sfiorata l’idea che potesse davvero essere un lupo mannaro il cattivo di turno. Il soggetto è suggestivo, ben ambientato tra i vari saliscendi della collina toscana. A volte sembra di esserci davvero e di percorrere realmente i sentieri verso cui ci guida l’autore. L’unica cosa che mi ha disturbato, ma qui è gusto personale, è quel modo di scrivere “colloquiale” tipico dei romanzi degli autori recenti che a volte risulta essere forzatamente volgare. Ma è proprio necessario usare espressioni volgari in un romanzo? Comunque sia romanzo gradevole.

Voto: 8/10

Incipit
“Ho affittato una casa in campagna” mi disse Franco, abbozzando un sorriso. Era sdraiato in un letto di ospedale, con un tubicino infilato nel collo che gli arrivava quasi fino al cuore. Lo nutrivano così perchè da molti giorni non riusciva a mangiare più nulla.

Trama Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.
Un giovane scrittore fiorentino, Emilio Bettazzi, va ad abitare in una grande casa di campagna che un suo caro amico, prima di morire, aveva preso in affitto. Spera di riuscire, su quelle incantevoli colline del Chianti, a scrivere un bel romanzo. Ma fin dai primi giorni gli capitano cose strane e misteriose. Sente le voci concitate di un litigio provenire da una grande villa che a detta di tutti è abbandonata da anni per via di una vecchia e terribile tragedia. Vede nella notte una sagoma umana mezza nuda che corre nei campi. E scopre che da tempo ci sono delle stragi di galline e conigli che nessuno sa spiegare, nemmeno i carabinieri. Emilio cercherà di venire a capo di quei misteri, inventandosi detective, e nel frattempo conoscerà una ragazza, Camilla, che fa il medico in quella zona. E la sua singolare indagine privata lo porterà a scoprire una verità incredibile, capace di lasciarlo sbalordito… Ma sarà anche una vicenda che lo legherà inestricabilmente a quei luoghi, tanto da indurlo a decidere di restarci a vivere per sempre.

Scheda del libro
Autore: Vichi, Marco
Titolo: Nero di luna / Marco Vichi
Pubblicazione: Parma : Guanda, [2007]
Descrizione fisica: 248 p. ; 22 cm.
Collezione : Narratori della Fenice
Numeri: ISBN – 9788882467807

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Breve biografia

Il Brigante di Vichi letto precedentemente

Discutiamone insieme sul forum