500 lettura finita (1/VI anno) – Episcopo e C.i di Gabriele D’Annunzio


Episcopo e c.i di Gabriele D'Annunzio

Lettura di settembre 2011

D’Annunzio, a mio modo di sentire, scrive tanto bene quanto è bravo ad annoiare. Questa raccolta, indubbiamente saggio di bella scrittura – impressiona per bravura, il monologo d’apertura – è anche tanto noiosa. Non gli si può dare, tuttavia, un voto basso. Lo stile è proprio bello.

Voto:  9/10

Incipit

Dunque, voi volete sapere… Che cosa volete sapere, signore? Che cosa vi debbo dire? Che cosa? – Ah, tutto! – Bisognerà dunque che io vi racconti tutto, fin dal principio.

Ite missa est

Entrò una rondine…
Lasciate entrare… quella rondine…

Plus

Stile davvero bello.

Minus

Angosciante dalla prima all’ultima riga.

Quale lettore

Lettore “esperto”.

Trama

Pubblicato in tre puntate sulla “Nuova Antologia” nel 1891 e in volume l’anno seguente, il romanzo breve “Giovanni Episcopo” è uno dei testi più interessanti e meno studiati dell’opera dannunziana. È la confessione di un delitto compiuto dal protagonista, un travet piccoloborghese, condannato fatalmente a condizione di “umiliato e offeso”. Sul modello narrativo in parte dostoevskijano e in parte derivatogli dal romanzo psicologico francese e da Poe, D’Annunzio costruisce il suo monologo-confessione nell’ottica soggettiva di una percettività malata. La rappresentazione di un’umanità dissociata, in bilico continuo fra impulsi distruttivi e il miraggio di una possibile salvezza, il romanzo fonde il gusto tardo-positivistico per l’indagine di un caso patologico con quello di una scrittura romanzesca attenta alle più minute reazioni psicologiche. Il volume comprende anche altri racconti introvabili da decenni.

Scheda del libro

Autore: D’Annunzio, Gabriele
Titolo: Episcopo & C.i / Gabriele d’Annunzio ; a cura di Srecko Jurisic
Pubblicazione:    Firenze : Barbes, 2011
Descrizione fisica: 285 p. : 1 ritr. ; 18 cm.
Numeri: ISBN – 9788862942089
Nomi
· D’Annunzio, Gabriele scheda di autorità
· Jurisic, Srecko
Altri titoli collegati: [Variante del titolo] Episcopo e C.i

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Gabriele D’Annunzio

Giovanni Episcopo

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498 lettura finita (71/V anno) – La bocca del lupo di Remigio Zena


La bocca del lupo di Remigio Zena

Lettura di settembre 2011

Dopo, nell’ordine, Fogazzaro e Manzoni, Remigio Zena s’inserisce al terzo posto dei miei autori classici preferiti. Verista, ma molto diverso dal Verga, scrive in maniera brillante, elegante, erudita e allo stesso tempo popolare. Un miscuglio perfetto che rende La bocca del Lupo un libro da…

Voto:  10/10 con meritatissima lode.

Incipit

Il meglio, nelle cose proibite dal governo, è di non mischiarcisi mai; per esempio, a forza di suppliche e raccomandazioni, una mattina finalmente il re fece alla Bricicca la grazia dei tre o quattro mesi che le restavano ancora…

Ite missa est

… va a cercarla dalla Signora Barbara, in via Fieschi.

Plus

Dalla prima all’ultima parola.

Minus

Nulla. E’ Perfetto.

Quale lettore

Chiunque voglia scrivere bene deve passare da questo romanzo.

Trama

“La bocca del lupo” è il capolavoro di Remigio Zena, pseudonimo del nobile torinese Gaspare Invrea, genovese d’adozione, che in questo libro cantò la città ligure descrivendola in tutti i suoi aspetti. Incentrata intorno alla figura di Bricicca, che si arrangia a vivere gestendo un lotto clandestino e una rivendita di frutta e verdura, e delle sue figlie, la storia supera i confini veristi.

Scheda del libro

Autore: Zena, Remigio
Titolo:    La bocca del lupo / Remigio Zena
Pubblicazione:    Milano : Baldini & Castoldi, [2003]
Descrizione fisica: 251 p. ; 19 cm.
Collezione: I nani classici ; 13
Numeri:    ISBN – 88-8490-109-X

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Remigio Zena

Le mie letture preferite

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495 lettura finita (68/V anno) – La signora di Riondino di Edoardo Calandra


La signora di Riondino di Edoardo Calandra

Lettura di agosto 2011

Altra lettura fornitami dalla mia procacciatrice di libri “nascosti”. Calandra è autore piemontese con il gusto di far rivivere il vecchio Piemonte e ciò mi piace molto. Quest’opera manca di “profondità” per essere considerata un vero e proprio romanzo. La definireri, piuttosto, un racconto lungo. Fatti, personaggi e tragedia sono tratteggiati, delineati, ma l’autore non scava dentro la storia. Comunque una piacevole scoperta. Uno scrittore di cui voglio approfondire la conoscenza.

Voto:  8/10

Incipit

Enida, figlia unica del conte Ottavio di Palanfrè, si sposò a Saluzzo, il 1° febbrario 1690, con Ludovico Balpo, signore di Riondino e consignore di Ruent.

Ite missa est

E non li riaperse mai più.

Plus

Mi piace il gusto di far rivivere la propria storia.

Minus

Corre via troppo veloce.

Quale lettore

L’ottocentesco. Pubblico femminile.

Trama

Pubblicato nel 1906, “La signora di Riondino” venne giudicato il più bel racconto di Edoardo Calandra, nonché una delle cose più belle del primo Novecento italiano: “… rappresenta l’animo, i timori, le angosce di questa giovane bella signora colpita e deturpata dal vaiolo, durante l’assenza del marito che è lontano alla guerra (contro i francesi a Staffarda, nel 1690): gli piacerà ancora? Potrà ancora essere amata da lui? In questo dubbio la poveretta si tormenta. Finché decide di affrontare la sua sorte: in abito maschile si fa accompagnare al campo dove il marito combatte, può vederlo un momento non veduta ma…”. Nessuno ha saputo meglio di Calandra – ha scritto E. Thovez – far rivivere il vecchio mondo piemontese nel suo spirito e nei suoi costumi. (Introduzione di Riccardo Reim)

Scheda del libro

Autore: Calandra, Edoardo
Titolo:    La signora di Riondino / Edoardo Calandra ; introduzione di Riccardo Reim
Pubblicazione:    Milano : Otto/Novecento, 2009
Descrizione fisica: 123 p. ; 20 cm
Collezione: Adularia minima ; 12
Numeri:    ISBN – 9788887734249

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Edoardo Calandra

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476 lettura finita (59/V anno) – Ettore Fieramosca di Massimo d’Azeglio


Massimo d'Azeglio - Ettore Fieramosca

Lettura di marzo 2011

Proseguono le mie letture risorgimentali in occasione del 150esimo compleanno della nostra Italia. Bellissime le descrizioni (si legge subito la sua vena pittorica), poi, per il resto, romanzo davvero “barocco”. Barocco per lo stile, la costruzione delle frasi e i dialoghi all’antica. Non è stata, insomma, una lettura facilissima. Nella storia troviamo tutte le caratteristiche del romanzo patriottico: l’eroe pronto al sacrificio, la bella “immacolata” pronta a morire per conservare la sua purezza ed il traditore. D’Azeglio sperava con questo libro di risvegliare nei suoi compatrioti l’amore per l’Italia ancora da unire. Mentre il Manzoni, con la sua lingua perfetta, è ancora molto attuale, l’Ettore Fieramosca, pur conservando validi i valori per cui è stato scritto, dimostra tutta la sua età per lo stile di scrittura e lingua.

Voto: 7,5/10

Incipit

Al cadere d’una bella giornata d’aprile dell’anno 1503 la campana di San Domenico in Barletta sonava gli ultimi tocchi dell’Avemaria. Sulla piazza vicina in riva al mare, luogo di ritrovo degli abitanti tranquilli che, nelle terricciuole dei climi meridionali specialmente, sogliono sulla sera essere insieme a barattar parole…

Ite missa est

… verun imitatore di questo sciagurato.

Plus

I valori trasmessi dal romanzo.

Minus

L’età della lingua.

Quale lettore

Qui ci vuole un lettore “esperto” e paziente.

Trama

Pubblicato nel 1833 e ambientato nella Barletta cinquecentesca, l’Ettore Fieramosca narra dell’affronto di un soldato francese all’indirizzo dei cavalieri italiani, vendicato da questi ultimi con intrepido slancio. Insieme alle contese militari, spiccano nel romanzo l’infelice amore fra Ettore e Ginevra e le tormentate passioni di Elvira e Fanfulla da Lodi. È un mondo romantico in cui Fieramosca emerge come emblema di virtù cavalieresca ed eroe dell’identità nazionale ante litteram.

Scheda dei libri

Autore:   Azeglio, Massimo : d’
Titolo: Ettore Fieramosca, o La disfida di Barletta / Massimo d’ Azeglio ; a cura di L. G. Tenconi ; introduzione di Guido Davico Bonino
Pubblicazione: [Milano] : BUR Rizzoli, 2010
Descrizione fisica: 314 p. ; 21 cm
Collezione: I grandi romanzi BUR Rizzoli
Numeri:    ISBN – 9788817042581
Nomi: Azeglio, Massimo : d’
Davico Bonino, Guido
Tenconi, Luigi Galeazzo
Classificazione:     853 – NARRATIVA ITALIANA

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Massimo d’Azeglio

Ettore Fieramosca (condottiero)

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471 lettura finita (55/V anno) – La morte di Ivan Il’ic di Lev N. Tolstoj


La morte di Ivan Il'ic

Lettura di marzo 2011

Mi ha impressionato. Descrivere l’agonia non deve essere stata impresa semplice eppure Tolstoj ci riesce molto bene. Romanzo breve o racconto lungo di notevole spessore. Il decadere dell’uomo è graduale, incessante, con un ritmo letterario perfetto. Libro a angosciante con praticamente due soli personaggi: Ivan Il’ic e la morte.

Voto: 9/10

Incipit

Nel grande edificio del palazzo di giustizia, in una pausa del processo Mel’vinskj magistrati e procuratore si radunarono nello studio di Ivan Egorovich Sebek e cominciarono a discorrere del famoso caso Krasovskij.

Ite missa est

“… si distese e morì”.

Plus

Un romanzo giusto, proporzionato, con il ritmo perfetto al tema che tratta.

Minus

I nomi russi. Mi perdo tutte le volte.

Trama

Ivan Il’ic ha una vita soddisfacente, una buona carriera, una vita familiare e sociale apparentemente appagante. Nel nuovo appartamento di Pietroburgo, città in cui si è trasferito dopo una promozione, cade da uno sgabello, sistemando una tenda, e prende un colpo al fianco. Il dolore provocato dalla caduta diventa, nei giorni, sempre più forte e tutte le cure si rivelano inutili. Il pensiero della morte gli fa riconoscere la falsità della sua vita, di chi lo circonda, dei suoi apparenti successi. L’unica persona che gli sa stare vicino è un giovane servo che lo assiste fino alla terribile agonia. Morente, capisce che così libererà, prima che se stesso, gli altri dalla sofferenza e con questo pensiero muore sereno.

Scheda dei libri

Autore: Tolstoj, Lev Nikolaevic
Titolo: La morte di Ivan Il’ic / Lev Nikolaevic Tolstoj
Edizione: 3. ed
Pubblicazione: Milano : Garzanti, 1981
Descrizione fisica: LIII, 86 p. ; 18 cm
Collezione: I grandi libri Garzanti ; 119
Note Generali: Trad. di Giovanni Buttafava
Nomi: Tolstoj , Lev Nikolaevic
Altri titoli collegati: [Titolo originale] Smert? Ivana Il?ica

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Lev Tolstoj

La morte di Ivan Il’ic

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461 lettura finita (46/V anno) – Madame Sylvandire di Alexander Dumas


Madame Sylvandire di Alxander Dumas

Lettura di gennaio 2011

Dieci e lode. Un libro che mi ha tenuto inchiodato fino all’ultima pagina. Bramavo l’ultima riga per leggere la conclusione della storia. Un Dumas in forma in questo romanzo dove troviamo gli “antenati” del Conte di Montecristo e dei Tre moschettieri. Avvincente, un colpo di scena dietro l’altro, senza mai essere eccessivo. Eccellente lettura anche per ragazzi, oltretutto con “dimesioni ragionevoli”. Unica pecca l’edizione Donzelli: dal prezzo stratosferico (25 euro).

Voto: 10/10

Plus

Tutto.

Minus

Nessuno.

Quale lettore?

Dai 14 anni in su.

Incipit

In un’opera ben più seria di quanto la presente abbia la pretesa di essere, abbiamo spiegato in qual modo la nobiltà di Francia venne sistematicamente depauperata da tre uomini: Luigi XI, Richelieu, Roberspierre. Luigi XI abbattè i gran vassalli, Richelieu decimò i gran signori, Roberspierre falcidiò l’aristocrazia.

L’Ite Missa est

… sono ancora citati con il paradigma delle unioni.

Trama

Roger Tancrède d’Anguilhem, giovane nobile di provincia, prende la via di Parigi in groppa al suo fedele destriero Christophe a caccia di un’eredità inattesa e controversa. A quel denaro è appesa l’unica possibilità di sposare la bella Constance, la cui famiglia, ben più ricca e potente della sua, non aveva esitato a metterlo alla porta. Inizia così la rocambolesca avventura del cavaliere d’Anguilhem, che da un piccolo paese si ritrova catapultato nella rutilante vita della capitale francese, nel momento del suo massimo fulgore.
Fra duelli, sotterfugi, partite di pallacorda e guasconate, il quindicenne campagnolo scopre quanto affascinante e al tempo stesso ingannevole sia quel mondo cui non appartiene e dal quale è irresistibilmente attratto. Nel vortice della vita parigina Roger incontra colei che in fatto di inganni ne sa una più del diavolo, Sylvandire, un’ammaliante macchinatrice che non ci penserà due volte a spedirlo alla Bastiglia… E poi, vietato raccontare il seguito, col rischio di bruciare il piacere di lasciarci catturare e sorprendere dai rapidi rovesci narrativi congegnati da un grande maestro della penna.
Pubblicato nel 1842, e qui proposto per la prima volta in traduzione italiana, Madame Sylvandire possiede già tutti gli ingredienti del migliore romanzo dumasiano. Una sorta di laboratorio in cui Dumas sperimenta, affina e tempra gli arnesi che adopererà a piene mani e con la forza del suo genio in quel capolavoro dell’arte del racconto che sono I tre moschettieri. Tra un’avventura e l’altra, il lettore si divertirà a scovare, disseminate nella fitta e avvincente trama dell’opera, alcune delle trovate e delle invenzioni narrative del Dumas più amato e conosciuto.

Scheda del libro

Autore: Dumas, Alexandre <pere>
Titolo: Madame Sylvandire / Alexandre Dumas ; traduzione di Gaia Panfili
Pubblicazione: Roma : Donzelli, [2008]
Descrizione fisica: XI, 354 p. ; 22 cm
Note Generali: Prima traduzione italiana dell’ed. francese curata da Claude Schopp
Numeri:    ISBN – 9788860362544
Nomi: Dumas , Alexandre <pere>
Panfili, Gaia
Altri titoli collegati: [Titolo originale] Sylvandire.
Classificazione:     843.7 – NARRATIVA FRANCESE, 1815-1848

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Dumas Alexander

Dumas su IL QUADERNO

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459 lettura finita (44/V anno) – Spasimo di Federico De Roberto59


Spasimo di Federico De Roberto

Lettura di gennaio 2011

Terribile, dall’introduzione alla fine. Già ero rimasto male in apertura quando il curatore dichiara di aver modernizzato alcune espressioni (sarebbe come dire: “cambio alcune cadenze a Beethoven per renderlo più moderno”…). Poi L’autore dichiara di volere scrivere un romanzo vivace, veloce… il risultato è un romanzo lento, così lento che pare infinito. Alle origini del poliziesco sta scritto nella quarta di copertina… meno male che il genere si è poi evoluto in altra maniera. E non parliamo del prezzo: 22 euro per 175 pagine…

Voto: 4/10 a De Roberto

Voto: 2/10 all’editore

Plus

Non mi viene in mente nulla.

Minus

Tutto.

Quale lettore?

Per coraggiosi.

Incipit

Chi passò l’autunno del 1894 sul lago di Ginevra rammenta ancora senza dubbio il tragico caso di Ouschy, che produsse tanta impressione e diede così lungo alimento alla curiosità non solo tra la colonia dei villeggianti sparsi per tutte le stazioni del lago, ma anche nel gran pubblico cosmopolita cui i giornali lo riferirono.

L’Ite Missa est

… ne custodite gelosamente l’imperituro ricordo.

Trama

In principio c’è De Roberto. Nel 1897, più di un secolo prima dell’esplosione del genere poliziesco nella letteratura italiana, uno dei grandi maestri del nostro Ottocento dà alle stampe un romanzo tutto imperniato sull’indagine indiziaria attorno a un caso scabroso ambientato in una signorile dimora sul lago di Ginevra. La facoltosa contessa d’Arda, legata al rivoluzionario russo Alessio Zakunine da una lunga, e ormai contrastata convivenza, muore con un colpo di rivoltella alla tempia nella sua stanza da letto, in una mattina d’autunno del 1894. Ad accorrere sulla scena, oltre al principe nichilista, la giovanissima slava Alessandra Natzichev, sua compagna di fede politica, e Roberto Vérod, scrittore inquieto, legato alla vittima da qualcosa di più che una calda amicizia. Si apre così un romanzo che sin dalle prime righe avvince il lettore in una morsa e lo trascina nel continuo oscillare tra due ipotesi contrapposte: delitto passionale o suicidio? A sciogliere l’enigma è chiamato un magistrato di lungo corso, Francesco Ferpierre, subito preda di un’ansia investigativa che, in assenza d’indizi inoppugnabili, lo porta ad aggrapparsi al suo collaudato intuito e alla capacità di intravedere i moti dell’animo umano. Saranno il suo sguardo inquisitore, i suoi dubbi e i suoi espedienti al limite delle regole, ad accompagnare il lettore nella ricostruzione di una vicenda nella quale magistralmente s’incarnano le contraddizioni e i dilemmi di quel fine secolo: le positivistiche certezze della ragione e il richiamo della fede in un Dio pietoso; l’inestinguibile lotta tra il bene e il male, tra l’ardore delle passioni e le convenzioni sociali, tra la tentazione intimista e l’afflato rivoluzionario. Sostenuto da una lingua capace di assecondare ogni sfumatura e ogni contorno dei gesti e dei pensieri dei protagonisti, l’intreccio inaugura uno stratagemma narrativo destinato a diventare un canone per tanta letteratura e tanto cinema successivi: quello dell’investigatore capace di immedesimarsi nei panni dei diversi personaggi, via via che la ricostruzione pare identificare nell’uno o nell’altro il colpevole del delitto o viceversa propendere per la pista del suicidio. Lo «spasimo» che accomuna tutti i personaggi finisce in tal modo per annidarsi anche nell’animo del lettore, fino all’ultimo imprevedibile colpo di scena. Pubblicato tre anni dopo I Viceré, Spasimo fu accolto con le curiosità e le polemiche riservate alle opere veramente innovative, per essere poi consacrato, nel corso del secondo Novecento, come il primo e più significativo esempio di romanzo investigativo italiano. «Stupisce la modernità di Spasimo, la sua originalità poliziesca – osserva Massimo Onofri nell’Introduzione – ed è proprio nella costruzione e nel formidabile intreccio del dramma giudiziario che sta la qualità prima del romanzo».

Scheda del libro

Autore: De Roberto, Federico
Titolo: Spasimo / Federico De Roberto ; introduzione di Massimo Onofri
Pubblicazione: Roma : Donzelli, 2010
Descrizione fisica: XIV, 175 p. ; 22 cm.
Numeri: ISBN – 9788860364678
Nomi: De Roberto , Federico
[Autore testi secondari] Onofri, Massimo
Classificazione:     853.8 – NARRATIVA ITALIANA, 1859-1899

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Federico De Roberto

Federico De Roberto su Il quaderno di un bibliotecario

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458 lettura finita (43/V anno) – Il fiasco del maestro Chieco di Antonio Fogazzaro


Il fiasco del maestro Chieco di Antonio Fogazzaro

Lettura di gennaio 2011

Adoro Fogazzaro, anche se a dispetto di altri (Manzoni, La Marchesa Colombi, Verga), la sua lingua fa sentire l’età. Ma forse è proprio per i suoni antichi che mi piace così tanto. Quattro racconti di stampo musicale di cui il secondo “Un’idea di Ermes Torranza” mi è parso il migliore. Brevi, veloci, belli. Potrebbe essere un ottimo volumetto per avvicicare i più giovani al Fogazzaro.

Voto: 9,5/10

Plus

La “firma” e la godibilità dei racconti.

Minus

Nessuno.

Quale lettore?

Una chicca da intenditori. per chi è alla ricerca del bel libro nascosto.

Incipit

Rilessi nel vecchio quaderno, dove l’avevo trascritta molti anni addietro, questa sentenza di Lessing: “Lass dir eine Kleinigkeit nicht naher gegehen als sie wert ist” (Non lasciarti toccare da un’inerzia più ch’essa nol meriti).

L’Ite Missa est

O thé te con noi, o niente.

Trama

Comune a quasti racconti è l’ambientazione musicale, nonché un tono umoristico che ne costituisce la nota predominante e che li rende vicini a quella parte di novellistica romantica tedesca che ha avuto in E.T.A. Hoffman il suo maestro indiscusso. Nel volume: “Il fiasco del maestro Chieco”, “Un’idea di Ermes Torranza”, “Fedele e “R.Schumann. Dall’op 68″.

Scheda del libro

Autore: Fogazzaro, Antonio
Titolo: Il fiasco del maestro Chieco : racconti musicali / Fogazzaro
Pubblicazione: Firenze : Passigli, c1992
Descrizione fisica: 88 p. ; 17 cm
Collezione: Biblioteca del viaggiatore ; 41
Note Generali:    Contiene anche: Un’idea di Ermes Torranza, Fedele, R. Schumann (dall’Op. 68)
Numeri:    ISBN – 3682249
Bibliografia Nazionale – 92-7214
Nomi: Fogazzaro, Antonio
Classificazione:     853.8 – NARRATIVA ITALIANA. 1859-1900

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Fogazzaro su IL QUADERNO

L’e-book

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457 lettura finita (42/V anno) – Un matrimonio in provincia de La Marchesa Colombi


Un matrimonio in provincia de La Marchesa Colombi

Lettura di dicembre 2010

4 lettura del periodo verista/scapigliato “nordico” della letteratura italiana. Dopo:

  1. In Risaia de La Marchesa Colombi
  2. I Racconti di Severino Pagani
  3. La cangalia felice di Cletto Arrighi

E’ lo sfondo ironico a colpire di più. Sottile, celato, tuttavia ben presente al lettore. Un linguaggio molto moderno, per una storia antica (anche nella trama).

Voto: 8,5/10

Plus

Storia popolare. Classico, ma allo stesso tempo moderno.

Minus

La trama oggi può apparire “inflazionata”.

Quale lettore?

Per tutti, forse più orientato, per l’argomento ad un pubblico femminile

Incipit

E’ difficile immaginare una gioventù più monotona, più squallida, più destituita d’ogni gioia della mia. Ripensandoci, dopo tanti e tanti anni, risento ancora l’immensa uggia di quella calma morta, che durava, durava inalterabile, tutto il lungo periodo di tempo, da cui erano separati i pochissimi avvenimenti della nostra famiglia.

L’Ite Missa est

… E la matrigna pretende che io abbia ripresa la mia aria beata e minchiona dei primi anni. Il fatto è che ingrasso.

Trama

Una storia ottocentesca, ma modernissima: una contestazione della donna romantica attraverso l’evidenza prosaica della fatalità piccolo-borghese. E la storia della maturazione di una ragazza di provincia, figlia di un notaio, che riesce a fatica a liberarsi dell’”immensa uggia” che la soffoca per anni, abdicando all’amore, intenso ma inespresso, per un suo giovane pretendente e rassegnandosi, lei “fresca come una rosa”, a sposare un quarantenne brutto e incolore. “La Colombi – osserva Natalia Ginzburg nella nota introduttiva presenta le persone e i fatti senza colorarli di rosa né sollevarli in una sfera nobile” ma in “un modo ruvido, allegro e sbadato” che conquista il lettore. Italo Calvino pubblicò questo romanzo per la prima volta da Einaudi nella collana “Centopagine”.

Scheda del libro

Autore: Marchesa Colombi
Titolo: Un matrimonio in provincia / Marchesa Colombi ; nota introduttiva di Natalia Ginzburg
Pubblicazione: Torino : Einaudi, [2009]
Descrizione fisica: XII, 103 p. ; 20 cm.
Collezione: ET ; 1552
Numeri:    ISBN – 9788806196417
Nomi: Marchesa Colombi
Ginzburg, Natalia
Classificazione:     853.8 – NARRATIVA ITALIANA, 1859-1899

Collegamenti utili per capire meglio il libro

La Marchesa Colombi

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444 lettura finita (29/V anno) – Una peccatrice di Giovanni Verga


Una peccatrice di Giovanni Verga

Lettura di novembre 2010

Un Verga ancora alla moda lontano dal più conosciuto autore dei Malavoglia. Siamo ancora nella bella società con gli amori travolgenti e frivoli dei potenti che si accendono e spengono in lussuose ville, tra ricchi arazzi. Non è ancora il momento dei vinti, ma i protagonisti non escono certamente vincitori.

Voto: 8/10

Plus

Ben scritto, breve.

Minus

Nessuno.

Quale lettore?

Pubblico adulto per poter apprezzarne la scrittura. La storia non si addice ad un pubblico giovane (non interesserebbe ed è lonatana dal nostro “modo di sentire”).

Incipit

Diro’ come mi sia pervenuta questa storia, che convenienze particolari mi obbligano a velare sotto la forma del romanzo. Verso la metà di novembre avevamop progettato una partita di campagna con Consoli e Pietro Abate.

L’Ite Missa est

Misteri del cuore!

Trama

Il giovane Pietro Brusio, studente di legge e scrittore in erba nella scenografica Catania di metà Ottocento, rimane affascinato dall’elegante contessa di Prato Narcisa Valdesi, trovandosene perdutamente innamorato e sull’orlo della disperazione per l’irraggiungibilità di tal donna che «vivea pei piaceri, della quale il lusso era il bisogno come l’aria è il bisogno dell’uomo». Superando con il suo genio artistico le convenzioni sociali si introduce a pieno titolo in quel mondo aristocratico fin allora a lui precluso e riesce a vincere il cuore della donna, fino ad un epilogo inaspettato e tragico.

Scheda del libro

Autore: Verga, Giovanni <1840-1922>
Titolo: Una peccatrice / di Giovanni Verga
Pubblicazione: Roma : Edizioni La Fenice, stampa 2006
Descrizione fisica: 150 p. ; 20 cm.
Collezione: Classici
Numeri:    ISBN – 88-88596-03-8
Nomi: Verga, Giovanni <1840-1922>

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Giovanni Verga

Verga sul Quaderno

Una peccatrice su Wikipedia

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443 lettura finita (28/V anno) – Il delitto di Lord Saville di Oscar Wilde


Il delitto di lord Saville di Oscar Wilde

Lettura di novembre 2010

Breve romanzo o lungo racconto… brillante. Nel suo paradosso è perfetto. Per chi non lo conoscesse val bene spenderci l’ora di lettura che richiede. In perfetto stile inglese.

Voto: 9/10

Plus

Veloce.

Minus

Nessuno.

Quale lettore?

Dai 15 anni in su.

Incipit

Era l’ultimo ricevimento da Lady Windermere prima di PAsqua e Bentick House appariva anche più affollata che di consueto. C’erano sei ministri pieni di decorazioni reduci da una udineza del presidente della Camera dei Comuni; tutte le belle signore presenti indossavano i loro abiti più eleganti…

L’Ite Missa est

… non homai sentito una sciocchezza simile in vita mia.

Trama

Quasi un romanzo breve, più volte oggetto di riduzioni teatrali e cinematografiche, è un piccolo capolavoro di garbato cinismo in cui veleno, orologi esplisivi e infine il delitto, sono preludio indispensabile alle nozze tra il protagonista e la fanciulla…

Scheda del libro

Autore: Wilde, Oscar
Titolo: Il delitto di Lord Saville / Oscar Wilde ; [traduzione di Grazia Babuti]
Descrizione fisica: Santa Marinella : Quid, 1993. – 47 p. ; 16 cm.
Collezione: I quid ; …..7
Nomi:     Wilde, Oscar
Barbuti, Maria Grazia
Altri titoli collegati: [Titolo originale] Lord Arthur Savile’s crime

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Oscar Wilde

Il delitto di Lord Saville su wikipedia

La versione e-book gratuita

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437 lettura finita (22/V anno) – Storia di una capinera di Giovanni Verga


Storia di una capinera di Giovanni Verga

Lettura di novembre 2010

In principio mi era parso come il Werther con la gonnella (o meglio la tonaca) e in salsa sicula. Poi veleggiando verso la fine, la bontà della lingua (magnifica dalla prima parola all’ultimo punto) e la poesia lo trasformano in un libro da 10 e lode. Mi è sembrato scritto con livore, con tanta vera rabbia.

Voto: 10/10 con lode

Plus

La lingua perfetta.

Minus

Nessuno.

Quale lettore?

Tutti dovrebbero leggere un simile romanzo (dai 16 anni in su).

Incipit

Avevo visto una povera capinera chiusa in gabbia: era timida, triste, malaticcia ci guardava con occhio spaventato; si rifuggiava in un angolo della sua gabbia, e allorché udiva il canto allegro degli altri uccelletti che cinguettavano sul verde del prato o nell’azzurro del cielo, li seguiva con uno sguardo che avrebbe potuto dirsi pieno di lagrime.

L’Ite Missa est

Sua devotissima serva Suor Filomena.

Trama

In un romanzo epistolare, la tragica vicenda di Maria, una povera giovane costretta dalla matrigna a farsi monaca e a essere rinchiusa in un convento dove si spegnerà per mancanza di amore e di libertà. Un romanzo in cui si intrecciano l’idillio agreste e la negazione della vita, la speranza e la disperazione, il desiderio di vivere e l’ineluttabilità della morte. Il più significativo romanzo di Giovanni Verga prima dei suoi due capolavori assoluti: “I Malavoglia” e “Mastro don Gesualdo”.

Scheda del libro

Autore: Verga, Giovanni <1840-1922>
Titolo: Storia di una capinera / Giovanni Verga
Pubblicazione: Pordenone : Studio Tesi, 1985
Descrizione fisica: LXIII, 98 p. ; 23 cm. \\I
Collezione: Biblioteca ; 39
Numeri: ISBN – 88-769-2026-9
Nomi: Verga, Giovanni <1840-1922>
Soggetti: VERGA, GIOVANNI. STORIA DI UNA CAPINERA – EDIZIONE CRITICA
Classificazione:     853.8 – NARRATIVA ITALIANA. 1859-1900

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Giovanni Verga

Verga sul Quaderno

Il film di Zeffirelli

Il libro su wikipedia

428 lettura finita (13/V anno) – Felis-Mulier di Giovanni Verga


 

Felis-Mulier di Giovanni Verga

 

Lettura di ottobre 2010

Un incrocio tra Jane Austin e Dumas. Un Verga non verista alle prese con un romanzo alla moda. Me lo sono immaginato bene il Verga trentenne in cerca di successo. Anche se la storia è una di quelle “già lette”  è scrtitta con maestria.

Voto: 8,5/10

Plus

Come i quadri dei “grandi”. Anche le opere minori sono capolavori.

Minus

Una storia d’amore come tante (nella letteratura del’800).

Quale lettore?

Pubblico adulto uso ai classici. (Altrimenti potrebbe sembrare antico)

Incipit

Nel febbraio del 1865 era venuto ad alloggiare nell’Albergo New Jork un mio amico d’infanzia, addetto d’ambasciata, che non avevo più visto da parecchi anni. La lontananza sembrava aver gettato un mare di ghiaccio fra le nostre relazioni.

L’Ite Missa est

L’uomo di quella passione non era morto in quel grido?

Trama
«Tigre reale mi fu detto essere un titolo non del tutto nuovo. Vi piace Felis-Mulier?», scriveva Verga, poco più che trentenne, al suo editore Treves. Il riferimento era fatto a quella che finora è stata nota come la prima stesura del più celebre romanzo «mondano» di Verga, Tigre reale appunto: una prima stesura che non piacque all’editore e lo scrittore mise da parte e fu poi dimenticata. Ma a riprenderla oggi si scopre – come ha fatto la curatrice di questo volume, Rita Verdirame – che di un altro romanzo si tratta del tutto diverso dalla sua versione successiva: rispetto a Tigre reale risulta semplificato lo spessore erotico e psicologistico. Invece, intorno alla storia d’amore tra un «uomo di lusso» e una felina e seducente maliarda, si snoda una girandola di avventure. Sicché senza troppo azzardo, si può rischiare di dire che Felis-Mulier sia l’unico romanzo d’avventure, sullo schema del feuilleton alla Dumas, scritto da un giovane Verga in cerca di una ricetta che gli garantisse la fama e il denaro.

Scheda del libro

Autore: Verga, Giovanni <1840-1922>
Titolo: Felis-Mulier / Giovanni Verga ; a cura di Rita Verdirame
Pubblicazione:    Palermo : Sellerio, \1999!
Descrizione fisica: 136 p. ; 17 cm.
Collezione: La memoria ; 453
Numeri: ISBN – 88-389-1504-0
Nomi: Verga, Giovanni <1840-1922>
Verdirame, Rita
Classificazione:     853.8 – NARRATIVA ITALIANA, 1859-1899

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Giovanni Verga

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279 lettura finita (11/III anno) – Robinson Crusoe di Daniel De Foe


Lettura dell’ottobre 2008

Mi sono divertito a leggere le avventure del naufrago Crusue. Personaggio davvero ingenoso e divertete in cui la voglia di vivere in comunità si scontra con la paura del prossimo. L’ho letto nell’eccellente traduzione di Stanislao Nievo. Come dico sempre ha tutti i difetti dei libri che superano le 300 pagine: a volte alcuni passi si ripetono con nemmeno troppe variazioni sul tema. Questo libro, come scrive Nievo nella breve prefazione, mostra le rughe del tempo: il protagonista è un perfetto uomo del ’700 “puritano e pronto alle lacrime, riottoso, impaurito, ignorante e indomito, sempre disposto a ricomnciare l’avventura costi quel che costi”; tuttavia è un romanzo da tenere in biblioteca. Ingiustamente declassato a letteratura per ragazzi.

Voto: 8,5/10

Incipit
Sono nato a York nel 1632, da una famiglia molto stimata benché non fosse oroginaria della città: mio padre, infatti, che era unostraniero, di Brema, in un primo tempo si era stabilito a Hull, dove aveva accumulato un buon patrimonio col commercio, e solo successivamente si era trasferito a York.

Trama. Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera
Il romanzo narra le vicende del ragazzo di York Robinson Kreutznaer, chiamato da tutti Crusoe, che, desideroso di avventure fra i sette mari, si imbarca su una nave a 19 anni. Il viaggio si conclude con un naufragio ma il giovane non si scoraggia. Purtroppo viene catturato durante un altro viaggio dal pirata Salò e rimane prigioniero per alcuni anni. Fortunatamente Robinson riesce a fuggire e si ritrova in Brasile, dove costruisce una piantagione di tabacco. La sfortuna non abbandona Crusoe; durante un altro viaggio la nave su cui viaggia affonda al largo del Venezuela, presso la foce del fiume Oroonoque e il giovane si ritrova ad essere l’ unico sopravvissuto di tutto l’ equipaggio. Sull’ isola resterà per 28 anni e, dopo un’ assenza di 35 anni, ritornerà in Inghilterra scoprendo di essere diventato ricco grazie alla sua piantagione brasiliana.

Scheda del libro
Autore: De Foe, Daniel
Titolo: Robinson Crusoe / Daniel De Foe ; traduzione di Stanislao Nievo
Pubblicazione: [Bologna] : Euromeeting italiana/Mediasat group, 2003
Descrizione fisica: 425 p. ; 22 cm
Collezione: Biblioteca dei ragazzi ; 3
Note Generali: Ed. speciale alleg. a Il resto del carlino, Il giorno, La nazione, Onda tv magazine
Titolo uniforme: life and strange surprising adventures of Robinson Crusoe.
Numeri: ISBN – 88-88666-05-2
Nomi: De Foe, Daniel
Nievo , Stanislao
Classificazione: 823.5 – NARRATIVA INGLESE, 1702-1745

Collegamenti utili per capire meglio il libro

Daniel Defoe

Robinson Crusue

Robinson Crusoe al cinema e in tv

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